Gli uomini che mangiano troppa carne rossa invecchiano prima

Gli uomini che mangiano molta carne rossa e poca frutta e verdura possono invecchiare prima del tempo, secondo gli scienziati dell’Università di Glasgow, in Gran Bretagna, e del Karolinska Institute, in Svezia, a causa dell’aumento dei livelli di fosfato nel loro sangue.

I fosfati sono naturalmente presenti negli alimenti essenziali e sono facilmente assorbiti dal corpo. Così, il loro uso eccessivo può portare a un aumento delle concentrazioni nel sangue.

Quando questo accade, ci possono essere gravi conseguenze per la salute, con un aumento della mortalità per patologie cardiovascolari, invecchiamento precoce e malattie renali.

In un nuovo studio, pubblicato sulla rivista ‘Aging’, i ricercatori hanno condotto analisi dettagliate su oltre 600 volontari per verificare i livelli di fosfato nella dieta, considerando il sesso, l’età cronologica e alcuni indicatori di invecchiamento biologico del corpo, come la lunghezza dei telomeri.

I telomeri sono le estremità dei cromosomi e costituiscono un indicatore della longevità. Essi proteggono i cromosomi da eventuali danni e si accorciano leggermente ad ogni proliferazione cellulare e quando raggiungono la loro soglia di lunghezza, la cellula muore.

Come i ricercatori hanno trovato, la lunghezza dei telomeri e altri marcatori di invecchiamento biologico sono fortemente correlati negli uomini con livelli di fosfati causati dal consumo di carne rossa.

In effetti, gli uomini con fosfati anche moderatamente elevati a causa della malnutrizione hanno un’età biologica maggiore di quella cronologica, presumibilmente per il consumo insufficiente di alimenti di origine vegetale freschi, come frutta e verdura.

Dalla ricerca, guidata dall’Institute of Cancer Sciences in collaborazione con il Karolinska Institute a Stoccolma, è emerso che alti livelli di fosfato riducono anche la funzionalità renale, col rischio di causare una lieve o moderata malattia renale cronica.

Nelle donne non è stata osservata una correlazione proporzionale, a prescindere dalla situazione economica, probabilmente perché le donne di solito mangiano più frutta e insalata rispetto agli uomini, hanno detto i ricercatori.

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