Latte e ciliegie contro l’ipertensione

Alcuni prodotti alimentari di largo consumo possono aiutare ad abbassare l’alta pressione sanguigna.

Uno studio, pubblicato su Hypertension: Journal of American Heart Association, ha esaminato le abitudini di quasi cinquemila uomini e donne.

I ricercatori hanno scoperto che coloro che consumavano più di tre porzioni di latte o di prodotti lattiero-caseari al giorno avevano il 36 per cento meno probabilità di avere la pressione sanguigna alta rispetto a quelli che mangiavano meno latticini (meno della metà di una porzione al giorno).

I latticini a basso contenuto di grassi, come il latte senza grassi e il latte magro, possono essere una scelta buona per contrastare la pressione alta.

Nel recente studio, coloro che avevano mangiato tre porzioni di latticini al giorno e avevano anche limitato l’apporto di grassi saturi avevano avuto il 54% in meno probabilità di avere la pressione alta rispetto a quelli che avevano seguito una dieta povera di grassi saturi con meno latte.

Un recente studio fatto nel Regno Unito aveva anche trovato che le ciliegie acide, ricche di antociani, altri polifenoli e fibre, può ridurre il rischio di malattie cardiache e di diabete di tipo 2, i principali fattori di rischio associati all’ipertensione.

Nello studio c’era stata una significativa riduzione della pressione arteriosa sistolica nelle prime due ore dopo il consumo di ciliegie acide.

Le noci fanno bene al cuore

Il consumo regolare di noci aiuta a prevenire il rischio di obesità, il cancro alla vescica o il tumore al seno nelle donne. Ora un nuovo studio dice che le noci possono aiutare a ridurre anche la pressione sanguigna, con i loro acidi grassi omega-3 (acido alfa-linolenico o ALA, in particolare).

Un team di ricercatori americani della Pennsylvania State University ha reclutato 45 volontari di età compresa tra i 30 e i 65 anni, in sovrappeso o obesi, per vagliare gli effetti delle noci sull’ipertensione. Tutti i soggetti sono stati inizialmente nutriti con la tipica dieta americana per due settimane, con l’obiettivo di metterli sullo stesso piano, prima di iniziare i test.

Dopo queste prime due settimane, ogni partecipante è stato invitato a seguire una delle tre diete proposte, per ridurre il consumo di grassi saturi. Una di queste diete includeva delle noci intere, come una delle alternative più sane al grasso saturo. Le altre due diete, d’altra parte, offrivano la stessa quantità di acidi alfa-linolenico normalmente fornito dalle noci.

I partecipanti hanno seguito il piano alimentare per sei settimane. Diverse volte durante lo studio, i ricercatori hanno misurato loro la pressione (centrale e brachiale), il livello di colesterolo e la rigidità arteriosa.

Hanno scoperto che queste tre diete con acidi alfa-linolenici avevano abbassato la pressione sanguigna di tutti i partecipanti. Ma era la dieta a base di noci che aveva avuto gli effetti più benefici.

Gli effetti positivi delle noci erano stati particolarmente evidenti a livello della pressione arteriosa diastolica centrale.

Le verdure ricche di nitrati abbassano la pressione sanguigna

Le verdure ricche di nitrati come la rucola, gli spinaci e le barbabietole, garantiscono una riduzione della pressione sanguigna, secondo alcuni studiosi di Maastricht, che hanno pubblicato i risultati di una loro ricerca sulla rivista scientifica ‘Journal of Nutrition’.

I benefici del succo di barbabietola rossa sono ben noti tra gli atleti, perché aumentano le prestazioni. La barbabietola rossa contiene un nitrato che il corpo può convertire in nitrito, che a sua volta può essere convertito in ossido nitrico (NO), che si crede abbia un effetto positivo sui vari processi che svolgono un ruolo negli sport. L’ossido di azoto potenzia i muscoli mentre i vasi sanguigni si dilatano per consentire che più ossigeno ai muscoli.

Gli scienziati di Maastricht hanno esaminati se questo effetto si anche con altre verdure ricche di nitrati e con un sale nitrato disciolto in acqua.

Rucola e spinaci sono due ortaggi freschi che sono ancora più ricchi di nitrati delle barbabietole rosse.

Se dei volontari hanno dato tutte queste verdure contenti 0,8 grammi di nitrato, circa la quantità raccomandata per gli atleti, ossia l’equivalente di circa 200 grammi di spinaci o 350 grammi di rucola.

Sono state poi date una bevanda concentrata di succo di barbabietole rosse e del nitrato di sodio sciolto in acqua, entrambe con 0,8 grammi di nitrato. I livelli di nitrato e nitrito nel sangue sono aumentati molto dopo l’assunzione di tutte e quattro le bevande, ma solo con le verdure era scesa anche la pressione sanguigna. Il nitrato di sodio disciolto in acqua non aveva avuto quasi alcun effetto antipertensivo.

“Se si ha la pressione alta, mangiare tante verdure può essere sufficiente, non c’è nessun supplemento da assumere”, ha detto Lex Verdijk, aggiungendo: “Sembra che la composizione delle verdure, che contengono anche vitamine, fibra e altre sostanze, produca l’effetto positivo del nitrato“.

Basso rischio di ipertensione con il consumo regolare di yogurt

Le donne che mangiano ogni settimana cinque o più porzioni di yogurt, hanno un rischio significativamente più basso di ipertensione rispetto alle donne che consumano il prodotto di rado.

Lo studio, fatto da alcuni scienziati americani della “Boston University School of Medicine” a Boston, in Massachusetts, dice che negli uomini, questo effetto non è stato osservato.

I risultati della ricerca sono stati presentati di recente in una riunione della “American Heart Association” (AHA) e pubblicati in varie riviste.

Per la loro indagine i ricercatori hanno analizzato i dati provenienti da tre studi fatti su larga scala, a cui hanno partecipato donne che avevano tra i 25 e i 55 anni e uomini di 40 – 75 anni.

Dallo studio è emerso che le donne le quali avevano consumato cinque o più porzioni di yogurt a settimana, avevano avuto un rischio di ipertensione inferiore di circa il 20 per cento rispetto alle donne che avevano consumato raramente lo yogurt.

Negli uomini, questo effetto non è stato rilevato.

Si è inoltre esaminato nello studio se l’effetto protettivo dello yogurt potesse aumentare con una dieta sana.

Per questo, i ricercatori hanno analizzato come reagissero i partecipanti allo studio che facevano la cosiddetta dieta DASH, specifica per contrastare la pressione alta.

E’ emerso che l’effetto protettivo tra le donne era stato più alto, quando avevano seguito le linee guida Dash, assumendo molta frutta, verdura, noci, legumi, latticini a basso contenuto di grassi e cereali integrali.

Inoltre, l’effetto positivo sulla pressione arteriosa nello studio è risultato maggiore con lo yogurt che con gli altri prodotti caseari, anche a basso contenuto di grassi.

Adolescenti: ipertensione e obesità con l’uso eccessivo di Internet

Un nuovo studio ha trovato che l’uso eccessivo di Internet è collegato all’alta pressione sanguigna nell’adolescenza.

I ricercatori dell’Henry Ford Hospital di Detroit hanno rilevato questo legame tra gli adolescenti che avevano trascorso oltre 14 ore a settimana su Internet. Tra i 134 ragazzi che avevano partecipato allo studio, 26 accaniti frequentatori di Internet (25 ore a settimana) avevano la pressione sanguigna elevata.

La ricerca ha anche trovato un’associazione fra l’uso intensivo di Internet e altri rischi per la salute come dipendenza, ansia, depressione, obesità e isolamento sociale crescente.

È importante che i giovani facciano pause regolari e si stacchino dal loro computer o dallo smartphone, impegnandosi in qualche forma di attività fisica, dicono i ricercatori che raccomandano ai genitori di porre dei limiti ai loro figli. Due ore al giorno, cinque giorni alla settimana, su Internet, possono bastare.

Il 43 per cento degli utenti assidui di Internet erano anche in sovrappeso, nello studio, rispetto al 26 per cento degli utenti che usavano Internet in modo moderato.

Meno malati di Alzheimer tra chi ha la pressione alta

Le persone che hanno una predisposizione genetica verso l’alta pressione sanguigna possono essere a basso rischio di sviluppare il morbo di Alzheimer, secondo un nuovo studio fatto nella Brigham Young University e nell’Università di Washington.

Lo studio ha esaminato i dati genetici di 17.008 individui con malattia di Alzheimer e quelli di 37.154 persone senza la malattia. Il team ha cercato le associazioni tra la malattia di Alzheimer e numerose patologie quali l’obesità, il diabete e il colesterolo alto.

L’unica significativa associazione riscontrata è stata quella tra l’alta pressione sanguigna sistolica e il ridotto rischio di Alzheimer.

Secondo i ricercatori, può essere che l’alta pressione sanguigna sia protettiva nei confronti della demenza oppure potrebbe essere che un farmaco antipertensivo, per tenere a bada l’ipertensione possa proteggere dal morbo di Alzheimer.

Pressione alta anche di notte, se si dorme troppo poco

Una nuova ricerca ha rivelato che le persone, con un prolungato sonno ridotto, hanno un significativo aumento della pressione sanguigna durante le ore notturne.

Lo studio condotto dai ricercatori della Mayo Clinic hanno esaminato delle persone con un peso normale che a lungo avevano dormito troppo poco, osservando in loro la mancanza di caduta fisiologica della pressione arteriosa, durante la notte.

Naima Covassin, autore principale dello studio, ha detto che l’alta pressione sanguigna, specialmente durante la notte, è uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiache.