Acqua: parola chiave dell’estate

L’acqua è fondamentale per l’organismo. Ed è proprio con l’inizio della stagione estiva che diventa ancora più importante tener sotto controllo la propria alimentazione e il livello di idratazione: non esiste metodo migliore per combattere il grande caldo e per evitare di incorrere in problemi di salute.

I consigli su quanto bere e in quali momenti della giornata sono sempre utili, ma è altrettanto fondamentale interessarsi alla qualità dell’acqua che beviamo. Un aspetto spesso trascurato che richiede il giusto approfondimento.

Per chi non sa da dove iniziare, Culligan, azienda di primo piano nel settore del trattamento dell’acqua, suggerisce 3 semplici consigli ‘di stagione’ da seguire quando si è in viaggio di lavoro, in vacanza, in gita o sotto l’ombrellone.

1. Mantenere il corretto bilancio idrico

La giusta idratazione è una buona regola valida per tutti, a prescindere dall’età, ma ancor di più per anziani e piccini più soggetti a disidratazione e colpi di calore. Soprattutto in estate, è indispensabile mantere il corretto bilancio idrico, ovvero l’insieme dei processi fisiologici che permettono di equilibrare assunzione e perdita di acqua nell’arco delle 24 ore. Le sostanze liquide introdotte tramite le bevande e l’alimentazione dovrebbero pareggiare la quantità eliminata tramite respirazione, sudorazione etc. Uno dei metodi più immediati per calcolare quanti liquidi è necessario assumere per dare il giusto equilibrio al nostro bilancio idrico, è quello di moltiplicare 30 ml di acqua per ogni kg di peso corporeo: per esempio, a una persona di 70 kg è consigliato bere circa 2.1 litri al giorno, a una di 50kg circa 1.5 litri, e così via. Si tratta di un valore comunque soggettivo che dipende anche dalle condizioni fisiche di ciascuno, dalle caratteristiche ambientali in cui si vive e, non ultimo, dallo stile di vita.

2. Scegliere acqua a km0

I vantaggi sono molteplici e alla “portata di tutti”. Bere acqua del rubinetto riduce notevolmente sia il consumo di plastica monouso sia le emissioni di CO2 legate al trasporto delle bottiglie e al loro smaltimento: un vero giovamento per ambiente e portafoglio, soprattutto in estate quando il bisogno di acqua è maggiore.

Durante i mesi più caldi, infatti, è sconsigliato bere da bottiglie in PET che, se esposte a lungo al sole, possono deteriorare i legami chimici della plastica alterando il gusto e l’odore delle bevande. È quindi preferibile utilizzare borracce resistenti ai raggi ultravioletti, comode e pratiche, che mantengono la temperatura e sono perfette da portare con sé in qualsiasi situazione: una scelta ecologica che abbraccia una cultura plastic-free e incentiva l’utilizzo dell’acqua al punto d’uso. Per averla sempre fresca buona e sicura, è possibile, inoltre, installare diversi impianti di filtrazione direttamente sotto il lavello di casa che eliminano anche cloro, impurità, cattiviti odori e sapori.

3. Monitorare sempre la qualità dell’acqua

Con l’arrivo del caldo aumentano le fughe di massa dalla città e con queste anche le occasioni di consumo di acqua a km0: dal rubinetto della casa affittata per le vacanze o direttamente dalla sorgente, punti strategici di rifornimento per ogni passeggiata nella natura.

In entrambi i casi è bene informarsi sulla qualità dell’acqua da bere: infatti, quella che sgorga dai rubinetti italiani, per quanto ottima e controllata, non è la stessa da regione a regione e varia a causa delle diverse condizioni geologiche dei territori.

Se si volesse conoscere lo “stato di salute” delle acque potabili nei comuni italiani dove si passeranno le proprie vacanze, è possibile consultare il primo aggregatore nazionale disponibile sul sito web di Culligan: si tratta di un sistema di monitoraggio utile ad analizzare con precisione gli elementi fisci in esse presenti, come il residuo fisso, la durezza e il sodio anche fuori casa.


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