Parla con accento londinese dopo un forte mal di testa

L’ex reginetta di bellezza Michelle Myers, originaria di Buckeye, in Arizona, ora parla con un accento londinese, nonostante non abbia mai lasciato gli Stati Uniti.

La donna soffre di una rara condizione medica diagnosticata come sindrome da accento straniero,  una patologia solitamente associata a un danno neurologico.

Secondo i ricercatori dell’Università del Texas, la sindrome da accento straniero è un disturbo del linguaggio che causa un’improvvisa modifica della parola, in modo tale che un madrelingua viene percepito come straniero, ciò è spesso causato da un danno al cervello, dopo un ictus o un trauma cranico.

Non è la prima volta che la Myers ha preso un nuovo accento. Ci sono stati tre altri casi casi separati in cui è andata a dormire con un mal di testa paralizzante e si è ritrovata a parlare con un nuovo accento.

La prima volta che le è successo, Myers aveva assunto un accento irlandese. La seconda volta un accento australiano. Tuttavia, solo questa terza volta il parlare con accento londinese, è durato più di una settimana.

Questo provoca disagio all’ex reginetta di bellezza che vorrebbe, di nuovo, riavere il suo normale accento.

Bere per dimenticare è un'illusione. In effetti l'alcol non solo non cancella i brutti ricordi,
"Non andare a letto arrabbiato", dice un antico consiglio. Ora, un nuovo studio ha dimostrato
Le persone che hanno avuto una lesione cerebrale prima dei 25 anni sono più a

Bere per non aiuta a dimenticare, anzi…

Bere per dimenticare è un’illusione. In effetti l’alcol non solo non cancella i brutti ricordi, ma li rafforza, secondo un nuovo studio, fatto dai ricercatori della Johns Hopkins University di Baltimora (Usa).

Sulla rivista Translational Psychiatry, in cui sono stati pubblicati i risultati dello studio, i ricercatori dicono che se si cerca di “annegare” i dispiaceri con l’alcol, più difficile diventa la cancellazione dalla memoria dell’esperienza traumatica.

L’alcol stimola la creazione sinapsi tra le cellule cerebrali, intensificando così i ricordi ed esacerbando la sensazione di paura.

“L’alcol altera la chimica del cervello e questo rende difficile sostituire con nuovi ricordi quelli traumatici”, hanno detto i ricercatori.

Un farmaco a breve termine e un a terapia comportamentale, permette, invece ai pazienti di dimenticare in modo corretto gli eventi traumatici.

Il recupero non significa dimenticare quello che è successo, ma imparare a non avere reazioni fisiche ed emotive acute quando l’esperienza è richiamata alla mente.

Gli esperti dicono che le persone con la sindrome di stress post-traumatico spesso si sentono depresse o addirittura spaventate. E’ perciò necessario superare questo stato che può aggravarsi  e dare luogo a patologie croniche.

 

L'ex reginetta di bellezza Michelle Myers, originaria di Buckeye, in Arizona, ora parla con un
"Non andare a letto arrabbiato", dice un antico consiglio. Ora, un nuovo studio ha dimostrato
Le persone che hanno avuto una lesione cerebrale prima dei 25 anni sono più a

Dopo un trauma, meglio non dormire

“Non andare a letto arrabbiato”, dice un antico consiglio. Ora, un nuovo studio ha dimostrato che un brutto evento vissuto prima di andare a dormire si fissa nella memoria e diventa più vivido e forte dopo una notte di sonno.

Il nuovo studio fatto da un team internazionale di ricerca è stato pubblicato sulla rivista scientifica Nature Communications.

Gli scienziati hanno condotto una ricerca su 73 soggetti. E’ emerso che i ricordi negativi sono molto più difficile da cancellare dopo il sonno.

Il ricercatore Liu Yunzhe, che ha condotto la ricerca nell’università di Pechino, sospetta che l’insonnia dopo un’esperienza traumatica possa essere una sorta di meccanismo di difesa della memoria.

“L’insonnia non permette che i ricordi traumatici siano memorizzati”,  ha affermato.

Nello studio, le scansioni cerebrali fatte sui partecipanti hanno rivelato che i ricordi erano immagazzinati nella parte del cervello riguardante la memoria a lungo termine.

I ricordi di eventi negativi o traumatici spesso si rimuovono più difficilmente di quelli delle esperienze positive o neutre, ha detto il team di ricerca. Ma possono, in una certa misura, essere coscientemente controllati.

Secondo Liu nella vita quotidiana le persone possono avvantaggiarsi di queste nuove scoperte, ad esempio non andando a letto arrabbiate.

La privazione di sonno, subito dopo esperienze traumatiche, inoltre, può impedire il consolidamento del ricordo del trauma, hanno scritto gli autori dello studio.

L'ex reginetta di bellezza Michelle Myers, originaria di Buckeye, in Arizona, ora parla con un
Bere per dimenticare è un'illusione. In effetti l'alcol non solo non cancella i brutti ricordi,
Le persone che hanno avuto una lesione cerebrale prima dei 25 anni sono più a

Giovani, attenzione alla testa! I traumi, anche piccoli, sono pericolosi

Le persone che hanno avuto una lesione cerebrale prima dei 25 anni sono più a rischio di mortalità prematura e di disturbi psichiatrici, secondo un nuovo studio britannico.

Il danno cerebrale può causare problemi a lungo termine, che si tratti di commozione cerebrale, di leggero trauma cranico o di una lesione più grave, il rischio di complicazioni neurologiche è presente.

Tra i giocatori di calcio, di Rugby, tra i pugili, ad esempio, ci sono più casi di depressione, suicidio, encefalopatia post-traumatica cronica, disturbi del comportamento, disturbi dell’umore e sindrome di Parkinson, secondo un nuovo studio pubblicato dalla rivista PLOS Medicine.

I ricercatori all’Università di Oxford, negli Stati Uniti, per giungere alle loro conclusioni hanno analizzato i dati di 100 000 svedesi nati tra il 1973 e il 1985, che erano state vittime di una lesione alla testa prima dei 25 anni.

La situazione di ogni partecipante allo studio è stata confrontata con quella dei loro fratelli e sorelle, che non avevano mai avuto alcun danno al cervello.

Gli autori dello studio hanno seguito ogni paziente per una media di otto anni e hanno fornito alcuni dettagli sulla natura di ogni lesione, come pure una storia medica dei volontari.

“Abbiamo scoperto che un trauma alla testa nell’infanzia ha abbastanza costantemente come conseguenza un rischio successivo di mortalità prematura  o di sviluppo di problemi psichiatrici, ha detto l’autore principale dello studio, Seena Fazel, precisando che “gli effetti sono ancora più marcati per coloro che hanno sperimentato lesioni ricorrenti o pesanti”.

Per i ricercatori studi ulteriori dovranno fornire maggiori dettagli e spiegazioni relativamente ai rischi connessi con questo tipo di trauma.

L'ex reginetta di bellezza Michelle Myers, originaria di Buckeye, in Arizona, ora parla con un
Bere per dimenticare è un'illusione. In effetti l'alcol non solo non cancella i brutti ricordi,
"Non andare a letto arrabbiato", dice un antico consiglio. Ora, un nuovo studio ha dimostrato