Salute, alimentazione e agricoltura sostenibile: educare gli adulti di domani

I giovani di tutto il mondo, col movimento #FridaysForFuture, manifestano per chiedere un approccio nuovo e radicale nella lotta al cambiamento climatico e per una maggiore attenzione al nostro Pianeta. Costruire un rapporto equilibrato tra l’uomo, l’ambiente, il cibo e le risorse naturali è la sfida che ci aspetta, per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030 dell’ONU.  Ma quanto ne sanno davvero i giovani degli SDGs? Quanto sono realmente informati sul concetto di ‘sostenibilità’ e quanti di loro sono consapevoli che il cibo è un elemento centrale per il loro raggiungimento? Quanto sono disposti a impegnarsi come agenti del cambiamento per riuscire a vincere questa sfida? E che ruolo ricoprono l’educazione e la scuola in questo processo di trasformazione?

Lo svelerà l’indagine IPSOS, commissionata da Fondazione Barilla, “I giovani, gli SDGs e il cibo”, incentrata proprio sul rapporto che c’è tra gli under 27 italiani e i 17 Sustainable Development Goals. Un’analisi che guarderà sia ai Millennials che alla Generazione “Z”. L’appuntamento è:

 

Mercoledì 5 giugno 2019

dalle 09:30 alle 13:00 alla Sala Aldo Moro del MIUR,

Viale Trastevere, 76/a

L’evento avrà anche l’obiettivo di evidenziare il ruolo centrale del nostro sistema educativo nel formare i leader di domani sull’importanza di superare i grandi paradossi del nostro sistema alimentare, che mettono a rischio proprio il raggiungimento degli stessi SDGs, partendo dalle proprie scelte quotidiane. L’appuntamento vuole inoltre proporre un dialogo multidisciplinare tra istituzioni, mondo scolastico, società civile ed esperti, per identificare sfide e prospettive future, verso sistemi agro-alimentari più sani, equi e sostenibili.

Infine, durante la mattinata, verranno svelati i vincitori del concorso “Noi, il cibo, il nostro pianeta – in action” promosso da Fondazione Barilla e rivolto a tutte le classi delle scuole secondarie di secondo grado con l’obiettivo di promuovere cittadinanza attiva e una crescente cultura della sostenibilità, alimentare e ambientale.

PROGRAMMA

 

09.30 – 9.40

Saluti introduttivi

Angelo Riccaboni, Università di Siena, Coordinatore GdL SDG2 ASviS e Presidente Fondazione PRIMA

09.40 – 10.00

Discorso di apertura:

Giuseppe Valditara, Capo Dipartimento per la Formazione Superiore e per la Ricerca,

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

10.00 – 10.25

I giovani, gli SDGs e il cibo

Presentazione dei risultati dell’indagine, IPSOS Italia

Andrea Alemanno, Responsabile Ipsos per Ricerche sulla Sostenibilità e CSR

10.25 – 12.00

Commento di Enrico Giovannini, Portavoce ASviS (contributo video)

Tavola Rotonda

Marcella Gargano, Vice Capo di Gabinetto e Dirigente Generale degli Uffici di diretta collaborazione del Ministro, Ministero Istruzione, Università e Ricerca

Mario Iannotti, Direzione Generale Sviluppo Sostenibile, Ministero dell’Ambiente

Gabriele Riccardi, Professore di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo, Università di Napoli “Federico II”;

Massimiliano Giansanti, Presidente Confagricoltura

Massimo Gigliotti, Coordinatore Sdsn Youth – Med e Friday for Future Siena

Modera: Maria Concetta Mattei, Giornalista e Conduttrice RAI

12.00 – 12.15

Cibo, Persone e Pianeta – Educare le nuove generazioni alla sostenibilità

Premiazione dei vincitori del concorso nazionale “Noi, il cibo, il nostro Pianeta – IN

ACTION”

12.15 – 12.45

Tavola Rotonda con gli insegnanti vincitori

Didattica per la Sostenibilità: Sfide e Prospettive Future

Modera: Sonia Massari, Direttrice GustoLab International

12.45 – 13.00

Conclusioni

Gian Paolo Cesaretti, Coordinatore GdL SDG2 ASVIS

 

Si svolgerà domenica 12 maggio, dalle 9 alle 19, presso la Centrale del Latte di Roma,
La pietra naturale deve diventare la chiave dello sviluppo sostenibile delle città e del recupero
Grazie allo sviluppo della tecnologia anche la moda può dare il suo contributo per ridurre la

“Festa della Mamma” a Roma, in linea con 6 dei 17 obiettivi dell’Agenda 2030

Si svolgerà domenica 12 maggio, dalle 9 alle 19, presso la Centrale del Latte di Roma, la terza edizione della “Festa della Mamma”, che coinvolgerà, come da tradizione, centinaia di famiglie romane in un tour divertente, musicale e istruttivo tra gli stabilimenti dell’azienda. Circa 2mila i partecipanti attesi, divisi in 12 tour, uno ogni 50 minuti, che si accenderanno dalle ore 9.00 alle 18.20 di domenicaSolo su prenotazione.

MUSICA E LABORATORI – L’inizio della visita guidata è a ritmo di musica, grazie alla coinvolgente presenza dei Riciclato Circo Musicale. I loro strumenti, “home made”, sono realizzati con oggetti di recupero, in un’ottica di riuso e riciclo, presi in garage o in cucina. Lungo il tour è possibile assistere, e interagire, con le dirette di Radio Globo e il suo travolgente dj-set. Presenti anche i laboratori creativi di riciclo di Contest-Azioni, proposto sotto l’egida ÈUREKA – Roma Capitale – Dipartimento Attività Culturali, realizzati dall’A.S.D. Sunrise 1, che consentiranno ai più piccoli di creare oggetti/regalo per le loro mamme, con le confezioni dei prodotti della Centrale del Latte di Roma, in linea con 6 dei 17 obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile del pianeta.*

TOUR E SHOWCOOKING – A seguire il tour nello spazio produttivo dell’azienda alla scoperta di quello che è stato definito ormai il cuore “materno” della nostra Capitale da oltre cent’anni. Durante la visita guidata presenti alcuni esponenti della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) Regione Lazio che illustreranno la “buona colazione”. Al termine la degustazione dei tanti e diversi prodotti della “Centrale del Latte di Roma”, per l’occasione appositamente interpretati e ulteriormente valorizzati dalle abili mani di giovani chef della scuola dell’Associazione senza fine di lucro ENGIM – Ente Nazionale Giuseppini del Murialdo. Per l’occasione l’Ateneo del Gelato Italiano ha proposto un interessante ventaglio di gusti, tra cui uno “W le mamme” – presentato in anteprima nazionale – particolarmente simbolico, rappresentante l’amore materno, incondizionato e universale.

Che cos’è l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile del pianeta?

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel Settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Essa ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile in un grande programma d’azione per un totale di 169 ‘target’ o traguardi. L’avvio ufficiale degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile ha coinciso con l’inizio del 2016, guidando il mondo sulla strada da percorrere nell’arco dei prossimi 15 anni: i Paesi, infatti, si sono impegnati a raggiungerli entro il 2030.

I giovani di tutto il mondo, col movimento #FridaysForFuture, manifestano per chiedere un approccio nuovo e
La pietra naturale deve diventare la chiave dello sviluppo sostenibile delle città e del recupero
Grazie allo sviluppo della tecnologia anche la moda può dare il suo contributo per ridurre la

Pietra naturale, chiave dello sviluppo sostenibile delle città e del recupero urbano

La pietra naturale deve diventare la chiave dello sviluppo sostenibile delle città e del recupero urbano. È quanto emerso oggi a Veronafiere, nel corso dell’inaugurazione della 53^ edizione di Marmomac, la manifestazione leader mondiale del settore marmo e tecnologie, in programma fino a sabato 29 settembre, alla presenza del presidente e del direttore generale di Veronafiere, Maurizio Danese e Giovanni Mantovani, del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, del sindaco di Verona, Federico Sboarina, del presidente di Confindustria Marmormacchine, Marco De Angelis, dell’assessore all’Urbanistica del Comune di Verona, Ilaria Segala e di Marco dell’Agli, senior architect studio Mario Cucinella.

“La pietra è un materiale antichissimo – commenta il presidente Danese – che oggi vive un nuovo rinascimento che anche Marmomac interpreta, promuovendo contemporaneamente due direttrici di sviluppo del settore: design e tecnologie”.

Le griffe del marmo e delle tecnologie dei distretti italiani contano 3.300 aziende sul territorio nazionale con oltre 34mila addetti ed esprimono un valore di 4,2 miliardi di euro, con una bilancia commerciale in attivo di 2,8 miliardi di euro.
“Marmomac rappresenta un comparto fondamentale della manifattura italiana – afferma il dg Mantovani –, molto spesso relegato ad un ruolo marginale rispetto ad altre filiere. In realtà i numeri dicono esattamente il contrario. Marmomac ha il merito di aver rivoluzionato l’uso della pietra naturale da residuale o di lusso all’impiego nella quotidianità e nella vita urbana”.

Obiettivo riqualificazione e valorizzazione anche per Confindustria Marmomacchine, come spiega il presidente De Angelis: “Stiamo realizzando un nuovo network per riunire le imprese e gli attori del comparto in un grande progetto di difesa e promozione del prodotto lapideo, a cui ha già aderito anche Veronafiere. L’iniziativa, denominata “Pietra naturale autentica”, prenderà ufficialmente il via a livello nazionale il prossimo anno”.

Tra gli interventi alla tavola rotonda inaugurale “Rigenerare le aree dismesse: un’opportunità per le nostre città” – nel corso della quale sono stati illustrati dall’architetto dell’Agli tre progetti di riqualificazione urbana a Milano, Aosta e Catania – anche quello del governatore del Veneto, Zaia che ha ribadito il ruolo apripista della Regione nella legge sul consumo di suolo, annunciando anche che: “il Piano casa della Regione che ha dato ottimi risultati sarà ripresentato in una forma rivisitata”.

“Sostenibilità e riqualificazione urbana sono tra gli obiettivi dell’Amministrazione comunale – ha detto il sindaco di Verona, Sboarina –. Anche la Fiera è in linea con il recupero delle aree dismesse del territorio. La riqualificazione delle gallerie mercatali ne è un esempio”.

Verona – L’innovazione è una delle principali leve per l’acquisto di nuove macchine per costruzioni, secondo
 Fino a sabato a Verona il 54° salone internazionale dedicato al marmo,   L’Africa con
“Qualcuno a Verona sta provando a portare l’orologio della storia e dei diritti al medioevo:
Da venerdì 5 a lunedì 8 aprile, a Verona, l’eclettica eccellenza di Asiago DOP sposa

Maglie, felpe e giacche riciclando i rifiuti

Grazie allo sviluppo della tecnologia anche la moda può dare il suo contributo per ridurre la quantità di rifiuti: lo dimostrano Rifò e Quagga, due realtà Made in Italy che hanno scelto di realizzare capi d’abbigliamento sostenibili riutilizzando scarti tessili e recuperando bottiglie di plastica. Entrambi i progetti possono essere sostenuti tramite il crowdfunding di Ulule.

Sostenibilità, ma senza rinunciare allo stile, alla comodità e alla versatilità: queste le parole chiave dei progetti di moda green, lanciati da Rifò e Quagga sulla piattaforma di crowdfunding Ulule con l’obiettivo di realizzare capi d’abbigliamento etici ed ecologici. Entrambi i progetti nascono con lo scopo di incontrare l’esigenza di molti consumatori che guardano verso la moda etica, cruelty free, e sostenibile: grazie all’utilizzo di tecnologie innovative la plastica delle bottiglie usate viene intercettata per realizzare tessuti leggeri, traspiranti e resistenti con cui confezionare t-shirt, giacche e felpe. Si calcola infatti che ogni anno tra 5 e 13 milioni di tonnellate di bottiglie di plastica – che non vengono smaltite in maniera corretta – finiscano in mare, con il rischio di essere ingerite dagli animali, compromettendone la biodiversità.

“Sono ormai tantissime le persone sensibili al tema e sono spesso alla ricerca di un modo per poter aiutare l’ambiente. Con iniziative di questo tipo, il crowdfunding ha l’opportunità di coinvolgere il pubblico rendendolo parte attiva nella costruzione di una moda responsabile e rispettosa”, spiega Fabio Simonelli, General Manager di Ulule. “Si tratta di idee coraggiose che hanno bisogno del contributo di tutti per essere realizzate. Siamo fieri di poter sostenere realtà che, tramite i loro progetti, contribuiscono a sensibilizzare tutto il web verso tematiche così importanti. Senza dimenticare l’aspetto economico e sociale: in entrambi i casi infatti lo scopo è quello di creare nuove opportunità di lavoro coinvolgendo industrie, stabilimenti  e piccole imprese locali, limitando il consumo di carburante e assicurando la qualità e l’eticità del processo produttivo stesso”.

 

Rifò, con 90 magliette si risparmiano 240.000 litri d’acqua

Cotone rigenerato e bottigliette di plastica sottratte all’ambiente: è questa la formula magica di Rifò, che per realizzare t-shirt in cotone sostenibile, responsabile, sociale e durevole nel tempo ha pensato di riutilizzare la fibra rigenerata di cotone – ottenuta dagli scarti di produzione – rafforzata con un’altra fibra, cioè il poliestere rigenerato dalle bottigliette di plastica. “Il cotone è la fibra naturale più comune per confezionare i capi di abbigliamento, rappresentando il 33% circa di tutte le fibre presenti nei tessuti, ma è anche una fibra molto ‘assetata’: per produrre una t-shirt si utilizzano in media 2.700 litri di acqua”, spiegano Niccolò e Clarissa, i giovani progettisti pratesi di Rifò. Il processo pensato da Rifò richiede solo 30 litri di acqua per t-shirt, riduce il consumo di pesticidi e di prodotti chimici e permette di ottenere un filato 100% rigenerato per produrre nuove magliette. Rifò si impegna a realizzare tutti i prodotti nel distretto tessile di Prato, dopo aver comprato il filato in Spagna. Inoltre, tramite l’iniziativa #2lovePrato, Rifò donerà 2 euro per ogni maglietta acquistata a una fondazione operante sul territorio pratese (Fondazione Ami, Fondazione Opera S. Rita o Legambiente Prato). Con 90 magliette realizzate da Rifò verranno risparmiati 240.300 litri di acqua e verranno riutilizzate circa 500 bottigliette di plastica.

 

Quagga, giacche e felpe Animal Free da bottiglie di plastica

Capi di abbigliamento confortevoli e resistenti, creati in una filiera completamente italiana, riciclando materie plastiche presenti sul territorio: con il sostegno del web, Quagga intende confezionare la Nuova Collezione autunno/inverno 2108/19 che comprende la linea Ecosoft realizzata in tessuto 100% da fibra di poliestere riciclata. “Si tratta di nuovo tessuto creato grazie al supporto di Tessiture Taborelli”, spiega Stefano Bonaventura, co-fondatore di Quagga. “Il filato da loro utilizzato, il Newlife, è un originale brevetto Sinterama, creato da bottiglie di PET riciclate provenienti dal nord Italia e ha permesso a Quagga di aumentare la qualità delle giacche, pensando ancora di più alla sostenibilità ambientale”. In più, Quagga ha ottenuto la certificazione Animal Free (rating VVV+) che attesta che le giacche sono prive di componenti di origine animali. “Per Quagga una filiera etica è anche una filiera equa e Made in Italy”, aggiungono i progettisti. “Le nostre giacche continueranno a privilegiare una produzione italiana controllata in cui tutte le maestranze sartoriali e i soggetti coinvolti ricevano il giusto compenso, godano di sicurezza, non siano discriminate e sfruttate sul luogo di lavoro”.

I giovani di tutto il mondo, col movimento #FridaysForFuture, manifestano per chiedere un approccio nuovo e
Si svolgerà domenica 12 maggio, dalle 9 alle 19, presso la Centrale del Latte di Roma,
La pietra naturale deve diventare la chiave dello sviluppo sostenibile delle città e del recupero