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A modo mio. Storie di vita e dislessia

Dislessia, discalculia, disortografia e disgrafia: in Italia le persone con Disturbi Specifici dell’Apprendimento sono circa 3 milioni e, nonostante, ma anche grazie ai DSA, non smettono mai di puntare in alto. Perché la dislessia non è sinonimo di pigrizia.

In occasione della VII edizione della Settimana Nazionale della Dislessia organizzata da AID, torna anche la campagna “Lo sai che…” lanciata nel 2018 da Edizioni Erickson e Associazione Italiana Dislessia con l’obiettivo di sensibilizzare e approfondire la conoscenza dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA).

Fulcro della campagna di quest’anno è il podcast A modo mio. Storie di vita e dislessia, 10 puntate, una nuova ogni settimana, disponibili gratuitamente su Spreaker e sulle principali piattaforme di streaming musicale (Spotify, Apple Music, Amazon Music) che danno voce alle storie di scrittrici, insegnanti, attori e studentesse, tutte persone con Disturbi Specifici dell’Apprendimento, e ai contributi scientifici di esperti ed esperte, al fine di offrire testimonianze dirette che scardinino i pregiudizi di chi crede che la dislessia sia una malattia.

Tra i protagonisti, la conduttrice Andrea Delogu e l’attore Giampaolo Morelli, che hanno raccontato di come siano riusciti a trovare la loro strada anche grazie alla dislessia. Lo psicologo Giacomo Stella, che spiega una volta in più che di DSA non ci si ammala, né si guarisce. Perché i DSA non sono una malattia, ma un tratto caratteristico di una persona, come avere gli occhi verdi o i capelli rossi. E lo sa bene Filippo Barbera, cresciuto con tutti e quattro i Disturbi di Apprendimento e ora maestro alla scuola primaria. Così come Beatrice Lambertini, che a vent’anni ha portato sul palco di X Factor una canzone autobiografica sulla discalculia. E ancora le storie di Pietro Versari, Antonella Trentin e Elodie Borney e molti altri.