Turismo. torni ad essere prima industria per il Paese

da AIG – Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù
Serve dare slancio ad un settore chiave, quale quello del Turismo. Il settore è fermo da troppo tempo, per questo confidiamo nelle iniziative intraprese dal Ministro Centinaio, coscienti che si possa finalmente rilanciare l’immagine e la promozione del Belpaese con iniziative, provvedimenti e sostegni chiari, concreti, rapidi ed efficaci, a partire dalla più precisa classificazione e rispondenza delle strutture ricettive, atta a superare l’enorme e intollerabile confusione vigente
Assieme a questo il miglioramento dei servizi, l’’approfondimento e il monitoraggio della domanda e dell’’offerta in modo da poter indirizzare le risorse nelle migliori direzioni possibili; la concertazione tra locale e nazionale, e quella tra organismi nazionali stessi in vari modi competenti, costituiscono le altre priorità. Una nuova “visione” sull’argomento è indispensabile per generare più incisive politiche di sviluppo che non potranno, comunque, prescindere da un’intelligente promozione territoriale e di sistema; da una migliore distribuzione e impiego delle risorse; da un adeguato sostegno alla innovazione; da una più efficace valorizzazione delle eccellenze italiane in equilibrio tra le ragioni della sostenibilità e dell’accessibilità. Tutti temi che, ritengo, il Ministro Gian Marco Centinaio, con cui ci siamo confrontati di recente per mettere meglio a fuoco ruolo, missione prospettive future di AIG, ha ben in evidenza sulla propria scrivania e cui non mancherà di portare serio apporto.
Serve un lavoro di squadra affinché il Turismo possa crescere e decollare. Risorse umane, scuole di formazione, stimolo all’’industria culturale, comunicazione. Ma soprattutto, spinta al turismo scolastico, sociale, sportivo e giovanile, lasciato a sé stesso per troppo tempo. Ecco i capisaldi dell’’attesa, e non più rinviabile, ‘rivoluzione’ del settore, che non può prescindere da un coordinamento politico e istituzionale”.
Così Filippo Capellupo, Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù, l’Ente morale e assistenziale che dal 1945 gestisce gli alberghi e gli ostelli per la gioventù e anche attraverso essi promuove il turismo scolastico, giovanile, familiare e sociale in Italia.

 

Non è solo il sogno di tutti i bambini, ma anche di tanti adulti: la
«Il mismatch fra domanda e offerta di lavoro in Italia è indubbiamente forte, e nel
Il Consorzio AlmaLaurea ha presentato a Matera nel corso del convegno organizzato in collaborazione con
E’ in programma venerdì 31 maggio, alle ore 11, in via Santa Croce a Trento,

Macron alla Sorbona: il rilancio del progetto europeo

Il discorso alla Sorbona di Emmanuel Macron irrompe sulla scena europea con una forza inaspettata. Sono potenti le sue parole (Il solo modo per garantire il nostro avvenire è la rifondazione di un’Europa sovrana, unita, democratica), soprattutto espresse da un presidente francese – che ben conosce il valore del termine “sovranità” –, ma ancor di più è potente la sua volontà di ribaltare il quadro politico e psicologico nel quale affrontare il rilancio dell’Europa, proponendo un cammino di riforma dell’Unione europea completamente al di fuori degli schemi attuali, indicando un’agenda ed un metodo che avrà al centro “il gruppo dei paesi che si impegnano per la rifondazione europea”.

Colpisce il coraggio di Macron, che sceglie –  pur nella ricchezza delle sue proposte operative –  di evidenziare innanzitutto, come già Monnet e Schuman, l’esigenza di un salto di qualità nell’affrontare la questione europea. Sono ormai 5 anni – dal 2012, da quando il Blueprint della Commissione europea e il Rapporto dei 4 Presidenti hanno chiarito la necessità di rimediare all’insostenibilità di un’Unione monetaria costruita senza un’unione bancaria, fiscale, economica e politica – che la sfida della riforma dell’Eurozona e dell’UE attende inutilmente di essere affrontata. A questo immobilismo hanno contribuito tanti fattori, tra cui le debolezze francesi e la sfiducia tedesca – e di tutti i paesi del Nord – verso i propri partner; ma sicuramente molto ha contribuito anche la mancanza di una visione coraggiosa, in grado di far fare uno scatto al processo europeo e di portarlo fuori delle secche dei veti nazionali incrociati. Macron ha proposto esattamente questo, e per farlo ha infranto molti tabù: non solo ha offerto un progetto – forte sul piano ideale, ma al tempo stesso concreto e pragmatico –; ma, nel parlare di rifondare il quadro europeo, ha negato quello che è  diventato quasi un dogma nell’UE, ossia che sia possibile portare l’Unione europea ad essere all’altezza dei suoi compiti senza compiere un atto politico di discontinuità con i suoi attuali meccanismi; e soprattutto ha indicato un percorso (di cui ha dettato tappe e tempi) che mira a rivoluzionare gli attuali equilibri istituzionali, chiarendo cosa deve intendersi per integrazioni differenziate nel quadro dell’Unione e indicando quali devono essere le iniziative del gruppo di avanguardia.

In questo modo Macron spiazza la Germania e le stesse istituzioni europee, disegnando un percorso in cui fare l’Europa torna ad essere la priorità della classe politica europea e non una battaglia difensiva dell’esistente, destinata alla sconfitta. Sicuramente i risultati delle elezioni tedesche, e l’indebolimento della Merkel, hanno ulteriormente convinto il Presidente francese della necessità di una mossa audace, per rilanciare la posta e non rischiare di trovarsi impantanato in un Consiglio europeo tenuto in scacco dalle tensioni interne alla Germania, e dall’effetto domino che queste hanno sui paesi del Nord e sulla stessa Commissione europea. Avendo giocato di anticipo, Macron costringe così Berlino, qualunque governo si vada a formare, a confrontarsi con proposte che hanno l’astuzia di partire da progetti operativi in tutti i settori cruciali, e a cui pertanto è difficile dire di no, soprattutto nel momento in cui è la Francia a proporli e a promuoverli. Anche gli aggiustamenti istituzionali (inclusa la riforma dei Trattati), inevitabili e indispensabili per procedere, diventano così molto più accettabili, perché si inseriscono nel quadro di un approfondimento dell’integrazione in tutti i settori chiave e sono parte di un disegno politico elaborato collettivamente e condiviso; inoltre sono definiti in modo molto più chiaro di quanto non sia stato fatto sinora, anche perché l’idea delle convenzioni democratiche permette di delineare concretamente il percorso costituente.

E’ chiaro che il processo è solo all’inizio, e che gli ostacoli da superare sono immensi. Queste proposte saranno viste con sospetto a Bruxelles, perché di fatto scavalcano le istituzioni europee – e per questo anche molti europeisti le vedranno soltanto come un ennesimo tentativo intergovernativo di preservare il ruolo dei governi; saranno boicottate dai paesi che sono contrari “ad un’Europa sovrana, unita e democratica”; e, soprattutto, rischiano di fare molta paura a Berlino. Il fatto è che Macron ha lanciato questa battaglia, ma i suoi esiti, e anche i contenuti di cui si riempirà effettivamente, dipendono in larga parte da tutti gli altri attori che hanno un ruolo nel processo europeo: gli altri governi, il Parlamento europeo, le forze politiche e sociali.

a cura del Movimento Federalista Europeo

Una nuova ricerca condotta dall'Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO) rileva che ogni
In base a un nuovo studio dell’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO), ogni
Mentre i ministri dei paesi membri dell’Unione europea si riuniscono a Bruxelles per il Consiglio

E’ ora di un’Europa federale

Per un’Europa federale. Le responsabilità dell’Italia.

  • Il Movimento Federalista Europeo rilancia la campagna per la federazione europea con l’appello “Per un’Europa federale. Le responsabilità dell’Italia” e sulla base di questo testo “si impegnerà a tutti i livelli affinché tutte le forze che credono nei valori della pace, della libertà, del progresso, della solidarietà facciano sentire la propria voce e si mobilitino: per chiedere un’Europa federale che sappia difendere e far vivere nel mondo il suo progetto e il suo modello di convivenza pacifica. Oggi e per le generazioni future.” 
  • Giorgio Anselmi, Presdente MFE sottolinea che “nonostante i passi avanti mostrati anche nel recente discorso sullo Stato dell’Unione di Jean-Claude Juncker ancora deve essere affrontato il punto centrale sulla riforma della governance dell’Eurozona su basi federali e non più intergovernative”
  • “E’ l’ora di chiedere la Federazione Europea – dichiara il Segretario nazionale Luisa Trumellini – e il primo nodo, su cui i governi nazionali più avanzati devono trovare un accordo, è quello del completamento dell’unione monetaria attraverso la creazione di una vera unione economica, fiscale e politica, superando l’attuale sistema intergovernativo fondato soltanto su regole e creando un vero governo economico europeo fondato su istituzioni politiche di natura democratica e federale”
L’inquinamento ambientale uccide in Europa 556mila persone l’anno e 7 milioni nel mondo[1]. Si stima
Natale è già alle porte. Per tutti noi questa festa si unisce a varie tradizioni,
Scarsa propensione alla tutela del proprio sapere, diffidenza nel sistema giuridico e confusione sui temi

Giornata internazionale dell’Infermiere

Il 12 maggio in tutto il mondo è stata celebrata la Giornata internazionale dell’Infermiere, ossia di una figura che è l’asse portante del servizio sanitario pubblico e di quello privato.

In questi ultimi anni – ha detto il Segretario Generale della UIL FPL Michelangelo Librandi – abbiamo assistito ad attacchi volti anche a screditare  la categoria del pubblico impiego che hanno contribuito a creare una immagine distorta nei confronti dei lavoratori, a partire dagli infermieri. Questo clima, insieme alla crisi che sta vivendo la sanità a causa di tagli, blocco del turn over, scarsi investimenti ecc, è concausa del fenomeno delle aggressioni nei confronti del personale sanitario, aumentato in modo esponenziale in questi ultimi anni.

E bene ricordare il ruolo centrale che gli infermieri hanno in sanità; svolgono attività, tra turni e condizioni estreme, a carattere preventivo, curativo, riabilitativo e palliativo, che li pongono particolarmente vicini alle persone lungo tutte le fasi della sua vita, fin dalla nascita.

Occorre una vera inversione di tendenza, volta a valorizzare le professioni sanitarie e  tutto il personale impiegato nella pubblica amministrazione, e questo parte anche dal rinnovo del Contratto, atteso da oltre 8 anni.

Per questo è urgente – ha concluso Librandi – procedere con le modifiche normative per ripristinare la contrattazione, sia nazionale sia di secondo livello, liberandola dai vincoli legislativi e ripristinando le relazioni sindacali e  firmare l’atto di indirizzo entro breve per avviare la discussione all’Aran e mettere in pratica i principi normativi ed economici fissati nell’intesa firmata lo scorso 30 novembre 2016.

La Giornata internazionale infermieri è una giornata che commemora i contributi degli infermieri per la società.

Promossa dal Consiglio internazionale degli infermieri, si celebra in tutto il mondo ogni 12 maggio, ricordando la nascita di Florence Nightingale, l’infermiera britannica nota come “la signora con la lanterna”, considerata la fondatrice dell’assistenza infermieristica moderna.

 
Ci riempie di orgoglio l’intervento chirurgico di ricostruzione facciale effettuato all’A.O. Sant’Andrea che vanta pochissimi
Da una prima analisi sulla Manovra 2018 abbiamo verificato con soddisfazione come siano state effettuate
Le criticità nei servizi di soccorso sanitario di emergenza nel Lazio sembrano non cessare, anzi