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Pancia e Cervello, una strada a doppio senso

Le farfalle nello stomaco dell’innamoramento, il mal di pancia che certe situazioni di disagio provocano, la gastrite da stress: da millenni gli effetti che il Sistema Nervoso Centrale (SNC) gioca nei confronti dell’apparato digerente sono talmente noti da essere entrati nel novero dei modi di dire. Un’evidenza alla quale, negli ultimi decenni, si sono affiancati dati medico-scientifici incontrovertibili che mostrano come, accanto a quello che potremmo denominare “asse cervello-intestino”, si debba considerare un altrettanto importante “asse intestino -cervello”: un doppio binario che offre prospettive terapeutiche di enorme interesse per tutte quelle condizioni patologiche che, considerate fino ad ora appannaggio esclusivo del Sistema Nervoso Centrale (ad esempio i disturbi del comportamento alimentare) o dell’apparato digerente (come la pseudo-ostruzione intestinale cronica), potrebbero invece beneficiare di approcci diagnostico-terapeutici multidisciplinari che coinvolgano insieme gastroenterologi, psicoterapeuti, psichiatri, neurologi.

Un tema complesso e affascinante, che si propone di gettare una nuova luce su quel legame talmente inestricabile da far meritare all’intestino il nome di “secondo cervello”, e che verrà indagato nel convegno “Pancia e Cervello, una strada a doppio senso” in programma al Royal Hotel Carlton di Bologna venerdì 26 gennaio (Sala Imperiale, via Montebello 8, iscrizione gratuita entro il 25 gennaio qui) organizzato da GIPsI ODV – Gruppo Italiano Pseudo Ostruzione Intestinale, associazione nata allo scopo di sensibilizzare la popolazione sulla grave malattia dell’apparato digerente, inserita dal Consiglio Superiore di Sanità nel novero delle malattie rare grazie proprio all’azione della GIPsI. Un convegno che mette insieme per la prima volta Medici Chirurghi specialisti in Gastroenterologia, Medicina interna, Neurologia, Psichiatria, Pediatria, psicologi, nutrizionisti, farmacisti, infermieri, studenti con la finalità di intraprendere strade comuni per il bene dei pazienti, aperto al pubblico, ai pazienti affetti dalle patologie trattate e ai loro familiari.

“Stanno emergendo con sempre maggior forza evidenze sul ruolo fondamentale che l’apparato digerente svolge sulle funzioni del cervello” spiega il professor Vincenzo Stanghellini, Direttore della clinica medica del Policlinico Sant’Orsola di Bologna e Presidente del Comitato Scientifico di GIPsI ODV. “Esempi eclatanti in questo senso sono l’efficacia terapeutica di alcuni probiotici nelle sindromi depressive ed il miglioramento neurologico in ragazzi autistici, spesso soggetti anche a sintomi digestivi, trattati con trapianto di microbiota intestinale. Malattie considerate da sempre squisitamente psichiatriche sembrano dunque fondare le loro radici nell’intestino”. Il trapianto di microbiota è stato descritto in grado di migliorare le funzioni mentali anche in pazienti affetti da deficit dell’attenzione ed iperattività, un altro disturbo dello sviluppo nervoso che spesso si trova associato a sindromi di tipo autistico e affligge un numero crescente di giovani pazienti. Ancora poco noti ma di estremo interesse sono dati recenti che mostrano un potenziale ruolo del dismicrobismo intestinale in pazienti affetti da disturbi del comportamento alimentare nei quali prevalgono comunque le componenti psichiatriche: l’anoressia nervosa sembra caratterizzata da un dismicrobismo che perdura anche dopo la guarigione, portando dunque a una sorta di cronicizzazione dell’alterazione del comportamento alimentare, assieme a conseguenze sul tono dell’umore. “Oggi è nata una nuova generazione di probiotici, destinata alla modulazione delle funzioni cerebrali per la quale è stato coniato il temine di neurobiotici” spiega il professor Stanghellini.

Accanto all’anoressia nervosa, particolarmente rilevanti in termini di incidenza sono i disturbi digestivi funzionali, tanto frequenti da affliggere il 40% della popolazione mondiale. “Una volta si chiamavano disturbi digestivi funzionali, ma la ricerca dei rapporti tra pancia e cervello ha fatto tali e tanti progressi che questa categoria di disturbi digestivi ha cambiato nome e viene indicata oggi con l’acronimo DGBI – Disorder of Gut-Brain Interaction – continua il professor Stanghellini. Una metafora può rendere l’idea, quella della partita di pallavolo: “la squadra che attacca è formata da dieta, secrezioni digestive e microbiota, la squadra in difesa è il sistema immunitario cosiddetto di mucosa, che costituisce il 70% di tutto il sistema immunitario del corpo umano che reagisce agli attacchi inviando segnali al cervello, e la rete è la barriera mucosa gastrointestinale, un organo complesso di circa 200 metri quadrati, la più grande superficie di contatto tra il nostro corpo e l’ambiente esterno”. Un eccesso di aggressività dei contenuti intestinali (dismicrobismi, disturbi alimentari, ipersecrezione acida o biliare) da un lato, o un’abnorme risposta del sistema immunitario che eccede nella risposta all’aggressione, portano ad aumentare la permeabilità di mucosa e a determinare i disordini. Il cervello elabora i segnali di pericolo provenienti dalla periferia anche in base ai trascorsi di vita, ai condizionamenti culturali e sociali, a stimoli stressanti, ansia, depressione, ipocondria ecc. innescando un circolo vizioso con l’apparato digerente che porta all’aggravamento e alla cronicizzazione dei disturbi digestivi, la cui forma più grave è la pseudo-ostruzione intestinale cronica, o CIPO, i cui sintomi sono del tutto sovrapponibili all’occlusione intestinale meccanica, ma gli esami tradizionali dimostrano l’assenza di qualsiasi patologia organica. Per questo, gli interventi chirurgici che sono risolutivi per l’occlusione meccanica aggravano invece le condizioni dei pazienti CIPO, patologia legata ai muscoli e nervi intestinali, implicati nello svolgimento delle funzioni motorie. “È proprio grazie ad un nuovo approccio multidisciplinare che considera le interazioni a doppio senso tra cervello e pancia che oggi sono state sperimentate con successo nuove possibilità terapeutiche, tra le quali l’utilizzo delle cellule staminali, il trapianto di microbiota e un farmaco promotore della motilità intestinale – conclude il professor Stanghellini. Uno studio, quest’ultimo, che sarà presentato al prossimo Congresso della Società Americana di Gastroenterologia a Washington.

“Pancia e cervello. Una strada a doppio senso”
Venerdì 26 gennaio 2024, Royal Hotel Carlton, via Montebello, 8, Bologna
A cura di GIPsI ODV
Coordinatori scientifici: Prof. Vincenzo Stanghellini – Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche (DIMEC) Università degli Studi di Bologna | Dipartimento di Malattie dell’Apparato Digerente IRCCS Policlinico s. Orsola, Bologna
Prof. Giovanni Barbara | Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche (DIMEC) Università degli Studi di Bologna | Dipartimento di Malattie dell’Apparato Digerente IRCCS Policlinico s. Orsola, Bologna

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