La corretta alimentazione aiuta la fertilità

Le donne che cercano una gravidanza dovrebbero aumentare il consumo di cereali integrali, acidi grassi omega-3, pesce e soia e ridurre il consumo di grassi trans e carne rossa. Inoltre, un multivitaminico giornaliero che contenga acido folico da assumere prima e durante il periodo della gravidanza può non solo prevenire i difetti alla nascita, ma anche migliorare le possibilità di raggiungere e mantenere la gravidanza stessa1

 

Sono i risultati della review pubblicata su “Fertility and Sterility” di settembre che si concentra sull’evidenza della letteratura epidemiologica riguardo le relazioni tra fattori nutrizionali chiave e la fertilità femminile.

 

Dalla review emerge che, invece, vi sono prove limitate a sostegno di un’associazione tra la vitamina D e la fertilità nonostante si siano registrate promettenti risultati da studi condotti su non umani1.

 

“Negli ultimi anni la ricerca scientifica si sta orientando sempre di più sulla comprensione dei fattori che possono influenzare la fertilità in termini di stile di vita – afferma Daniela Galliano, Direttrice del Centro IVI di Roma – e con il passare del tempo la ricerca sta diventando sempre più puntuale e precisa. L’obiettivo è cercare di contrastare l’aumento del fenomeno dell’infertilità che colpisce 1 coppia su 5 agendo sulle variabili esterne che possiamo controllare, come una corretta alimentazione”.

 

 

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I vegetali contrastano l’infarto

Mangiare frutta, verdura, oltre a cereali integrali e legumi può aiutare a ridurre il rischio di infarto, secondo un nuovo studio, il quale ha trovato che le persone che avevano mangiato in prevalenza frutta e verdura avevano avuto il 42% meno probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari, rispetto a quelle che avevano consumato meno vegetali.

Il team della Icahn School of Medicine di New York, per giungere a queste conclusioni ha reclutato 15.569 partecipanti monitorando la loro salute per quattro anni.

I ricercatori hanno studiato cinque diversi tipi di dieta.

I risultati dello studio hanno indicato che i partecipanti, i quali avevano seguito una dieta a base di vegetali, erano stati a minor rischio di insufficienza cardiaca, rispetto a quelli che avevano seguito altri modelli alimentari.

Una dieta che dà la prevalenza ai vegetali, alle verdure a foglia verde scuro, alla frutta, ai fagioli, ai cereali integrali e al pesce e che limita nel contempo le carni lavorate, i grassi saturi, i grassi trans, i carboidrati raffinati e i cibi ad alto contenuto di zuccheri aggiunti è salutare per il cuore e può aiutare a prevenire l’insufficienza cardiaca.

Mangiare molta frutta e verdura, riducendo il sale, oltre a mantenere un peso sano, aiuta a ridurre il rischio di malattie cardiache e di ictus.

I risultati dello studio sono stati presentati alle Scientific Sessions 2017 dell’American Heart Association ad Anaheim, in California.

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Consumare cereali integrali aiuta a mantenere il peso forma

Consumare cereali integrali aiuta a mantenere il peso forma. Uno studio fatto nella Tufts University (Stati Uniti) ha trovato che i cereali integrali possono aiutare le persone a stare in forma.

Pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition, lo studio ha coinvolto per otto settimane  81 uomini e donne che sono stati sottoposti a una dieta occidentale ricca di cereali raffinati.

Nel corso delle successive sei settimane, 40 partecipanti hanno continuato a seguire questa dieta, mentre gli altri 41 sono passati a una dieta ricca di cereali integrali.

Entrambe le diete erano simili in termini di calorie, grassi, quantità di frutta, verdura e proteine.

I ricercatori hanno studiato l’effetto ottenuto sostituendo i cereali raffinati con i cereali integrali sulla gestione del peso.

Anche se le sensazioni di fame e sazietà riferite dai partecipanti non erano differenti tra il gruppo che consumava i cereali integrali e quello che continuava a nutrirsi con i cereali raffinati, i risultati hanno mostrato che il gruppo che aveva seguito la dieta ricca di cereali integrali, contenente la quantità di fibra da ingerire raccomandata, aveva utilizzato quasi 100 calorie al giorno in più rispetto a chi aveva seguito la dieta ricca di cereali raffinati che contengono meno fibra: l’equivalente di una camminata di 30 minuti.

I ricercatori ritengono che questi risultati siano dovuti ad un aumento del metabolismo basale e a una più grande evacuazione di calorie nelle feci, dovuta all’effetto di queste fibre sulla digeribilità degli altri alimenti.

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I cereali integrali migliorano il microbiota intestinale

Un nuovo studio fatto nella Tufts University (Stati Uniti) ha trovato che i cereali integrali fanno bene al mocrobiota intestinale.

Pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition, lo studio ha coinvolto per otto settimane  81 uomini e donne che sono stati sottoposti a una dieta occidentale ricca di cereali raffinati.

Nel corso delle successive sei settimane, 40 partecipanti hanno continuato a seguire questa dieta, mentre gli altri 41 sono passati a una dieta ricca di cereali integrali.

Entrambe le diete erano simili in termini di calorie, grassi, quantità di frutta e verdura e proteine.

Lo studio ha esaminato l’effetto di cereali integrali sul microbiota intestinale rispetto ai cereali raffinati.

Tramite le feci dei partecipanti, sono stati rilevati la composizione batterica e le concentrazioni di acidi  grassi a catena corta.

Questi due elementi sono fondamentali per il corretto funzionamento del sistema immunitario e combattono l’infiammazione.

Anche se i miglioramenti sono risultati modesti, essi hanno mostrato che le persone che mangiano cereali integrali hanno nel loro microbiota un aumento della quantità di lachnospira, i batteri che producono gli acidi grassi a catena corta e diminuiscono gli enterobatteri responsabili dell’infiammazione.

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