L’allergia alla carne rossa è provocata dalle zecche

Probabilmente in molti non lo sanno, ma esiste anche un’allergia verso la carne rossa. È un’allergia scoperta recentemente, nel 2009 negli Stati Uniti. Si tratta di una patologia di cui l’agente scatenante sono delle punture di zecche, che determinano la formazione di anticorpi di tipo IgE, tipici dell’allergia verso l’Alfa-GAL.

Non si tratta di una proteina, ma di uno zucchero. L’ipotesi è che questo zucchero venga iniettato sotto cute dalla saliva della zecca. Un altro elemento inconsueto che qui si verifica è che la reazione non è immediata dopo l’assunzione dell’alimento in questione, ma ritardata da 3 a 6 ore, rendendo più difficile l’associazione dell’allergia al cibo.

Recentemente si è ottenuto un nuovo sistema diagnostico: il dosaggio delle IgE specifiche verso l’Alfa-GAL, che però al momento è disponibile solo in un numero limitato di laboratori.

La patologia è piuttosto rara. “Su 68 centri italiani di allergologia analizzati che vedono mediamente oltre 100mila pazienti ogni anno, sono stati identificati soltanto 27 casi”, ha spiegato lo specialista Danilo Villalta in occasione del Congresso Nazionale dell’AAIITO, Associazione degli Allergologi e Immunologi Territoriali e Ospedalieri Italiani, presso il Palazzo del Consiglio Regionale di Reggio Calabria.

 Il primo caso di allergia alla carne rossa nei confronti dello zucchero Alfa-Gal nel Centro – Sud ha riguardato un uomo di circa 50 anni di Reggio Calabria che lavora per il Corpo Forestale, già punto in passato da zecche. Nella notte ha manifestato due episodi di reazione, circa 5-6 ore dopo la cena, con perdita di coscienza e manifestazioni cutanee. Precedentemente aveva mangiato ingenti quantità di carne rossa. In Italia sono ancora pochi i centri in grado di compiere indagini su questo tipo di reazione.

 “Non c’è una terapia nei confronti di questa patologia – ha spiegato Antonino Musarra, Presidente AAIITO,  Associazione degli Allergologi e Immunologi Territoriali e Ospedalieri Italiani L’unica strategia è quella della prevenzione. Non abbiamo ancora grandi dati su questo tipo di sensibilizzazione. E’ per questo che occorre identificare il prima possibile quale tipo di carne il paziente abbia ingerito, il taglio di essa e la relativa quantità. Finora tutti i casi erano stati riportati nel Nord-Est, raramente nel Nord-Ovest. Ancora troppo pochi i centri che possono scoprire questo tipo di allergia. Reggio è tra questi”.

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Gli uomini che mangiano troppa carne rossa invecchiano prima

Gli uomini che mangiano molta carne rossa e poca frutta e verdura possono invecchiare prima del tempo, secondo gli scienziati dell’Università di Glasgow, in Gran Bretagna, e del Karolinska Institute, in Svezia, a causa dell’aumento dei livelli di fosfato nel loro sangue.

I fosfati sono naturalmente presenti negli alimenti essenziali e sono facilmente assorbiti dal corpo. Così, il loro uso eccessivo può portare a un aumento delle concentrazioni nel sangue.

Quando questo accade, ci possono essere gravi conseguenze per la salute, con un aumento della mortalità per patologie cardiovascolari, invecchiamento precoce e malattie renali.

In un nuovo studio, pubblicato sulla rivista ‘Aging’, i ricercatori hanno condotto analisi dettagliate su oltre 600 volontari per verificare i livelli di fosfato nella dieta, considerando il sesso, l’età cronologica e alcuni indicatori di invecchiamento biologico del corpo, come la lunghezza dei telomeri.

I telomeri sono le estremità dei cromosomi e costituiscono un indicatore della longevità. Essi proteggono i cromosomi da eventuali danni e si accorciano leggermente ad ogni proliferazione cellulare e quando raggiungono la loro soglia di lunghezza, la cellula muore.

Come i ricercatori hanno trovato, la lunghezza dei telomeri e altri marcatori di invecchiamento biologico sono fortemente correlati negli uomini con livelli di fosfati causati dal consumo di carne rossa.

In effetti, gli uomini con fosfati anche moderatamente elevati a causa della malnutrizione hanno un’età biologica maggiore di quella cronologica, presumibilmente per il consumo insufficiente di alimenti di origine vegetale freschi, come frutta e verdura.

Dalla ricerca, guidata dall’Institute of Cancer Sciences in collaborazione con il Karolinska Institute a Stoccolma, è emerso che alti livelli di fosfato riducono anche la funzionalità renale, col rischio di causare una lieve o moderata malattia renale cronica.

Nelle donne non è stata osservata una correlazione proporzionale, a prescindere dalla situazione economica, probabilmente perché le donne di solito mangiano più frutta e insalata rispetto agli uomini, hanno detto i ricercatori.

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Mestruazioni in anticipo per le bambine che mangiano troppa carne rossa

Le ragazze che consumano troppa carne rossa hanno le mestruazioni prima di quelle mangiano di meno questo alimento, secondo una nuova ricerca dell’Università del Michigan (UM).

Lo studio, fatto su 456 bambine che avevano tra 5-12 anni a Bogota (Colombia), nei sei anni prima del menarca, è parte di un progetto che esamina la relazione tra nutrizione e salute nei bambini e negli adolescenti.

E’ emerso che le ragazze le quali avevano consumato più carne rossa (tra quattro volte a settimana e due volte al giorno) avevano avuto le mestruazioni a un’età media di 12 anni e 3 mesi.

Quelle che avevano mangiato meno frequentemente il prodotto le avevano avute a 12 anni e 8 mesi.

Cinque mesi, per i ricercatori, “è un’importante differenza, poiché è un periodo associato al rischio di malattie più tardi nella vita.

L’ insorgenza precoce della pubertà è legata a problemi di salute nell’età adulta, quali un aumentato rischio di cancro al seno, malattie del cuore, diabete e obesità.

Non è chiaro “quali componenti specifici di carne rossa potrebbero causare il menarca in anticipo”, hanno detto i ricercatori.

In precedenza, altri studi avevano trovato che il consumo eccessivo di carne rossa, in diverse fasi della vita, è collegato a vari problemi per la salute, soprattutto ad alcuni tipi di cancro.

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Carne rossa parzialmente assolta: la quantità e i modi di cottura fanno la differenza

Le carni rosse sono state parzialmente assolte, dopo l’allarme che si era creato in tutto il mondo dopo la pubblicazione di un articolo da parte di una importantissima rivista scientifica.

In Italia, il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare (CNSA) ha precisato che molto dipende dalle modalità di cottura della carne. Vari studi hanno messo in luce che sarebbero le carni cotte alla brace non opportunamente condite a sviluppare sostanze cancerogene.

L’insorgenza dei tumori – ha spiegato il Comitato – è un evento derivante da più fattori di natura individuale, comportamentale e ambientale, tra i quali vanno considerate anche le abitudini alimentari, spiegando che l’effetto cancerogeno delle carni è condizionato dalle abitudini di cottura e fi trasformazione.
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