Muore dopo essere stata beccata da un gallo

Una donna australiana di 76 anni è morta dissanguata dopo che un gallo le aveva beccato una gamba. La tragica morte ha spinto i medici a descrivere su Forensic Science, Medicine and Pathology una condizione estremamente comune dei vasi sanguigni che spesso arriva con l’età.

L’attacco ha avuto luogo in una proprietà rurale dell’Australia meridionale, mentre la donna anziana stava raccogliendo delle uova dal suo pollaio. Una beccata aggressiva da parte del gallo le ha provocato una emorragia e un collasso.

L’autopsia in seguito ha rivelato due ferite nella sua gamba sinistra inferiore, una delle quali era proprio sopra una vena varicosa.

Le vene varicose sono vasi sanguigni indeboliti o danneggiati, con valvole che non funzionano correttamente, quindi il sangue fatica a tornare efficacemente al cuore.

Quando la donna si è resa conto che stava sanguinando, ha cercato di attirare l’attenzione di suo marito.

Lasciando una scia di sangue si è diretta a casa, ma è crollata sul vialetto ed è morta prima che arrivasse l’aiuto.

Secondo quanto riferito, la donna deceduta era in sovrappeso, aveva una storia medica di ipertensione e di diabete. Le sue vene varicose erano state operate in passato, ma la condizione era abbastanza grave tanto che aveva difficoltà a camminare.

Le vene varicose sono una condizione clinica cronica che di solito è benigna. Casi gravi, tuttavia, possono portare a gravi ripercussioni se non trattati. Quando una vena varicosa si rompe, può causare sanguinamento arterioso e una grave emergenza medica, che può essere fatale.

La morte per emorragia dovuta a una rottura varicosa è comunque rara.

Le vene varicose più piccole di solito non sono un problema, ma se la condizione è più grave, ci sono varie opzioni di trattamento , alcune delle quali sono meno invasive di altre.

Negli anziani le vene varicose sono vulnerabili a lesioni da traumi relativamente minori.

Gli autori dello studio sulla donna australiana descrivono anche un esempio simile, comunicato loro da un collega medico, in cui un gatto di casa aveva graffiato la parte inferiore della gamba di una persona, causandole un sanguinamento incontrollabile e infine fatale.

Non sempre quando si viaggia si conoscono le buone maniere a tavola dei vari paesi.
Utilizzare delle zanzare infettate con Wolbachia, un batterio naturale degli insetti (innocuo per l'uomo), che
Qualche giorno fa, James Harrison,  "l'uomo con il braccio d'oro" ha dato la sua ultima

Il Bon Ton a tavola all’estero: paese che vai, buone maniere che trovi

Non sempre quando si viaggia si conoscono le buone maniere a tavola dei vari paesi. TheFork ha stilato una selezione delle più interessanti cose da ricordare e a cui fare attenzione.

 

In Francia

Una delle cose che più infastidiscono i commensali francesi, almeno quelli più ligi al galateo a tavola, è non tenere le mani ben in vista sul tavolo. In generale si deve mangiare con le braccia (ma non i gomiti) sul tavolo senza mai appoggiare le mani sul grembo. E se state gustando una deliziosa baguette durante il vostro pasto, non appoggiate mai il pane sul vostro piatto ma sempre a lato: in Francia il pane è utilizzato per aiutarsi a mangiare e quindi come le altre posate va affiancato al piatto.

 

In Spagna

Gli spagnoli, come si sa, sono un popolo piuttosto rilassato quindi anche il loro approccio all’etichetta non è mai troppo rigido. Evitate però di proporre pranzi e cene a orari troppo anticipati: solitamente si pranza dopo le 14 e si cena dopo le 22, tentare di anticipare per adeguarsi ai nostri ritmi può mettere qualcuno in imbarazzo. Sempre per rispetto, i pasti devono essere consumati senza affrettarsi.

 

In Sudamerica

Il Sudamerica è un continente vasto e costituito da diversi Paesi, quindi è difficile trovare una guida unitaria al galateo a tavola. Di certo ogni nazione sudamericana ha le sue peculiarità. In Cile, per esempio, è vietatissimo mangiare con le mani. In Argentina e Bolivia bisogna sempre versare il vino con la mano destra e tenendo la bottiglia a metà altezza, mai sul fondo. Sicuramente una cosa di cui non dovrete preoccuparvi è la puntualità: è tollerato arrivare con 15-30 min di ritardo.

 

In Australia

In Australia non è ben visto scambiare forchetta e coltello fra la mano destra e sinistra durante il pasto: la forchetta rimane nella sinistra e il coltello nella destra. Se volete recarvi in un ristorante gourmet è necessario prenotare (e non disdire!), ma se invece la vostra destinazione è un luogo casual non stupetevi se vi fanno accomodare in un tavolo condiviso.

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Rendere sterili le zanzare può salvarci da molte malattie

Utilizzare delle zanzare infettate con Wolbachia, un batterio naturale degli insetti (innocuo per l’uomo), che rende le femmine sterili, sembra avere sempre più successo.
In Australia, un esperimento fatto nel Queensland del Nord potrebbe essere la chiave per salvare milioni di persone dalle infezioni, tra cui quelle del virus Zika.
Gli scienziati australiani hanno spazzato via più dell’80 per cento dell’ Aedes aegypti (zanzara febbre gialla) in tre sedi intorno a Innisfail, in tre mesi.
L’Aedes aegypti infetta quasi 400 milioni persone a livello globale con malattie come Zika, dengue e chikungunya.
In Australia, sono state rilasciate 3 milioni di zanzare maschili sterili, che si sono accoppiate con le femmine senza fecondare le uova, inducendo la popolazione ad arrestarsi.
Un gruppo di studiosi dell’ente federale di ricerca australiano CSIRO ha lavorato con un team internazionale utilizzando la tecnologia Verily (Verily Life Science, un’azienda controllata da Alphabet, ovvero da Google) per allevare delle zanzare e infettarle con il batterio che non permette loro di riprodursi.
E‘ stata la prima volta in tutto il mondo ad essere spazzato via più dell’80 per cento delle zanzare che trasportano le malattie.
Nelle aree urbane densamente popolate, il sistema potrebbe essere cruciale in caso di epidemia, soprattutto perché i cambiamenti climatici e le temperature più calde hanno come conseguenza  il fatto che le zanzare non siano più legate alle zone tropicali.
Le zanzare stanno iniziando a diffondere una pericolosa malattia mortale che attacca il cervello. Allerta
Dai ragni alle zecche, dalle zanzare alle pulci, dalle cimici agli imenotteri, passando per le
Malattie vettoriali: è auspicabile che si inizi a lavorare in tempi brevissimi, al fine di

L’uomo dal baccio d’oro ha smesso di donare il sangue

Qualche giorno fa, James Harrison,  “l’uomo con il braccio d’oro” ha dato la sua ultima donazione di sangue. Per più di 60 anni e grazie ad un anticorpo molto speciale che possiede, l’uomo australiano ha salvato la vita a milioni di bambini.

Questo uomo, nel 1951, era ancora un ragazzo di 14 anni ed era guarito da un importante intervento chirurgico. I medici gli avevano rimosso uno dei suoi polmoni durante un’operazione che lo aveva tenuto in ospedale per tre mesi. Ma il giovane era vivo, grazie a una grande quantità di sangue trasfuso che aveva ricevuto.

Il giovane allora aveva giurato che anche lui sarebbe diventato un donatore di sangue, ma dovette aspettare quattro anni prima di essere ammesso. A quel tempo, le leggi australiane richiedevano che i donatori di sangue avessero almeno 18 anni.

James Harrison, dopo aver raggiunto l’età giusta, mantenne la sua promessa, iniziò a dare il suo sangue, distogliendo lo sguardo ad ogni donazione, perché odiava gli aghi.

Nel frattempo, i medici australiani stavano lottando per capire la causa dei migliaia di aborti registrati nel Paese.

Poi, fu scoperto che questi bambini mai nati vivi, soffrivano della malattia emolitica del neonato. Questa patologia si verifica più spesso quando una donna con un gruppo sanguigno Rh negativo rimane incinta di un bambino che ha sangue con Rh positivo. L’incompatibilità quindi incita il corpo della madre a rifiutare i globuli rossi fetali.

I medici si resero conto, tuttavia, che può essere possibile prevenire questa complicanza iniettando alle donne incinte un anticorpo raro.

I ricercatori attraverso le banche del sangue scoprirono che tra chi possedeva questo anticorpo, c’era un donatore compatibile nel New South Wales: James Harrison.

A quel punto, Harrison aveva già dato sangue per più di un decennio. Poco dopo, i ricercatori svilupparono un’iniezione, chiamata Anti-D, usando il sangue di Harrison.

L’uomo, da parte sua, ha continuato a donare per più di 60 anni. Si stima che abbia salvato 2,4 milioni di bambini, in Australia.

Gli scienziati ancora non sanno perché il corpo di James Harrison produca naturalmente questo anticorpo, ma il fatto potrebbe essere correlato alle trasfusioni di sangue che aveva ricevuto da adolescente.

Oggi Harrison è soprannominato “l’uomo con il braccio d’oro”. Qualche giorno fa ha fatto la sua ultima donazione. All’età di 81 anni, ha già superato il limite di età per i donatori.

Diversi genitori sono andati all’ospedale per celebrare l’evento, tenendo tra le braccia alcuni dei bambini che le donazioni di quest’uomo hanno contribuito a salvare.

Rhonda Prisby, professoressa di kinesiologia nel College of Nursing and Health Innovation dell'Università del Texas
Ricercatori dell’Università di Ulm (Germania), dell’Università Statale di Milano e dell’Istituto Auxologico Italiano presentano un
Amgen ha annunciato oggi che la Commissione Europea (CE) ha approvato l’estensione di indicazioni per
Una ragazza, in Vietnam, ha iniziato a sudare sangue dal viso tre o quattro volte