L’Italia è un paese a rischio desertificazione

Vittima di cambiamenti climatici sempre più sfavorevoli, che determinano una progressiva riduzione dell’acqua disponibile nel suolo e una continua erosione dei terreni, l’Italia è un paese a rischio desertificazione e siccità, principalmente nelle zone del meridione e nelle isole.

Tra le attività più colpite da questa situazione vi è indubbiamente l’agricoltura, settore produttivo di riferimento per l’economia del nostro paese che, secondo l’Istat, nel 2020, ha fatto registrare un valore aggiunto di 31,3 miliardi di euro, al primo posto nell’Unione Europea davanti a Francia (30,2 miliardi) e Spagna (29,3 miliardi)1. Nonostante ciò, troppo spesso questo settore è rimasto in secondo piano, senza garanzia di supporto da parte di quelle istituzioni pubbliche e private che dovrebbero invece prendersene cura, intervenendo a livello di infrastrutture e di salvaguardia delle risorse naturali che ne assicurano il corretto funzionamento.

A questo proposito, in occasione della Giornata Mondiale per la lotta alla Desertificazione e alla Siccità del prossimo 17 giugno, Finish, leader italiano nel mercato dei prodotti per la lavastoviglie, in collaborazione con Future Food Institute, annuncia il suo rinnovato impegno al fianco dell’agricoltura nell’ambito del progetto “Acqua nelle nostre mani”: un’iniziativa nata nel 2019 e sviluppata con l’obiettivo di tutelare il bene acqua, implementando nuove abitudini di consumo e sviluppando progetti concreti a supporto del territorio italiano.

ECCELLENZE AGROALIMENTARI E ATTENZIONE ALL’AMBIENTE: COSA PENSANO GLI ITALIANI?

Fenomeni piovosi sempre più rari ma abbondanti, progressivo aumento delle temperature, rapida evaporazione delle acque: se parliamo di desertificazione e siccità, il nostro paese si trova a dover far fronte ad un quotidiano e progressivo aumento del rischio. A questo proposito Finish ha recentemente condotto con Ipsos una ricerca, su un ampio campione rappresentativo di oltre 1.000 rispondenti, con l’obiettivo di indagare il pensiero e i comportamenti degli italiani sulla tematica, a doppio filo legata alla scarsità d’acqua e alla labilità di questa risorsa.

In prima battuta, ciò che emerge da questa ricerca è che proprio a causa di questi fattori il 97% degli intervistati ritiene che le eccellenze agroalimentari italiane siano oggi a fortissimo rischio. In particolare, l’82% si è detto preoccupato da molteplici problematiche legate alla scarsità d’acqua. Più nel dettaglio, il 57% ha espresso preoccupazione a causa di fenomeni atmosferici sempre più severi, il 51% a causa della siccità e il 35% di una sempre più ridotta disponibilità d’acqua per l’agricoltura.

Sempre con riguardo alle preoccupazioni dei cittadini, dalla ricerca emerge inoltre che, per il presente, il 24% degli italiani è oggi preoccupato per il progressivo scioglimento dei ghiacciai, contro solo il 12% per le forti piogge che si verificano durante brevi periodi dell’anno e un’ancora più allarmante e ridotto 9% per i periodi di siccità sempre più prolungata. Guardando al futuro, invece, sia le piogge che la siccità registrano un importante balzo in avanti del 7%, attestandosi rispettivamente al 19% e 16%.

Questi dati, molto significativi, si inseriscono in un quadro di grande rilevanza nel quale emergono una particolare consapevolezza e attenzione all’ambiente e alla sostenibilità. Il 91% degli intervistati, infatti, si è definito a conoscenza del concetto di sostenibilità, con una percentuale ancora più alta (97%) per coloro che ritengono questo fattore importante per lo sviluppo e il mantenimento del pianeta e della società. A dimostrazione di ciò, gli italiani si dicono anche pronti a intervenire sui propri comportamenti, per vivere in maniera più sostenibile e rispettare l’ambiente, con percentuali in significativo aumento con il trascorrere dell’età. Ad esempio, l’83% degli intervistati ha dichiarato di provare, nella propria quotidianità, a ridurre il più possibile lo spreco di cibo e il 77% a ridurre lo spreco d’acqua. Inoltre, il 64% si è detto pronto a rinunciare a qualcosa nel presente se questo significasse assicurare più risorse ambientali per le generazioni future, mentre un consistente 60% si è addirittura dichiarato pronto a cambiare radicalmente le proprie abitudini in favore dell’ambiente.

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