Portare il teatro fuori dal teatro, il teatro in virtual reality entra nei Musei

da it.wikipedia.org/Portare il teatro fuori dal teatro, nei musei e nelle biblioteche, proponendone una fruizione che sfrutta il potenziale delle nuove tecnologie digitali e contemporaneamente sollevare una riflessione sulle inquietudini adolescenziali, di ieri e di oggi. È questo l’obiettivo alla base del progetto “La mappa del cuore in VR”, proposto dalla compagnia Ateliersi di Bologna.

Lo spettacolo nasce da una singolare rubrica di corrispondenza su Ragazza In, settimanale per adolescenti degli anni Ottanta, che con scelta dirompente per quegli anni decise di affidare la sua “posta del cuore” a Lea Melandri, figura di riferimento del femminismo e del movimento non autoritario. Con Inquietudini, questo il nome della rubrica, Lea inventa una relazione nuova: non risponde direttamente a chi scrive, ma apre al confronto con stimoli di carattere psicoanalitico, poetico e letterario mettendo in relazione le diverse voci e creando così un primo network sociale fra ragazze e ragazzi che dialogano attraverso la sua rubrica.

Seguendo la “scandalosa inversione tra individuo e cultura” perseguita da Lea, Fiorenza Menni e Andrea Mochi Sismondi, autori e direttori artistici della compagnia Ateliersi, conducono un viaggio emotivo attraverso quelle lettere intrecciando le urgenze adolescenziali di allora e le risonanze presenti. Le vibrazioni musicali e poetiche di quegli anni rivivono nelle musiche di Mauro Sommavilla e Vincenzo Scorza e nella voce e nella presenza della cantautrice bolognese Cristallo.

“Questo progetto – commenta Fiorenza Menni – ha la capacità di proporre contenuti intergenerazionali adatti sia agli adolescenti di oggi, che si trovano a correre un forte rischio di isolamento, sia ai loro genitori che erano adolescenti negli anni in cui sono state scritte le lettere che rappresentano il centro drammaturgico dell’opera. La stessa Melandri ha partecipato attivamente alla creazione dello spettacolo condividendo con noi tutte le lettere e i numeri della rivista. Da diversi anni lavoriamo sull’abbassamento della soglia psicologica di accesso ai musei, per farne dei luoghi che accolgano una frequentazione continuativa e più libera”.

Dopo la forzata chiusura dei teatri in ottobre, Fiorenza Menni e Andrea Mochi Sismondi hanno pensato a una nuova modalità di visione dello spettacolo, che ora sarà possibile fruire in maniera virtuale, individuale e gratuita attraverso un’installazione. La postazione di visione è una poltrona girevole collegata con un visore Oculus Quest 2; lo spettatore sarà accolto da una performer che lo guiderà per tutto il tempo dell’esperienza. Le performer, i tecnici e il personale che lavorerà all’installazione sono individuati tra chi in questo momento è fermo dal punto di vista lavorativo a causa delle restrizioni dovute alla pandemia e questa scelta rappresenta un segno preciso che Ateliersi vuole dare nella prospettiva di una ripartenza che possa permettere alle lavoratrici e ai lavoratori di riprendersi dalle attuali difficoltà.

“La scelta di sperimentare una nuova modalità di visione, che parte dal teatro per arrivare nei musei e nelle biblioteche attraverso la realtà virtuale” dice Andrea Mochi Sismondi “nasce dalla necessità di una riflessione radicale e collettiva sull’evoluzione delle arti dal vivo nel contemporaneo, anche – ma non solo – in relazione a ciò che stiamo vivendo a causa della pandemia”.

Il tour partirà il 27 aprile a Bologna, debuttando alle Collezioni Comunali di Palazzo d’Accursio per proseguire nei musei e nelle biblioteche, contando sulla loro graduale riapertura per un numero contingentato di visitatori. Nei musei saranno proposti ai visitatori specifici percorsi tra le opere, in assonanza con i temi dello spettacolo; nelle biblioteche agli stessi temi verranno collegati dei percorsi di lettura consigliati.

“La mappa del cuore in VR” è stato sviluppato in collaborazione con Touchlabs e Gravital, software house specializzate in realtà virtuale e realtà aumentata, è sostenuto dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, si realizza in collaborazione con Istituzione Bologna Musei, nell’ambito di Patto per la lettura e sarà inserito nel cartellone di Bologna Estate. Grazie al sostegno dei partner – tra cui il MIC, la Regione Emilia Romagna e il Comune di Bologna – la partecipazione degli spettatori sarà gratuita.

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