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Come dormono gli italiani? Più della metà molto male

I problemi del sonno sono enormemente diffusi in Italia: il 62% delle persone russa, l’insonnia cronica colpisce il 10% della popolazione ma l’insonnia a breve termine riguarda più del 30% della popolazione.

Più di un terzo della popolazione è «deprivato di sonno» mentre l’85% delle persone in Italia non è diagnosticato o non si cura.

Sono queste le statistiche riferite da Sonnomedica (https://www.sonnomedica.it/), centro medico privato di medicina del sonno fondato nel 2006 a Milano.

Se ne discute il 22 settembre a Napoli nell’ambito del seminario conclusivo del Progetto “Corretti stili di vita della persona e sicurezza del lavoratore”, cofinanziato da INAIL – Direzione Regionale Campania, e realizzato oltre che dalla stessa INAIL, da CISL Campania, dal Consorzio Promos Ricerche, dall’Assessorato al Lavoro e Risorse Umane della Regione Campania e dall’Istituto di ricerca su innovazione e servizi per lo sviluppo (Iriss) del Cnr.

Sarà Marco Caglieris, direttore e Founder di Sonnomedica, ad aprire la giornata di lavori con un contributo dal titolo “Il Sonno: come incide sulla Salute, la Sicurezza e le Performance del lavoratore?”.

“Il punto di partenza – spiega Caglieris – molto rilevante per gli effetti che su produce sulle persone e sulle aziende, è che non stiamo dormendo abbastanza e curiamo poco la qualità del nostro sonno: il 50% della popolazione dorme solo 6 ore o meno per notte, invece di 7-9; negli ultimi 100 anni abbiamo perso in media 1-2 ore di sonno; il 70% dei lavoratori nell’autotrasporto dorme meno di 6 ore”.

La Pandemia e l’attuale scenario internazionale, incerto e molto preoccupante, hanno acuito queste tendenze.

La conclusione è che siamo una società di deprivati di sonno, con conseguenze nefaste sulla nostra salute, sulle performance lavorative e soprattutto sulla sicurezza: è noto che molti dei peggiori incidenti della storia (Chernobyl, Exxon, Bhopal, Three Miles Island) sono stati causati dalla deprivazione di sonno. Ma non solo: il 22% degli incidenti stradali in Italia è causato da “colpi di sonno” con un rischio che è da 2 a 7 volte maggiore nelle persone che soffrono di questa patologia rispetto ai soggetti sani.

Che fare? Prima di tutto, implementare il concetto di Work-Life Balance introducendo un paradigma nuovo, Work-Life-Sleep Balance, che restituisca al sonno, quindi, la dimensione centrale che deve giocoforza avere.

E poi:

svolgere sensibilizzazione e formazione;
implementare screening e check up ad hoc;
attivare leve strategiche ed organizzative.
È un dato di fatto che l’80% dei Business Leader hanno ricevuto un’istruzione limitata da parte delle proprie organizzazioni sul tema del sonno. Le aziende più innovative al mondo stanno introducendo iniziative strutturate per il sonno e il riposo, come l’introduzione dello Sleep Manager o le Nap Room, stanze dedicate al sonnellino sul posto di lavoro, quasi nulla purtroppo in Italia è stato fatto.

“Tornare a parlare di sonno e della sua importanza – conclude Caglieris – in eventi come questo è certamente un modo per fare formazione e informazione modificando il mindset della società, in particolare in un contesto ancora “acerbo” come quello italiano”.