Farmaco per la polmonite rallenta il Parkinson

Alcuni studiosi di Argentina, Francia e Brasile hanno rivelato che l’uso della doxiciclina, un farmaco usato per il trattamento della polmonite è in grado di rallentare la morte dei neuroni in coltura e nei roditori.

In una ricerca, pubblicata sulla rivista  Scientific Reports http://www.nature.com/articles/srep41755 questi scienziati hanno detto che questo vecchio antibiotico appartenente al gruppo delle tetracicline,  spesso utilizzato per il trattamento di polmonite e di altre infezioni, dato a dosi molto basse, può ridurre la tossicità di una proteina responsabile della morte dei neuroni.

La scoperta è stata casuale ed è stata fatta mentre gli studiosi stavano facendo altri studi sui topi con Parkinson.

“C’è una proteina nel cervello che normalmente è solubile e svolge una funzione specifica nei neuroni, ma diventa tossica in certi momenti, non è noto esattamente perché, e inizia a uccidere i neuroni”, dice la ricerca.

La doxiciclina si unisce a questi aggregati inducendo in loro un cambiamento delle conformazioni e riducendo la loro tossicità.

La proposta di questi ricercatori è di riciclare questo farmaco e di utilizzarlo come farmaco neuroprotettivo, a dosi molto più basse rispetto a quelle normalmente utilizzate.

Lo studio è ancora in fase sperimentale, la doxiciclina funzionana molto bene nelle colture dei neuroni e negli animali da esperimento, il che non significa che gli stessi risultati si potranno avere su scala umana, hanno comunque precisato i ricercatori.

Secondo le statistiche dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, più di 7 milioni di persone nel mondo soffrono di malattia di Parkinson, una patologia neurodegenerativa altamente invalidante, per la quale manca ancora una cura. I trattamenti attualmente esistenti si limitano a dare sollievo solo a dei sintomi, come la lentezza dei movimenti, la rigidità muscolare o il tremore.

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