Una ricetta “da brividi” a base di zucca

L’autunno porta con sé tante delizie di stagione, tra cui la zucca, frutto versatile che si presta alle più disparate preparazioni. Per festeggiare Halloween e valorizzare la dolcezza del peponide arancione, Microplane® propone una gustosa lasagna a base di zucca, adatta anche ai vegetariani, da preparare con il supporto del nuovo Peeler XL, l’innovativo pelaverdure caratterizzato da dimensioni generose. La lama, infatti, risulta più larga e lunga rispetto allo standard, consentendo di sbucciare con facilità anche gli ortaggi più grandi.

LASAGNA ALLA ZUCCA

Ingredienti per 4 persone:

– 250 gr di lasagne all’uovo

– 800 gr di zucca sbucciata con il Peeler XL di Microplane®

– 250 gr di provola affumicata

– 50 gr di parmigiano reggiano

– 350 ml di besciamella

– 1 rametto di rosmarino

– 1 spicchio d’aglio

– Sale, pepe, noce moscata q.b.

– 2 cucchiai di olio evo

Procedimento:

– Sbucciare la zucca con il Peeler XL d Microplane®, tagliarla a cubetti e ammorbidirla in padella, a fuoco basso per circa 20 minuti, con due cucchiai di olio evo, uno spicchio d’aglio, sale, pepe, noce moscata e rosmarino

– Stratificare poi la lasagna su una pirofila seguendo questo ordine: besciamella, pasta, besciamella, zucca, scamorza e parmigiano. L’ultimo strato dovrà essere composto da sola pasta, besciamella e parmigiano.

– Cuocere in forno statico preriscaldato a 180° per circa 30 minuti

Barbapapà

Ingredienti per 4 persone

4 Uova di The Garda Eggs

2 Rape rosse piccole

2 Rape Chioggia

2 Rape gialle

2 Carote piccole

1 Ravanello

2 Carote piccole viola

1 Carota viola grande

1 Barbabietola rossa grande

100gr di Parmigiano Reggiano riserva 24 mesi

50 gr di panna fresca

30 gr di succo di barbabietola

5\6 Foglie di carote

Olio Evo

Sale di Cervia

Procedimento:

Per prima cosa, lasciare le uova in marinata di “the” aromatico di foglie di barbabietole e verde di carote, al fine di conferire alle uova ancora con i gusci un sentore erbaceo.

Tolettare le rape piccole a spicchio, avendo cura di arrotondare gli spigoli e cuocere fino a portare a cottura.

Affettare 3 fette di ravanelli, 3 fette di rape Chioggia, 3 rape gialle e tagliarle in modo che abbiano lo stesso diametro di 2,5 cm.

Con la rimanente parte della rapa gialla, ricavare una fetta alta 2 cm con un diametro 5 cm, con l’aiuto di un coppa pasta, ricavare un foro all’interno che sarà la base d’appoggio dell’uovo.

Nel mentre, portare la panna a 65°, aggiungere il Parmigiano grattugiato e lasciare girare fino a raggiungere la consistenza crema, una volta ottenuta, aggiungere l’acqua di barbabietola e tenere in parte. Attenzione a non riscaldare altrimenti l’ossidazione produrrà un cambio di colore.

Nel mentre cuocere l’uovo per 3.30 secondi, far raffreddare in acqua e ghiaccio e sbucciare, mettere le uova in acqua tiepida e tenere a parte

Finitura ed impiattamento:

In un piatto leggermente fondo montare al centro la rapa base, tutto intorno le rapette e le foglie di carote. Infine, posizionare l’uovo e glassare con la crema.

La ricetta è stata realizzata a 4 mani dagli Chef Filippo Sinigalli e Pietro Scelzo

Ghiacciolo alla frutta bio

Cosa c’è di meglio di un buon ghiacciolo alla frutta per combattere l’insopportabile calura estiva? La maggior parte di quelli in commercio contengono conservanti, coloranti e zuccheri, di cui possiamo benissimo fare a meno. Ecco la ricetta per 4 ghiaccioli: 150 grammi di composta pesche, oppure fragole, albicocche o ciliegie, 100 ml di acqua, 30 grammi di miele. Preparazione: versa in un pentolino l’acqua, unendola ai 30 grammi di miele. Inizia a mescolare sul fuoco, facendo scaldare per bene finché il miele non si sarà sciolto del tutto. Dopo qualche minuto, togli il pentolino dai fornelli e fai raffreddare. Aggiungi la composta di frutta che preferisci e frulla con un mixer ad immersione. Adesso non resta che versare il tutto negli stampini per i ghiaccioli e riporre in freezer per almeno 5 ore prima di gustarli. Il loro gusto e la loro freschezza vi conquisterà e anche i bambini li ameranno! Cosa aspetti? Sceglie il gusto di composta che preferisci ed il miele.

Ricetta inviata da Sant’Egle, una piccola azienda agricola BIO dal 2010, in Maremma Toscana

Nachos messicani

I nachos sono un piatto tradizionale messicano. Sono usati come antipasto e sono l’accompagnamento perfetto per la salsa guacamole. Si può anche servire con formaggio cheddar.

Ingredienti

225ml di acqua

300g di farina di mais, tipo fioretto

75g di farina di grano

un cucchiaino di sale

un cucchiaio di burro

olio per friggere.

Preparazione

In una ciotola mescolare i due tipi di farina, il sale e il burro. Una volta mescolati gli ingredienti, aggiungere l’acqua un po’ alla volta per ottenere un impasto consistente; lasciar riposare per circa 10 minuti.
Stendere l’impasto con l’aiuto di un mattarello ottenendo una sfoglia sottile, tagliarlo a triangoli e lasciarlo riposare in frigo per circa un’ora.
Friggere i triangoli in abbondante olio, poi scolarli su carta assorbente.

 

Peperoncini jalapeños al forno con formaggio

peperoncini

Ingredienti

12 peperoni jalapeños

1 cipolla tritata
coriandolo fresco tritato
250 g di formaggio cremoso
1/2 cucchiaino di cumino
sale a piacere
formaggio cheddar tagliato a bastoncini

Preparazione

Tagliare i jalapeños a metà eliminando i semi. Mescolare su un piatto il formaggio spalmabile con le spezie. Farcire con il composto i peperoni tagliati a metà nel senso della lunghezza. Sistemare i jalapeños in una pentola da forno oliata. Mettere su ogni peperoncino dei bastoncini di cheddar e infornare per circa 30 minuti a 180 gradi.

Pasta con speck, zucca e verza

Pasta e italiani, un amore che dura nel tempo, nonostante le mode alimentari e il cambiamento degli stili di vita, tutti o quasi la mangiamo quotidianamente. E, da oggi, nemmeno più il poco tempo a disposizione potrà costringerci a rinunciare al primo piatto simbolo della cucina italiana. Infatti, Lagostina, in occasione del World Pasta Day 2021, presenta una ricetta in pentola a pressione, che permette di cuocere la pasta nella metà del tempo rispetto ai metodi tradizionali.

La ricetta, ideata con Sonia Peronaci, storica fondatrice di Giallo Zafferano, ora volto e promotrice del sito che porta il suo nome soniaperonaci.it, è ispirata ai sapori di stagione: pasta con speck, zucca e verza. Un piatto non solo veloce ma anche sano e sostenibile, infatti l’utilizzo della pentola a pressione garantisce un minor consumo di energia e di acqua nella preparazione e, soprattutto, preserva maggiormente sapori, profumi e caratteristiche degli ingredienti rispetto alle cotture alternative.

Insomma, quando scienza, tecnologia e arte culinaria si incontrano nascono piatti gustosi, amici dell’ambiente e salutari. Quindi, quale miglior momento per sperimentare questa nuova ricetta se non il 25 ottobre, giorno in cui nel mondo si celebra l’amore della pasta? Basterà accendere i fornelli e seguire le istruzioni che saranno pubblicate sull’app Lagostina e i suoi canali social ufficiali.

E per chi ancora non ha una pentola a pressione, Lagostina ha pensato ad una promozione dedicata, con il codice ABITUDINE15, infatti, sarà possibile acquistarne una con uno sconto del 15%, dal 15 al 30 ottobre, sul nuovissimo shop online (https://shop.lagostina.it/collections/pentole-a-pressione).

Ricetta:

PASTA CON SPECK, ZUCCA E VERZA IN PENTOLA A PRESSIONE

Ingredienti per 4 persone

Pasta mista 200 g

Speck 100 g

Zucca mantovana (polpa) 220 g

Verza pulita 250 g

Cipolla tritata 50 g

Acqua 600 g

Rosmarino 1 rametto

Salvia 5 foglie

Olio EVO q.b.

Sale grosso 4 g

Pepe q.b.

Procedimento

Per prima cosa elimina la buccia dalla zucca e, una volta ottenuta la polpa, tagliala a cubetti di 1 cm.

Taglia lo speck in piccoli bastoncini (tipo fiammifero) o a cubetti.

Elimina il torsolo centrale coriaceo della verza, tagliala a metà e successivamente a striscioline di circa 1 cm.

Nella pentola a pressione fai scaldare un filo di olio EVO assieme alla cipolla tritata e allo speck; fai appassire la cipolla dopo di ché aggiungi la zucca e le verze. Rosola il tutto per 5 minuti, aggiungi le erbe aromatiche, l’acqua, il sale grosso e la pasta mista.

Chiudi ora la pentola a pressione con il suo coperchio ermetico, posiziona la valvola sul simbolo “verdure” e accendi il fuoco al massimo. Una volta che dalla valvola fuoriuscirà il vapore, abbassa il fuoco al minimo e conta 5 minuti di cottura.

Trascorso il tempo indicato, spegni il fuoco e gira la valvola sul simbolo “vapore” e fai fuoriuscire tutto il vapore all’interno. Terminato lo sfiato, apri la pentola a pressione, mescola il tutto e lascia riposare un paio di minuti. Disponi nei piatti da portata e servi con un filo di olio EVO a crudo la tua pasta!

World Pasta Day: gli “Spaghetti al pomodoro” diventano un dolce

Un piatto di pasta per dessert? In occasione del World Pasta Day, che ogni anno ricorre il 25 ottobre, gli “Spaghetti al pomodoro” diventano un dolce, grazie a Valerio Braschi, il più giovane vincitore della storia di Masterchef e chef estroso del ristorante 1978 di Roma, e WMF, celebre brand tedesco di prodotti per la cucina.

Secondo le statistiche, ogni anno, un italiano mangia in media 25 Kg di pasta. Ripiena, al forno, asciutta, rossa o bianca ma pur sempre salata e come primo piatto. Da qui l’idea dello Chef Braschi e di Wmf di celebrare questo ingrediente simbolo della tradizione italiana in un modo originale per esaltarne la versatilità e aprire a nuove possibilità di utilizzo.

Nasce così la verisone dolce degli “spaghetti al pomodoro”, iconico primo piatto di pasta che ogni giorno continua a diffondere e far apprezzare l’arte culinaria italiana nel mondo.

Il piatto a prima vista appare identico al grande classico salato, e anche gli ingredienti principali sono gli stessi, ma, sono la preparazione e l’aggiunta di alcuni dettagli a trasformarlo in una portata ideale per il fine pasto. Infatti, la pasta è cotta in acqua dolce, il pomodoro caramellato e il basilico servito come gelato, il tutto sotto un’abbondante spolverata di cocco rapé al posto del formaggio.

La ricetta è consultabile sul blog di Wmf, che ha messo a disposizione dello chef romagnolo tutti i propri strumenti per realizzarla.

Ricetta: Spaghetti al pomodoro dolci

Ingredienti per 4 persone

Spaghetti: 240gr
Pomodorini datterini: 1kg
Zucchero di canna qb
Latte: 500ml
Basilico: 100gr
Panna 50ml
Zucchero semolato 50gr
Neutro per gelati: 1 gr
Cocco rapè qb
Polvere di pomodoro qb

Procedimento
Tagliare i pomodorini a metà e cospargerli con abbondante zucchero di canna, infornarli a 180° per 15 minuti, successivamente frullarli.
Cuocere gli spaghetti in acqua bollente, scolarli, raffreddarli e condirli con la salsa di pomodoro dolce.

Frullare il latte con lo zucchero semolato, la panna e il neutro per gelati e scaldare a 80°.

Sbianchire il basilico in acqua bollente, raffreddarlo in acqua e ghiaccio e frullarlo fino a che non si otterrà una crema verde brillante.
Aggiungere la crema di basilico al composto di latte, zucchero, panna e neutro, frullare e raffreddare.
Montare il gelato in gelatiera.

Impiattare gli spaghetti con una spolverata di cocco rapè tostato e di fianco adagiare una quenelle di gelato al basilico sopra a un cucchiaino di polvere di pomodoro.

Un cocktail amabile con il Polugar

Un drink di semplice realizzazione, ma di grande resa, il ‘Ci pensa Drugo’, twist sul classico White Russian, cocktail preferito del personaggio-cult del film ‘Il Grande Lebowski’ dei Fratelli Coen, diretto da Joel nel 1998. Con questa rivisitazione-omaggio, Laura Schirru, head bartender del The Duke Cocktail Lounge Bar de La Maddalena realizza un cocktail amabile, ma dal carattere robusto, proprio come il Drugo interpretato da Jeff Bridges.

Il drink si prepara con:

5 cl di Polugar N.1 Rye&Wheat,

2 cl di liquore al cioccolato,

un top di yogurt al caffè per colmare.

Versare la Polugar N.1 Rye&Wheat in un bicchiere Old Fashioned colmo di ghiaccio, aggiungere il liquore al cioccolato e colmare, versando lentamente lo yogurt al caffè. Il drink si chiude con dei chicchi di caffè come decorazione.

La Polugar N.1 Rye & Wheat, prodotta da una miscela di segale e grano, ha sentori intensi di pane appena sfornato, note di grano e segale e di pepe nero, caratterizzata da un sapore deciso che dona robustezza ai sapori dolci e contrastanti del cioccolato e dello yogurt al caffè. Prodotta in Polonia dalla distilleria Rodionov & Sons, in una foresta e lontano da altri stabilimenti industriali, strade e città, Polugar non assomiglia alla vodka moderna: è una bevanda alcolica più antica, prodotta nell’era in cui tutti i distillati di cereali venivano realizzati usando alambicchi di rame.

Un cocktail, il White Russian e il suo twist di Laura Schirru, cucito addosso a Drugo, che conduce una vita pigra, piacevole e disimpegnata, condita da qualche partita di bowling con gli amici e bagnata proprio dal drink che lo accompagna sempre, nel suo approccio calmo e rilassato alla vita, anche nei momenti drammatici e senza via di uscita. Uno stile che è diventato di culto e che ha reso il White Russian e tutti i suoi epigoni un vero e proprio accompagnamento alla vita quotidiana.

Una carbonara perfetta. Scopri come farla

Che siano spaghetti o pasta corta, la carbonara è la gioia del palato per grandi e bambini. Piatto simbolo di romanità, famoso e apprezzato in tutto il mondo, viene celebrato ogni anno il 6 aprile in occasione del Carbonara Day.

Una ricetta tanto amata, dalle origini incerte sebbene l’ipotesi più accreditata riconduca la sua comparsa ad un’origine laziale, semplice e genuina, eppure tante volte inutilmente trasformata e rivisitata.

Ne è un esempio la “Smoky Tomato Carbonara”, con pomodoro e bacon, lanciata recentemente dal New York Times nelle pagine dedicate ai lettori gourmand: immediate le reazioni sul web che l’hanno definita una brutta copia di un grande classico tutto italiano e romano.

Insomma, la carbonara è una cosa seria e non sono ammessi errori. Ma qual è il segreto di una carbonara perfetta? Andiamo per gradi e facciamo chiarezza: ne parliamo con Antonello Colonna, chef di fama internazionale. “La carbonara è una delle ricette più trasformate e contaminate al mondo e trova la sua origine, sebbene ci siano tante fonti diverse, da un soldato americano che, durante lo sbarco in Italia ai tempi della Seconda Guerra Mondiale, si recò in una trattoria a Trastevere e chiese che la sua razione K – che conteneva uovo liofilizzato, bacon e creme fraiche – venisse cucinata”.

Meglio il guanciale o la pancetta? “Se pecorino, uovo e pepe in grani rappresentano gli ingredienti per eccellenza – sottolinea Antonello Colonna – la scelta tra guanciale e pancetta fa la differenza: molti li confondono, ma come dice l’etimologia della parola, la pancetta proviene dalla pancia del maiale, mentre il guanciale, dalla guancia e sono due tagli che non si trovano in tutta Italia. Il mio consiglio è seguire la ricetta tradizionale, quindi sì al guanciale tagliato a forma di mignolo, metà grasso e metà magro: è vero che in generale è più grasso della pancetta ma è parte integrante del sapore tipico della carbonara. E sì anche al pecorino, possibilmente romano stagionato, dal gusto intenso”.

Realizzare una buona carbonara sembra facile ma non lo è; sono molti gli errori, infatti, in cui si può inciampare.

“Un errore che spesso si commette quando si prepara la carbonara – evidenzia lo chef – è sottovalutare la scelta della pasta: lunga o corta è una questione di gusti, io prediligo lo spaghettone, ma la qualità del prodotto è fondamentale, la pasta deve essere di semola di grano duro, meglio se trafilata al bronzo. Il segreto di una buona pasta, quindi, sta proprio nella pasta. In generale, evitare assolutamente la pasta all’uovo e raccomando che la cottura sia quella giusta, al dente è perfetta. Un altro errore è quello di arrostire il guanciale che, dico sempre, va invece fatto sudare, cioè deve restare morbido. Infine, mai aggiungere altri grassi, quindi no olio, burro o, men che mai, la panna spesso usata da molti, soprattutto all’estero, per ottenere una pasta alla carbonara dall’aspetto cremoso”.

La ricetta per una carbonara a regola d’arte secondo lo chef Antonello Colonna

Per 4 persone

400 gr di spaghettoni

4 tuorli

2 fette di guanciale

4 cucchiai di pecorino romano stagionato

Pepe in grani da macinare q.b

Parmigiano, secondo i gusti, q.b.

Mettere sul fuoco una padella antiaderente senza aggiunta di olio o burro; quando sarà rovente, togliere dal fuoco e mettere il guanciale tagliato a forma di mignolo, aggiungendo un dito di vino bianco, facendolo sfumare.

Nel frattempo, in una ciotola di vetro o acciaio mettere i 4 tuorli, 4 cucchiai di pecorino romano, meglio se stagionato e pepe in grani da macinare. A seconda dei gusti si può aggiungere il parmigiano reggiano grattugiato. E iniziare a mantecare il tutto con una frusta, alla fine aggiungere il guanciale “sudato”.

Nel frattempo, cuocere gli spaghettoni e scolarli al dente, e non troppo asciutti, versandoli nella ciotola con il condimento. Con forchetta e cucchiaio continuare a mantecare la pasta a “bagnomaria” cioè ponendo la ciotola su una pentola con acqua calda, questo è il segreto per mantenere la carbonara cremosa e ben calda. Servire e mangiare subito.

Pizza in padella

Non tutte le ricette consumano lo stesso quantitativo di energia: cotture brevi significano minori consumi. La realizzazione di questa pizza è stata suggerita da Lagostina, storica azienda italiana leader nella produzione di pentole a pressione e pentolame in acciaio inossidabile, in occasione dell’Earth Hour (Ora della Terra), grande mobilitazione globale (27 marzo) sostenuta dal WWF, per un futuro sostenibile e per vincere la sfida del cambiamento climatico.

INGREDIENTI

300 g farina 0

200 ml acqua

½ cucchiaino di bicarbonato

Pomodorini datterini in scatola

2 mozzarelle

Basilico fresco

Origano

Succo di limone

Sale e olio evo q.b.

PROCEDIMENTO

In una ciotola unite la farina con olio, sale, bicarbonato e poche gocce di succo di limone. Aggiungete l’acqua e impastare finché non otterrete un impasto compatto.

Lasciatelo riposare per 10 minuti coperto con un panno da cucina pulito e inumidito. Intanto preparate il sugo per guarnire la pizza. In una casseruola scaldate i pomodorini in scatola con olio e basilico. Potete aggiungere altri aromi a piacere, come aglio od origano.

Preparate le pizze dividendo l’impasto in parti e stendete ciascuna sfoglia del diametro della padella. Riscaldate la padella a fuoco basso, non appena è pronto alla cottura adagiate la prima pizza.

Quando la parte inferiore prende colore, girate la pizza con una spatola e condite con il sugo di datterini, la mozzarella a dadini, sale e basilico fresco. Coprite con il coperchio e ultimate la cottura della pizza.

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