Dalle nanoparticelle una speranza per l’ ictus

Gruppi di nanoparticelle circa 15.000 volte più piccole di una testa di spillo potrebbero portare farmaci vitali al cervello, offrendo nuove speranze ai pazienti nelle prime fasi di un ictus.

Una nuova ricerca, condotta da un team di ricercatori dell’Università di Manchester, ha trovato che minuscole vescicole chiamate liposomi – di soli 100 nm di diametro – possono entrare attraverso la barriera ematoencefalica danneggiata a seguito di un ictus.

Questi liposomi possono offrire un modo per portare farmaci vitali nell’area di un organo lesionato per fermare ulteriori danni.

Il cervello è l’unico organo nel corpo dei mammiferi ad avere un proprio sistema di sicurezza, una fitta rete di vasi sanguigni e di barriere che consentono l’ingresso dei nutrienti essenziali e blocca le altre sostanze potenzialmente dannose. Tuttavia, questa barriera blocca anche i farmaci salvavita, rendendo difficile il trattamento di una serie di patologie, tra cui l’ictus.

Lo studio, condotto sui topi, ha mostrato che i liposomi possono potenzialmente trasportare dei farmaci salvavita attraverso la barriera encefalica.

I nanomateriali potrebbero essere in grado di facilitare il trattamento dell’ictus, proteggendo i neuroni.

Nei giorni successivi a un ictus, quando i neuroni sono morti, i liposomi, in grado di penetrare nel cervello, potrebbero promuovere la riparazione dei neuroni.

Le nanoparticelle sono presenti oggi in molti prodotti alimentari, di bellezza e anche in medicina.
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“C’era una volta…” l’orso marsicano

“C’era una volta…” 

Quante storie che iniziano così abbiamo ascoltato da bambini e quante ancora oggi ne raccontiamo ai nostri figli, nipoti, alunni. Fiabe e favole hanno da sempre accompagnato la crescita, dandoci un insegnamento, sviluppando la fantasia, facendoci sognare.

Questa volta è il WWF che inizia a narrare una storia, una storia attuale, quella dell’Orso bruno marsicano. Una storia che può diventare molto triste: oggi restano circa 50 individui di Orso bruno marsicano e ogni anno sono sempre di meno.

Gli orsi muoiono a causa dell’uomo. Negli ultimi 25 anni il 63% degli Orsi bruni marsicani è morto a causa dell’uomo e nel 40% dei casi la morte è stata provocata da azioni di bracconaggio. L’orso è il simbolo dei nostri boschi. È un’importante risorsa per la nostra biodiversità, pertanto non possiamo lasciare che venga spazzato via.

Per questo il WWF promuove un Contest per le scuole che si rivolge proprio ai più piccoli, affinché si possano conoscere meglio e difendere il “nostro” amico orso.

Il Contest propone di trattare il tema con i bambini; l’orso è da sempre un simbolo di tenerezza, tutti, o molti di noi hanno avuto il proprio orsetto, il Teddy Bear, come compagno di giochi d’infanzia, consolatore dei nostri pianti e sfogo per le nostre frustrazioni. Vogliamo incoraggiare i bambini a fare un disegno per l’orso che si sveglia dal letargo, un regalo per farlo sentire amato e rispettato: 50 disegni, uno per ogni orso, verranno pubblicati sul sito del WWF e valorizzati dall’associazione. Gli elaborati scelti saranno i più belli e quelli che hanno visto coinvolta l’intera scuola e le famiglie dei bambini. Oltre al disegno si chiede alle classi di organizzare una mostra a scuola invitando i genitori.

La proposta si rivolge alle oltre 20.000 scuole pubbliche e private dell’infanzia italiane e ai primi due anni della scuola primaria.

Proprio per non perdere uno dei più preziosi della natura nel nostro Paese e per questo il WWF ha lanciato una corsa contro il tempo per raddoppiare il numero di individui entro il 2050 con il progetto Orso2x50.

L’Orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus) è una sottospecie di orso bruno unica al mondo, che vive solamente in Italia, tra il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il Parco Nazionale della Majella e le aree appenniniche limitrofe. Più piccolo del “cugino” alpino ed europeo, adattato dopo secoli di isolamento ad una stretta convivenza con l’uomo, recenti studi ne hanno confermato l’unicità genetica, ecologica e comportamentale. Sembra infatti che la coesistenza millenaria con l’uomo e le sue attività abbiano addirittura plasmato il comportamento particolarmente mansueto di questi orsi. Purtroppo questa popolazione conta oggi solamente poco più di 50 esemplari, è considerata “in pericolo critico” dalla IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) e rischia seriamente l’estinzione.

Il WWF Italia è dalla parte dell’orso sin dalla sua nascita nel 1966 quando insieme ai lupi e ad altre specie erano considerati animali da abbattere, tanto da scomparire praticamente da tutto il territorio alpino.

Come nei precedenti anni l’A.C.M.A. organizza Docudì, una serie di proiezioni gratuite aperte al pubblico, che si
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