Il colesterolo cattivo aumenta anche per lo stress

I trigliceridi e il colesterolo possono aumentare anche a causa dello stress. Secondo uno studio apparso anni fa sullo Scandinavian Journal of Public Health, i lavoratori sottoposti a stress emotivo hanno più probabilità di avere livelli anormalmente elevati di colestero LDL, quello cattivo.

Lo studio aveva trovato che i lavoratori che avevano dichiarato di avere delle difficoltà nel far fronte al loro lavoro negli ultimi 12 mesi (8,7% del campione) avevano avuto maggior rischio di soffrire dislipidemia.

Gli esperti della Sociedad de Prevención de Ibermutuamur, in collaborazione con gli esperti dell’Ospedale Virgen de la Victoria (Malaga) e l’Università di Santiago de Compostela, avevano fatto lo studio su un campione di popolazione composto da più di 90.000 lavoratori sottoposti a check-up medico.

Alti livelli di colesterolo LDL sono dovuti anche al sovrappeso, all’eccessivo uso di alcol e alla sedentarietà. Inoltre, problemi di salute quali diabete, ipotiroidismo, sindrome dell’ovaio policistico, possono influenzare i livelli di colesterolo LDL.

Dallo studio spagnolo è emerso che i lavoratori stressati avevano livelli anormalmente elevati di colesterolo LDL (il cosiddetto colesterolo ‘cattivo’), ed eccessivamente bassi livelli di colesterolo HDL (il colesterolo ‘buono’) oltre a indici aterogenici positivi.

Secondo gli esperti, bisognerebbe imparare a tenere sotto controllo l’abitudine di consumare cibo a causa dell’ansia o dello stress.

La fame si sente nell’intestino, attraverso movimenti o gorgoglii, mentre l’ansia si percepisce in bocca e di solito porta la voglia di mangiare cibi non sani.

Per evitare di cadere nella trappola, si può:

1. in primo luogo, chiedersi se si è veramente affamati.

2 prendere un bicchiere d’acqua, poiché spesso si confonde la sete con la fame.

3 dedicarsi ad attività che permettono di distrarsi.

Ci si può anche aiutare consumando alimenti che contengono nutrienti anti-stress:

Il triptofano, ad esempio, è un aminoacido che promuove la formazione della serotonina, il neurotrasmettitore che aiuta a rilassarsi e a prevenire depressione, ansia e stress. Inoltre, stimola il sonno e il riposo adeguato. E’ possibile trovarlo, nei seguenti alimenti: uova, cereali, cioccolato, farina d’avena, ceci, zucca, semi di sesamo, latte, arachidi.

Poi, il magnesio, minerale essenziale per la funzione del sistema nervoso centrale, fondamentali affinché il triptofano svolga la sua funzione in modo efficace. E’ contenuto in frutta secca, verdure (come cavoli di Bruxelles, cavolfiore, spinaci, ravanelli) e cioccolato fondente.

La vitamina B, necessaria perché il triptofano svolga la funzione anti-stress. Si trova in fegato, pesce, pollo, uova, uva, fragole, latte, mandorle e noci.

Per tenere a bada lo stress ci si può aiutare con le varie tecniche che aiutano a tenerlo sotto controllo, come quelle fondate sulla respirazione o che si ispirano alla Mindfulness.

Le linee guida internazionali consigliano:

    attività fisica adeguata;
    apporto di grassi inferiore al 30% delle kcal totali giornaliere, di cui meno del 10% in grassi saturi;
    aumento del consumo di frutta e verdura;
    apporto giornaliero di fibre superiore ai 25 g;
    apporto giornaliero di sodio inferiore ai 6 g;
    indice di massa corporea (BMI = peso/quadrato dell’altezza) compreso tra 20-22;
    apporto giornaliero di carboidrati pari al 55-60% delle kcal giornaliere.

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