Marketing tra AI,microcommunities e influencer

Il mondo dell’Influencer Marketing si sta evolvendo e con esso deve si evolve l’approccio di comunicazione dei brand.

Christoph Kastenholz, Co-Founder & CEO di Pulse Advertising, agenzia riconosciuta come punto di riferimento nel settore dell’influencer marketing con sedi ad Amburgo, Berlino, Londra, Milano e New York ha stilato un elenco dei 5 trend che le aziende devono conoscere per distinguersi e performare all’interno del mercato dei social media nel 2024.

1. Il ruolo dei micro influencer e delle micro communities

L’Influencer marketing rimarrà la più grande tendenza del marketing nel 2024, ma con lievi cambiamenti. In particolare cresce ancora l’importanza dei micro influencer (5-10k di follower) e i brand dovranno iniziare ad utilizzare i social per aumentare la loro consideration, cioè la considerazione che i consumatori hanno della marca in base alle loro percezioni e alle loro esperienze con essa, e non più solo l’awareness. I micro influencer permettono di raggiungere un pubblico di nicchia e demografiche specifiche, hanno tassi di coinvolgimento più elevati all’interno di comunità specializzate e costruiscono un’autentica fiducia all’interno delle comunità di riferimento. Ecco perché per i brand diventa fondamentale immergersi nelle “micro communities”.

Nelle strategie di Influencer Marketing più complesse, è consigliabile mettere in campo il giusto bilanciamento tra il coinvolgimento dei global influencer, che avendo una maggior social proof fanno sì che il marchio venga accettato da norme o aspettative sociali, e il coinvolgimento dei micro influencer, che hanno una maggior community interaction e riescono a far considerare un marchio “cool” perchè inserito in modo realistico all’interno di un campo di interesse comune tra creator e community.

2. AI: una tecnologia in continua evoluzione

L’Intelligenza Artificiale troverà ancora più spazio all’interno delle strategie social del brand. Questa tecnologia consente di ricreare immagini, volti, persone, intere nuove realtà, e fornisce ai marchi nuovi spunti creativi. Il 60% degli esperti di marketing a livello globale ha già lavorato con gli influencer generati dall’intelligenza artificiale nelle proprie campagne ed il 49% dei marketer li considera uno strumento positivo in termini di efficacia.

Lo sviluppo di questa nuova e versatile possibilità virtuale necessita l’acquisizione di competenze specifiche nuove, che richiede ai marketer di essere costantemente aggiornati sulle tendenze e le innovazioni, scegliere gli strumenti e le piattaforme più corrette dove inserirla, creare contenuti coinvolgenti e personalizzati. Tra le sfide più creative c’è quella di riuscire ad integrare gli influencer dell’IA in campagne di marketing adeguate ed incoraggiare l’interazione e il feedback degli utenti. In un continuo dialogo tra realtà concreta e realtà virtuale.

3. L’ AI applicata al community & consumer management

L’AI offre un’enorme opportunità su Instagram per costruire il successo dei brand e migliorare la gestione della comunità. Un esempio del suo impiego a questo scopo sono

i chatbot che aiutano i team di lavoro a gestire i flussi comunicativi provenienti dalle community. Forniscono risposte preimpostate, rimandi diretti ai siti web, oppure gestiscono in automatico l’intero servizio clienti attraverso la messaggistica diretta. O, ancora, sui social media possono essere impiegati per gestire sia i direct che i commenti. Una strategia efficace di customer service sui social genera un flusso più diretto ed efficace verso maggiori vendite: i dati infatti raccontano che i consumatori passano il 40% del loro tempo quotidiano sui social, dedicando il 27% a scoprire nuovi marchi; il 43% degli utenti utilizza i social per cercare i prodotti, ed infine, il 71% è ispirato ad acquistare direttamente tramite queste piattaforme.

4. L’importanza del Social Commerce

Secondo una ricerca di Accenture, il social commerce triplicherà il suo valore entro il 2025 e raggiungerà 1,2 trilioni di dollari a livello mondiale.

Il customer journey, ossia il percorso compiuto da chi acquista un bene o un servizio, d’altronde, è in continua evoluzione ed è sempre più spostato sulle piattaforme social: con il 40% dei GenZ che non si affida più a Google per ottenere informazioni, TikTok e Instagram diventano i nuovi motori di ricerca e il 30% di loro usa il “Social rosa” per non perdere gli aggiornamenti dei propri marchi preferiti.

Il social commerce è un’opportunità concreta di fatturato ma richiede un approccio di comunicazione dove è la semplicità a dominare. Fondamentale è mettere il consumatore davanti a decisioni facili, e in questo il social commerce funziona perfettamente: si può dire esplicitamente ai clienti perché acquistare un prodotto e guidarli con pochi passaggi direttamente al carrello, dalla piattaforma social prescelta.

Nella creazione di una strategia di marketing non bisogna però dimenticare che anche l’esperienza resta un fattore importante, specialmente in alcuni settori commerciali. Per esempio, il 53% degli acquirenti di abbigliamento e il 46% di quelli di elettronica intendono acquistare in negozio e, in particolare, nonostante siano tra gli utenti più connessi, ben l’81% degli acquirenti della GenZ ama provare e acquistare direttamente al punto vendita fisico.

La crescita del social commerce si concentrerà in particolare su Tik Tok, dove si verificheranno il 10-20% degli acquisti del mercato globale entro il 2026.

La piattaforma, per le sue caratteristiche intrinseche, è in grado di catturare i consumatori dove stanno già cercando, di scoprire i prodotti in base agli interessi manifestati e creare connessioni più strette con il brand. In questo universo, gli influencer sono partner perfetti, che eccellono nella narrazione, iniettano autenticità negli annunci rendendoli più coinvolgenti e mostrano agli utenti l’utilizzo pratico dei prodotti nella vita di tutti i giorni.

Attualmente l’hashtag #TikTokMadeMeBuyIt ha superato 64 miliardi di visualizzazioni, il che dimostra la fiducia del pubblico nella piattaforma e l’economia comportamentale ci dice che il social commerce è ciò che i consumatori vogliono.

5. Ritorno al passato: la nostalgia è il sentimento più in voga sui social

Dai contenuti che circolano su tutte le piattaforme, le persone cercano conforto e fuga rivolgendo lo sguardo al passato, a tempi apparentemente più semplici. Oggi, soprattutto le generazioni più giovani – GenZ e Millennials – ricercano un senso di nostalgia nei contenuti veicolati sui social.

Circa il 50% delle persone si sente confortato o addirittura felice quando si confronta con i media del passato. Più di un terzo della GenZ ha nostalgia degli anni ’90, nonostante la maggioranza sia nata un decennio più tardi, negli anni 2000. In generale, il 56% degli utenti di Internet compresi tra i 16 e i 64 anni continua ad amare i vecchi loghi dei brand e recentemente, sempre più marchi molto in voga negli anni ’90 stanno risorgendo nuovamente dalle loro ceneri, come Von Dutch, ad esempio, grazie anche a celebrity che li sfoggiano con orgoglio come Travis Scott.

Questa “nostalgia di epoche mai vissute” rimane in cima ai social media trend: gli anni ‘90, con i quali la GenZ, seppur non ancora nata, sente un forte legame e gli anni 2000 – definiti anche Y2K – sono due periodi diventati punti di riferimento per le generazioni più giovani. Per cavalcare quest’onda, i brand fanno rivivere il sentimento nostalgico nella propria comunicazione per costruire attività memorabili e condivisibili.

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