Vacanze di Natale, il camping in agriturismo è l’ultimo trend green

Che la coscienza green si stia diffondendo a macchia d’olio soprattutto tra i giovani è un fatto di straordinario rilievo: finalmente tutti si stanno rendendo conto che è importante preservare il pianeta e porre fine ai danni ecologici perpetrati per decenni dall’uomo. Rispettare gli animali e la natura non è soltanto un indicatore di civiltà ma anche di sensibilità e valori morali: l’uomo appartiene alla Terra e distruggerla non è il modo migliore di assicurare un futuro alle prossime generazioni. Far del male agli animali, poi, è, nella migliore delle ipotesi, sintomo di mancanza di cultura oltre che di intelligenza.

Secondo i dati appena pubblicati del Rapporto Univerde 2019, aumenta l’attenzione degli italiani per le mete turistiche green e soprattutto plastic-free: dai notiziari di tutto il mondo emerge il dato inquietante che stiamo uccidendo con la plastica gettata negli oceani pesci, mammiferi marini e rettili come le tartarughe. Questo fatto è percepito come un’emergenza vera e propria dall’80% delle persone intervistate, che preferiscono optare per strutture turistiche eco-friendly e magari anche plastic-free.

Una tendenza, questa, registrata anche dalla piattaforma numero 1 di instant booking di campeggi, la britannica Pitchup.com, particolarmente sensibile al problema e attrezzata per offrire al suo pubblico internazionale strutture realmente eco-sostenibili.

Sono in forte crescita gli utenti che su Pitchup.com scelgono sistemazioni green, in strutture che ad esempio utilizzano energia elettrica ricavata con metodi eco-friendly, oppure praticano la raccolta differenziata e offrono soluzioni per fare a meno della plastica durante la vacanza.

L’ultima tendenza del camping green è sicuramente l’agriturismo. Sono sempre più numerose in tutto il mondo, dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna e all’Italia, le aziende agricole o le semplici fattorie che decidono di accogliere i turisti, dedicando loro degli spazi verdi dove campeggiare oppure costruendo tende moderne e accoglienti o bungalow con tutti gli agi per rendere il soggiorno ancora più piacevole. Si tratta spesso di un sistema per aumentare i guadagni, dato che oggi il settore agricolo è abbastanza in crisi ovunque. Aprirsi al turismo può essere un’ottima soluzione per continuare a tenere aperta un’attività di questo genere trovando una nuova fonte di profitto.

Su Pitchup.com si possono trovare parecchie soluzioni di questo genere in tutto il mondo, cercandole con l’apposito filtro. Ecco una selezione degli agriturismi italiani più belli aperti ai campeggiatori (in tutti i cani sono ammessi), un’occasione per provare queste strutture nel nostro Paese e magari, successivamente, avventurarsi all’estero.

Il Giardino degli Elfi – Bevagna – Umbria

Nel cuore dell’Umbria verde, a pochi chilometri da Assisi e da Spello, troviamo Il Giardino degli Elfi. Questa splendida location che si sviluppa intorno a una tradizionale casa colonica, offre un ambiente di assoluta tranquillità e silenzio, tra giardini fioriti e una grande piscina con acqua salata. I proprietari sono convinti ecologisti: qui potrete trovare prodotti organici locali e un ristorante che propone esclusivamente piatti preparati con ingredienti biologici. Potrete gustare il meglio della cucina umbra a chilometro zero. Wi-fi gratuito, docce calde, piazzole spaziose su erba, una biblioteca e la possibilità di acquistare tutti i prodotti della fattoria, compreso l’olio extra vergine di oliva, assicureranno una vacanza meravigliosa, con tante possibilità di escursioni a piedi o in bicicletta nei dintorni.

Agriturismo Vultaggio – Trapani – Sicilia

A un’ora da antichi templi, isole affascinanti e sentieri di montagna è ubicato l’Agriturismo Vultaggio, una lussuosa struttura per campeggiatori costruita accanto a una fattoria gestita dalla stessa famiglia da quattro generazioni. Imponenti e raffinate tende safari possono ospitare fino a 7 persone, disponendo di 2 camere da letto, bagno privato e angolo cottura. L’agriturismo, immerso in un vigneto, dispone di un negozio dove si possono acquistare le specialità della fattoria ma anche di ristorante, dove si cucinano soltanto piatti biologici tipici della cucina siciliana, che in realtà è un mix di tutte le culture che si sono succedute nei secoli in questi luoghi, dai Fenici ai Greci, dagli Arabi ai Normanni.

Agriturismo La Petrosa – Ceraso – Campania

A dieci minuti di auto dalla meravigliosa costa campana, immerso nel verde, troviamo l’Agriturismo La Petrosa, parte di una tenuta agricola che copre circa 50 ettari di territorio ricco di frutteti, ulivi, campi di grano e orti. Nel negozio interno sono in vendita i prodotti della fattoria: oltre a verdure e frutta di vario genere, formaggio, uova, carne, olio d’oliva, marmellate, pane fresco e molto altro. Se non si ha voglia di cucinare, c’è un ristorante con un’ampia terrazza che propone specialità locali ovviamente preparate soltanto con ingredienti a chilometro zero. L’agriturismo dispone anche di una grande piscina all’aperto, di biciclette da noleggiare, di un parco giochi per i bambini e di aree per sport come il tiro con l’arco.

Agriturismo Alba – Baone – Veneto

Nel verde dei Colli Euganei, in una zona nota in tutta Italia per le acque termali, troviamo l’Agriturismo Alba, 18mila ettari che si snodano intorno a una casa colonica del XVIII secolo, ovviamente restaurata. I rigogliosi giardini sono perfetti per passeggiare o leggere un libro in tranquillità, ma non manca una grande piscina per chi preferisce nuotare. I campeggiatori possono cenare al ristorante dell’agriturismo che ovviamente utilizza soltanto ingredienti della tenuta per le proprie specialità. Gli amanti dell’arte e della storia possono visitare i borghi medievali come Monselice ed Este.

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Finalmente sono arrivate le agognate vacanze: è arrivata la vera fine dell’anno, perlomeno quello lavorativo, e ci

Back to work: i 10 cibi della felicità

Tornare dalle vacanze è sempre traumatico e si cerca in tutti i modi di prolungare quella sensazione di spensieratezza e benessere. Ci sono diversi modi per alleviare il trauma da “back to work” e uno di questi è il tanto amato comfort food, il cibo che fa tornare il buonumore. Come ci dice la Dottoressa Silvia Grevi – Biologa Nutrizionista – “la serotonina, conosciuto comunemente come  l’ormone della felicità, viene prodotta dal nostro sistema nervoso centrale e da quello gastrointestinale. La sua sintesi parte dal triptofano, un amminoacido essenziale che come tale il nostro organismo non è capace di produrre: ecco perché dobbiamo assumerlo attraverso il cibo”. Aggiunge poi la Dottoressa Monica Zago – Biologa Nutrizionista – che “ciò che mangiamo influenza non solo il nostro corpo, ma anche la nostra mente. Per questo è importante conoscere i cibi che, grazie alle loro proprietà nutrizionali, donano una pieno di energia e ci mettono di buonumore”.

Ecco quindi che TheFork, sito e app per Android e iOS che permette di prenotare in oltre 65.000 ristoranti nel mondo di cui 18.500 in Italia, suggerisce 9 piatti che fanno tornare il sorriso dove trovarli!

 

  1. Lasagna

La lasagna è un piatto che ci fa pensare alla mamma, al comfort di casa. È vero, spesso la associamo a un cibo calorico o pesante, ma non bisogna dimenticare che i carboidrati sono ricchi di triptofano, precursore della serotonina, l’ormone che ci rende felici.

Dove trovarla:

Mamma Lasagna, Casavatore (NA)

Qui la protagonista è ovviamente la lasagna che viene preparata in 20 versioni diverse, dalle classiche alle gourmet per mantenere la tradizione nazionalpopolare del piatto strizzando l’occhio alle sperimentazioni e all’innovazione.

 

  1. Pasta 

Un grande classico: la pasta è una delle ricette più amate dagli italiani (e dal resto del mondo) e la si trova in tantissime varianti, dalle più classiche a quelle più elaborate. Anche qui, stesso discorso della lasagna: i carboidrati – senza esagerare – aiutano a far tornare il sorriso.

Dove trovarla:

Pasta Fresca Bistrot, Milano

In  un ambiente elegante ma allo stesso tempo accogliente, qui potrete gustare pasta fresca fatta al momento alla quale potete abbinare i sughi che preferite. Molto buoni gli gnocchi e i tortelllini.

La Spaghetteria, Parma

Alla Spaghetteria l’idea è quella di proporre piatti contemporanei, golosi ma non elaborati anzi semplici e preparati con molta attenzione. Naturalmente gli spaghetti la fanno da padroni, serviti con molti sughi diversi.

 

  1. Pizza

Non ha bisogno di presentazioni: la pizza è il comfort food italiano per eccellenza. Si dice che la margherita non abbia eguali, ma da qualche tempo ormai impazzano le ricette gourmet.

Dove trovarla:

Pummà, Bologna (Pummà è presente anche a MilanoMilano Marittima e Ibiza)

Si tratta di una delle pizzerie gourmet più in voga di questo momento: progetto nato da alcuni imprenditori romagnoli, Pummà unisce la pizza della tradizione a quelle più sperimentali. Tutte le materie prime sono scelte con estrema attenzione e controllo sulla filiera.

 

  1. Cioccolato 

Il cioccolato – specialmente quello fondente – è uno degli alimenti maggiormente “responsabili” di causare felicità, ricco di antiossidanti e triptofano. Nella ristorazione c’è chi ha fatto di questo ingrediente l’elemento principe, come Fondente in Umbria.

Dove trovarlo:

Fondente, Santa Maria degli Angeli (PG)

Qui il protagonista è il Cioccolato Funzionale: si tratta di un cioccolato brevettato dal ristorante, ottenuto da una tostatura di fave di cacao a bassa energia. Questa tecnica non preserva solo l’aroma ma anche gli antiossidanti naturali del cioccolato, ricchi di benefici per il nostro corpo. Inoltre da Fondente potrete trovare cioccolato modellato in qualsiasi forma si desideri, grazie a una particolare stampante 3D.

Said Dal 1923 Antica Fabbrica del Cioccolato, Roma

Said è, come dice il nome stesso, una vera e propria fabbrica di cioccolato come quella di Willy Wonka. Qui vi è un’attenzione al cioccolato a 360°, che viene prodotto e venduto. Il menù offre diversi piatti rivisitati con questo ingrediente, come ad esempio la caponata di melanzane al cioccolato.

 

  1. Fritto

A volte si preferisce non mangiarlo perché temiamo ci appesantisca, ma uno strappo alla regola serve di tanto in tanto: il fritto è in grado di farci tornare di buonumore.

Dove trovarlo:

FishHub Fritto & Krudo, Roma

Lo scopo di FishHub è quello di portare il pesce fresco nel cuore di Roma e, come dice il nome del locale, prepararlo in ogni sua variante dal fritto al crudo.

 

  1. Polpette

Le polpette sono un piatto apparentemente facile ma in realtà molto sofisticato e complesso e trovare quelle che ricordano la cucina della mamma non è sempre facile.

Dove trovarle:

Bolpetta, Torino

Da Bolpetta l’atmosfera è quella di una casa di campagna emiliana ricreata sia attraverso l’ambiente che attraverso il menù. Qui potrete trovare lasagne, tortellini e naturalmente le polpette, protagoniste del locale, preparate in versione classica o rivisitate come ad esempio quelle di carciofi gratinati con fonduta di taleggio e noci.

Polpetta, Roma

Polpetta si propone come nuovo format di ristorazione nella capitale: lo scopo è quello di puntare i riflettori sulla polpetta come pietazanza in tutte le sue forme e varianti – dalla carne al pesce ma anche come dessert.

The Meatball Family, Milano

The Meatball Family nasce da un progetto di alcuni imprenditori e personaggi dello spettacolo come Diego Abadantuono. L’idea è quella di rivisitare la polpetta italo-americana preparando ad esempio i famosi spaghetti con le polpette o i burgerball di carne di fassona.

 

  1. Tiramisù

Il tiramisù è uno dei dolci più popolari nella ristorazione italiana e nel tempo ha conosciuto tante varianti e sperimentazioni. La presenza del caffè e degli zuccheri lo rende un cibo perfetto per far tornare il sorriso.

Steampower, Verona

In questo locale avvertirete un profondo amore per il caffè: dalla torrefazione al ristorante, questo ingrediente è la guest star combianato con sapienza in piatti gustosi e perfettamente bilanciati.

 

  1. Hamburger 

Il comfort food Americano per eccellenza è ormai entrato a pieno titolo a far parte della ristorazione del Belpaese; TheFork aveva già rivelato che il preferito dagli italiani è l’hambuger in versione gourmet, seguito dal classico cheeseburger.

Dove trovarli:

Ham Holy Burger, Genova (Ham Holy Burger è presente in moltissime città italiane tra cui MilanoRoma e Padova)

La filosofia di Ham Holy Burger si basa su cinque elementi: la qualità della cucina, l’amore per il servizio, la storia delle location, l’innovazione e il piacere sacro di un buon hamburger, che qui è gourmet. Tutta la carne utilizzata nei ristoranti Holy proviene da presidi Slow Food.

 

  1. Pancake 

Cosa c’è di meglio per sentirsi ancora in vacanza di una mattinata a letto fino a tardi e un brunch con gli amici o con la famiglia? I pancake vi faranno tornare il sorriso e vi regaleranno una perfetta foto “instagrammabile”.

Dove trovarli:

Vanilla Bakery, Milano

Basta entrare nel Vanilla Bakery a Milano per dimenticare stress e ansie. Qui ogni cliente viene coccolato con prodotti che si ispirano alle bakery americane e inglesi.

 

  1. Kimchi

Il kimchi è un piatto tradizionale coreano a base di verdure fermentate e frutti di mare, condito con diverse spezie (ad esempio, peperoncino e zenzero). Di questo piatto esistono molte varianti diverse e a quanto pare i coreani ne consumano grandi quantità perché convinti li aiuti ad affrontare la giornata. In effetti i cibi fermentati stimolano la produzione di serotonina e, inoltre, la fermentazione genera batteri che ci aiutano a riequilibrare il nostro equilibrio intestinale.

Dove provarlo:

My Kimchi, Milano

Nel cuore di Milano, a pochi passi da Parco Sempione, da My Kimchi si possono gustare diverse specialità della cucina orientale, in particolare di quella coreana. Da non perdere il bulgogi ssambap e il bibim guksy.

 

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Partenza per le vacanze: 5 consigli per gestire al meglio l’aria condizionata in auto

automobile.it, il sito di annunci di auto usate, nuove, Km 0 e a noleggio di proprietà del gruppo eBay, presenta 5 consigli per gestire al meglio l’ara condizionata in auto.

Da sempre infatti ad agosto le strade e autostrade italiane assistono al fenomeno delle code infinite, specialmente nei periodi caldi di partenza e rientro dalla famigerata settimana del 15 agosto.

A volte a nulla valgono le partenze intelligenti e quelle durante la così detta controra. Spesso il traffico è semplicemente inevitabile e con il caldo che solitamente caratterizza agosto è bene gestire al meglio l’aria condizionata, sia in queste situazioni di “emergenza” sia per tragitti più confortevoli durante gli spostamenti estivi in generale.

Per assicurarsi sempre la temperatura perfetta e per non incorrere in fastidi dovuti a un utilizzo esagerato del condizionatore basta seguire questi 5 consigli:

  1. Pit stop dell’impianto di condizionamento, oltre le ruote c’è di più

Alcuni consigli sembrano banali ma poi sono proprio i più scontati che finiscono per non essere seguiti. E’ proprio tra questi che rientra il suggerimento di rivolgersi agli esperti per i controlli di routine prima di mettersi in viaggio. In particolare infatti, almeno ogni due anni o ogni 60mila chilometri sarebbe bene chiedere espressamente di eseguire il controllo sull’impianto di aria condizionata e assicurarsi che il gas sia carico, altrimenti correre ai ripari per ricaricarlo. Se l’impianto è scarico infatti tenderà a usare molta più potenza del dovuto per tentare di raffrescare l’abitacolo, con spreco inutile d’energia e aumento di consumi.

  1. Sotto il sole di Riccione apro i finestrini e non ci penso più

Pur non parcheggiando sotto il sole, in estate, le auto ferme possono raggiungere temperature bollenti di cui ci rendiamo conto per esempio toccando il volante o sedendo su sedili in pelle. Inutile dunque, appena entrati in auto, accendere il condizionatore al massimo. Per agevolare un clima vivibile nell’abitacolo la cosa da fare è aprire i finestrini. In questo modo si lascia uscire l’aria calda concentrata nel veicolo e diventa più veloce il successivo raffreddamento.

  1. Evitare l’effetto “winter is coming”

Un’abitudine poco salutare è quella di alleviare la sensazione di caldo puntandosi addosso le bocchette dell’aria condizionata. In realtà, facendo così, si ha una sensazione di sollievo che è solo momentanea mentre si rischia di diventare blu come gli estranei di Trono di Spade. Questo momentaneo benessere inoltre potrebbe essere ripagato da contratture muscolari e nervose o malessere alle vie respiratorie. La scelta migliore è direzionare il getto d’aria verso l’alto per favorire la naturale circolazione dell’aria rinfrescando l’ambiente del veicolo.

  1. Rinfrescarsi VS congelarsi

Secondo uno studio dell’Harvard School of Public Health il cervello funziona meglio con l’aria condizionata e la temperatura ideale è di 22 gradi.  Questa ricerca dovrebbe bastare per insegnare che va bene proteggersi dal caldo ma è poco sensato ricreare un igloo nell’abitacolo. In realtà come bilanciamento ideale la differenza tra la temperatura interna del veicolo e quella esterna non dovrebbe superare 5-6 gradi.  Questo permetterebbe, da una parte di risparmiare sul consumo di benzina, strizzando anche l’occhio all’ambiente, dall’altra di evitare fastidiosi problemi fisici dovuti allo sbalzo di temperatura.

  1. Rush finale

Negli ultimi minuti di viaggio, quando ormai si può dire: “sono arrivato a destinazione!” è importante spegnere l’aria condizionata tenendo accesa la ventola. In questo modo si disattiva la climatizzazione lasciando comunque continuare a uscire l’aria fredda che solitamente continua a essere erogata per altri minuti. Allo stesso modo al clima glaciale si sostituirà gradualmente una naturale sensazione di fresco data dalla ventilazione che annullerà il disagio dovuto al caldo e al contempo lo sbalzo di temperatura tra ambiente interno ed esterno. Inoltre, una cosa che non guasta mai, in questo modo si garantisce anche una riduzione sui consumi.

Nell’identificare i suggerimenti su come gestire al meglio l’aria condizionata in auto, automobile.it ha sviluppato un contenuto che, per i più appassionati, spiega nel dettaglio il funzionamento dell’aria condizionata dell’auto: clicca qui per approfondire.

 

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Manager in vacanza, “staccare la spina” in 7 mosse

Finalmente sono arrivate le agognate vacanze: è arrivata la vera fine dell’anno, perlomeno quello lavorativo, e ci aspetta il meritato periodo di riposo. Abbiamo molte attese verso queste vacanze, la più grande di tutte, soprattutto per chi fa un lavoro manageriale dove lo stress è compagno di tutti i giorni, quella di “staccare la spina”.

 

“Facile dirlo, più difficile farlo – secondo Roberto D’Incau, fondatore di Lang&Partners, una delle più prestigiose società di consulenza HR italiane headhunter & coach, oltre che scrittore di libri di successo (“Quasi Quasi mi licenzio” – “Chi lavora non fa sesso” – “Il Lato Bimbo”) -. Intanto perché spesso, inconsciamente, abbiamo paura dei vuoti, quindi smettiamo di lavorare e in realtà ci aspetta un programma fitto di impegni: lunghi voli transoceanici, vacanze in luoghi impervi o impegnativi dal punto di vista della vita sociale, agende di vacanze fatte di 4/5 posti diversi, in un turbinio di impegni, incontri, dover essere”.

Smettiamo di lavorare, e abbiamo davanti un periodo di vacanze ancora più pieno di un mese lavorativo.  Altro grande nemico del relax, lo smartphone: è sempre con noi, giorno e notte, perché abbiamo sempre paura di perdere qualcosa, un messaggio importante, una mail di lavoro. Indicativo di un manager, peraltro in gambissima, online 24/7 e, aggiungerei, 365.

  • Cosa fare quindi, secondo Roberto D’Incau, quando si è un manager in vacanza?

1-SCEGLIERE UN MOMENTO SPECIFICO DELLA NOSTRA GIORNATA DI VACANZA IN CUI PENSARE AL LAVORO.

Scegliere un’ora specifica, e solo in quell’ora leggere le mail di lavoro e fare le eventuali chiamate lavorative indispensabili.

 

2-TOGLIERSI LA MASCHERA DI IMPEGNATI FULL TIME, E PROVARE LE BELLEZZE DELL’OTIUM ASSOLUTO.

Il lusso più grande che non abbiamo durante l’anno è il tempo per noi stessi: non ne abbiamo mai abbastanza, purtroppo. Proviamo almeno in vacanza a dedicare del tempo a noi stessi, finalmente, senza farci subissare dai sensi di colpa perché non stiamo abbastanza con compagno/a e figli, e godiamoci le bellezze dell’otium creativo. Spesso le idee più belle, più creative dal punto di vista del business vengono mentre si è in vacanza. Valorizzare il potere creativo del’otium è la vera forza delle vacanze.

 

3-NON CIRCONDARSI SOLO DI PERSONE E LUOGHI GIÀ CONOSCIUTI.

La “diversity esperienziale” esprime bene il fatto che se partiamo con gli amici di sempre, nei posti di sempre, facendo le cose di sempre è ben difficile che torniamo dalle vacanze avendo stimolato la nostra creatività, la nostra voglia di socializzare, la nostra intelligenza emotiva, la nostra seduttività latu sensu. Misurarsi con contesti e persone diverse, invece, è estremamente utile anche per la nostra vita lavorativa: è la forza che ci arriva dal fare esperienze nuove, differenti da quelle di tutti i giorni.

4-RIMETTERSI IN FORMA. Uno dei problemi più grandi dell’avere poco tempo è che l’attività fisica spesso è la grande Cenerentola della nostra agenda: riscoprire il piacere della fisicità ci farà benissimo. Mens sana in corpore sano è sempre valido, nei secoli. Ricordiamocene anche al rientro in città.

5-RITROVARE IL NOSTRO LATO BIMBO: in un ruolo manageriale, purtroppo, ci tocca portare molto spesso una “maschera sociale” professionale fatta di assertività, di velocità, di efficienza, di decisionismo. Stimolante, certo, ma anche molto faticoso da portarsi addosso tutto l’anno. L’estate invece è il momento più adatto per recuperare la leggerezza e l’entusiasmo del nostro “Lato Bimbo”, davvero fondamentale da recuperare, per toglierci di dosso la pesantezza che a volte il ruolo ci impone. In una vacanza estiva, con amici tutti molto impegnati e con ruoli manageriali, scoprimmo per caso in casa, un pomeriggio, un contenitore per fare le bolle di sapone, e ci mettemmo a farle, senza pensare alla nostra età e ai nostri ruoli sociali: passammo un’ora di puro Lato Bimbo, ne ridiamo ancora oggi ripensandoci. Ci fece benissimo.

6-LA VACANZA È IL MOMENTO DELLE RIFLESSIONI, PER FORTUNA NON QUELLO DELLE SCELTE.

Abbiamo sempre di fronte, come manager, decisioni da prendere di fretta, non abbiamo il tempo di pensarci troppo, di approfondire. Solo in vacanza possiamo finalmente lasciare fluire e arrivare le riflessioni senza l’ansia di dover subito decidere, ascoltando la testa, il cuore, l’istinto. Un’ottima palestra, per pensare a quello che dobbiamo e soprattutto vogliamo fare nel nuovo anno lavorativo, che ci aspetta da settembre in poi, senza avere la fretta di dover decidere subito.

7-DARE IL BENVENUTO ALLA NOIA. L’estate è un momento ideale per farci piacere, dedicarci a ciò che ci rallegra. E’ anche però un momento fondamentale per ritrovare il sottile piacere della noia, cui non siamo più abituati, perché ci spaventa. Annoiarci invece serve al nostro cervello per rigenerarsi e ripulirsi dei tanti pensieri, delle tante ansie della nostra vita quotidiana. Alla noia va quindi dato il benvenuto, come all’otium: è solo stando in queste due dimensioni che si possono vedere le cose con la giusta distanza, anche la propria carriera, e fare quelle riflessioni che ci portano poi a cambiare con efficacia le cose che non vanno negli ultimi mesi dell’anno, una volta rientrati al lavoro.

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