Fa ingrassare l’anidride carbonica aggiunta alle bevande

Potrebbe essere la carbonatazione delle bibite frizzanti più che lo zucchero a far ingrassare. A dirlo un nuovo studio fatto prima sui ratti poi su alcuni studenti.

Per testare la loro ipotesi, un team di ricercatori dell’Università di Birzeit in Palestina ha dato quattro diverse bevande ai ratti per un anno. E’ emerso, alla fine dell’anno, che i roditori, i quali avevano consumato bibite frizzanti avevano guadagnato più peso rispetto agli altri.

In un esperimento separato, poi, è emerso che anche gli studenti che avevano consumato bibite frizzanti erano ingrassati di più.

Le bevande frizzanti potrebbero provocare l’obesità, incoraggiando a mangiare di più, secondo il nuovo studio. L’anidride carbonica aumenterebbe i livelli di grelina nel corpo, l’ormone che stimola l’appetito nei roditori e negli esseri umani.

E ‘probabile che l’obesità sia causata da molteplici fattori ambientali, sociali e di stile di vita, piuttosto che dalla sola carbonatazione, dice, comunque, lo studio.

Tuttavia, i ratti che avevano ingerito bevande gassate in modo regolare, nello studio, avevano mangiato di più e guadagnato più peso, in oltre sei mesi, rispetto ai ratti che non avevano consumato queste bevande.

Dopo la morte, anche lo stomaco dei ratti è stato esaminato dai ricercatori, per vedere quanta grelina fosse stata prodotta, così come il loro fegato per analizzare i depositi di grasso.

I ricercatori hanno poi esaminato gli effetti delle bevande gassate in 20 giovani uomini di sesso maschile di età compresa tra 18 e 23 anni, trovando che anche essi avevano più alti livelli di grelina nel sangue dopo aver consumato bevande gassate.

La grelina è un ormone “usato” dal sistema digestivo per stimolare la sensazione di fame.

Lo studio, pubblicato su Obesity Research & Clinical Practice, ha trovato che non c’era alcuna differenza nei livelli di zucchero nel sangue o del colesterolo, ma i ratti che hanno bevuto bevande gassate avuto più grasso nel fegato.

 

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Le emissioni di gas serra nel mondo hanno raggiunto 400 ppm per un intero anno

Le emissioni di gas serra nel mondo, che già avevano stabilito un record nel 2015, sono continuate ad aumentare nel 2016. Per la prima volta, 400 parti per milione (ppm) sono state registrate in media su un intero anno.

i livelli di CO2 avevano già raggiunto le 400 parti per milione (ppm) per diversi mesi in alcuni posti, ma mai in media per più di un anno, ha detto lunedì a Ginevra,  la World Meteorological Organization (Wmo), prevedendo che essi rimarranno sopra questo tasso per tutto il 2016 e “per molte generazioni”.

Tramite la World Meteorological Organization (Wmo), la Nazioni Unite ha stilato queste previsioni allarmanti già denunciate dai climatologi del Noaa, alcuni mesi fa.

L’anidride carbonica ha la proprietà di restare in atmosfera per lunghissimi periodi di tempo.

Per il 2016, il caldo El Niño ha contribuito alla siccità nelle regioni tropicali. La capacità di assorbimento di CO2 da parte delle foreste, della vegetazione e degli oceani è stata ridotta. Questi ultimi attualmente stanno attirando circa la metà di CO2, ma non sono in grado di assorbire di più. La frazione di biossido di carbonio che rimane nell’atmosfera è così aumentata. Ma se El Nino è passato, non accennano a diminuire gli effetti delle attività umane sul clima, ha detto la Wmo. “Senza lotta contro la C02, non possiamo combattere contro il cambiamento climatico”, ha avvertito il segretario generale della Wmo, Petteri Taalas.

Nel corso degli ultimi 25 anni fino al 2015, l’effetto di riscaldamento sul clima è cresciuto più del 35%.

La prossima conferenza sul clima (COP22) che si terrà dal 7 al 18 novembre a Marrakech, si concentrerà probabilmente su questo tema.

"Tutto sembra indicare che il 2016 sarà l'anno più caldo" con una temperatura media che
Negli ultimi tempi la terra è diventata più verde, ma non è una bella notizia.
L'aria viziata degli uffici fa male e diminuisce le prestazioni cognitive. In uno studio recentemente

La terra è diventata più verde, ma non è una bella notizia

Negli ultimi tempi la terra è diventata più verde, ma non è una bella notizia. Sta capitando quello che successe fra 51 e 34 milioni di anni fa, nell’epoca dell’Eocene, periodo in cui le temperature furono oltre dieci gradi centigradi più alte. Allora, avvenne un successivo raffreddamento globale, nell’Eocene medio e tardo, specialmente ad alte latitudini, che portarono allo sviluppo di una lastra di ghiaccio continentale nell’Antartide, con gravi conseguenze nella struttura dei continenti, nella flora e nella fauna.

Durante il primo periodo dell’Oligocene il clima era più caldo del solito, ma la tendenza verso un raffreddamento globale iniziò a manifestarsi chiaramente. il continente antartico subì un significativo raffreddamento, iniziando ad essere ricoperto da una calotta glaciale. Ci furono conseguenze inimmaginabili e talora catastrofiche.

Questa terribile analogia con i tempi moderni è stata trovata da uno studio pubblicato sulla rivista Nature Climate Change.

Gavin Foster, coautore dello studio, ha detto che queste condizioni sembrano destinate a ripetersi.

Da decenni a questa parte sulla Terra la vegetazione si è estesa ed ha raggiunto i 36 milioni di chilometri quadrati, a causa dell’aumento dell’anidride carbonica nell’atmosfera, dell’aumento della deposizione di azoto, dei cambiamenti climatici e delle modifiche nella copertura del suolo, dice lo studio.

Ma il fattore principale, secondo gli scienziati, è che le piante utilizzano l’anidride carbonica supplementare emessa dalle attività umane per alimentare la loro crescita, questo, per il 70%, determina il fenomeno dell’inverdimento. Il resto lo fanno i fertilizzanti chimici azotati (9%), le temperature (8%), la copertura della terra (4%).

C’è stato un aumento della produzione di foglie da parte di alberi e piante, in una quantità tale che potrebbe ricoprire il doppio della superficie degli Stati Uniti, dice lo studio, intitolato “Greening of the Earth and its drivers” e fatto da 32 scienziati di 24 istituzioni scientifiche.

Gavin Fostern ha detto che, tra 53 e 34 milioni di anni fa, le temperature furono, addirittura, di 14 gradi superiori a quelle attuali.

Adesso, le aree più interessate alla crescita del fogliame sono Europa, Africa centrale, Sud-est asiatico, Amazzonia settentrionale e, in misura minore, Nord America e Sud Est asiatico.

L’inverdimento “ha la capacità di cambiare radicalmente il ciclo dell’acqua e del carbonio nel sistema climatico”, ha detto uno degli autori dello studio, Zaichun Zhu, ricercatore dell’Università di Pechino, in Cina.

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L’aria viziata degli uffici peggiora le funzioni cognitive

L’aria viziata degli uffici fa male e diminuisce le prestazioni cognitive. In uno studio recentemente pubblicato su Environmental Health Perspectives, i ricercatori all’Università di Harvard e Syracuse hanno controllato degli uffici per una settimana.

I ricercatori hanno esposto i lavoratori a condizioni diverse e hanno osservato le loro prestazioni.

Hanno trovato che i livelli di anidride carbonica negli uffici, anche se non raggiungevano livelli mortali, erano non solo un pericolo per la salute, ma influivano anche negativamente sulle funzioni cognitive.

Lo studio si è concentrato esclusivamente sulla qualità dell’aria, simulando le condizioni della qualità ambientale interna dei luoghi di lavoro.

E’ emerso che le condizioni dell’ambiente in caso di “bioedilizia” erano migliori di quelle degli ambienti “convenzionali”.

C’erano anche condizioni classificate come più verdi, che avevano un alto tasso di ventilazione di aria esterna, e un altro luogo dove i livelli di CO2 erano stati alzati artificialmente.

I partecipanti allo studio sono stati anche valutati a livello cognitivo per vedere come le condizioni dell’aria influenzassero il loro lavoro.

E’ emerso che le prestazioni cognitive erano del 61 per cento più alte, in caso di bioedilizia, e del 101 per cento superiori negli ambienti più verdi, rispetto agli ambienti convenzionali.

I ricercatori dicono che le imprese, almeno, dovrebbero assicurare che gli ambienti degli uffici abbiano una ventilazione adeguata, affinché i lavoratori vi stiano in modo confortevole e produttivo.

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