Citometria a flusso. Biopsia liquida e medicina di precisione, le nuove frontiere

Uno dei settori più affascinanti della citometria a flusso è quello che riguarda la diagnostica oncologica. Da un prelievo di sangue, infatti, si possono rilevare patologie importanti che liberano nel sangue venoso periferico cellule tumorali intere o di frammenti di DNA tumorale.

“Questo approccio dinamico – precisano Francesco Buccisano e Bruno Brando, rispettivamente presidente ISCCA e Vicepriesidente ISCCA nonchè direttore del laboratorio Unità Operativa Centro Immuno Trasfusionale di Legnano – si basa su un concetto che viene generalmente definito “biopsia liquida”, ovvero il monitoraggio molecolare, cellulare o subcellulare del sangue del paziente da cui isolare le diverse componenti del tumore. Informazioni, quest’ultime, che una volta comprese nella loro complessità rappresentano un potenziale di straordinaria importanza per il futuro della medicina molecolare e di precisione, in quanto permettono di rimodulare le terapie in funzione di questi segnali circolanti che fotografano l’evoluzione cronica o recidivante della malattia”.

“La citometria a flusso, quindi, – concludono Buccisano e Brando — si rivela uno strumento di elevata efficacia proprio grazie alla possibilità di quantificare e analizzare contemporaneamente decine di parametri biologici e funzionali in ogni singola cellula. Insomma, le nuove conoscenze sul comportamento biologico della cellula tumorale, nei prossimi anni potrebbe avere un impatto molto significativo negli attuali criteri di stratificazione del rischio e di conseguente definizione di una terapia. Una strada che non va certo abbandonata”.

Di questo si parlerà al III Convegno Nazionale organizzato dalla Società Italiana per l’Analisi Citometrica Cellulare (ISCCA) nella splendida cornice romana del centralissimo quartiere Prati, a pochi passi dalla Città del Vaticano.

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Cancro: la biopsia liquida fornisce un quadro preciso

La biopsia liquida fatta su un campione di sangue è un’alternativa alla biopsia del tessuto e fornisce un quadro preciso del paesaggio genomico del tumore, aiutando a scegliere la terapia adeguata per ogni paziente.

Uno studio fatto su larga scala con i campioni di sangue di più di 15.000 pazienti e 50 tipi è stato presentato alla riunione annua dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO, l’acronimo in inglese), in corso  a Chicago fino al 7 giugno, che riunisce più di 35.000 specialisti sul cancro.

Il fatto che le mutazioni genomiche non solo varino da paziente a paziente, ma cambino anche nel tempo, è stata pure una costante nel trattamento del cancro.

Il presentatore dello studio, Philip Mack, della University of California, ha spiegato che la biopsia liquida “offre un’opportunità senza precedenti per monitorare i cambiamenti del cancro e su come la malattia evolve nel tempo”, influendo sulla sua gestione.

Attualmente, i medici si basano in gran parte sulle biopsie del tessuto per valutare se i tumori hanno determinate mutazioni genetiche, che possono servire come obiettivo terapeutico, una procedura chirurgica che non tutti i pazienti sono in grado di affrontare.

La biopsia liquida fatta sui campioni di sangue del paziente rileva i piccoli pezzi di DNA dalle cellule tumorali circolanti nel sangue.

Lo studio ha dimostrato l’accuratezza della biopsia liquida anche a bassi livelli di circolazione di materiale genetico.

Questo studio ha incluso 15.191 pazienti con cancro polmonare avanzato (37%), al seno (14%), del colon-retto (10%) e di altro tipo (39%). Ogni paziente ha fornito uno o più campioni di sangue da analizzare.

Sulla base i cambiamenti genetici dell’analisi del sangue, le prove hanno rivelato un’opzione possibile di trattamento per quasi due terzi dei pazienti analizzati (63,6%).

La biopsia liquida è stata particolarmente utile per i pazienti con il cancro polmonare. In 362 casi, il tessuto era insufficiente per il test o aveva parzialmente testato (al 63%) il male, mentre la biopsia liquida ha identificato delle mutazioni genetiche chiave.

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Cancro, per la diagnosi basta solo un po’ di saliva

Diagnosticare il cancro in futuro sarà semplice ed economico. Basterà un po’ di saliva per farlo.

Un team di scienziati ha sviluppato un test che è in grado di rilevare il cancro in dieci minuti, solo con una piccola analisi della saliva.

L’invenzione, fatta da un gruppo di ricercatori dell’Università della California (USA), rivoluziona il modo in cui vengono rilevati i tumori e, in futuro, potrebbe rilevare più tipi di cancro nello stesso tempo.

Finora, i medici hanno utilizzato gli esami del sangue e le biopsie per scovare il cancro in una persona. Ora basterà un po’ di saliva per ottenere i primi risultati.

David Wong, uno degli autori dello studio, ha detto che è possibile rilevare il DNA del tumore quando è in circolazione nei fluidi corporei.

Una goccia di saliva contiene i dati sufficienti per fornire una diagnosi definitiva di cancro, ha detto il dottor Wong.

Il test innovativo, che utilizza il metodo della cosiddetta biopsia liquida, è accurato, quasi al 100 per cento, non è invasivo ed è così semplice che potrebbe essere fatto direttamente a casa o nello studio di un medico, mentre il paziente è in attesa.

Inoltre il test è a buon mercato, con un prezzo che sarà di circa 20 dollari.

Il sistema, tuttavia, deve ancora essere sottoposto a studi clinici e all’approvazione della Food and Drug Administration degli Stati Uniti.

L’invenzione mira a rivoluzionare il modo in cui vengono rilevate le malattie e cerca di rendere più facile fare una diagnosi precoce per poter iniziare presto trattamenti efficaci.

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