Il digiuno contrasta le malattie legate all’invecchiamento

In un nuovo studio, pubblicato di recente in Cell Reports, condotto a Irvine e guidato a un ricercatore italiano, è stato trovato che il digiuno influenza i ritmi circadiani nel fegato e nei muscoli dello scheletro, inducendoli a ricablare il loro metabolismo, il che può portare a un miglioramento della salute e della protezione dalle malattie associate all’invecchiamento.

L’orologio circadiano opera all’interno del corpo e dei suoi organi come un meccanismo intrinseco di conservazione del tempo per preservare l’omeostasi in risposta all’ambiente che cambia. E, mentre è noto che il cibo influenza gli orologi nei tessuti periferici, fino ad ora non era chiaro in che modo la mancanza di cibo influenzi la funzione dell’orologio biologico e in definitiva il corpo.

La nuova ricerca è stata condotta utilizzando dei topi, che sono stati sottoposti a periodi di digiuno di 24 ore.

E’ emerso che il digiuno è in grado di riprogrammare una varietà di risposte cellulari, a vantaggio della salute e della protezione contro le malattie associate all’invecchiamento.

Questo studio apre nuove strade di indagine che potrebbero alla fine portare allo sviluppo di strategie nutrizionali per migliorare la salute negli esseri umani, ha detto il suo autore principale Paolo Sassone-Corsi, Direttore del Center for Epigenetics and Metabolism e Donald Bren Professor del Department of Biological Chemistry a Irvine.

Sassone-Corsi aveva mostrato per la prima volta il legame tra ritmo circadiano e metabolismo, circa 10 anni fa, identificando le vie metaboliche attraverso le quali le proteine ​​circadiane percepiscono i livelli di energia nelle cellule.

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Non scombussolare l’orologio biologico può evitare depressione e problemi di umore

Il mancato rispetto del ritmo naturale del proprio orologio interno può aumentare il rischio di sviluppare problemi di umore, che possono procurare anche la depressione grave e il disturbo bipolare.

Un grande studio sul tema ha coinvolto 91.105 persone ed ha collegato l’interferenza con il “ritmo circadiano” del corpo ad un declino delle funzioni cognitive, come la memoria e la capacità di attenzione.

L’orologio interno del cervello regola il ciclo giorno-notte, influenzando i modelli di sonno, il rilascio degli ormoni e perfino la temperatura corporea.

Una ricerca precedente aveva suggerito che l’interrompere i ritmi naturali del corpo potesse influire negativamente sulla salute mentale, ma lo studio era piccolo.

Per il nuovo studio, un team internazionale guidato dall’Università di Glasgow , ha coinvolto più di 90mila  persone di età compresa tra 37 e 73 anni.

E’ emerso che gli individui che interrompevano il ritmo naturale del loro corpo, ad esempio a causa dei turni di notte, fatti per lavoro, o del jet lag ripetuto, tendevano ad avere un rischio più elevato di sviluppare disturbi dell’umore, sentimenti di infelicità e problemi cognitivi.

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L’orologio biologico influenza la fertilità maschile

L’età è un fattore che influenza la fertilità maschile dopo i 50 anni. Lo ha reso noto recentemente la Società Americana di Medicina della Riproduzione (ASRM) ed è stato confermato da IVI, il più grande gruppo del mondo che si occupa di riproduzione assistita, grazie alla sua vasta esperienza.

“A partire dai 50 anni esiste un maggiore probabilità che il liquido seminale presenti difetti genetici. Gli uomini di età avanzata possono sviluppare malattie che influiscono negativamente sulle loro funzioni sessuali e riproduttive”, spiega il Professor Antonio Pellicer, Presidente del Gruppo IVI e del Centro IVI di Roma.

Lo specialista assicura che, mano a mano che gli uomini invecchiano, i loro testicoli tendono a diventare più piccoli e la morfologia degli spermatozoi (forma) e la motilità (movimento) tendono a diminuire.

Secondo il Professor Pellicer, il 30% delle cause di infertilità è collegato a fattori maschili. Il 90% di queste è collegata a difficoltà di produzione di spermatozoi, o problemi nella loro morfologia o mobilità.

“E’ importante che gli uomini siano coscienti del fatto che l’infertilità riguarda anche loro – aggiunge la Dottoressa Daniela Galliano, Responsabile del Centro IVI di Roma – e prendano le misure necessarie per proteggere la propria capacità riproduttiva e qualità dei loro spermatozoi”.

Il seme ha un ciclo di formazione di 70 giorni, e quindi ci sono alcuni fattori da considerare all’inizio della ricerca di un bambino o di un trattamento di riproduzione assistita. I comportamenti raccomandati in questi casi sono:

·         Evitare il consumo di tabacco, alcol, marihuana e altre droghe o farmaci

·         Ridurre lo stress

·         Evitare l’esposizione prolungata a radiazioni elettromagnetiche, alte temperature e pesticidi

·         Evitare il sovrappeso o la cattiva alimentazione

·         Svolgere regolare attività fisica ed incoraggiare la buona alimentazione, ricca di acido folico, zinco e antiossidanti

·         Consumare vitamine E, A, C, e B12, presenti in frutta e verdura.

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Correre di notte non è il massimo

Un nuovo studio fatto nella Northwestern University di Chicago sostiene che il momento migliore per fare esercizio fisico è durante il giorno, quando si è più svegli.

In un articolo, pubblicato nella rivista scientifica ‘Cell Metabolism’, gli autori dello studio dicono che i muscoli funzionano a seconda del proprio ritmo circadiano.

Ciò significa che il corpo risponde in modo diverso all’allenamento nei momenti diversi della giornata, in relazione alla luce a al buio.
“L’ossigeno e l’orologio interno danzano insieme all’interno delle cellule muscolari per produrre energia”, ha detto l’autore senior dello studio Joseph Bass.

“La capacità di una cellula di svolgere le sue funzioni più importanti, varia a seconda dell’ora del giorno”, con i muscoli che sono più efficienti quando si è più svegli, ha spiegato.

Bass ha anche detto che l’orologio interno del corpo può essere manipolato.

“In futuro, possiamo scoprire nuovi modi per manipolare la risposta di ossigeno della cellula reimpostando l’orologio”,  ha detto l’esperto, influenzando, ad esempio, “il metabolismo del glucosio nel diabete”.

Il diabete è caratterizzato da un difetto del muscolo di consumare il glucosio, che a sua volta controlla i livelli di zucchero nel sangue.

Rafforzare l’orologio biologico di un muscolo può fornire un nuovo mod per eliminare il glucosio in eccesso e trattare il diabete, ha spiegato Bass.

Studi precedenti avevano già indicato che un malfunzionamento dell’orologio biologico può influire sulla possibilità di sviluppare il diabete o l’obesità.

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