Una scuola senza muri

Vengono da lontano. Si chiamano Makan, Idowu, Teresa, Bomani. I loro fragili passaporti li condannerebbero a restare dove sono, nel deserto della miseria e della guerra, ma non hanno altra scelta. Come Giacobbe che combatte tutta la notte al buio in un estenuante corpo a corpo con uno sconosciuto, attraversano il mare in una lacerante e disumana ricerca di salvezza, di identità. Identità che non hanno neppure le parole per esprimere.
Laura Bosio, che insieme a tanti volontari li accoglie nelle aule della sua scuola senza muri, dove “italiano” significa ascolto, dialogo, incontro inaspettato, dà voce alle loro storie, incrocia i loro sguardi, accoglie le loro reazioni.
E in questo mondo di rabbia e disprezzo, di pregiudizi e di muri, trova spazio il più autentico cuore di un sogno, quello dei migranti e il nostro: perché, dice Laura, nonostante tutto noi siamo qui, “sulle sedie multicolore, gomito a gomito, davanti a un libro aperto, a guardarci negli occhi mentre diciamo: Io sono, affermando il semplice diritto di esistere”.

Dai primi di novembre è in tutte le librerie il “LESSICO DELLA FELICITÀ - 33 PAROLE
«Piacere, mi chiamo Maria e vesto da vent’anni Martino Midali. Non sapevo che faccia avesse
Dopo sedici anni continuativi di rassegna, con quasi duecento ospiti, decine di eventi collaterali (cinema,

Felicità, cambiare in 33 mosse

Dai primi di novembre è in tutte le librerie il “LESSICO DELLA FELICITÀ – 33 PAROLE PER VIVERE MEGLIO”, edito da Baldini + Castoldi. Un saggio scritto dalla D.ssa Laura D’Onofrio, psicologa e psicoterapeuta a indirizzo analitico e immaginativo e Roberto D’Incau, headhunter, coach, scrittore (autore di Quasi quasi mi licenzioChi lavora non fa sessoIl lato bimbo),  fondatore di Lang & Partners, una delle più prestigiose società italiane di consulenza HR.

Un libro che parla di Felicità, senza promettere soluzioni miracolose, ma aiutando il lettore a capirne la natura, puntando sulla consapevolezza della vita e delle dinamiche che la governano. Non basta leggerlo perché abbia una ricaduta significativa sulle esistenze. E’ necessario approcciarlo come se fosse un manuale d’istruzioni, o un bugiardino che spiega, attraverso trentatré parole chiave sulle quali riflettere, come affrontare lo stravagante disturbo che è la vita – lavorativa, affettiva, amorosa o familiare che sia – prima di farne una malattia.

 Le 33 parole magiche:

Amore, Ansia, Apprezzamento, Aspettativa, Autostima, Cambiamento, Competenza, Competizione, Comunicazione, Conflitto, Crisi, Denaro, Desiderio, Diversità, Dovere, Emozione, Empatia, Equilibrio, Fallimento, Fatica, Figli, Immaginazione, Insoddisfazione, Invidia, Lato bimbo, Motivazione, Noia, Paura, Piacere, Sincerità, Stress, Tenacia, Tradimento

Quando qualcosa non funziona e non ci rende felici spesso il primo impul­so è quello di un cambiamento radicale con l’intento di ritrovare la tranquillità e, perché no, una situazione di maggior benessere. Non ci si rende conto immediatamente del costo in ter­mini di fatica e di stress che gli stravolgimenti radicali delle vite lavorative e personali portano, almeno fino a quando non ci si ritrova immersi.

Perché allora non valutare anche la possibilità di restare cambiando il proprio modo di leggere le situazioni, di rapportarvisi, capire cosa si mette in campo in primis per poi abbracciare anche il punto di vista dell’altro. A volte non possiamo modificare né tantomeno evitare situazioni spiacevoli al lavoro, nella coppia, in famiglia.

Ma cos’è poi la felicità, se non un modo diverso di vedere le cose? Di trarre godimento da ciò che accade e da ciò che possiamo realizzare? Come? Con le 33 parole del “Lessico della Felicità”.

Vengono da lontano. Si chiamano Makan, Idowu, Teresa, Bomani. I loro fragili passaporti li condannerebbero a
«Piacere, mi chiamo Maria e vesto da vent’anni Martino Midali. Non sapevo che faccia avesse
Dopo sedici anni continuativi di rassegna, con quasi duecento ospiti, decine di eventi collaterali (cinema,

Martino Midali e la sua storia

«Piacere, mi chiamo Maria e vesto da vent’anni Martino Midali. Non sapevo che faccia avesse e sono felice di conoscerla oggi. Compli­menti! Immagino che l’armonia irregolare dei suoi vestiti appartenga anche alla sua vita. Mi piacerebbe tanto leggere di lei in un libro: penso che dovrebbe scrivere la sua biografia…»

 

Sono state queste parole di un’affezionata cliente a far nascere in Martino Midali l’idea di scrivere la sua storia. Quella di un vero self made man, nato in una semplice famiglia nel minuscolo borgo di Mignete, nel lodigiano, che si trasforma in un’anima che istintivamente si nutre di bellez­za ed eleganza.

Ogni capitolo corrisponde a un gradino sulla scala del successo: i primi passi nel mondo della moda, il trasferimento in una Milano proiet­tata verso il futuro, la grande intuizione sull’uso innovativo del jersey, le prime vendite in proprio, l’inaugurazione di uno showroom nella capitale lombarda, i grandi buyer americani come Henri Bendel e l’apertura di due punti vendita a New York frequentati da molte star, il trionfo degli anni Ottanta dove «vestire Midali» equivale a essere parte di un modo tutto nuovo di sentirsi donna. Un viaggio sul filo dei ricordi, accompagna­to dalla giornalista Cinzia Alibrandi, per scoprire un viandante della moda sempre in cammino, con un’anima gipsy mai placata, che coniuga la forza della terra da cui proviene con la soavità racchiu­sa tra le pieghe delle sue inconfondibili creazioni.

 

Image

Image

La bella stagione è definitivamente alle porte e divano e coperta hanno un richiamo più
Un album per bambini dai 7 agli 11 anni pensato per farli divertire imparando l’arte
È una delle pagine più crudeli tra quelle che il Novecento ha prodotto ma, incredibilmente,

Ravenna: sempre più una città in giallo

Dopo sedici anni continuativi di rassegna, con quasi duecento ospiti, decine di eventi collaterali (cinema, serie tv, teatro, convegni scientifici, concerti, animazione per bambini e ragazzi), GialloLuna Nero Notte, il festival del giallo e del noir italiani, si rinnova e per l’edizione numero 17 in programma dal 31 ottobre al 22 novembre a Ravenna sperimenta nuovi percorsi.

A partire da “Una città in giallo”. Dall’1 al 3 novembre, infatti, a Ravenna si raduneranno editori indipendenti di gialli, thriller, noir e spionaggio (con la possibilità di spaziare nell’horror), in una specie di “fiera” simile alla bella manifestazione milanese “Strani Mondi”, dedicata al fantastico e alla fantascienza. Nella Sala Mostre della Biblioteca Oriani saranno allestiti gli stand degli editori, che avranno così anche la possibilità di presentare i propri autori.

Il nucleo centrale di GialloLuna NeroNotte rimane comunque quello scandito dagli incontri con gli scrittori nella Sala Spadolini sempre della Biblioteca Oriani. Autori affermati, per proporre le novità dell’anno; autori esordienti, per proseguire nella propria campagna di informazione sulla letteratura popolare e di genere. Tra i tanti ospiti attesi: Marcello SimoniAlessia Gazzola, Licia Troisi, Cristiano Governa, Giampaolo Simi. Sarà presente anche Gianluca Di Matola, autore del romanzo “Pulcinella è cattivo” (Clown Bianco Edizioni), vincitore del premio per gli inediti 2018.

Prosegue, invece, la collaborazione fra il Festival e le scuole ravennati. In occasione dei 90 anni del periodico “Il Giallo Mondadori”, alcune classi del liceo artistico “Nervi-Severini” hanno realizzato opere pensando all’evoluzione delle copertine dei libri da edicola. La mostra con tutte le opere sarà allestita al Palazzo dei Congressi dall’19 ottobre al 3 novembre. L’esposizione comprenderà anche opere di docenti dell’istituto superiore e di giovani artisti ravennati. Confermate anche le borse di studio per gli studenti più meritevoli, grazie alla collaborazione della BPER: Banca.

Del resto la collaborazione con “Il Giallo Mondadori” scandisce un altro importante momento del Festival, che anche in questo 2019 ospiterà la manifestazione di chiusura della settima edizione del Concorso per racconti inediti. La premiazione, con i dieci finalisti, farà parte della Serata di gala. Tornano per questo l’editor del Giallo, Franco Forte; e la scrittrice Annamaria Fassio. In quell’occasione ci sarà anche la consegna del nuovo Premio GialloLuna NeroNotte a un personaggio che si sia distinto per il proprio impegno nella diffusione della letteratura e, in modo più ampio, della cultura popolare. Quarta edizione, invece, per il concorso riservato a romanzi inediti, in collaborazione con “Clown Bianco Edizioni” di Ravenna.

Come anteprima del Festival, ai Passatelli del Mariani, giovedì 31 ottobre verrà proposto “La specialità”, spettacolo “con uso di cucina” (non una cena con delitto), del Teatro di Après-Coup, regia di Federica Santambrogio, con Erika Urban e Christian Giammarini. Il testo è ispirato al racconto “La specialità della casa” di Stanley Ellin.

Quattro eventi dell’edizione numero 17 del festival saranno realizzati insieme al Centro Relazioni Culturali. Gli appuntamenti si terranno alla Biblioteca Classense il 22 novembre 2019; e il 17 e 18 gennaio 2020. Rinnovata poi anche la collaborazione con la Fondazione Flaminia per l’Università in Romagna, che consentirà l’allestimento della mostra

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito, a esclusione della dello spettacolo “con uso di cucina”, che si svolgerà durante una cena.

Vittorio Prato è il Conte di Almaviva ne Le Nozze di Figaro in scena al Teatro Coccia di
A Ravenna dal 26 ottobre al 4 novembre  La XVI^ edizione del Festival “GialloLuna NeroNotte”, organizzato a Ravenna
Ravenna dal 26 ottobre al 4 novembre  La XVI^ edizione del Festival “GialloLuna NeroNotte”, organizzato a Ravenna dal