La solitudine fa più morti del sovrappeso

Uno studio americano ha trovato che l’isolamento sociale provoca più morti premature delle malattie correlate al sovrappeso.

Una forte interazione umana aumenta del 50% le probabilità di “sopravvivenza”. Questo era stato il risultato di uno studio statunitense fatto nella Brigham Young University in Utah, che aveva confrontato gli effetti della solitudine e quelli del fumo.

In totale 148 studi con oltre 300 000 partecipanti avevano confermato questo dato.

Una nuova analisi fatta, adesso, su 70 studi che hanno coinvolto più di 3,4 milioni di persone, in Nord America, Europa, Asia e Australia, ha confermato che la solitudine ha un effetto significativo sul rischio di morte prematura. È un effetto più potente dell’obesità.

Per l’American Psychological Association, la solitudine sarebbe la prossima grande minaccia per la salute pubblica.

Il dottor Julianne Holt-Lunstad, autore dello studio, ha detto che negli Stati Uniti, oltre 40 milioni di persone con più di 45 anni soffrono di solitudine cronica. E più di un quarto della popolazione vive da solo. Più della metà non è sposato. Il numero di case che coinvolgono coppie e bambini è in costante diminuzione.

Questa situazione, aggiunta all’ invecchiamento della popolazione implica che stiamo per affrontare un’epidemia di solitudine.

A titolo di prevenzione, secondo lo studio, gli operatori sanitari devono includere la connessione sociale allo screening medico.

A livello pubblico è necessario rafforzare gli spazi comuni e gli interventi che promuovono connessioni sociali.

 

 

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Chi corre vive di più

Correre fa bene. Non solo mantiene in forma, ma, addirittura prolunga la vita. Lo ha trovato uno studio della Iowa State University, intitolato “Running as a Key Lifestyle Medicine for Longevity”.

Secondo questo studio, è necessario eseguire un’ora di corsa alla settimana per vivere di più. Chi corre regolarmente vivrebbe più o meno tre anni in più rispetto a chi non pratica questo sport. E i benefici persistono anche se il corridore beve o fuma.

Chi corre regolarmente riduce il suo rischio di morire prematuramente del 25-40%. Non importa dove arriva o ritmo che tiene, l’effetto è lo stesso, purché si corra almeno un’ora.

Altri sport hanno lo stesso beneficio, ma in un’altra misura. Camminare o andare in bicicletta, per esempio, ridurrebbe il rischio di morire prematuramente del 12%. Di conseguenza, queste attività sono meno efficaci rispetto alla corsa.

Non resta che indossare un paio di scarpe adatte…e, iniziare a correre!

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Diabete: il fumo raddoppia il rischio di morte

I forti fumatori con diabete possono essere a doppio rischio di morte precoce, secondo un nuovo studio fatto nella University of Colorado-Denver, negli Stati Uniti.

Il diabete è una malattia cronica in cui ci sono alti livelli di glucosio nel sangue.

Le persone con diabete possono anche essere a rischio per numerose altre complicazioni di salute.

Lo studio statunitense fatto di recente ha trovato che il diabete raddoppia il rischio di mortalità per qualsiasi causa. I risultati del lavoro hanno trovato che quasi il 13 per cento dei pazienti con diabete è morto rispetto al 6,8 per cento dei pazienti senza diabete.

Inoltre, lo studio ha anche trovato che le donne con diabete hanno un rischio aumentato di mortalità per  cancro polmonare.

Tuttavia, lo stesso effetto non è stato trovato negli uomini.

Per lo studio, il dottor Kavita Garg e colleghi hanno condotto un’analisi su 53.454 partecipanti.

Lo studio sarà presentato alla riunione annuale della Radiological Society of North America (RSNA) a Chicago.

Uno studio americano ha trovato che l'isolamento sociale provoca più morti premature delle malattie correlate
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Le persone con psicosi, un disturbo mentale caratterizzato dal distacco dalla realtà, muoiono fino a

La psicosi è associata a una diminuita attività fisica e a morte prematura

Le persone con psicosi, un disturbo mentale caratterizzato dal distacco dalla realtà, muoiono fino a 15 anni della popolazione generale, anche perché non si impegnano nell’attività fisica regolare, secondo un nuovo studio dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità.

Difficoltà motorie, dolore, depressione e danno cognitivo spiegano i bassi livelli di attività fisica nelle persone con psicosi, hanno detto i ricercatori.

“Comprendere e superare queste barriere potrebbe essere una strategia importante per aiutare le persone con psicosi a essere più attive e, potenzialmente,  per ridurre il loro rischio di malattia cardiovascolare”, ha detto Brendon Stubbs del King’s College di Londra.

Per lo studio, i ricercatori dell’OMS hanno analizzato più di 200.000 persone di 18-64 di oltre 50 paesi a basso e medio reddito per vedere se le persone con psicosi si attenessero ai livelli di attività fisica raccomandati dall’OMS.

L’inattività fisica è la quarta causa di morte evitabile, secondo l’OMS.

Gli adulti di 18-64 anni devono fare almeno 150 minuti di attività fisica, di moderata intensità, per tutta la settimana, tra cui passeggiate, escursioni in bicicletta, faccende domestiche o sport.

Per lo studio sulla psicosi, i volontari sono stati divisi in tre gruppi: persone con psicosi, individui con i sintomi psicotici, ma senza alcuna diagnosi, e un gruppo di controllo, composto da persone con nessuna diagnosi di psicosi e nessun sintomo della malattia accusato negli ultimi 12 mesi.

Dallo studio, pubblicato su ‘Schizophrenia Bulletin’ è emerso, in generale, che le persone con psicosi avevano il 36 per cento più probabilità di non soddisfare i livelli di attività fisica consigliata rispetto al gruppo di controllo.

Quando i ricercatori hanno esaminato la situazione degli uomini soltanto, è emerso che quelli con psicosi avevano due volte più probabilità di non soddisfare i livelli di attività fisica consigliati dall’OMS, rispetto alle persone del gruppo di controllo.

Lo studio dice che l’attività fisica può aiutare le persone con disturbi mentali.  Anche se l’attività fisica è efficace per la prevenzione e la gestione del diabete e delle malattie cardiovascolari nella popolazione generale, le persone con disturbi psicotici vanno aiutate a praticare esercizio fisico, perché essendo sedentarie, in media, stanno ferme quasi 13 ore al giorno.

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