Migliorare l’inglese serve per aumentare lo stipendio

La fine dell’anno si avvicina e iniziamo a preparare la lista dei buoni propositi per il 2019. Soprattutto nell’ambito lavorativo sono in tanti a definire le nuove sfide e gli obiettivi per continuare a crescere. Tra questi, ottenere un aumento di stipendio. Come fare per ottenerlo?

La risposta è semplice: migliorando il livello d’inglese. Come risulta da un recente studio elaborato da ABA English, accademia leader nell’insegnamento dell’inglese online nel sud dell’Europa e in Sudamerica,  2 italiani su 3 dichiarano che migliorare l’inglese serve per aumentare lo stipendio, tra il 10% e il 50% secondo il posto di lavoro. Inoltre, 9 italiani su 10 intervistati considerano che le persone con un livello d’inglese più alto beneficiano di migliori condizioni lavorative (categoria, salario, ecc.).

Poter contare su un livello d’inglese più alto apre le porte a un aumento di stipendio nel 2019. Questo aumento si può ottenere tramite un cambio di lavoro o con una promozione interna. Nel primo caso, il principale ostacolo sarà il processo di selezione, considerando che il 64% degli italiani all’apice della vita lavorativa (20-44 anni) sente che il suo livello d’inglese è stato oggetto di valutazione. Una volta superata questa fase e ottenuto il posto, teniamo in considerazione che l’80% degli intervistati afferma di utilizzare l’inglese per la sua attività lavorativa, perciò padroneggiare la lingua diventa fondamentale per consolidarsi sul lavoro, oltre che un requisito indispensabile per poter realizzare correttamente le funzioni richieste.

Nel caso in cui si ottenga un aumento salariale attraverso una promozione interna, ricorda che il 60% degli italiani all’apice della vita lavorativa (20-44 anni) hanno perso opportunità lavorative a causa del livello d’inglese. Assicurati di essere in possesso delle abilità necessarie per ricoprire la posizione e puntare al posto di lavoro con massime garanzie di successo.

Per compiere i tuoi propositi lavorativi del 2019, ABA English ti svela 4 dritte fondamentali affinchè il tuo processo d’apprendimento sia efficace al 100%:

  1. Costanza

Studiare frequentemente durante periodi di tempo brevi è decisamente più utile che farlo sporadicamente per periodi lunghi di tempo. Basta mettere da parte 30 minuti al giorno da dedicare al tuo inglese. Trasformali in un’abitudine e vedrai che migliorerai rapidamente.

  1. Metodo

Il cervello umano impara una lingua in modo naturale: all’inizio ascoltando e comprendendo, in seguito parlando e imitando gli individui madrelingua, e infine imparando a scrivere con l’aiuto della grammatica. Perchè non usare questo metodo anche per lo studio dell’inglese? Il sistema proprio di ABA English si basa sul metodo naturale che trasferisce al contesto digitale l’apprendimento intuitivo della lingua materna attraverso cortometraggi ed esercizi interattivi.

  1. Motivazione

Definisci degli obiettivi realistici che si possono raggiungere. Inizia imparando un certo numero di parole o di costruzioni grammaticali ogni settimana, continua completando un livello d’inglese durante un certo periodo di tempo e non dimenticare il tuo proposito del 2019: migliorare il tuo livello d’inglese per ottenere un aumento salariale.

  1. Professionalità

Conta sempre su professionisti che risolvano i possibili dubbi sulle lingue. Nei corsi flessibili come quello di ABA English, ogni studente può contare sull’assegnazione di un professore, che risponde alle domande via mail o via chat. In più esiste la possibilità di contare su lezioni private online, nel caso in cui si voglia approfondire una materia in concreto e mettere in pratica due delle competenze più richieste: listening e speaking.

 

Inglese: le frasi che gli italiani imparano per viaggiare

Nella società italiana si riscontra una tendenza crescente a viaggiare all’estero. Questa moda è una dei principali motori che motiva ad imparare le lingue, soprattutto l’inglese. Il 72% degli italiani impara delle frasi in inglese prima di viaggiare, secondo uno studio realizzato da ABA English, accademia d’inglese online con milioni di alunni in tutto il mondo.

Per aiutare tutti coloro che scelgono di partire verso paesi anglofoni nelle prossime settimane, ABA English presenta una guida delle espressioni in inglese più utili per far fronte alle situazioni quotidiane che si presentano in qualsiasi viaggio.

Problemi negli aeroporti

Come si evince dallo studio, i problemi con la lingua iniziano perfino durante lo spostamento. Il 38% degli italiani riconosce di aver riscontrato dei problemi nell’esprimersi correttamente in inglese negli aeroporti.

 

È per questo che prima di imbarcarsi per l’avventura, è consigliabile imparare alcune frasi fondamentali. All’arrivo in aeroporto Where is the check-in? (dov’è l’imbarco?). Una volta fatto ciò, proseguiamo fino al controllo passaporti, dove chiederanno Please, can you show me your passport and your boarding pass? (per favore, può favorire passaporto e carta d’imbarco?). In seguito il tuo interesse si concentrerà su When does flight number XX take off? Is it delayed? (A che ora parte il volo XX? È in ritardo?). Una volta seduti sull’aereo, se non abbiamo il posto accanto al nostro compagno di viaggio, possiamo ricorrere alla domanda più comune Would you mind changing your seat with me? (Le dispiace cambiare il suo posto con il mio?). Atterrati nella meta di destinazione, se non si vede la valigia sul nastro trasportatore, ci si dirige all’ufficio oggetti smarriti, Hi, I’ve just arrived on flight XX. My luggage was supposed to come out on conveyor belt 4, but it wasn’t there (Salve, sono appena atterrato con il volo XX. La mia valigia sarebbe dovuta arrivare sul nastro 4, però non c’era).

Arrivo all’alloggio

Secondo i dati rilevati dallo studio, anche le situazioni negli alloggi possono arrivare ad essere complicate, considerando che più della metà degli italiani ha riscontrato difficoltà in un hotel per la mancanza di fluidità esprimendosi in inglese.

 

Affinchè il nostro arrivo sia gestito facilmente, ABA English propone d’iniziare con Hello, I have a reservation under the name of XX (salve, ho una prenotazione a nome di XX). Normalmente il personale risponderà Could you please give me your documentation and fill out this form? (può mostrarmi la documentazione e compilare il questionario?). In seguito sarà necessario avere chiare alcune cose, tra cui Is breakfast included? (è inclusa la colazione?) o When is check-out time? (a che ora è il check-out della stanza?).

 

Al ristorante

Gli amanti della gastronomia saranno ansiosi di provare le specialità locali. Senza dubbio, quasi il 25% degli italiani dichiara di aver pagato di più in un ristorante per non aver saputo comunicare in inglese, quindi meglio ricordare alcune frasi fondamentali per evitare imprevisti.

 

Entrando nel locale Could we get a table for XX people? (Possiamo avere un tavolo per XX persone?). Quando arriva il momento di ordinare I would like to drink/have… (da bere/mangiare vorrei…). Nei casi, sempre più frequenti, in cui si fosse allergici o intolleranti a qualche alimento, si dovrà dire I am allergic to… (sono allergico a…). Alla fine del pasto, Could you bring us the bill, please? (ci può portare il conto per favore?). Non dimenticare di controllare che non ci siano degli errori, I am afraid that the bill is wrong, I didn’t order XX (credo che ci sia un errore, non ho ordinato…).

 

In viaggio

Che sia in spiaggia, in montagna o in città, il 62% degli italiani ammette di aver sentito l’esigenza di possedere un livello d’inglese più alto per poter viaggiare.

 

Per vivere al meglio l’esperienza nella meta prescelta e non perdersi i luoghi emblematici della zona, si può chiedere al rispettivo ufficio del turismo Is there something special you would recommend to see in XX (c’è qualcosa di speciale da visitare che ci può raccomandare?). È possibile che i posti che si vogliano visitare siano lontani tra loro, perciò potrebbe essere utile chiedere Where can I hire a car/bike/motorbike? (dove posso affittare una macchina/bicicletta/moto?). Senza dubbio la frase che si utilizzerà più spesso sarà Could you take a photo of us? (ci può fare una foto per favore?). Non restare senza i tuoi ricordi!

 

Infine, non resta che augurarti Have a nice holiday! (Passa delle belle vacanze!)

L’inglese è la lingua franca per eccellenza

Se da tempo l’inglese è la lingua franca per eccellenza nella comunicazione internazionale, oggigiorno è diventato di vitale importanza anche per trovare lavoro nel nostro paese, come dimostra un sondaggio sul tema condotto daABA English, scuola di inglese online con milioni di studenti in tutto il mondo.

Secondo i dati del sondaggio condotto tra 4.600 alunni provenienti da diversi paesi, di cui 1.400 italiani, il 94% degli intervistati del nostro paese considera che le persone con un livello alto d’inglese abbiano migliori condizioni di lavoro in termini di retribuzione o di posizione lavorativa. In tal senso, 3 intervistati su 10 pensano che con un livello più alto di inglese, percepirebbero un aumento salariale tra il 30% e il 50%. In particolare, la percentuale raggiunge il 51% per gli intervistati tra i 20 e i 44 anni.

L’inglese, lingua franca per eccellenza

Qual è la reale importanza della padronanza dell’inglese nel mondo del lavoro? Come mostra questo sondaggio, il 41% degli italiani ammette di aver perso opportunità di lavoro – un nuovo posto o una promozione – a causa del proprio livello d’inglese. Tra gli intervistati, le persone tra i 20 e i 44 anni sono la fascia d’età che più percepisce questo problema (57%) rispetto a quelli che hanno dai 45 anni in su (34%).

Di fatto ben l’80% degli intervistati riconosce di utilizzare l’inglese nel proprio lavoro, in particolare le persone con un’età compresa tra i 20 e i 44 anni (87%). Questo dato evidenzia l’aumento dell’utilizzo della lingua di Shakespeare nel mondo del lavoro (4 punti percentuali in più rispetto al 2017).

L’inglese, la lingua più ricercata

Sono sempre di più gli addetti alle risorse umane che scrutano il curriculum alla ricerca di un livello avanzato d’inglese. Infatti, il 40% degli italiani dichiara di aver sostenuto una prova d’inglese durante un colloquio di lavoro, in particolare tra i 20 e i 44 anni la percentuale arriva al 60%.

Allo stesso modo, il 90% degli intervistati sostiene che attualmente è richiesto un livello di inglese più elevato rispetto agli ultimi anni (77% nel 2017), un dato che rimane constante negli altri paesi del sondaggio (Francia, Spagna, Brasile, Messico) e che evidenzia il bisogno di imparare l’inglese per adattarsi agli standard richiesti dalla società di oggi.

L’inglese è di gran lunga la lingua più richiesta nel mondo del lavoro, secondo il 77% degli italiani.  Tendenza che si riscontra anche in altri paesi del sud d’Europa, come in Francia e Spagna. Spetta al Messico, paese confinante con gli Stati Uniti, il primato, dove ben il 94% degli intervistati indica l’inglese come lingua principale per il lavoro.

 

 

L’inglese dei nostri politici

Si avvicina la data del 4 marzo e, in uno scenario internazionale di crescente complessità, l’inglese rimane il tallone d’Achille di molti politici italiani. In vista delle imminenti elezioni, l’accademia online ABA English ha esaminato il livello d’inglese dei principali candidati e leader, realizzando un video che mette a confronto l’inglese dei protagonisti della politica italiana attuale. La valutazione, svolta dal dipartimento accademico di ABA English diretto dall’italiana Maria Perillo, ha preso in considerazione tutte le occasioni in cui i politici esaminati si sono cimentati con la lingua inglese in interviste e discorsi pubblici. Il giudizio si è basato sulla pronuncia, proprietà di linguaggio, grammatica, e ha premiato chi ha dimostrato di saper parlare senza l’aiuto di un testo scritto.

Guarda il video

In molti casi, le candidate superano i colleghi maschi: promosse a pieni voti Emma Bonino, la Presidente della Camera Laura Boldrini e la sindaca di Roma Virginia Raggi, inclusa nella classifica pur non essendo in corsa per il parlamento. Anche l’attuale premier Paolo Gentiloni passa il test d’inglese.

Vengono invece rimandati a settembre i leader dei principali partiti, tra cui Matteo RenziLuigi Di MaioSilvio Berlusconi e Matteo Salvini. Mancano all’appello Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia) e il Presidente del Senato Pietro Grasso (Liberi e Uguali), di cui non sono reperibili video che documentino la loro conoscenza della lingua.

Per gli elettori, l’inglese rimane una competenza importante in politica. Secondo un sondaggio realizzato da ABA English su un campione di oltre mille italiani in occasione delle elezioni amministrative 2016, il 90% degli intervistati ritiene che un Presidente del Consiglio debba conoscere l’inglese. La lingua è considerata fondamentale soprattutto in materia di relazioni internazionali: per l’89% degli italiani la scarsa conoscenza dell’inglese da parte dei politici limita l’influenza dello stato italiano sulla comunità internazionale.

La speranza è che l’ingresso delle nuove generazioni in politica porti un cambiamento in positivo. Qualunque sia l’esito del voto, un parlamento con un’alta percentuale di politici che sappiano l’inglese non può che essere una buona notizia.

 

PROMOSSI:

 

Laura Boldrini (Liberi e Uguali): Il buon livello d’inglese della Presidente della Camera è indubbiamente frutto della lunga esperienza lavorativa presso le agenzie delle Nazioni Unite; rilascia sempre interviste in inglese ai media stranieri. Voto: 7 – vai al video

 

Emma Bonino (+Europa): L’inglese non è certo un ostacolo per la storica leader Radicale, grazie ai suoi incarichi come commissario europeo dal 1995 al 1999 e Ministra degli Esteri dal 2013 al 2014, ma anche a una laurea in Lingue e Letterature Straniere conseguita alla Bocconi di Milano nel 1972. Voto: 7 – vai al video

 

Paolo Gentiloni (Partito Democratico): Complice l’incarico di Ministro degli Esteri dal 2014 al 2016, l’attuale Presidente del Consiglio ci sa fare con l’inglese, dote che gli è stata apprezzata nei palazzi della politica romana fin dagli anni novanta. Voto: 8 – vai al video

 

Virginia Raggi (Movimento 5 Stelle): Nonostante la sindaca di Roma sia spesso al centro di polemiche, nessuno può mettere in dubbio la sua pronuncia e ampiezza di vocabolario in inglese. Talvolta ha preferito rilasciare interviste in italiano, forse per un eccesso di prudenza. Voto: 8 – vai al video

 

BOCCIATI:

 

Silvio Berlusconi (Forza Italia): L’inglese è sempre stato un punto debole per l’ex premier. Legge con fatica discorsi scritti, come quando si rivolse in inglese al Congresso americano, e ogni tentativo di improvvisazione si rivela fallimentare. Indimenticabile la sua ode estemporanea alla bandiera a stelle e strisce che lanciò il tormentone “nos only”. Voto: 5 – vai al video

 

Luigi Di Maio (Movimento 5 Stelle): L’inglese del giovane leader pentastellato è alquanto zoppicante; Di Maio ha sempre risposto in italiano alle domande dei giornalisti stranieri. Unica occasione in cui si è messo alla prova con la lingua un discorso all’università di Harvard, letto con più di qualche inciampo. Voto: 5+ – vai al video

 

Matteo Renzi (Partito Democratico): L’inglese dell’ex Presidente del Consiglio è stato spesso preso di mira da media e social, soprattutto per la pronuncia non esemplare. Gli va riconosciuto però il merito di non tirarsi mai indietro davanti a un’intervista o dibattito in lingua. L’impegno c’è. Voto: 5/6 – vai al video

 

Matteo Salvini (Lega): Il leader della Lega ha sempre evitato di esprimersi in inglese sia nella sua attività di europarlamentare sia in convegni internazionali. Fa eccezione un breve e incerto intervento sui terremotati a Coblenza, seguito da un lungo discorso rigorosamente in italiano. Voto: 4 – vai al video

 

“Out of Office”: 5 consigli per scrivere la perfetta risposta automatica

State facendo il conto alla rovescia per spegnere il computer e fare le valigie per le vacanze? Prima di salutare i vostri colleghi d’ufficio, è bene ricordarsi di impostare una risposta automatica sulla propria casella di posta aziendale per avvisare chiunque vi contatterà che, finalmente, siete in ferie.

ABA English, scuola d’inglese online con milioni di studenti in tutto il mondo, ha stilato una lista di 5 consigli per scrivere la perfetta Out of Office (OOO) e-mail che possa farvi dormire sonni sereni in vacanza, sapendo che i vostri contatti internazionali sono informati della vostra assenza temporanea.


1. Comunica la tua assenza

L’informazione fondamentale è ovviamente che si sarà assenti dall’ufficio. È consigliabile specificare fino a quale data: “I am out of the office until August 31st.” Alternativamente, si può dire “I will be away” oppure “I am not in the office“. Se si preferisse includere anche la data di inizio delle proprie vacanze, si può precisare “I will be out of the office from August 10th until August 24th.” L’oggetto dell’e-mail sarà un semplice “Out of office”, spesso preceduto da “Automatic reply” (anche se quest’ultima parte viene solitamente aggiunta di default dal proprio server di posta).

 

2. Indica un contatto alternativo

Quando si è fuori ufficio qualche giorno ma il lavoro continua, è buona prassi fare affidamento a un/a collega a cui i propri contatti possano rivolgersi in caso d’urgenza: “If you require immediate assistance please email colleague@examplecompany.com in my absence.” Altre formule che si possono usare sono “For urgent queries, contact…” oppure “If you have an immediate need, please contact… Si può anche decidere di lasciare un numero di telefono: “…please write to colleague@examplecompany.com or call 012 3456789″.

 

3. Usa un linguaggio formale

Trattandosi di comunicazioni di lavoro, è bene attenersi sempre a un linguaggio formale. Per questo, è bene evitare abbreviazioni come “I’m out of the office” o espressioni troppo colloquiali. Se la propria casella permette di personalizzare la risposta a seconda di gruppi di contatti, si può scrivere un messaggio più scanzonato per amici o colleghi con cui si è in confidenza: “Oops, too late! I’m off on vacation until August 27th. I’ll reply when I’m back, but if it’s super urgent, contact colleague@examplecompany.com”

 

4. Ringrazia e saluta

Un forma elegante di comunicare la propria assenza, visto che per il destinatario potrebbe essere una brutta notizia, è iniziare il messaggio con un ringraziamento: “Thanks for your e-mail” oppure “Thanks for contacting me“. È bene anche salutare alla fine; meglio usare anche in questo caso saluti più neutrali e formali, quali “Kind regards“.

 

5. Lascia uno spiraglio di speranza

La tentazione di mettere il cellulare di lavoro sotto chiave mentre si è sul bagnasciuga è tanta, ma a volte bisogna tenere controllata la posta anche in vacanza. In questi casi, si può comunicare nella risposta automatica che la posta verrà controllata saltuariamente, ma non si potrà rispondere nell’immediato: “I am out of the office until August 20th, with limited access to e-mail“. Questo messaggio è particolarmente indicato per periodi di assenza causa viaggio di lavoro.

Inglese: tutte le parole da sapere per sopravvivere all’estero

State facendo le valigie per iniziare le vacanze estive in una meta straniera ma siete preoccupati che il vostro inglese possa rovinare il tanto agognato momento di riposo? La accademia di inglese online ABA English ha pensato a voi ed ha creato per l’occasione un glossario di frasi indispensabili per farsi capire durante le vacanze senza problemi, ma soprattutto senza stress. Ecco tutte le espressioni da sapere per evitare figuracce quest’estate.

In aeroporto

Prima di uscire di casa, controllate di avere con voi tutti i luggage (UK) / baggage (US) (bagagli), la vostra boarding pass (carta d’imbarco) e ovviamente il vostro ID o passport (carta d’identità o passaporto) per arrivare on time (puntuali) e non perdere il vostro volo.

Raggiunto l’aeroporto, dovrete check in i vostri bagagli (attenzione, in inglese è un verbo) prima di passare per il metal detector. Se viaggiate fuori dalla zona Schengen, è probabile che dobbiate passare il passport control (controllo passaporti) e i customs (la dogana). E se nel paese scelto per le vacanze non si usa l’euro, non dimenticate di exchange currency (cambiare la valuta). Soprattutto, ricordatevi di custodire come un tesoro il vostro baggage claim ticket (numero di riferimento bagagli) perché, soprattutto d’estate, succede spesso di doversi avvicinare al Baggage Claim Counter (reclamo bagagli) per file a claim (presentare una reclamazione) per loss of luggage (bagaglio smarrito).

 

Nel vostro alloggio

Dopo un lungo volo, sicuramente avrete il desiderio di riposare un po’ in camera, ma prima è necessario presentarsi educatamente al personale dell’hotel: Good morning, I have a reservation under the name of… (Buongiorno, ho una prenotazione a nome di …) Nel caso ci fosse un problema con la camera assegnata, potete chiedere Could I change my room? (Potrei cambiare stanza?).

Se volete sapere quali servizi sono inclusi nel vostro soggiorno, la domanda corretta è: Could you please tell me which services are included? Tra questi, forse vi potrebbe servire il wake-up call(servizio di sveglia), airport transfer (servizio navetta da e per l’aeroporto) o il room service (servizio in camera). E non dimenticate di chiedere all’hotel: What time is check-in/check-out?, ovvero capire entro quando bisogna arrivare in hotel ed entro quando va lasciata la stanza.

 

‘Sightseeing’

Do you have any recommendation about where to go or visit? (Avete qualche consiglio su dove andare o cosa visitare?) o Is there anything good on… (c’è qualcosa che valga la pena di visitare a…?) sono domande che potete rivolgere al reception desk del vostro hotel se avete bisogno di qualche consiglio sul posto.

Una volta scelta la meta da visitare, è il momento di iniziare il vostro sightseeing (giro turistico) alla scoperta dei luoghi più nascosti della vostra destinazione. Per gite fuori città, potete andare a un car rental (noleggio auto).

Which are the opening hours? (Quali sono gli orari di apertura?), How much is it to get in? (Quanto costa il biglietto?) o Where is the souvenirs’ shop? (Dov’è il negozio di souvenir?) sono domande utili per qualsiasi viaggio. Ma l’espressione che sicuramente ripeterete più volte è Could you take me a picture, please? (Potrebbe farmi una foto, per favore?).

 

La fine del viaggio

Purtroppo è arrivato il momento di tornare! Lasciando l’hotel potreste chiedere alla reception di custodire le vostre valigie (keep the luggage safe) in modo da potervi godere le ultime ore nella vostra destinazione. Si sa, time is gold! (il tempo è denaro) e in vacanza ancor di più.

 

Le abbreviazioni inglesi di uso comune

L’uso crescente di anglicismi nel linguaggio quotidiano è un fenomeno inarrestabile: tra questi, le abbreviazioni inglesi offrono delle perfette scorciatoie linguistiche nella comunicazione scritta e non solo. Dall’inglese provengono infatti varie parole che derivano in realtà da una contrazione di espressioni di largo utilizzo, ridotte in sigle per risparmiare tempo soprattutto tra i parlanti nativi britannici, noti per la loro tendenza ad accorciare qualsiasi parola, persino quella del paese in cui vivono (UK).

Alzi la mano chi non ha mai risposto a un messaggio con un LOL, o mandato un’e-mail che contenesse la sigla FYI. ABA English, scuola d’inglese online con milioni di alunni in tutto il mondo, propone qui una breve guida alle abbreviazioni inglesi più diffuse per scoprirne il significato e non perdere il filo del discorso nel mondo di sigle che ormai ci circonda.

 

LOL – LOLZ

Laughing Out Loud, a volte nella versione al plurale LOLZ, ovvero, “ridere a crepapelle” (letteralmente, “ad alta voce”, “fragorosamente”). Si tratta di un acronimo inglese diffusosi grazie al web e usato per mettere nero su bianco una sonora risata. Tra le varianti più comuni, ROTFL (Rolling On The Floor Laughing: “sto rotolando sul pavimento dalle risate”), oppure la forma iperbolica LOOOOOOL: il numero di O aumenta a seconda di quanta intensità vogliamo dare alla risata virtuale).

 

IDK

I Don’t Know, ovvero “non lo so”. Una variante esotica del più casareccio “Boh”. Anche in questo caso, bastano tre lettere per dire nel più breve tempo possibile che non si può avere una risposta ad ogni quesito.

 

BFF

Best Friends Forever. Un titolo onorifico riservato solo ai nostri migliori amici, diffuso soprattutto tra gli adolescenti sui social, o come titolo di album di foto che immortalano i momenti passati con l’unica persona che ci capisce fino in fondo.

 

OMG

Oh My God: in questo caso, la traduzione desta pochi dubbi: “Oh mio Dio”. Un’espressione di uso ormai universale in inglese per indicare stupore e meraviglia, e che poco ha a che vedere con le convinzioni religiose di chi la utilizza. La stessa sigla può anche abbreviare l’espressione Oh My Goodness (letteralmente, “Oh mia bontà”): una variante decisamente più formale e polite, ma con lo stesso identico significato.

 

BAE

Before Anyone Else (“Prima di chiunque altro”). Si tratta di un’altra sigla inglese che sta prendendo piede anche in Italia. La si usa come sinonimo di Girlfriend o Boyfriend, ovverofidanzato/a“, e attesta l’importanza e la priorità che questa persona ha nella nostra vita.

 

FYI

For Your Information (“Per tua informazione”) è un’abbreviazione inglese sdoganata ormai in tutto il mondo, Italia compresa, soprattutto in e-mail di lavoro dove spesso precede l’oggetto del discorso. Se nella casella vediamo un’e-mail che inizia con FYI, è bene aprirla con la consapevolezza che si dovrà prestare grande attenzione al contenuto.

 

GR8, H8, M8 y R8

Se ci troviamo davanti a sigle che contengono un numero 8 all’interno, spesso e volentieri non si tratta di un summit di potenze mondiali. Più semplicemente, il suono “/eɪt/” viene abbreviato in un unico carattere, più o meno come nella forma breve italiana “6 bellissimo”, ma con la differenza che qui il numero abbrevia solo parte della parola. Per questo sarà possibile imbattersi in misteriosi composti alfanumerici quali M8 (Mate: “amico, compagno”), R8 (Rate: “tariffa”),GR8 (Great: “Grande, fantastico”) o H8 (Hate: “Odio”).

 

Per quanto queste abbreviazioni siano sempre più comuni anche nella penisola, a volte può essere arduo per un italiano districarsi nel groviglio di lettere che spopolano negli SMS (tanto per citare un’altra sigla comune) e E-mail (a sua volta una forma abbreviata di electronic mail).