Chi cammina velocemente vive più a lungo

Chi cammina più velocemente ha maggiori probabilità di vivere più a lungo, secondo un nuovo studio condotto dai ricercatori dell’Istituto Nazionale per la Ricerca sulla Salute (NIHR) del Leicester Biomedical Research Center.

Una persona che ha un ritmo di andatura più lento ha un’aspettativa di vita inferiore, dice un lavoro pubblicato su Mayo Clinic Proceedings, consistito in una collaborazione tra gli ospedali di Leicester, l’Università di Leicester e la Loughborough University, in Gran Bretagna.

La ricerca, utilizzando i dati della Biobank britannica di 474.919 persone reclutate nel Regno Unito, ha rilevato che coloro che avevano un ritmo di camminata abitualmente veloce avevano avuto una lunga aspettativa di vita, qualunque fosse il peso.

Le persone sottopeso con un passo lento avevano una speranza di vita più bassa (una media di 64,8 anni per gli uomini, 72,4 anni per le donne).

Il professor Tom Yates, autore principale dello studio, ha detto che forse la forma fisica è un indicatore migliore dell’aspettativa di vita rispetto all’indice di massa corporea.

Uno studio precedente, aveva mostrato che chi camminava lentamente aveva il doppio delle probabilità di avere una morte cardiaca, rispetto ai camminatori veloci, anche quando venivano presi in considerazione altri fattori di rischio, come il fumo e l’indice di massa corporea.

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Camminando, 86enne perde più di 50 chili

Una donna di 86 anni ha perso più di 50 chili camminando avanti e indietro nel suo appartamento ogni giorno, diventando vegetariana.

Ogni mattina, Jessica Slaughter, di St. Louis, nel Missouri, fa 3000 passi avanti e indietro, tra il soggiorno e la cucina, prima di iniziare la giornata.

La sua decisione di cambiare vita era arrivata quando aveva circa 70 anni e un medico le aveva detto che era pre-diabetica.

“Anche da bambina, in Mississippi, ero sempre la bambina più grassa della classe, mi hanno preso molto in giro”, ha raccontato la donna ai giornali americani. “Non sapevo come smettere di mangiare: pollo fritto, uova e pancetta, dolci”.

Ma dopo l’appuntamento col dottore, aveva smesso di mangiare carne e poi aveva iniziato le sue passeggiate quotidiane, nel suo appartamento.

Sua nipote le aveva suggerito di seguire i suoi passi con Fitbit,e ora ne fa fino a 3.000 ogni mattina.

Da quando ha iniziato il suo percorso di salute, la donna ha perso quasi 55 chili e vuole incoraggiare le altre persone anziane ad alzarsi e a muoversi.

“Voglio solo che gli anziani sappiano che solo perché abbiamo una certa età, non dobbiamo smettere di vivere”, ha detto. “Voglio dire loro che c’è un modo migliore di stare, se lo scelgono”.

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Fare movimento ringiovanisce il cervello

Uno studio pubblicato sulla rivista Neurology ha rivelato che il cervello può presentare cambiamenti positivi, dopo soli sei mesi di esercizio fisico.

Questo studio spiega che le attività fisiche, come camminare o fare jogging, contribuiscono al ringiovanimento delle capacità mentali negli anziani o nelle persone che le hanno compromesse.

Miglioramenti nella funzione esecutiva, responsabile dell’organizzazione e dell’esecuzione delle idee, nel cervello, si registrano dopo un periodo di attività fisica. Se al movimento si aggiunge il miglioramento della dieta i benefici sono maggiori.

Secondo James Blumenthal, professore della Facoltà di Medicina della Duke University di Durham, nella Carolina del Nord, dieta e movimento avevano ridotto di circa nove anni l’età cerebrale dei pazienti che avevano partecipato allo studio.

Le persone in questo studio erano anziane, avevano già problemi cognitivi e fattori di rischio cardiovascolare, inoltre erano sedentarie.

Questo dimostra che non è mai troppo tardi per iniziare a condurre una vita sana.

Gli esercizi utilizzati nella ricerca consistevano semplicemente nel camminare o nell’uso di una bicicletta da camera per 35 minuti, solo tre volte alla settimana.

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La camminata veloce riduce il rischio di morte

Il migliore esercizio fisico per perdere peso, mantenere il cuore sano ed evitare il cancro è camminare velocemente.

Questo tipo di esercizio non richiede una particolare spesa economica o di passare lunghe ore in palestra, mentre può aiutare a vivere più a lungo, secondo una nuova ricerca, condotta dall’Università di Sydney.

Il recente lavoro australiano ha cercato di determinare l‘associazione fra il passo veloce, la malattia cardiovascolare e la mortalità per cancro.

Lo studio ha dimostrato che camminare ad un ritmo medio è associato a una riduzione del rischio del 20% di mortalità. La camminata ad un passo veloce è associata, invece, a una riduzione del rischio di mortalità del 24%.

Un risultato simile è stato trovato per il rischio di mortalità per malattie cardiovascolari, con una riduzione del 24% in caso di camminata ad un ritmo medio e del 21% in caso di camminata a piedi ad un ritmo vivace o veloce.

Gli effetti protettivi del camminare sono risultati più pronunciati nelle fasce di età più elevate. In media chi camminava a ritmo medio, nello studio, se aveva un’ età di 60 anni e oltre, aveva il 46 per cento minor rischio di morte per cause cardiovascolari, mentre chi camminava velocemente aveva il 53 per cento di riduzione del rischio.

Per “passo veloce si intende, generalmente, un’andatura di cinque – sette chilometri all’ora, anche se tutto dipende dai livelli di forma fisica del soggetto. Un indicatore alternativo è quello di camminare ad un ritmo che procura un po’ di fiatone o di sudore”, ha detto l’autore principale dello studio, Emmanuel Stamatakis, illustrando i risultati della sua nuova ricerca, apparsa sul British Journal of Sport Medicine.

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