Opportunity alla scoperta di un canalone su Marte

Il rover della NASA Opportunity sarà, per la prima volta, in un lungo un canalone che potrebbe essere stato scolpito da un fluido che avrebbe potuto essere acqua.

In una dichiarazione rilasciata dalla NASA è stato rivelato che varie missioni avevano scoperto canaloni intagliati dai fluidi sulla superficie del pianeta dal 1970, ma che non sono stati esaminati da vicino.

L’esplorazione di questo canalone, si inserisce nella proroga di due anni della missione di Opportunity, iniziata l’1 ottobre.

“Opportunity inizia la sua ultima missione estesa nella “Bitterroot Valley” del bordo occidentale del cratere Endeavour, un bacino di 22 km di diametro, scavato dall’impatto di un meteorite miliardi di anni fa”, ha detto John Callas, Opportunity Project Manager del Jet Propulsion Laboratory della NASA, a Pasadena, in California.

Opportunity era giunto su Marte il 24 gennaio 2004.

Aveva raggiunto l’orlo del cratere nel 2011 dopo più di sette anni di indagini su una serie di crateri più piccoli. Lì aveva trovato le prove dell’esistenza di antica acqua acida che aveva inumidito gli strati di terra e talvolta ricoperto la superficie.

Adesso, per la prima volta, il più antico veicolo giunto su Marte visiterà l’interno del cratere Endeavour, secondo i più recenti piani della missione prorogata due anni.

Gli scienziati della NASA sono fermamente convinti che l’acqua ha determinato la scultura di questo burrone.

Attraverso l’esame di Opportunity del canalone, il team della missione intende vedere, in primo luogo, se il liquido era una colata detritica con molta acqua e macerie o solo acqua e altri materiali.

Il secondo obiettivo di Opportunity è di confrontare le rocce all’interno del cratere Endeavour con il tipo dominante di roccia esaminata sulle pianure che esplorate prima di raggiungere Endeavour.

Il terzo obiettivo scientifico principale della nuova missione è trovare ed esaminare le rocce di un livello geologico esistente prima dell’impatto che ha creato il cratere Endeavour.

Opportunity conferma che c’era acqua su Marte

Pochi mesi fa, il rover della Nasa, Curiosity, aveva scoperto che era esistita acqua su Marte, miliardi di anni fa.

Queste informazioni sono state confermate, pochi giorni fa dalla seconda sonda della Nasa, Opportunity.

Lanciata nel 2004, quest’ultima sonda ha fatto la scoperta pochi giorni fa.

In movimento vicino al cratere Endeavour, il rover ha trovato argilla smettica, un minerale molto idratato che testimonia l’esistenza di acqua a ph neutro.

La scoperta testimonia, ancora una volta, che la vita potrebbe essere esistita molto tempo fa su Marte.

Curiosity, l’altra sonda inviata dalla Nasa nel 2012, dall’altro lato del pianeta rosso, aveva scoperto la stessa cosa.

Se l’acqua è esistita a lungo su Marte, oggi, di essa ci sono solo piccole tracce.

Le ultime zone umide si sono prosciugate 3 miliardi di anni fa.

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Spuntata roccia misteriosa su Marte

Il rover Opportunity, lanciato nel 2004, ha scoperto un ciottolo sulla superficie di Marte, che gli esperti della Nasa hanno chiamato “Pinnacle Island”.

La superficie di Marte appare relativamente uniforme, per cui la roccia, dalla forma strana, con i bordi rialzati e il centro scavato, una specie di ciambella, ha incuriosito gli astronomi che lavorano intorno al progetto.

Opportunity era fermo a causa dell’inverno marziano, quando, nell’intervallo di 12 giorni ha ruotato su stesso rivelando, dopo la manovra, un sasso, che prima non c’era.

Analizzata dagli strumenti della sonda, la roccia è risultata diversa da quanto è stato trovato finora su Marte, perché ha alti contenuti di zolfo, magnesio e manganese.

Per gli astronomi si tratta di un meteorite, oppure di una roccia spinta lontano dalle ruote del rover.

Marte: Opportunity ha scoperto tracce di acqua favorevoli alla vita

opportunityQuasi 10 anni dopo il suo lancio verso Marte, il rover Opportunity ha scoperto tracce di acqua favorevoli allo sviluppo della vita, ha detto venerdì l’agenzia spaziale statunitense.

Il veicolo ha concluso l’analisi di quella che è probabilmente la più antica roccia che abbia mai studiato, chiamata Esperance 6.
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