Vivere il Web in sicurezza s’impara a scuola

Sostenere concretamente i docenti di tutte le scuole italiane di ogni ordine e grado ad aiutare i loro studenti a vivere e abitare il mondo digitale con consapevolezza e in sicurezza, al sicuro dai rischi e dalle minacce che vi si annidano. È questo l’obiettivo dell’iniziativa di Telefono Azzurro che distribuirà a tutti gli 8.159 dirigenti scolastici, grazie al supporto di Amazon altrettanti kit informativi ricchi di materiale formativo e di sensibilizzazione. L’operazione permetterà loro di aprire un dialogo con i propri studenti e aiutarli nella gestione della quotidianità online e a un utilizzo consapevole del web e mette a loro disposizione “Azzurro Academy”, la piattaforma gratuita di e-learning nata lo scorso anno e rivolta a bambini e adolescenti, ma anche a genitori e insegnanti.

Il progetto. In linea con la legge 92/2019 “Introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica”, l’iniziativa di Telefono Azzurro prevede la consegna ai dirigenti scolastici di un kit nel quale troveranno, fra l’altro, “Essere cittadini digitali in 5 mosse. Guida pratica per genitori e insegnanti”, un vero e proprio vademecum su come aiutare i giovani a costruire la consapevolezza dell’ambiente digitale e “abitarlo” in sicurezza. Nel manuale si affrontano i temi cardine, dalla protezione della propria identità digitale al linguaggio appropriato all’approccio sano al gioco online, passando per la tutela degli affetti e dell’intimità sino al riconoscimento delle fake news. Ma ancor più importante l’altro volume compreso nel kit: “Essere cittadini digitali”, realizzato da Telefono Azzurro nel più ampio progetto di “Cittadinanza Digitale: più consapevoli, più sicuri, più liberi” in collaborazione con Google.org, che fornisce le basi pedagogiche e tecniche per far sì che i giovani possano “Crescere nel digitale”, fornendo agli educatori strumenti e idee per un nuovo ruolo educativo.

La piattaforma e-learning. “Azzurro Academy” è la piattaforma e-learning gratuita di Telefono Azzurro, ente formativo accreditato dal Ministero dell’Istruzione, nata lo scorso anno e rivolta a bambini e adolescenti, ma anche a genitori, insegnanti ed educatori. Telefono Azzurro, con questa piattaforma, ha voluto dare un valore pratico al “diritto di ascolto”, il pilastro essenziale che da oltre trent’anni caratterizza la Fondazione, cogliendo così in anticipo l’importanza di investire sull’educazione e sulla formazione. Grazie alla collaborazione di professionisti del settore, esperti e professori universitari, come Prof. Maurizio Ferraris (professore ordinario di filosofia teoretica presso l’Università degli Studi di Torino), Guido Scorza (membro dell’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali), Letizia Atti (educatrice digitale e formatrice), Gabriele Benassi (consulente sul Piano Nazionale Scuola Digitale presso il Ministero dell’Istruzione), all’interno dell’Academy si trovano proposte mirate per fascia di età sul mondo del digitale e, in particolare, sui comportamenti da adottare per accedervi in sicurezza. La piattaforma non si rivolge però solo ai ragazzi. Per genitori e familiari sono pensate attività educative che possano far comprendere le dinamiche che i propri figli possono vivere nel mondo digitale, i rischi che ne derivano e le modalità idonee ad accompagnarli nel loro percorso di crescita. Attività specifiche sono previste anche per i docenti, che, per primi, si sono ritrovati catapultati in uno scenario per loro nuovo, quella della formazione a distanza, divenuto per molti mesi l’unico di canale di contatto ed interazione con i propri studenti. Ciò ha indubbiamente provocato un impatto sulla capacità di trasferire le proprie conoscenze ma, ancora di più, sull’ascolto dei ragazzi, rilevandone i bisogni espliciti.

La cittadinanza digitale e la sicurezza dei giovani in Rete. Un punto, quella della sicurezza, sempre più importante: secondo una ricerca condotta da Telefono Azzurro, in collaborazione con Doxa Kids, il 20% dei ragazzi tra i 12 e i 18 anni guarda video online per informarsi e studiare e il 4% legge giornali online. Dell’85% dei ragazzi tra i 12 e i 18 anni che hanno un profilo Instagram, il 19%, percentuale che nella fascia 15-18 anni sale al 22%, sa come segnalare contenuti violenti e non appropriati. Dell’87% dei ragazzi tra i 12 e i 18 anni che hanno un profilo TikTok, il 18% sa come segnalare contenuti violenti e non appropriati. Più della metà del campione (55%) ha condiviso parti della propria vita privata online: il 28% lo ha fatto raramente, il 17% qualche volta, l’8% spesso e il 2% tutti i giorni. Il 51%, più frequentemente i 15-18enni, ha condiviso proprie informazioni personali sui social network o su siti in cui ciò veniva richiesto (nome, cognome, indirizzo e-mail, numero di cellulare, etc.), senza pensarci troppo. Il 25% degli intervistati riferisce che i genitori pubblicano contenuti che lo/la riguardano una volta al mese, il 14% una alla settimana. Quando capita che i genitori condividano foto e/o video senza il loro permesso, prevalgono l’indifferenza (17%), il fastidio (17%) e l’imbarazzo (14%).

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