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Scuola: ‘Se la sicurezza ce l’hai come materia di studio sei al sicuro’

Parola d’ordine? Sicurezza. Questo l’elemento fondante del libro di Maura Ianni dal forte orientamento pratico: se è opportuno, infatti, raccontare la parte teorica di ciò che salvaguarda la salute dei più piccoli in ambiente scolastico, è ancora più essenziale stilare un decalogo di sane abitudini.

Sicurezza è un concetto fondamentale che riguarda ogni ambito della vita sin dall’età evolutiva. Basti pensare alle norme di sicurezza nelle scuole, nei luoghi di divertimento, nei luoghi di sport, sul web e in strada, per comprende la centralità della promozione di una cultura della sicurezza sin dai banchi di scuola.

La sicurezza nell’era globalizzata e supertecnologica dovrebbe essere inserita come materia di studio in ogni fase del percorso scolastico.

La sicurezza è strettamente legata al concetto di qualità della vita: più si rendono consapevoli gli individui delle norme di sicurezza più la qualità di vita all’interno di un contesto è garantita.

Maura Ianni parte dalla correlazione tra percezione del rischio e concetto di sicurezza:

“Oggi parliamo di una vera propria pedagogia del rischio […] L’educazione al rischio è legata all’educazione emozionale che rende capaci di segnare i propri limiti e di valutare le proprie risorse Giocare a giochi rischiosi in sicurezza (oscillare, arrampicarsi, rotolare, sospendersi, scivolare) è essenziale per sviluppare le capacità motorie, l’equilibrio, la coordinazione e la consapevolezza del corpo, ma anche per mettersi alla prova e sperimentare la propria capacità di tollerare la frustrazione e apprendere dalle esperienze”.

Nel suo testo l’autrice presenta inoltre il protocollo Ossesapp. Il protocollo, da poter utilizzare nelle scuole con gli alunni di ogni ordine e grado, fonda le proprie radici su tre concetti educativi fondamentali: educare alla sicurezza per formare individui consapevoli dei propri limiti e delle proprie risorse, educare nel rispetto di sé, degli altri e del mondo che ci circonda, educare al concetto rischio/sicurezza nella sua eccezione individuale e collettiva.

Il protocollo prevede una metodologia basata sul “gruppo esperienziale” concepito come nicchia ecologica, uno spazio significativo per lo sviluppo di nuove competenze e un ambiente ricco di stimoli fisici, affettivi e relazionali.

“Se la sicurezza ce l’hai come materia di studio sei al sicuro” (Buone pratiche per educare alla sicurezza) di Jolly Roger Edizioni

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