Vacanza, i consigli per un viaggio senza glutine e

Il periodo che precede l’inizio delle vacanze ha sempre un sapore agrodolce: alla gioia per l’imminente e agognata partenza si contrappone l’ansia che assale quando si inizia a pensare alle valigie e agli ultimi dettagli come la scelta dell’itinerario migliore o la ricerca di un vicino disposto ad annaffiare le piante o a prendersi cura degli animali domestici. Lo stress pre-vacanziero, riporta il Telegraph, si manifesta con palpitazioni che appaiono quando si pensa al viaggio, stato d’ansia mattutino e improvvisa mania di stilare elenchi per cercare di non dimenticare nulla. Un’agitazione che spesso diventa vero e proprio timore quando si è celiaci, ma che può essere combattuta adottando pochi, ma precisi accorgimenti. Che si viaggi in Lombardia, dove sono circa 450 le strutture del network Alimentazione Fuori Casa (AFC), nelle altre Regioni italiane o si scelga di volare in una località al di fuori dei confini della Penisola, sono sempre di più gli operatori del settore turistico preparati a ospitare le persone celiache e a offrire loro un’impeccabile vacanza gluten free.

“In Lombardia sono oltre 40 le strutture alberghiere a misura di celiaco – spiega Isidoro Piarulli, presidente di AIC Lombardia – alle quali si aggiungono 20 punti di alimentazione in viaggio per una sosta senza glutine. Anche nei principali aeroporti della Regione, Linate, Malpensa e Orio al Serio, è possibile fare uno spuntino gluten free prima di imbarcarsi. Completano il tutto 41 gelaterie, veri e propri must dell’estate per italiani e stranieri, e circa 300 tra ristoranti e pizzerie. Si può quindi dire che la nostra Regione sia pronta ad accogliere nel migliore dei modi i turisti celiaci offrendo loro un servizio attento a ogni loro esigenza, frutto del lavoro di formazione di AIC Lombardia”.

Tra le provincie lombarde, quella che vanta il maggior numero di strutture alberghiere aderenti al network AFC è Brescia con 12 tra agriturismi, bed & breakfast e hotel. Terra di laghi (sono 8 quelli presenti in provincia, tra i quali spiccano Garda e Iseo), il bresciano è la meta perfetta per un weekend in coppia o in famiglia; tappa obbligatoria per gli amanti delle bollicine è la Franciacorta, una delle zone italiane con la più alta produzione di spumante. Per chi preferisce la città, invece, sono 10 gli hotel a Milano e provincia nei quali i celiaci possono soggiornare in tutta tranquillità e godersi qualche giorno nel capoluogo lombardo tra arte, storia e grattacieli dalle forme ardite, respirando l’aria di una città europea. Seguono in classifica le provincie di Sondrio e Bergamo rispettivamente con 9 e strutture alberghiere, due destinazioni ideali per chi ama la montagna e vuole godersi una vacanza a contatto con la natura tra verdi vallate, cascate mozzafiato come quelle del Serio in Val Seriana, percorsi di trekking e caratteristiche località come Livigno e Bormio.

Anche per chi trascorrerà le vacanze nel resto d’Italia, tra le bellezze del Bel Paese, l’offerta è più che variegata: sono 4100 strutture AFC distribuite in tutta la Penisola, da nord a sud, sulle quali i celiaci possono contare. Se, invece, si opta per un locale non informato da AIC è importante segnalare sempre al personale che si è celiaci, ribadire quali ingredienti è necessario evitare e ricordare sinteticamente le regole per la preparazione dei piatti senza glutine. E per chi sceglie l’estero? Con il supporto di smartphone e applicazioni che aiutano nella traduzione e nella ricerca dei locali gluten free, qualche astuzia e una giusta pianificazione non sarà difficile trovare cibo senza glutine nemmeno fuori dall’Italia. Non tutti gli Stati sono preparati allo stesso modo, ma per raccogliere informazioni utili prima della partenza è possibile mettersi in contatto con l’associazione del Paese di destinazione.

“Per quanto riguarda l’acquisto dei prodotti alimentari occorre ricordare che il claim “senza glutine” in tutta Europa e negli Stati Uniti si può utilizzare solo per prodotti confezionati con un contenuto di glutine inferiore ai 20ppm come in Italia – precisa Lavinia Cappella, dietista di AIC Lombardia – Anche la Spiga Barrata è concessa in tutta Europa alle medesime condizioni italiane. Per mangiare fuori casa, invece, è importante sapere che le associazioni di altri Stati europei hanno attivato progetti simili ad AFC con locali informati su celiachia e cucina senza glutine”. È consigliabile anche scaricare prima della partenza card con alcune frasi utili per il celiaco tradotte nella lingua locale, disponibili online sul sito celiactravel.com per tantissimi Paesi. Per chi preferisce cucinare con le proprie mani per evitare contaminazioni, il suggerimento è quello di affittare un appartamento dotato di cucina. Inoltre, sia per l’Italia sia per l’estero, AIC ha stretto una collaborazione con Alpitour: sui cataloghi del tour operator sono segnalati i villaggi preparati ad accogliere i celiaci con una chiara distinzione tra le strutture nazionali aderenti al progetto AFC e i villaggi “senza glutine” Alpitour e sono riportate alcune indicazioni su cosa aspettarsi da queste strutture.

Ecco i 5 consigli di AIC Lombardia per una vacanza gluten free in tutta tranquillità:

1)     Richiedere il giustificativo del medico prima di partire per portare in aereo cibi senza glutine.

2)     Al momento dell’acquisto del biglietto aereo ricordare di prenotare il pasto gluten free e, una volta a bordo, controllare che sul coperchio del vassoio sia indicata la dicitura GF meal.

3)     Portare in borsa o nello zaino una piccola scorta di snack e altri prodotti senza glutine come gallette e cracker per avere sempre a disposizione uno spuntino gluten free.

4)     Scegliere prodotti naturalmente senza glutine e prediligere i cibi freschi a quelli processati per non rischiare che siano contaminati.

5)     Chiedere consiglio ad AIC prima di partire o, se si viaggia all’estero, contattare le associazioni locali (l’elenco è disponibile sul sito di AIC).

L’artigianalità Made in Italy a Lineapelle New York

L’artigianalità del Made in Italy ha fatto scuola nella Grande Mela: il 17 e 18 luglio Schmid sono stati tra le eccellenze italiane presentate nei workshop Crafting Innovation, realizzato durante i due giorni di Lineapelle New York.

Schmid, produttrice di tessuti per le scarpe e gli accessori dei maggiori marchi italiani e internazionali di moda, si riconferma ancora una volta portavoce dell’eccellenza dell’artigianalità italiana in un contesto di altissimo livello come quello di Lineapelle New York, la manifestazione fieristica che dal 2001 annuncia i trend per le stagioni A/I e P/E direttamente dal Metropolitan Pavilion.

“La finalità del workshop Crafting Innovation – ha dichiarato Paolo Ciccarelli, Presidente e Amministratore Delegato Schmid – è di portare l’eccellenza dei materiali e delle tecniche artigiane che hanno reso famoso il Made in Italy anche oltre i confini nazionali; come Schmid siamo orgogliosi di partecipare a questo progetto con i nostri materiali più pregiati e il nostro know-how costruito in anni di presenza sui mercati internazionali”. 

Costruzione artigianale, tecniche innovative e materiali d’eccellenza, con un focus specifico sulle borse, saranno questi i temi al centro dei workshop, tenuti da Orietta Pelizzari, nota “trend setter” internazionale. Attraverso la descrizione del percorso creativo e con il supporto di immagini e campioni, i partecipanti avranno la possibilità di valutare e apprendere le tecniche ed estetiche del migliore artigianato Made in Italy.

Tra i materiali di Schmid che serviranno per realizzare le creazioni oggetto dei progetti finali del workshop: nylon catarifrangente lavorato con termodeformature bi-face e a vista, un composto (brevettato Schmid) a base di fibra di carbonio, materiali a base 100% gomma ad alta elasticità con possibilità di termosaldatura dinamica, cellulose placcate in 3D o lavorate con stampe digitali o altre frequenze, raso stretch con termodeformature in 3D e organza in poliestere ad alta resistenza.

 

Festival Filosofi lungo l’Oglio: il tema è “Condividere”

Si parlerà di “Condividere” alla tredicesima edizione del Festival Filosofi lungo l’Oglio che si terrà in Lombardia dal 5 giugno al 18 luglio. In veste itinerante, il Festival prevede una maratona del pensiero con alcuni tra i maggiori pensatori contemporanei che si confronteranno sul tema. Diretto da Francesca Nodari e promosso dalla Fondazione Filosofi lungo L’Oglio.

Il Festival Filosofi lungo l’Oglio, giunto alla sua XIII edizione è una manifestazione che si svolge, dal 2006, in numerosi Comuni compresi tra le Provincie di Brescia, Mantova e Cremona, nei mesi di giugno e luglio.

Ogni anno viene scelto un tema attorno al quale chiamare a discutere le figure più eminenti del pensiero contemporaneo. Di edizione in edizione si è assistito ad un incremento delle lezioni magistrali offerte ad un pubblico sensibile e in costante aumento. La specificità che caratterizza questo Festival risiede nella peculiarità del suo format: non una tre giorni in cui concentrare gli appuntamenti, ma un arco di tempo che supera i 40 giorni, e che sembra fare proprio il tempo lento della provincia. Tempo prezioso in cui ascoltare le lezioni magistrali dei pensatori – tutte ad ingresso libero – confrontarsi nei dibattiti che seguono gli incontri per dare spazio alla riflessione e all’ascolto.

Al ritmo temporale segue l’articolarsi «spaziale» del Festival: tra piazze, castelli, dimore signorili, cascine, sinagoghe, chiese, auditorium, teatri è il pensiero stesso a farsi nomade seguendo, idealmente, il percorso del Fiume Oglio depositario di vetuste tradizioni come fosse un testimone dinanzi al quale ogni anno si recano illustri studiosi attorno ai quali si riunisce un pubblico crescente e pronto a prestare ascolto e ricorrere alla propria capacità critica nella partecipazione attiva alle lezioni.

Il Festival, che negli ultimi anni si è sempre pregiato della medaglia del Presidente della Repubblica, si avvale di un importante Comitato scientifico: Bernhard Casper, Piero Coda, Anna Foa, David Meghnagi, Francesca Rigotti, Maria Rita Parsi e Francesca Nodari, che è il direttore scientifico del Festival. Nel corso della varie edizioni sono stati ospitati studiosi del calibro di Marc Augé, Paolo Becchi, Remo Bodei, Edoardo Boncinelli, Bernhard Casper, Piero Coda, Paolo De Benedetti, Roberta De Monticelli, Duccio Demetrio, Massimo Donà, Adriano Fabris, Franco La Cecla, Francesco Miano, Armando Savignano, Chiara Saraceno, Francesca Rigotti, Giovanni Ghiselli, Massimo Giuliani, Sergio Givone, Rav Giuseppe Laras, Amos Luzzatto, Aldo Magris, Vito Mancuso, Michela Marzano, Armando Massarenti, Jean-Luc Nancy, Salvatore Natoli, Maria Rita Parsi, Elena Pulcini, Stefano Semplici, Eberhard Schockenhoff, Andrea Tagliapietra, Marco Vannini, Luigi Zoja.

A partire dalla settima edizione, il Festival ha registrato due importanti novità: l’istituzione del Premio Internazionale di Filosofia/Filosofi lungo l’Oglio. Un libro per il presente. Una benemerenza che è assegnata all’opera di uno studioso che abbia elaborato, attraverso il suo pensiero, idee capaci di fornire agili strumenti per abitare la nostra contemporaneità. Un’opera, dunque, che sia in grado di segnare, non soltanto la storia della filosofia, ma la realtà effettuale in cui ogni uomo si trova a vivere nel qui e ora dei nostri giorni. Come da Statuto, il Premio è attribuito su giudizio insindacabile della Commissione giudicatrice composta dai Professori: Francesca Rigotti (Presidente), Bernhard Casper, Massimo Donà, Amos Luzzatto, Francesco Miano, Maria Rita Parsi (vice-presidente) e Francesca Nodari. Di qui l’affinarsi della mission della manifestazione che si articola su una doppia linea direttrice fondamentale: l’alta divulgazione attraverso le lezioni magistrali, che costituiscono il cuore della Kermesse; l’attivazione del Premio che rinviene la sua peculiarità nel legare il prestigioso riconoscimento ad un’opera particolarmente significativa per la nostra contemporaneità e il suo valore aggiunto nell’avvicinare sempre più la filosofia alla vita delle persone e insieme nel sollecitare la lettura di testi che, per il rilievo delle tesi sostenute e la tensione propositiva che le anima, sono da considerarsi dei classici del pensiero della nostra era.

HIV: in terapia più di 100mila pazienti

Oggi in Italia sono in terapia più di 100mila pazienti con HIV. Secondo l’ultimo bollettino del Centro Operativo AIDS dell’Istituto Superiore di Sanità i cui dati si riferiscono al 2016, poco meno di 4000 sono le nuove diagnosi di infezione che vengono fatte ogni anno, con una incidenza di circa 5,7 su 100mila abitanti“Un elemento, quest’ultimo, da non sottovalutare – spiega il Prof. Massimo Andreoni – perché equivale a un grosso fallimento: non siamo stati in grado di interrompere la trasmissione di questa malattia”Le fasce d’età più a rischio sono quelle più giovani, tra i 25 e i 29 anniNel 50% dei casi si tratta di maschi che fanno sesso con maschi; rimane costante, invece, il numero di donne con nuova diagnosi di HIV (30%). Nel 2016 sono state segnalate 796 nuove diagnosi di HIV in donne, delle quali 488 (61,3%) in donne straniere e 297 (38,7%) in donne italiane.

La modalità di contagio prevalente è quella sessuale, mentre la trasmissione tramite tossicodipendenza riguarda una quota minimale, pari a pochi punti percentuali. Si osserva, anche, un rilevante numero di stranieri con una nuova diagnosi di HIV. E’ stato stimato, inoltre, che il 40% delle persone alla prima diagnosi risulta essere inconsapevole di essersi esposta all’HIV. La trasmissione per uso iniettivo di sostanze, la trasmissione eterosessuale, l’essere residenti nel Nord Italia, il genere femminile, nonché l’età più avanzata sono risultati fattori di rischio associati alla inconsapevolezza del rischio di HIV.

Lombardia e Lazio sono le regioni dove si sono registrate il maggior numero di nuove diagnosi, rispettivamente con 691 e 557 nuovi casi. A seguire, invece, troviamo l’Emilia Romagna (328), la Toscana (292), la Sicilia (274), il Piemonte (253) e il Veneto (210). A livello di incidenza, invece, queste le regioni con incidenza superiore alla media nazionale: Lazio (8,5), Marche (7,2), Toscana (7,1), Lombardia (6,7), Liguria (6,6). Emilia Romagna (6,5), Umbria (6,2) e Piemonte (5,8).

I dati sono stati comunicati da ICAR (Italian Conference on AIDS and Antiviral Research), che compie quest’anno dieci anni.

Congressi ICAR dal 22 al 24 maggio 2018 a Roma.

Monitoraggio contro l’inquinamento in tutto il Bacino padano

Al via un monitoraggio comune contro l’inquinamento in tutto il Bacino padano: sei regioni e una provincia adottano lo stesso protocollo Al via un monitoraggio comune contro l'inquinamento in tutto il Bacino padano: sei regioni e una provincia adottano lo stesso protocollo Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Provincia Autonoma di Trento: sono i partner del progetto europeo Prepair che, in via sperimentale fino al 2023, adotteranno le stesse modalità di monitoraggio delle azioni per la qualità dell’aria. Questo protocollo comune, attraverso un apposito applicativo web, valuterà anche le 427 misure già pianificate dalle Regioni tramite i propri Piani per la qualità dell’aria

Monitorare in modo coordinato e omogeneo l’attuazione e i risultati delle azioni per la qualità dell’aria nel Bacino padano: questo è l’obiettivo strategico perseguito dalle Regioni e Province italiane partner del progetto europeo Prepair (Po Regions Engaged to Policies of Air), che vuole promuovere stili di vita, di produzione e di consumo più sostenibili in quest’area.
Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta e Provincia Autonoma di Trento hanno approvato, tramite lo steering committee di progetto, un protocollo di monitoraggio comune da adottare in via sperimentale almeno fino al 2023 e da implementare attraverso un apposito applicativo web sviluppato da Ervet S.p.A., l’agenzia di sviluppo territoriale della Regione Emilia-Romagna.

Si tratta del primo dei risultati attesi previsti dal progetto Prepair per le attività inerenti il monitoraggio delle azioni per la qualità dell’aria, propedeutiche alla valutazione dei relativi impatti emissivi.

Cosa prevede il protocollo di monitoraggio comune
Il protocollo di monitoraggio prevede una struttura comune di responsabilità, scadenze e indicatori di monitoraggio, e l’utilizzo da parte delle Regioni di una piattaforma web che permetterà di rendicontare le azioni e monitorarne lo stato di attuazione. Sarà quindi possibile, attraverso questo catalogo comune di classificazione delle azioni, valutare e comunicare i risultati conseguiti a livello di bacino padano. Gli indicatori utilizzati permetteranno di avere il quadro sia degli strumenti di policy attivati e delle risorse finanziarie utilizzate, sia degli impatti concreti sul territorio, nonché quello della riduzione di emissioni inquinanti.

Saranno oggetto di monitoraggio le 427 misure già pianificate dalle Regioni tramite i propri Piani per la qualità dell’aria e altri piani e programmi, attraverso gli Accordi per la qualità dell’aria nel bacino padano firmati nel 2013 e nel 2017 con il Ministero dell’Ambiente e tramite lo stesso progetto PREPAIR, che prevede e finanzia una serie di azioni significative. Le misure afferiscono a tutti i settori impattanti, dalla mobilità all’industria, all’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare residenziale e terziario, dalla combustione delle biomasse all’agricoltura.

Milano: al via al Castello Sforzesco esperienza di realtà virtuale interattiva

Al via al Castello Sforzesco “Beyond the Castle”

la nuova esperienza di realtà virtuale interattiva

per rivivere nelle vesti di un arciere la Milano rinascimentale

 di Ludovico il Moro e di Leonardo da Vinci.

 

 

Un percorso tra reale e virtuale, che permetterà ai giocatori di sfidarsi tra le antiche mura della Torre Falconiera, scagliando frecce in difesa del Castello e immergendosi nell’atmosfera, nella bellezza e nelle curiosità di fine ‘400.

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Scagliare frecce dall’antica Torre Falconiera in difesa del Castello Sforzesco, confrontarsi con le più sorprendenti invenzioni del genio leonardesco e immergersi nella Milano di Ludovico il Moro non è mai stato così reale. Dal 29 marzo prende il via al Castello Sforzesco “Beyond the Castle” la nuova esperienza di realtà virtuale interattiva progettata per offrire ai visitatori la possibilità di rivivere ancor più da vicino la storia, il fascino e il patrimonio culturale di uno dei simboli più amati e conosciuti della città meneghina attraverso nuove modalità.

 

Un’iniziativa realizzata dalla startup italiana Beyond the Gate, che si inserisce nell’ambito delle proposte didattiche e di approfondimento gestite da Opera d’Arte, arricchite con una nuova esperienza unica nel suo genere, pensata per unire storia e conoscenza ad un approccio giocoso e interattivo, destinato a giovani, famiglie, adulti e curiosi, e reso possibile grazie alla tecnologia più innovativa.

 

Virtuale e reale insieme: “Beyond the Castle” prevede un percorso integrato che inizia attraversando le Merlate del Castello accompagnati da una guida, per poi arrivare all’antica Torre Falconiera, dove i visitatori-giocatori, indossando appositi visori, diventano protagonisti di un’esperienza interattiva di “hyper reality”, muovendosi liberamente nell’ambiente circostante e interagendo con lo stesso, immersi nell’atmosfera di fine ‘400.

Diversamente dalla maggior parte degli esperimenti di realtà virtuale esistenti, Beyond the Gate dà la possibilità di far giocare più utenti contemporaneamente, in modo che possano anche interagire tra loro.

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Tolti i visori, il percorso può proseguire dal virtuale al reale. Una mappa speciale, consegnata ai visitatori-giocatori, segnala alcuni dei luoghi che compaiono durante l’esperienza e nei quali proseguire il percorso: dalle collezioni dei Musei del Castello Sforzesco alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana, dalla Chiesa di Santa Maria delle Grazie alla Vigna di Leonardo, alla Porta del Soccorso, antico accesso al Castello, e alla cinta muraria della Ghirlanda, i cui resti sono ora immersi nel verde del Parco Sempione.

E, per finire condividendo il tuffo nel passato, c’è anche la possibilità di scattarsi un innovativo “selfie rinascimentale”.

 

“L’iperrealtà, virtuale e/o aumentata, è ormai una delle forme attraverso le quali passa una buona parte della conoscenza, soprattutto per i ragazzi – dichiara l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno –. Non a caso il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali ha recentemente inserito i videogiochi tra le categorie di beni da promuovere, la cui qualità anche estetica può essere riconosciuta al pari di quella di un’opera cinematografica. In particolare, questa esperienza di realtà virtuale, all’avanguardia dal punto di vista tecnologico, consente di conoscere di più e meglio il patrimonio culturale del Castello Sforzesco e di Milano, avvicinando un pubblico che forse, diversamente, non avrebbe scoperto la sua storia straordinaria e le sue molte ricchezze artistiche”.

 

“Questa novità si inserisce in un panorama di esperienze di avvicinamento tra musei italiani e videogiochi, protagonista anche la Soprintendenza del Castello Sforzesco che ha riconosciuto nello strumento del videogioco una forma alternativa di apprendimento dei contenuti del museo e ha accolto favorevolmente la proposta di ospitare un’iniziativa di questo genere”, dichiara Claudio Salsi, Soprintendente del Castello Sforzesco.

 

I Musei del Castello Sforzesco infatti hanno aderito insieme ad altri musei civici al primo International Game Camp (Milano, 13-15 ottobre 2017) – una manifestazione sostenuta da Fondazione Cariplo Progetto IC Innovazione Culturale per incoraggiare lo scambio tra designer di giochi internazionali ed esperti italiani nel campo del Cultural Heritage – mettendo a disposizione di giovani gamedesigner oltre 100 immagini di opere del proprio patrimonio (www.internationalgamecamp.com).

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“Le nuove generazioni crescono in un mondo digitale dove tutto si muove velocemente e dove rischiamo troppo facilmente di dimenticare il passato delle nostre città. Se nella maggior parte dei casi lo studio della storia è limitato a un apprendimento passivo con cui i giovani fanno fatica a relazionarsi, dall’altra parte esiste invece un patrimonio culturale ricchissimo di tradizioni, curiosità, personaggi e momenti storici di grande fascino e interesse. Basti pensare agli oltre 20.000 castelli e torri presenti in Italia – dichiara Marco Arena, fondatore di Beyond The Gate. Per questo con l’esperienza di realtà virtuale di “Beyond the Castle” abbiamo voluto proporre un cambio di approccio, ridando vita al passato in un luogo straordinario come il Castello Sforzesco”.

 

Durante tutta l’esperienza di “Beyond the Castle” una voce guida, “Eva”, accompagna l’utente attraverso le diverse fasi alternando sessioni di gioco a racconti storici, quiz e approfondimenti su materiali ripresi direttamente dalle collezioni del Castello Sforzesco, a partire dai quali è stata costruita l’esperienza. In particolare, nella parte finale il giocatore si trova in una ricostruzione del laghetto di Santo Stefano e dei Navigli, nell’attuale via Laghetto, dove dovrà rispondere ad alcune domande scoprendo altre curiosità legate alle fonti presentate precedentemente durante l’allenamento degli arcieri.

 

Beyond the Gate è una startup tutta italiana, con sede a Milano, composta esclusivamente da giovani professionisti sotto i 30 anni e focalizzata sullo sviluppo di esperienze di edutainment interattive e multigiocatore. Dalle ricostruzioni storiche all’approfondimento scientifico, Beyond the Gate crea mondi tutti da esplorare, in grado di attivare modalità di conoscenza e di apprendimento dinamiche, semplici e divertenti, grazie all’utilizzo delle più innovative tecnologie immersive.

 

Ictus: curare e prendersi cura 2.0

Il 10 febbraio Roberto MaroniPresidente uscente della Regione Lombardia, aprirà i lavori di “Ictus: curare e prendersi cura 2.0”convegno organizzato da A.L.I.Ce. Lombardia Onlus, che vedràoperatori sanitari, caregiver e associazioni di pazienti confrontarsi sulle problematiche assistenziali dell’ictus cerebrale a livello regionale.

Di alto livello le figure istituzionali che presenzieranno all’incontro: Giulio Gallera(Assessore del Welfare della Regione Lombardia), Aldo Bellini (Direttore U.O. Polo Ospedaliero Regione Lombardia) e Alberto Zoli (Direttore Generale Azienda Regionale Emergenza Urgenza di Milano).

Il programma prevede tre sezioni: si aprirà con una panoramica sui diversi aspetti dell’ictus (dall’epidemiologia alle terapie della fase acuta, dalle terapie di prevenzione dei principali fattori di rischio come i nuovi anticoagulanti orali per la Fibrillazione Atriale alle complicanze a lungo termine e all’ictus nei giovani), si continuerà illustrando i modelli assistenziali che la Regione Lombardia ha messo in atto per fronteggiare le implicazioni di questa patologia e si chiuderà con le esperienze delle varie Associazioni locali lombarde afferenti alla Federazione A.L.I.Ce. Italia Onlus.

Per quanto rappresenti ancora oggi la prima causa di disabilità, l’ictus cerebrale ha presentato nel corso degli ultimi venti anni una significativa riduzione della sua incidenza, standardizzata per età, quantificabile nell’ordine del 12% e della mortalità, che si è ridotta del 37%. Il numero dei ricoveri in regione Lombardia, ad esempio, dal 2012 al 2016 si è ridotto dai 18.000 ai circa 13.000. Tale riduzione è largamente attribuita ad una adeguata gestione dei fattori di rischio modificabili (sedentarietà, cattiva alimentazione, fumo ed eccesso di alcolici) oltre che al trattamento delle condizioni predisponenti (come ipertensione arteriosa, fibrillazione atriale e ipercolesterolemia). I soggetti che vivono con le conseguenze di un ictus sono addirittura aumentati (il 35% ha una disabilità grave) e vanno incontro al decesso per patologie conseguenti all’ictus. Va notato, inoltre, comepiù del 62% dei nuovi ictus si sia verificato in persone di età superiore ai 75 anni.

 

“Classe medica, popolazione e, in generale, le persone che si occupano di assistenza al paziente con ictus nella fase ospedaliera, in quella ambulatoriale e infine nella dimensione sociale, devono essere pienamente coscienti dei dati e delle problematiche collegate all’ictus cerebrale – dichiara il Professor Giuseppe Micieli, Direttore del Dipartimento di Neurologia d’Urgenza, IRCCS Fondazione Istituto Neurologico Nazionale Mondino di Pavia e Presidente di A.L.I.Ce. Lombardia Onlus.  Solo attraverso una migliore identificazione del problema si potranno infatti esplorare ed individuare strategie e terapie volte al trattamento sintomatico e alla prevenzione delle conseguenze che ne scaturiscono”.

 

Il trattamento dell’ictus è tempo-dipendente: tanto prima viene effettuato, tanto più è efficace. Questo vale sia per la trombolisi endovenosa (che consiste mell’uso di un farmaco in grado di sciogliere i coaguli che ostruiscono i vasi cerebrali) che per iltrattamento endovascolare, che offre la possibilità di trattare anche i coaguli di dimensioni maggiori, meno facilmente dissolvibili col solo farmaco trombolitico.

Con la sola trombolisi endovenosa, il 55% dei pazienti trattati recupera in modo completo o quasi completo dal deficit neurologico; con l’aggiunta della terapia endovascolare, un ulteriore 30% di casi ha un beneficio analogo, quindi nel complesso le due terapie consentono un buon recupero all’85% degli ictus ischemici.

Il trattamento endovascolare, però, richiede una sala angiografica e del personale addestrato e queste strutture sono presenti solo in pochi ospedali. Pertanto la complessità dell’intervento, la scarsità delle neuroradiologie interventistiche e il fatto che l’intervento sia tempo dipendente richiedono una solida struttura organizzativa.

In Lombardia, dove vivono 10 milioni di persone, esistono almeno 10 Centri in grado di effettuare interventi endovascolari cerebrali (l’ideale sarebbe proprio un’unità di questo tipo ogni milione di abitanti) e 35 stroke unit, ovvero reparti dedicati alla cura dell’ictus in grado, fra l’altro, di effettuare trombolisi endovenosa. L’obiettivo è quello di mettere in rete i vari ospedali in modo che il paziente con ictus arrivi ad effettuare la trombolisi endovenosa e la terapia endovascolare nel più breve tempo possibile.