Trovato l’enzima che estende la durata della vita

Uno studio fatto nella Scuola di Medicina dell’Università di Washington a St. Louis ha trovato un modo completamente nuovo di combattere gli anni. La ricerca ha rivelato che una proteina che è abbondante nel sangue dei giovani topi svolge un ruolo chiave nel mantenere gli animali sani e giovani.

La proteina è un enzima chiamato eNAMPT e i ricercatori hanno scoperto che integrandola nei topi più vecchi estende la durata della vita di circa il 16%.

La proteina è responsabile della produzione di un combustibile chiamato NAD, necessario per mantenere il corpo sano.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Cell Metabolism.

 

Uno studio pubblicato su JAMA Internal Medicine ha esaminato i benefici connessi al percorrere 10.000
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Chi cammina velocemente vive più a lungo

Chi cammina più velocemente ha maggiori probabilità di vivere più a lungo, secondo un nuovo studio condotto dai ricercatori dell’Istituto Nazionale per la Ricerca sulla Salute (NIHR) del Leicester Biomedical Research Center.

Una persona che ha un ritmo di andatura più lento ha un’aspettativa di vita inferiore, dice un lavoro pubblicato su Mayo Clinic Proceedings, consistito in una collaborazione tra gli ospedali di Leicester, l’Università di Leicester e la Loughborough University, in Gran Bretagna.

La ricerca, utilizzando i dati della Biobank britannica di 474.919 persone reclutate nel Regno Unito, ha rilevato che coloro che avevano un ritmo di camminata abitualmente veloce avevano avuto una lunga aspettativa di vita, qualunque fosse il peso.

Le persone sottopeso con un passo lento avevano una speranza di vita più bassa (una media di 64,8 anni per gli uomini, 72,4 anni per le donne).

Il professor Tom Yates, autore principale dello studio, ha detto che forse la forma fisica è un indicatore migliore dell’aspettativa di vita rispetto all’indice di massa corporea.

Uno studio precedente, aveva mostrato che chi camminava lentamente aveva il doppio delle probabilità di avere una morte cardiaca, rispetto ai camminatori veloci, anche quando venivano presi in considerazione altri fattori di rischio, come il fumo e l’indice di massa corporea.

Uno studio fatto nella Scuola di Medicina dell'Università di Washington a St. Louis ha trovato
La menopausa, che si verifica nella donna, in media, intorno all'età di 52 anni, circa
Uno studio pubblicato su JAMA Internal Medicine ha esaminato i benefici connessi al percorrere 10.000

L’attività fisica allunga la vita

Un ampio lavoro, denominato Prospective Urban and Rural Epidemiological Study (PURE), pubblicato sulla rivista The Lancet, ha trovato che solo due ore e mezza di attività fisica settimanali sono sufficienti per ridurre il rischio di morte prematura.

Ogni tipo di attività è buona, a condizione che siano fatti i 150 minuti a settimana per aumentare la frequenza cardiaca e prevenire le malattie cardiovascolari.

Lo stile di vita sedentario è tra i primi 10 fattori di rischio per la mortalità in tutto il mondo. E’ perciò importante fare attività fisica per prolungare l’aspettativa di vita.

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) raccomanda di fare 150 minuti di esercizio fisico aerobico di intensità moderata a settimana.

Per lo studio PURE sono stati coinvolti 130,834 adulti tra i 35 e i 70 anni, senza problemi di salute, originari di 70 sedi dislocate in 17 paesi, con caratteristiche geografiche, sociali e culturali distinte..

La ricerca ha rivelato che il rischio di morte per qualsiasi causa per coloro che facevano esercizio fisico era inferiore del 28% rispetto a quello delle persone sedentarie, mentre le malattie cardiache erano inferiori del 20%. Queste cifre erano indipendenti dal tipo di attività svolta dagli individui..

Ovviamente, i valori delle percentuali erano più alti con l’aumentare del movimento. Ad esempio, il 3% delle persone coinvolte, che camminava a passo rapido per oltre 750 minuti a settimana, aveva una riduzione del 36% del rischio di morte.

Secondo lo studio PURE, un decesso su 12 potrebbe essere evitato se si facessero i 150 minuti di attività settimanale, consigliati dall’OMS.

L’attività motoria è ormai inconfutabilmente riconosciuta come elemento fondamentale per mantenere uno stato di benessere
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Diversi studi scientifici hanno suggerito che l'attività fisica può rallentare l'accumulo di proteine ​​beta-amiloidi e

Un po’ di caffè aiuta a vivere più a lungo

Bere una tazza quotidiana di caffè può aiutare a vivere più a lungo, secondo alcuni scienziati che hanno fatto un nuovo studio, scoprendo che il bere il caffè può abbassare il rischio di morte a causa di malattie cardiache, cancro, ictus e diabete.

Lo studio, pubblicato sulla rivista “Annals of Internal Medicine”, ha utilizzato i dati dello studio Multiethnic Cohort Study e ha coinvolto più di 215.000 partecipanti di quattro diverse etnie.

“Questo studio è il più grande del suo genere e include minoranze che hanno stili di vita molto diversi”, hanno detto gli autori del lavoro, fatto nell’Università del Sud della California (USC), Stati Uniti.

Dalla ricerca è emerso che le persone che consumavano una tazza di caffè al giorno avevano meno probabilità di morire del 12 per cento, rispetto a coloro che non bevevano caffè.

Questa associazione era ancora più forte in coloro che bevevano due o tre tazze di caffè al giorno, con il 18 per cento di riduzione della possibilità di morte.

La mortalità inferiore era presente a prescindere dal fatto che la gente bevesse regolarmente caffè normale o decaffeinato. Ciò suggerisce che l’associazione non è legata alla caffeina, ha dichiarato l’autore leader del lavoro Veronica W Setiawan,

Precedenti ricerche della USC e di altri istituti avevano indicato che il bere il caffè è associato a un ridotto rischio di avere diversi tipi di cancro, diabete, malattie epatiche, malattia di Parkinson, diabete di tipo 2 e altre malattie croniche.

“Il caffè contiene molti antiossidanti e composti fenolici che svolgono un ruolo importante nella prevenzione del cancro”, ha detto Setiawan.

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