Il mal di schiena è collegato a depressione, ansia e insonnia

Uno studio ha scoperto che gli individui, che hanno mal di schiena, hanno anche una serie di problemi di salute mentale, come ansia, depressione, psicosi, stress e insonnia.

Un team di ricerca, diretto da Patricia Schofield e Brendon Stubbs della Anglia Ruskin University nel Regno Unito, per giungere a queste conclusioni, ha preso i dati di 190.595 individui in 43 paesi, di cui 19 a basso reddito e 24 a reddito medio.

L’analisi dei dati, relativi a persone dai 18 anni in su, ha mostrato che, rispetto ai partecipanti senza dolore alla schiena, coloro che avevano male alla colonna avevano più di due volte la probabilità di avere un problema di salute mentale.

Le persone con mal di schiena cronico avevano anche anche tre volte più probabilità di avere un episodio depressivo e 2,6 volte più probabilità di andare in psicosi.

I risultati dell’indagine sono apparsi relativamente simili in tutti i 43 paesi, indipendentemente dalla loro posizione nella scala socio-economica.

Per gli autori dello studio, ulteriori ricerche dovranno approfondire questi problemi per garantire trattamenti efficaci. Inoltre è importante che gli operatori sanitari siano a conoscenza dei collegamenti tra mal di schiena e salute mentale.

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La psicosi è associata a una diminuita attività fisica e a morte prematura

Le persone con psicosi, un disturbo mentale caratterizzato dal distacco dalla realtà, muoiono fino a 15 anni della popolazione generale, anche perché non si impegnano nell’attività fisica regolare, secondo un nuovo studio dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità.

Difficoltà motorie, dolore, depressione e danno cognitivo spiegano i bassi livelli di attività fisica nelle persone con psicosi, hanno detto i ricercatori.

“Comprendere e superare queste barriere potrebbe essere una strategia importante per aiutare le persone con psicosi a essere più attive e, potenzialmente,  per ridurre il loro rischio di malattia cardiovascolare”, ha detto Brendon Stubbs del King’s College di Londra.

Per lo studio, i ricercatori dell’OMS hanno analizzato più di 200.000 persone di 18-64 di oltre 50 paesi a basso e medio reddito per vedere se le persone con psicosi si attenessero ai livelli di attività fisica raccomandati dall’OMS.

L’inattività fisica è la quarta causa di morte evitabile, secondo l’OMS.

Gli adulti di 18-64 anni devono fare almeno 150 minuti di attività fisica, di moderata intensità, per tutta la settimana, tra cui passeggiate, escursioni in bicicletta, faccende domestiche o sport.

Per lo studio sulla psicosi, i volontari sono stati divisi in tre gruppi: persone con psicosi, individui con i sintomi psicotici, ma senza alcuna diagnosi, e un gruppo di controllo, composto da persone con nessuna diagnosi di psicosi e nessun sintomo della malattia accusato negli ultimi 12 mesi.

Dallo studio, pubblicato su ‘Schizophrenia Bulletin’ è emerso, in generale, che le persone con psicosi avevano il 36 per cento più probabilità di non soddisfare i livelli di attività fisica consigliata rispetto al gruppo di controllo.

Quando i ricercatori hanno esaminato la situazione degli uomini soltanto, è emerso che quelli con psicosi avevano due volte più probabilità di non soddisfare i livelli di attività fisica consigliati dall’OMS, rispetto alle persone del gruppo di controllo.

Lo studio dice che l’attività fisica può aiutare le persone con disturbi mentali.  Anche se l’attività fisica è efficace per la prevenzione e la gestione del diabete e delle malattie cardiovascolari nella popolazione generale, le persone con disturbi psicotici vanno aiutate a praticare esercizio fisico, perché essendo sedentarie, in media, stanno ferme quasi 13 ore al giorno.

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Gli omega 3 prevengono la schizofrenia

Gli acidi grassi Omega-3, presenti nei pesci grassi, possono prevenire l’insorgenza della schizofrenia e di altri disturbi psicotici, anche dopo tanti anni dopo essere stati consumati, secondo uno studio pubblicato su Nature Communication.

Fino a sette anni dopo l’assunzione degli integratori di omega-3 per 12 settimane, nello studio, i giovani a rischio altissimo sono stati meno soggetti rispetto a un gruppo di controllo trattato con un placebo.

Su Nature Communication, gli autori dello studio riferiscono che, quasi sette anni più tardi, solo il 10 per cento del gruppo che aveva assunto gli omega-3 aveva sviluppato una psicosi rispetto al 40 per cento del gruppo che aveva assunto un placebo.

La schizofrenia è caratterizzata da deliri e allucinazioni, tra cui sentire voci e vedere cose che non esistono realmente.

Insorge in genere durante l’adolescenza o nella prima età adulta, improvvisamente o gradualmente. Non esiste una cura per la malattia e il trattamento attuale si concentra sulla gestione dei sintomi.

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Bambini con incubi e terrori notturni possono sviluppare la psicosi adulta

Gli incubi persistenti nei bambini potrebbero essere un indicatore potenziale di rischio di sviluppo di esperienze psicotiche, secondo un nuovo studio, apparso sul ‘British Journal of Psychiatry’.

I ricercatori dell’Università di Warwick hanno utilizzato un campione di 4.060 individui di cui hanno analizzato, tramite i rapporti parentali, se da bambini essi avessero avuto incubi regolari, fra i due e nove anni.

Hanno poi sentito gli individui per valutare le esperienze all’età di 12 anni in relazione agli incubi, ai terrori notturni, al sonnambulismo. Hanno infine analizzato le esperienze psicotiche a 18 anni.

Il 24,9 per cento dei bambini che all’età di 12 anni aveva segnalato gli incubi, nei sei mesi precedenti, a 18 anni, nel 7,9 per cento dei casi, aveva avvertito dei sintomi psicotici.

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