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Per i dottori di ricerca di UniTo cresce il tasso di occupazione

Performance molto positiva dell’Ateneo torinese rispetto all’anno precedente e alla media nazionale. Per i dottori di ricerca aumentano sia il tasso di occupazione (95%) che la retribuzione mensile. Secondo gli intervistati cresce inoltre l’efficacia del titolo per il lavoro svolto.

AlmaLaurea, il Consorzio Interuniversitario fondato nel 1994, ha presentato l’VIII indagine sul profilo e sulla condizione occupazionale dei dottori di ricerca. Il Report ha analizzato 5.442 dottori di ricerca nel 2021 di 45 atenei, contattati a un anno dal titolo. Per quanto riguarda l’Università di Torino, l’indagine ha riguardato 268 dottori di ricerca del 2021, contattati a un anno dal conseguimento del titolo.

Per i dottori di ricerca di UniTo cresce il tasso di occupazione a un anno dal conseguimento del titolo, che passa dall’87,3% (nel Rapporto 2022) al 95% (nel Rapporto 2023), cala il tasso di disoccupazione dal 4,6% al 3,1%, e la retribuzione passa da 1.871 a 1.940 euro mensili netti. L’Università di Torino fa registrare una performance positiva anche rispetto alle medie nazionali: il tasso di occupazione dei dottori di ricerca UniTo è del 95% rispetto al 90.9% nazionale, e la retribuzione mensile è appunto di 1.940 euro rispetto ai1.836 euro della media nazionale.

Tra gli occupati a un anno dal conseguimento del dottorato, il 5,8% svolge un’attività in proprio (come libero professionista, lavoratore in proprio, imprenditore, ecc.), il 25,3% è assunto con un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato. Il 29,5% svolge un’attività sostenuta da assegno di ricerca, l’11,1% può contare su una borsa post-doc, di studio o di ricerca e il 26,8% dichiara di essere stato assunto con un contratto a tempo determinato. L’1,6% è impegnato con altre forme di lavoro.

L’83,0% degli occupati svolge una professione intellettuale, scientifica e di elevata specializzazione: in particolare, il 50,0% è un ricercatore o tecnico laureato nell’università mentre il 33,0% svolge un’altra professione intellettuale, scientifica e di elevata specializzazione. Il 79,8% ritiene che il titolo di dottore di ricerca sia molto efficace o efficace per il lavoro svolto, una percentuale molto maggiore rispetto al 65,4%del precedente rapporto e rispetto alla media nazionale del 76,7%.

Il 65,8% dei dottori di ricerca dell’Università di Torino è occupato nel settore pubblico, il 31,1% in quello privato, mentre il 3,2% è occupato nel settore non profit. Il settore dei servizi assorbe l’89,5% dei dottori di ricerca, mentre l’industria accoglie il 9,5% degli occupati; l’1,1% ha trovato impiego nel settore dell’agricoltura. Percentuali in linea con i valori percentuali nazionali. Per quanto riguarda la distribuzione geografica, invece, il 77,4% degli occupati dichiara di lavorare al Nord, il 3,2% al Centro, l’1,6% nel Mezzogiorno. Infine, il 17,9% lavora all’estero.

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