Partenza per le vacanze: 5 consigli per gestire al meglio l’aria condizionata in auto

automobile.it, il sito di annunci di auto usate, nuove, Km 0 e a noleggio di proprietà del gruppo eBay, presenta 5 consigli per gestire al meglio l’ara condizionata in auto.

Da sempre infatti ad agosto le strade e autostrade italiane assistono al fenomeno delle code infinite, specialmente nei periodi caldi di partenza e rientro dalla famigerata settimana del 15 agosto.

A volte a nulla valgono le partenze intelligenti e quelle durante la così detta controra. Spesso il traffico è semplicemente inevitabile e con il caldo che solitamente caratterizza agosto è bene gestire al meglio l’aria condizionata, sia in queste situazioni di “emergenza” sia per tragitti più confortevoli durante gli spostamenti estivi in generale.

Per assicurarsi sempre la temperatura perfetta e per non incorrere in fastidi dovuti a un utilizzo esagerato del condizionatore basta seguire questi 5 consigli:

  1. Pit stop dell’impianto di condizionamento, oltre le ruote c’è di più

Alcuni consigli sembrano banali ma poi sono proprio i più scontati che finiscono per non essere seguiti. E’ proprio tra questi che rientra il suggerimento di rivolgersi agli esperti per i controlli di routine prima di mettersi in viaggio. In particolare infatti, almeno ogni due anni o ogni 60mila chilometri sarebbe bene chiedere espressamente di eseguire il controllo sull’impianto di aria condizionata e assicurarsi che il gas sia carico, altrimenti correre ai ripari per ricaricarlo. Se l’impianto è scarico infatti tenderà a usare molta più potenza del dovuto per tentare di raffrescare l’abitacolo, con spreco inutile d’energia e aumento di consumi.

  1. Sotto il sole di Riccione apro i finestrini e non ci penso più

Pur non parcheggiando sotto il sole, in estate, le auto ferme possono raggiungere temperature bollenti di cui ci rendiamo conto per esempio toccando il volante o sedendo su sedili in pelle. Inutile dunque, appena entrati in auto, accendere il condizionatore al massimo. Per agevolare un clima vivibile nell’abitacolo la cosa da fare è aprire i finestrini. In questo modo si lascia uscire l’aria calda concentrata nel veicolo e diventa più veloce il successivo raffreddamento.

  1. Evitare l’effetto “winter is coming”

Un’abitudine poco salutare è quella di alleviare la sensazione di caldo puntandosi addosso le bocchette dell’aria condizionata. In realtà, facendo così, si ha una sensazione di sollievo che è solo momentanea mentre si rischia di diventare blu come gli estranei di Trono di Spade. Questo momentaneo benessere inoltre potrebbe essere ripagato da contratture muscolari e nervose o malessere alle vie respiratorie. La scelta migliore è direzionare il getto d’aria verso l’alto per favorire la naturale circolazione dell’aria rinfrescando l’ambiente del veicolo.

  1. Rinfrescarsi VS congelarsi

Secondo uno studio dell’Harvard School of Public Health il cervello funziona meglio con l’aria condizionata e la temperatura ideale è di 22 gradi.  Questa ricerca dovrebbe bastare per insegnare che va bene proteggersi dal caldo ma è poco sensato ricreare un igloo nell’abitacolo. In realtà come bilanciamento ideale la differenza tra la temperatura interna del veicolo e quella esterna non dovrebbe superare 5-6 gradi.  Questo permetterebbe, da una parte di risparmiare sul consumo di benzina, strizzando anche l’occhio all’ambiente, dall’altra di evitare fastidiosi problemi fisici dovuti allo sbalzo di temperatura.

  1. Rush finale

Negli ultimi minuti di viaggio, quando ormai si può dire: “sono arrivato a destinazione!” è importante spegnere l’aria condizionata tenendo accesa la ventola. In questo modo si disattiva la climatizzazione lasciando comunque continuare a uscire l’aria fredda che solitamente continua a essere erogata per altri minuti. Allo stesso modo al clima glaciale si sostituirà gradualmente una naturale sensazione di fresco data dalla ventilazione che annullerà il disagio dovuto al caldo e al contempo lo sbalzo di temperatura tra ambiente interno ed esterno. Inoltre, una cosa che non guasta mai, in questo modo si garantisce anche una riduzione sui consumi.

Nell’identificare i suggerimenti su come gestire al meglio l’aria condizionata in auto, automobile.it ha sviluppato un contenuto che, per i più appassionati, spiega nel dettaglio il funzionamento dell’aria condizionata dell’auto: clicca qui per approfondire.

 

Che la coscienza green si stia diffondendo a macchia d’olio soprattutto tra i giovani è
Tornare dalle vacanze è sempre traumatico e si cerca in tutti i modi di prolungare
Finalmente sono arrivate le agognate vacanze: è arrivata la vera fine dell’anno, perlomeno quello lavorativo, e ci

L’influenza può colpire anche d’estate

E’ raro, ma può accadere di avere la tosse e il naso che cola, anche se fuori ci sono 30 gradi e il sole splende.

Pure nella stagione calda, la gente prende il raffreddore o i virus intestinali. Fortunatamente, le infezioni influenzali, che si diffondono in estate, sono meno frequenti che in inverno.

Si è affaticati dal caldo e ci si espone a sbalzi di temperatura frequenti, i virus para-influenzali, come adenovirus, rinovirus e coronavirus, colpiscono con maggiore facilità.

Inoltre, in estate, ci si sposta con più frequenza. Il rischio di prendere un raffreddore, ad esempio, è relativamente alto nell’aeroplano. Qui ci sono molte persone in un piccolo spazio insieme. L’aria è secca.

Tra i sintomi più comuni dell’influenza estiva ci sono dolori articolari, senso di debolezza e malessere, mal di testa, raffreddore e mal di gola, disturbi gastrointestinali, febbre.

La sindrome infatti può anche presentarsi sotto forma di virus intestinale, negli adulti come nei bambini.

L’influenza estiva ha una durata simile a quella invernale. Di solito finisce dopo una settimana.

Il più grande pericolo di infettare altre persone è poco prima della comparsa dell’infezione e nei primi giorni dopo la scomparsa dei sintomi.

Cosa fare dunque per evitare di ammalarsi d’estate? Le raccomandazioni sono le solite: uno stile di vita sano, evitando il fumo o il consumo elevato di alcol, dormendo sufficientemente e fronteggiando lo stress. Come in inverno, è consigliabile lavarsi le mani regolarmente e accuratamente. Anche fare esercizio fisico all’aria aperta, nelle ore e nelle modalità giuste, rafforza il sistema immunitario e quindi previene le infezioni.

Fare un uso moderato dell’aria condizionata e stare attenti prima di passare da un ambiente caldo a uno freddo o viceversa, dando al corpo la possibilità di adeguarsi gradualmente al cambio di temperatura, è anche una buona pratica.

Chiunque sia stato infettato nonostante tutte le precauzioni, dovrebbe prima di tutto stare in casa, in ambienti adeguatamente umidificati e bere molto.

Diversi rimedi casalinghi e vari medicinali da banco possono aiutare a ridurre i sintomi del malessere anche se non accorciano la durata dell’influenza estiva.

Per molti il Natale non è solo sinonimo di magia ma anche di stress e
Il Natale: un’occasione da non perdere! La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, in occasione delle
L'esposizione a lungo termine alle avversità può alterare il sistema della dopamina nel cervello , secondo un nuovo
Troppo stress fa male. Un nuovo studio ha scoperto che quando lo stress interrompe il ritmo

Le donne hanno freddo. L’aria condizionata è regolata su uno standard maschile

Il superamento del sessismo passa anche da una migliore regolazione dell’aria condizionata nei posti di lavoro, negli edifici, nei supermercati.

E’ quanto ha trovato un nuovo studio olandese pubblicato su ‘Nature Climate Change’, il quale sostiene che lo standard oggi ampiamente utilizzato per il calcolo delle temperature di un edificio si basa su presupposti obsoleti dei tassi metabolici umani.

Migliorare i calcoli con cui vengono impostati i termostati non solo renderebbe il mondo un po’ meno ingiusto, ma potrebbe anche portare a una più alta efficienza energetica, scrivono gli autori dello studio.

Lo standard di oggi è tarato su un uomo di mezza età, di peso medio. Le temperature degli ambienti vengono regolate riferendosi all’unità standard del tasso metabolico di un uomo di 40 anni, di 70 kg di peso.

Il modello non tiene conto della differenza di genere, del fatto che le persone percepiscono la temperatura in modo diversa se sono di genere maschile o femminile, se sono grasse o magre, giovani o anziane.

Per gli autori dello studio, Kingma e van Marken Lichtenbelt, la misura attualmente in uso potrebbe sovrastimare il tasso metabolico delle giovani donne adulte in una percentuale che va dal 20 a 32 per cento.

Ricalibrare lo standard, prendendo in considerazione delle temperature leggermente più alte, così come sarebbero richieste dalle donne, per gli autori dello studio, significherebbe che gli edifici potrebbero risparmiare sui costi di raffreddamento. Questo non è senza significato in un contesto in cui i costi continueranno ad aumentare mentre la terra si riscalda.

In occasione del 19 Novembre, “Giornata Mondiale della Toilette”, Essity pubblica i dati della ricerca
L'inquinamento dell'aria negli ambienti in cui si studia o lavora può provocare effetti sia a
Gli scienziati del MIT, negli Stati Uniti, hanno costruito un braccialetto "intelligente", che ha la