Tendenze, la top 10 dei capi estivi più instagrammabili

È l’estate il periodo più social dell’anno, basti pensare che l’hashtag #summer da solo conta più post rispetto alle altre tre stagioni messe assieme. Per scattare foto glamour e invidiabili da condividere sui social sono 10 i capi amati da star e influencer da portare con sé in vacanza: al primo posto i sandali, scarpa estiva per eccellenza, seguito da crop top, caftano, hair band e minibag.

 

Dopo aver cercato l’estate tutto l’anno, all’improvviso è finalmente tempo di lasciarsi lo stress alle spallechiudere il portone di casa e partire per le vacanze. Tutto perfetto se non fosse che fare la valigia è sempre un momento di stress: la check list di cose da portare è lunga e le probabilità di dimenticarsi un capo fondamentale piuttosto alte. A questo si aggiunge il rischio di indossare abiti stropicciati dopo essere stati in valigia per ore e l’annoso problema delle lavatrici da fare al ritorno. Non solo: occorre prestare estrema attenzione all’outfit anche in vacanza perché è proprio l’estate il momento più social dell’anno. Infatti, l’hashtag #summer conta oltre 420 milioni di post, una cifra superiore rispetto a quella delle altre tre stagioni sommate, che si fermano a 305 milioni. Ma quali sono i 10 capi estivi più instagrammabili che non possono mancare negli outfit da sfoggiare durante le vacanze? Al primo posto svettano i #sandals, le scarpe estive per eccellenza regnano sovrane con 5,5 milioni di post e sono state sfoggiate da Chiara Nasti, seguite a sorpresa dal #croptop con 4,2 milioni di post, indossato in una versione scintillante dall’influencer Giulia Valentina, sul podio anche il #caftano con quasi 1 milione di post, capo amato da Alice Campello. Al quarto posto si trova l’#hairband, foulard da intrecciare tra i capelli che totalizza 634mila post e portato da Ludovica Sauer, mentre chiude la top 5 la #minibag con 608mila post, la borsetta scelta da Chiara Biasi. È quanto emerge da un monitoraggio condotto da Espresso Communication per Dressyoucan (dressyoucan.com), startup al femminile protagonista del fenomeno fashion renting, che ha classificato gli hashtag dei più popolari capi e accessori estivi su Instagram.

Ma come fare per avere a disposizione tutti i must-have dell’estate senza spendere cifre da capogiro ed evitando le solite dimenticanze e l’ansia da bagagli? La soluzione esiste ed è la vacanza luggage-light: si parte solo con lo stretto necessario e, grazie al fashion renting, vestiti e accessori arrivano direttamente in hotel, un nuovo stratagemma utile anche per i più sbadati. “Affittare un vestito per le vacanze è semplice e conveniente – spiega Caterina Maestro, fondatrice di DressYouCan – Tintoria, messa a misura, assicurazione e prova gratuita a domicilio sono comprese nel noleggio e tengono lontana qualsiasi preoccupazione. A far sì che il servizio sia unico è poi la possibilità di farsi arrivare i capi direttamente in hotel, una soluzione particolarmente comoda per gli abiti più delicati e voluminosi come quelli da sera. E per rendere ancor più glamour l’estate, fino al 21 settembre chi effettuerà una spesa pari o superiore a 199 euro potrà noleggiare gratuitamente un abito corto, un capo imprescindibile per un weekend estivo con le amiche o in coppia”.

Ma cosa occorre indossare per un perfetto e instagrammabile outfit vacanziero? Ecco la classifica dei 10 capi estivi che spopolano su Instagram:

  1. #Sandals – I sandali dominano con 5,5 milioni di post e sono stati indossati anche da Chiara Nasti: scarpa estiva per eccellenza, dorati o gioiello sono perfetti per una serata elegante.
  2. #CropTop – Vanta 4,2 milioni di post grazie alla sua versatilità: quest’anno, il più ricercato è quello con le paillettes, che ha catturato anche la blogger Giulia Valentina.
  3. #Caftano – Un capo fresco e trasparente, adatto all’estate, che sui social totalizza quasi 1 milione di post, apprezzato da Alice Campello, fotografata in spiaggia con questo modello.
  4. #HairBand – Foulard da intrecciare tra i capelli o a mo’ di fiocco come copri costume che aggiunge un tocco vintage: è stata usato 634mila volte e sfoggiato anche da Ludovica Sauer.
  5. #Minibag – Accessorio pratico che si adatta a ogni outfit estivo che su Instagram ha raccolto oltre 608mila post: a indossarla è stata Chiara Biasi che ha scelto una versione in pelle nera.
  6. #StrawHat – Il cappello di paglia è immancabile con 553mila post, fondamentale per farsi ritrarre nella posa dell’anno: la “hat clasp” lanciata da Nicole Scherzinger.
  7. #BeachBag – Tra i capi più social non può mancare la borsa da mare fotografata 540mila volte; il must è quella di paglia con manici in cuoio indossata anche da Valentina Ferragni.
  8. #BalletFlats – Le ballerine sono perfette per viaggiare comode, ma senza dimenticare lo stile; sono 177mila i post con questo hashtag e questa scarpa è stata scelta da Meghan Markle.
  9. #Slingback – Scarpe del sapore sofisticato, sono la tendenza del momento e collezionano 71mila post; tra le fashion victim che non hanno saputo sottrarsi al trend, Chiara Ferragni.
  10. #Chemisier – Sono 50mila i post del romantico abito: uno bianco sottolinea alla perfezione l’abbronzatura, d’ispirazione, quello scelto da Pippa Middleton.

Il vero trend food dell’estate è il panino di mare

Con l’arrivo dell’estate e del caldo la cucina che si cerca di più è quella di pesce. Secondo TheFork, principale app europea per la prenotazioni online dei ristoranti, nel mese di giugno le prenotazioni per questo tipo di cucina sono aumentate del 125% rispetto a gennaio 2019. In particolare c’è una crescente offerta di “panini di mare” in versione gourmet e creativa, che trovano sempre più posto nelle carte dei ristoranti o che diventano protagonisti di format di ristorazione dedicati. Ecco un elenco di 12 posti dove gustarne di deliziosi:

 

Pep’s FishHouse, Trieste

Da Pep’s FishHouse troverete moltissime delizie a base di pesce, dallo street food ai primi piatti. Da provare: panino con gamberi al vapore, insalata di cavolo cappuccio, sedano, mela verde e panna acida.

 

Visca, Milano

Visca porta il Sud nel capoluogo lombardo con piatti della tradizione siciliana, con un menù molto ampio che vanta una gustosa selezione di panini di mare. Da provare: il “Ragusa”, panino con polpo e patate.

 

Molo17, Napoli

Nel cuore di Napoli, Molo17 offre una cucina di pesce tradizionale ma senza perdere l’occasione di essere contemporanei. Da provare: panino con gambero rosso di Mazara del Vallo in pasta kataifi, bacon, crema di burrata, misticanza e cipolla di Tropea caramellata.

 

L’Apulia, Roma

Se cercate cucina pugliese a Roma, L’Apulia è il posto che fa per voi. Non solo per il cibo ma anche per le birre, tutte artigianali pugliesi. Da provare: la puccia di mare con polpo arrosto, confettura di cipolle, caciocavallo di Masseria e pomodori secchi.

 

La Cucina di Pescepane, Firenze

La Cucina di Pescepane a Firenze vanta un menù molto variegato di pesce cucinato in tutti i modi, dal fritto al crudo. Da provare: “Fish burger” con branzino e salsa home made.

 

Novantacinque Food & Drink, Catania

Se cercate pesce di qualità cucinato con creatività e sfizio, Novantacinque Food&Drink è il posto giusto. Da provare: fish burger con gamberoni, mozzarella di bufala, panelle di ceci, cime di rapa, maionese al timo e arancia.

 

Crumb Lobster & Burger, Le Rughe (RM)

Non lontano da Roma si trova Crumb Lobster & Burger, in cui si mangia pesce ma anche carne. Da provare: il “Prawn”, burger con gamberone, zucchine grigliate, insalata, gorgonzola e pomodori.

 

1848 Sandwiches & Delicious, Milano

Come dice il nome, 1848 Sandwiches & Delicious è il regno dei panini e ne hanno per tutti i gusti, dai più gourmet ai più semplici. Da provare: il “Tijuana” con tonno pinna gialla, ‘nduja, guacamole, pomodori Bio e insalatina.

 

The Squid – Hamburgeria di Mare, Padova

Il nome dice già tutto, al The Squid chi è alla ricerca di un fish burger troverà il suo paradiso, senza contare le altre sfiziosità – sempre a base di pesce – che offre il menù. Da provare: il “Salmon tartare burger” con tartare di salmone norvegese, mandorle tostate, stracciatella pugliese, zucchine croccanti, ciliegino caramellato, lattuga e salsa di basilico fresco.

 

Panini di Mare, Torino

Panini di Mare a Torino è un porto sicuro per chi cerca qualità e creatività, tutto a tema “fish”. Da provare: il panino “Tentacolo” con polpo alla piastra e cipolla rossa di Tropea in agrodolce.

 

Moa Cashmere & Lobster, Genova

Il Moa Cashmere & Lobster fa del pesce il suo punto forte, con primi piatti tradizionali e ricette con l’astice. Da provare: “Lobster Roll”, un panino con astice e patate cotte al forno.

 

Mr. Lob, Modena

Al Mr. Lob c’è un’intera sezione del menù dedicato unicamente ai Lobster Roll. Da provare: “Mr. Lob” con astice blu, burrata pugliese, pomodorino confit e origano.

 

Sonno e estate: come rimettersi in sesto

Sonno e estate: un connubio che se ben gestito riesce a contrastare lo stress e la fatica accumulati durante l’anno con un importante beneficio per il nostro cervello e la nostra salute. È il messaggio che la Società Italiana di Neurologia (SIN) vuole trasmettere alla vigilia delle vacanze d’agosto che riguardano la maggior parte degli italiani.

Il nostro sonno è influenzato dalle ore di luce che in estate aumentano riducendo le ore di riposo soprattutto nelle ore serali. Inoltre, in vacanza si arriva stanchi, generalmente si dorme di più al mattino, si schiaccia un pisolino pomeridiano e poi la notte si va a dormire più tardi.

“L’estate – afferma il Prof. Giuseppe Plazzi, Presidente AIMS, Associazione Italiana Medicina del Sonno aderente alla SIN –  rappresenta il momento in cui le persone possono recuperare energia fisica e mentale attraverso un sonno di buona qualità che si ottiene applicando alcune semplici regole: la sera è importante non andare a dormire oltre la mezzanotte e al mattino non dormire a oltranza ma svegliarsi al massimo entro le ore 10. È consigliabile praticare l’attività fisica a inizio giornata per poi riposarsi con un pisolino al pomeriggio per massimo un’ora”.

Per un buon sonno notturno, inoltre, la SIN suggerisce di evitare di cenare tardi e bere alcolici in eccesso; andare a letto con lo stomaco pieno può, infatti, provocare una digestione più lunga e un sonno di pessima qualità.

Se invece è il caldo a causare un sonno disturbato, sarebbe opportuno spostarsi in una stanza più fresca, lontano da rumore e luce, e nel pasto serale privilegiare verdura, frutta e carboidrati che vengono digeriti più rapidamente.

Infine, per le persone che in vacanza stanno sveglie a lungo la sera, è consigliabile tornare agli orari tradizionali prima di rientrare alla vita normale per prepararsi gradualmente a una situazione di privazione del sonno.

Punture di insetti e morsi di animali: cosa fare

Dai ragni alle zecche, dalle zanzare alle pulci, dalle cimici agli imenotteri, passando per le meduse e le tracine, fino ad arrivare alle vipere. Al mare come in montagna, in Italia come in Paesi esotici, in estate sono sempre più frequenti le punture di insetti e i morsi di animali che, se non curati correttamente, possono rappresentare un rischio per la salute. L’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid) fornisce, quindi, alcune raccomandazioni utili per affrontare incontri (non proprio desiderati) con insetti e altri animali.

 

“Eruzioni cutanee, reazioni allergiche, e manifestazioni neurologiche come meningoencefaliti sono tutte gravi complicanze che possono presentarsi a seguito di punture di insetti o morsi di animali – ha commentato la Professoressa Susanna Esposito, Presidente dell’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid) e Professore Ordinario di Pediatria all’Università degli Studi di Perugia -. In ciascun caso, la prima cosa da fare è quella di mantenere la calma: l’agitazione, infatti, accelera il battito cardiaco contribuendo ad una dispersione più veloce del veleno dell’animale in questione. Se non si è correttamente informati, dunque, evitare manovre da ‘manuale di sopravvivenza’ e consultare il medico. Opportuno evidenziare, poi, come il medico debba essere immediatamente contattato nel caso in cui vi siano manifestazioni respiratorie o calo pressorio. In questi casi, un intervento tempestivo può salvare la vita”.

Qui di seguito le raccomandazioni di WAIDID per affrontare brutti con insetti e altri animali

RAGNI

Sebbene il 98-99% dei loro morsi sia innocuo, nei casi restanti il morso comporta ferite necrotiche, tossicità sistemica e, più di rado, la morte. Se la lesione non causa sintomi troppo intensi, per limitare i disagi si possono attuare delle semplici manovre di pronto soccorso (es. applicazione di ghiaccio, riposo e sollevamento dell’arto). Nel caso in cui si sviluppi una reazione più grave (allergia o tossicità sistemica), è consigliabile richiedere l’intervento medico immediato. In Italia, le specie il cui morso è di importanza medica per l’uomo sono principalmente tre: Il Loxosceles rufescens, comunemente chiamato “ragno violino” per via di una macchia scura presente sul dorso a forma di violino (Sardegna, Sicilia e isole minori) ; Lycosa tarentula, o tarantola, ragno ricoperto di peli neri e marroni (si trova nel centro e sud italia); Latrodectus mactans, conosciuto anche come “vedova nera”(soprattutto nel Nord America) .

 

ZECCHE

La caratteristica della zecca è quella di inserirsi sottopelle. Per questo la prima cosa da fare è procedere con la sua rimozione attraverso una procedura ben precisa. E’ opportuno afferrare la zecca con una pinzetta dalle punte sottili. Il movimento volto ad estrarre il parassita non dovrà essere deciso, bensì continuo e rotatorio. In alcuni casi, potrebbe rimanere comunque qualche traccia della zecca che andrebbe rimossa, in tempi brevi, mediante un ago sterile. Una volta eliminata, è opportuno disinfettare l’area interessata dal morso e tenerla sotto costante osservazione per un mese. La puntura di zecca può trasmettere all’uomo malattie molto pericolose. Un esempio ne sono la malattia di Lyme (diffusa in Friuli Venezia Giulia, Liguria, Veneto, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige) e la meningoencefalite da zecche (diffusa in Veneto e, in generale, nell’Europa settentrionale e centro orientale).

 

ZANZARA TIGRE

Nel nostro Paese Aedes albopictus (zanzara tigre, caratterizzata dal corpo nero a bande trasversali bianche sulle zampe e sull’addome), attiva al mattino presto e al tramonto da marzo fino all’inizio di dicembre, è vettore di malattie come la febbre di Chikungunya e la Dengue, che possono manifestarsi con sintomi simil-influenzali o con manifestazioni neurologiche. La terapia è esclusivamente sintomatica.

PULCI

Le punture delle pulci degli animali domestici (es. gatti e cani) nell’uomo provocano delle piccole lesioni di tipo eritemato-pomfoide che circondano il punto in cui la pulce ha morso l’ospite. Sembrano prediligere gli arti inferiori. Eventualmente, per ottenere sollievo, è possibile fare impacchi di ghiaccio sulle lesioni. Tuttavia, se i pomfi o le vescicole derivanti dalle punture delle pulci sono particolarmente fastidiose, possono essere utilizzati cortisonici per uso topico. In caso di reazioni allergiche sistemiche, si possono antistaminici per uso topico o sistemico. Fondamentale è la prevenzione con trattamenti antiparassitari negli animali domestici e, in caso di infestazioni da pulci in casa, è opportuna una adeguata disinfestazione effettuata da aziende specializzate.

CIMICI DA LETTO

Comuni negli alberghi, si annidano in punti nascosti tra materassi e cuscini, ma talvolta anche in divani e poltrone. Causano punture molto fastidiose, anche se in pochi giorni spariscono. Chi soffre di allergia alla saliva delle cimici, può sviluppare bolle e lesioni difficili da guarire. Per eliminarle definitivamente, si raccomanda di fare una lavatrice di vestiti e indumenti vari a 90°.

 

IMENOTTERI

Nel caso di punture di api, vespe e calabroni, se ancora presente il pungiglione, è necessario provvedere alla sua rimozione entro 20 secondi controllando che non rimangano residuiImpacchi di ghiaccio, da applicare per almeno 20 minuti, saranno utili per lenire il dolore e diminuire l’infiammazione. Lavare poi con acqua fredda. È utile anche identificare, se possibile, l’insetto responsabile. Nel caso in cui tali precauzioni non siano sufficienti, sarà necessaria la somministrazione di cortisonici per uso topico ed eventualmente antistaminici per via orale.  Va valutata la possibilità di reazioni allergicheSe il paziente presenta orticaria ed edema, potrà essere trattato solo con un ciclo orale di antistaminici e steroidi e dovrà essere tenuto sotto osservazione per almeno 4 ore.Se la situazione si presenta in modo più severo, ovvero con crisi respiratorie o dolori addominali, il farmaco di prima scelta è rappresentato dall’adrenalina.

VIPERA

Le vipere italiane hanno un morso che risulta fatale soltanto nello 0,1% dei casi e quasi sempre la mortalità dipende da complicazioni collaterali come reazioni allergiche, infarti o ictus e non dall’effetto diretto del veleno. Le vipere del Trentino e quelle dell’Appennino tosco-emiliano generalmente hanno un veleno più concentrato. La persona morsa deve evitare qualsiasi movimento perché questo velocizzerebbe la distribuzione del veleno nell’organismo. Per questo, la posizione ideale è quella supina. La porzione di cute interessata deve essere lavata con acqua e sapone, poi disinfettata con soluzioni prive di alcol dal momento che questo aumenta la tossicità del veleno. Se il morso è localizzato nell’arto superiore, è consigliabile sfilare anelli e bracciali o orologi prima della comparsa del gonfiore. Deve essere poi applicato un laccio a circa 5-6 cm a monte della ferita per fermare la circolazione linfatica che veicola il veleno. Attenzione però a non stringere eccessivamente il laccio (deve poterci passare un dito) perché si corre il rischio di bloccare la circolazione sanguigna. Sulla zona del morso può essere applicato del ghiaccioSi possono somministrare bevande eccitanti come the o caffè perché aiutano ad evitare un pericoloso calo pressorio. Indispensabile è il trasporto dell’infortunato al Pronto Soccorso (muovendolo il meno possibile!).

MEDUSA

Le punture di medusa provocano bruciore e prurito intenso, mentre sulla pelle rimane una zona eritematosa ed edematosa con possibile formazione di una bolla. Dopo una puntura di medusa, è necessario disinfettare con acqua di mare e poi con bicarbonato medicando, poi, la parte con un gel a base di cloruro d’ alluminio. La stessa cura può risultare efficace anche in caso di contatto con le attinie o anemoni di mare. Non usare ammoniaca, limone, aceto, o alcolNon strofinare o grattare perché si corre il rischio di mandare in circolo le tossine rilasciate. Non utilizzare pinzette per rimuovere eventuali frammenti di tentacoli perché la lacerazione di tessuti provocherebbe la fuoriuscita di tossine. Non disinfettare con acqua dolce, troppo fredda o ghiaccio.

TRACINA (O PESCE RAGNO)

Tipiche dei fondali sabbiosi da 2 a 50 metri di profondità, può capitare che, passeggiando o giocando sul bagnasciuga, si poggi inavvertitamente una mano o un piede sui suoi aculei. Questi penetrano nella pelle e rilasciano una tossina che provoca un dolore immediato molto intenso, il punto di inoculazione del veleno si arrossa e si gonfia. Talvolta possono comparire formicolii, perdita di sensibilità nella parte interessata dalla puntura, nausea, vomito e febbre. Per alleviare il dolore bisogna sciacquare la parte colpita con acqua dolce. Procedere, eventualmente, con la rimozione degli aculei conficcati nella pelle. Poi, considerando che il calore distrugge il veleno e ne blocca la diffusione, è utile mettere il piede sotto la sabbia molto calda (o anche acqua calda): questo dona un’immediata sensazione di sollievo. Evitare assolutamente di applicare ghiaccio o ammoniaca.

Il veleno della tracina non è considerato “pericoloso” per l’uomo, anche se il dolore intenso può sfociare in nausea, vomito e qualche linea di febbre, soprattutto nei più piccoli.

 

Gravidanza, come viverla bene in estate

Mani e piedi spesso gonfi; sudorazione eccessiva, sensazione di disagio, oltre a stress e stanchezza costante: vivere una gravidanza nei mesi estivi non è sicuramente facile.

 

A tutela della salute delle future mamme e di quella del loro bambino, l’Istituto Valenciano di Infertilità (IVI) fornisce utili consigli per vivere al meglio il grande caldo dell’estate e alleviare gli effetti delle temperature elevate.

“Durante il giorno è fondamentale idratare il corpo – afferma la Dottoressa Daniela Galliano, Direttrice del Centro IVI di Roma – bevendo tra i due e i tre litri d’acqua: la disidratazione può infatti aumentare il rischio di infezioni delle vie urinarie. Bisogna, quindi, bere regolarmente, preferendo liquidi a basso contenuto di zuccheri, mentre deve essere limitato il consumo di tè, caffè, bevande gassate, molto fredde e alcoliche”.

In gravidanza, l’aumento di peso e i cambiamenti ormonali possono provocare cali di pressione e la sensazione di avere le gambe pesanti. Ilcaldo, che determina la dilatazione dei vasi sanguigni, rende infatti più difficile il flusso di sangue nelle vene.

 

“Per migliorare questa condizione – prosegue la Dottoressa Galliano – consiglio alle future madri di tenere le gambe sollevate mentre si dorme, camminare molto e di scegliere scarpe basse. Può essere molto utile fare un bagno in acqua tiepida alla fine della giornataTra gli sport, il nuotoè quello più raccomandato, poiché l’acqua alleggerisce la pressione sul nervo sciatico esercitata dal peso del pancione. Vanno benissimo anche la cyclette, da praticare durante le ore meno calde della giornata, ma anche le lunghe passeggiate sul bagnasciuga, che stimolano il ritorno venoso. Le donne incinte devono inoltre proteggere la propria pelle con una crema solare ad elevato fattore protettivo e coprire la testa con un cappello”.

“Durante lo stato interessante – prosegue la Dottoressa Galliano – evitate pasti abbondanti, preferendo una dieta equilibrata, ricca di acqua, fibre, vitamine e sali minerali: nel menu devono essere presenti insalate, verdura e frutta – soprattutto anguria e melone – oltre a pesce e latte. Accanto a questi alimenti le donne in gravidanza non devono dimenticare di fare un’abbondante colazione, ricca di zuccheri e proteine”.

Altri due aspetti da non trascurare durante la gravidanza nel periodo estivo sono la stanchezza e il tipo di abbigliamento.

“Suggerisco un piccolo riposo almeno una o due volte al giorno, abbinato alla lettura e all’ascolto della musica – conclude l’esperta – mentre dal guardaroba devono essere eliminati gli abiti troppo stretti i e i materiali sintetici che fanno sudare: è certamente più opportuno dare spazio a tessuti naturali e traspiranti come lino o cotone”.

Anziani in estate: disidratazione, fratture, solitudine

L’estate per molti significa stacco, occasione di vacanze e di riposo alla ricerca di benessere. Per gli anziani, invece, è periodo di cambiamenti dovuti alle partenze e al rischio di sentirsi soli e isolati o abbandonati. Traumi, disidratazione e scarsa aderenza alle terapie farmacologiche sono i pericoli più comuni. Basterebbe guardare i dati dei mesi più caldi del 2015 quando, a causa delle temperature estreme, si è registrato un eccesso di mortalità di anziani, provocando una leggera, ma comunque importante, flessione sull’aspettativa di vita dell’ intero 2015. Dati che, fortunatamente, sono leggermente rientrati nel corso degli anni a seguire. Ma cosa ci aspetterà nel 2019 non ci è ancora dato di saperlo. Tuttavia ci sono dei rischi che non occorre sottovalutare.

I DATI ISTAT – Italia in “recessione demografica”- Il nostro è un paese di vecchi, secondo al mondo per longevità soltanto al Giappone. Si contano, infatti, oltre 15mila persone sopra i 100 anni. All’inizio del 2019 gli italiani con più di 85 anni, invece, sono 2,2 milioni, il 3,6% del totale della popolazione residente (15,6% della popolazione di 65 anni e oltre). Siamo sempre di meno e sempre più vecchi. Calano le nascite, anche perché, complice l’assenza di un lavoro stabile, sono pochi i giovani che lasciano la famiglia di origine e decidono di sposarsi facendo figli. Aumentano i decessi ma non il numero delle vedove, superato dalle anziane coniugate grazie all’aumento di sopravvivenza degli uomini. Dal 2015 i residenti nel nostro Paese sono in diminuzione: 60,4 milioni al primo gennaio di quest’anno, oltre 400mila in meno rispetto al primo gennaio di quattro anni fa. Un “declino demografico” che si spiega con un’ evidente riduzione delle nascite (439mila bambini iscritti all’anagrafe lo scorso anno, ben 140mila in meno rispetto al 2008) a fronte di un aumento dei decessi (633mila nel 2018, circa 50mila in più di 11 anni fa).

I RISCHI DELL’ESTATE – Per i soggetti malati anziani sono due i principali ordini di rischi durante i mesi estivi. Il primo è legato al clima, alle temperature estreme. Il caldo e l’afa, infatti, possono essere pericolosi, anche mortali, per la salute degli anziani. Non è un caso che durante l’estate possa osservarsi un aumento della mortalità rispetto alle stagioni più miti, soprattutto tra i soggetti più fragili. Il secondo possibile rischio, invece, è strettamente legato alla possibile alterazione, durante i periodi di ferie, della qualità e dell’ intensità dell’ assistenza, di solito garantita da familiari, badanti e organizzazioni di assistenza domiciliare. Una diminuita sorveglianza e assistenza si traducono, per esempio, in un maggior rischio di cadute, ma anche in un diminuito controllo della corretta assunzione di farmaci, alimenti e liquidi, oppure infine in una ritardata identificazione di peggioramenti acuti di malattie.

“Mentre nei mesi invernali – sottolinea Filippo Fimognari, Presidente SIGOT, Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio e Direttore della Geriatria dell’ Azienda Ospedaliera di Cosenza – notiamo che tra gli anziani prevalgono gli accessi in Ospedale per patologie infettive respiratorie acute (in parte legate all’ epidemia influenzale stagionale), che poi possono a loro volta determinare scompensi “a cascata” di altri organi, nei mesi estivi vi è un aumento di ricoveri dovuti a disidratazione: la perdita di liquidi e di acqua può avere gravi ripercussioni sullo stato di salute degli anziani fragili.

CADUTE E FRATTURE DEL FEMORE – Le cadute, come già accennato, rappresentano una vera e propria sindrome geriatrica, perché l’ “evento caduta” è sempre l’ effetto finale di una serie di modificazioni organiche che precedono di molto la caduta in sé. Occorre sempre la massima attenzione, quindi, nell’ identificazione precoce di questi segni di decadimento delle capacità funzionali.

“Le conseguenze più ricorrenti – spiega Amedeo Zurlo, Direttore della Geriatria dell’Ospedale Universitario di Ferrara – sono le fratture ossee, che costituiscono un problema spesso trascurato, sia in ambito clinico che in termini di percezione da parte dell’ opinione pubblica. Le più comuni, nonché in aumento a causa di polimorbidità e fragilità, sono quelle di femore: in Italia se ne contano più di 120mila l’anno, l’80% di queste a carico di ultra75enni. A distanza di 1 anno dalla frattura questi incidenti possono determinare la morte nel 20-30% dei casi, e una grave disabilità nel 40%. A tal proposito noi Geriatri proponiamo l’ Ortogeriatria, una metodologia che è in grado di prendere in carico il paziente dal suo ingresso in Ospedale sino al recupero funzionale, attraverso un’attività di integrazione multidisciplinare del Geriatra con l’Ortopedico e con le altre figure specialistiche interessate, come Anestesista, Fisiatra, Fisioterapista e Infermiere”.

IL RUOLO DELL’OSPEDALE – L’Ospedale si conferma luogo di soccorso per tutti gli anziani, soprattutto d’estate. “I pazienti anziani – aggiunge Fimognari – hanno spesso quadri clinici acuti, gravi e complessi che possono essere curati al meglio solo in Ospedali moderni e ben attrezzati. Inoltre, gli anziani spesso cercano nel nostro personale e nelle nostre strutture conforto e sicurezza. Questo vale in tutti periodi dell’anno, ma è evidente che in una fase dell’anno in cui tutto chiude, o comunque va a rilento, l’Ospedale, sempre aperto, diviene il punto di riferimento più immediato per la salute di tutti. Superato l’ evento acuto, d’ estate diventa ancora più difficile per l’ Ospedale dimettere anziani stabilizzati ma ancora bisognosi di cure a lungo termine. Questo a causa dell’ insufficiente sviluppo, soprattutto nelle Regioni del Sud, dell’ assistenza “territoriale”, che d’ estate mostra ancora di più i suoi limiti ricettivi”.

LA SOLITUDINE DEI SOGGETTI FRAGILI – Un altro fenomeno che deve essere ricordato è quello della solitudine, che può interessare tutti gli anziani, indipendentemente dal loro stato di salute. Durante l’ estate, inoltre, l’ assistenza agli anziani non autosufficienti può essere compromessa da periodi di discontinuità o dalla rotazione di personale imposta dalle ferie. Da un lato, questo può peggiorare lo stato di salute e le condizioni psicologiche degli anziani malati e disabili. Dall’ altro, possono osservarsi più frequentemente i cosiddetti “ricoveri ospedalieri sociali” o di “sollievo”: in alcuni casi, infatti, la famiglia ritiene di non poter più sostenere l’ enorme carico assistenziale imposto dall’ anziano disabile, e chiede – anche senza una vera ragione medica – l’intervento del Sistema Sanitario Nazionale e, quindi, del Pronto Soccorso.

Elettrodomestici in estate: come evitare malfunzionamenti e partire tranquilli

Durante l’estate, soprattutto durante i mesi più caldi, alcuni elettrodomestici tendono a guastarsi facilmente. La causa principale in genere sono le temperature elevate, temute in particolare da 4 elettrodomestici: il condizionatore, la lavatrice, la lavastoviglie e il frigorifero/congelatore. SOS Ricambi, la piattaforma del fai da te e della riparazione di piccoli e grandi elettrodomestici, consiglia alcuni semplici gesti per evitare fastidiosi inconvenienti tecnici. Soluzioni di facile applicazione che permettono di mantenere i dispositivi in buone condizioni e di andare in vacanza serenamente (o, almeno, di non avere brutte sorprese al rientro!).

Il climatizzatore

Accendendo il condizionatore si verifica una perdita? Niente panico. Solitamente il danno è provocato da un amalgama di polvere che si è solidificato. Dopo un arresto prolungato dell’aria condizionata, può infatti staccarsi in modo improvviso e quindi ostruire il condotto di evacuazione dell’acqua di condensa.

Il consiglio di SOS Ricambi: è buona regola controllare la presa di scarico dell’acqua e pulire la grondaia e il foro di evacuazione prima e dopo l’avvio del condizionatore. Assicuratevi anche di pulire correttamente i filtri interni ed esterni in modo tempestivo, per evitare che l’unità si fermi. Con un condizionatore dotato di unità esterna è ugualmente importante pulire il condensatore da tutta la polvere e lo sporco accumulato durante l’inverno.

Infine, è meglio evitare di avviare immediatamente il condizionatore d’aria dopo diverse settimane di inattività. È preferibile metterlo in modalità “fresco”, in modo che il dispositivo non lavori troppo: paradossalmente, i condizionatori d’aria non amano le alte temperature!

Lavatrice e lavastoviglie

Dopo un arresto prolungato della lavatrice e/o della lavastoviglie, i componenti elettronici si raffreddano e “contraggono” fino a riacquisire il loro aspetto originario. L’avvio immediato di questi elettrodomestici dopo diverse settimane di inattività, rappresenta per loro una sorta di “shock” perché dopo un periodo di funzionamento frequente e uno successivo di stasi, vengono improvvisamente riconnessi alla corrente, riattivati, quindi riscaldati e azionati.

Nel caso in cui si riscontri un malfunzionamento dei dispositivi, sarà necessario prendere in considerazione la sostituzione della scheda elettronica.

Ecco un altro problema che si verifica spesso per la lavatrice: l’apparecchio non si riempie d’acqua o non si avvia. Questo guasto di solito deriva dall’accumulo di sedimenti (terra e sassolini) nel condotto idraulico. Quando l’apparecchio viene rimesso in funzione, i sedimenti creano un tappo sul filtro posto sul tubo di ingresso dell’acqua o direttamente sulla valvola della lavatrice, impedendone il riempimento.

Il consiglio di SOS Ricambi: smontare il tubo di ingresso dell’acqua e controllare il filtro sul tubo come sulla valvola di ingresso dell’acqua. Per evitare inconvenienti al rientro dalle vacanze, non mettere in funzione immediatamente gli elettrodomestici. Azionare per primi gli sciacquoni dei WC e di aprire l’acqua corrente dei rubinetti. Questi semplici gesti aiutano ad evitare l’intasamento o il danneggiamento delle valvole degli elettrodomestici, che possono essere causa addirittura di allagamenti.

Per quanto riguarda la lavastoviglie invece, uno dei guasti più frequenti che si verificano dopo diverse settimane di inattività è dovuto al blocco della pompa di lavaggio. Dopo un arresto prolungato infatti, le componenti interne del dispositivo si asciugano e il calcare forma delle incrostazioni, bloccando così la turbina ed impedendo la rotazione del motore di lavaggio.

Il consiglio di SOS Ricambi: al rientro dalle vacanze, eseguire una normale decalcificazione e/o pulizia del dispositivo. Inoltre, durante l’assenza, si può chiedere al vicino di avviare una tantum un ciclo di prelavaggio da 5 minuti così da impedire il deposito del calcare.

Qualche consiglio finale per partire in tutta tranquillità: chiudere tutti i rubinetti dell’acqua connessi agli elettrodomestici, scollegare dalla corrente elettrica tutti i dispositivi per evitare sovraccarichi di tensione, lasciare le porte della lavatrice e della lavastoviglie semiaperte così da impedire la formazione di muffa.

Frigorifero e congelatore

In caso di assenza prolungata, lasciare il frigorifero o il congelatore collegati alla corrente potrebbe essere fatale per questi dispositivi! Detto questo, se l’unità rimane scollegata per un paio di settimane, il fenomeno di contrazione dei tubi può comportare una perdita del liquido refrigerante (la famosa “perdita di gas”) che è, nella maggior parte dei casi, irreparabile.

Il consiglio di SOS Ricambi: si consiglia di lasciare il frigorifero in funzione impostando la posizione minima e avendo cura di lasciare diversi litri di acqua all’interno per permettere di mantenere un freddo costante, evitando che l’apparecchio lavori troppo. Se invece il frigorifero è di ultima generazione, lasciarlo scollegato, con la porta aperta.