Operato il bimbo nato col cervello fuori dalla testa

Negli Stati Uniti, un bambino nato con una malformazione al cranio è stato operato, speriamo con successo. Il piccolo aveva una strana malattia congenita in cui il cervello si sviluppa fuori dalla testa.

I suoi genitori Dustin e Sierra Yoder si erano rifiutati di interrompere la gravidanza quando alla 22esima settimana di gestazione, i medici avevano detto che il bambino aveva un problema incompatibile con la vita.

La coppia dell’Ohio aveva deciso di andare avanti nonostante tutto.

La malattia, chiamata encefaloce, di solito, causa la morte del feto o del bambino dopo la nascita.

Ma Betley è nato e ha dimostrato desiderio di vivere arrivando a sette mesi.

Così i medici hanno progettato un’operazione bizzarra per rimettere il cervello all’interno del cranio.

Il dottor John Meara, dell’ospedale dei bambini di Boston ha ideato la complicata operazione consistente nel tagliare il cranio di Betley e nel renderlo più grande, mettendo dentro il cervello e chiudendo il foro con tessuto e intrecci in altre parti del cranio.

Per progettare l’intervento è stata usata la stampante 3D e il lavoro si è svolto a stretto contatto con i neurochirurghi.

Ora il bambino dovrebbe iniziare una terapia fisica.

Lavoratori mentalmente migliori se l’ambiente è ideale

Uno studio americano ha trovato che chi lavora in un ambiente non stimolante e impuro va incontro a deterioramento cognitivo, a lungo termine.

Il nuovo studio fatto dai ricercatori della Florida State University ha esaminato i problemi di salute e la qualità della vita nei luoghi di lavoro.

Lo studio ha raccolto i dati di 4.963 adulti di età compresa tra 32 e 84 anni.

I ricercatori hanno considerato il quadro delle competenze dei lavoratori e la loro capacità di svolgere compiti, gestire il tempo e la concentrazione, chiedendo anche di ricordare delle esperienze passate.

I risultati del lavoro hanno mostrato che i dipendenti che avevano imparato nuove cose e avevano affrontato varie sfide avevano una migliore prestazione cognitiva, specialmente se donne o anziani.

Lo studio ha mostrato anche che uomini e donne che erano in posti di lavoro che li esponeva a un ambiente insalubre sperimentavano maggiore declino mentale.

I ricercatori dicono che sono nocivi ambienti in cui circolano sostanze chimiche, muffe e troppo rumore.

Da qui l’importanza di creare posti di lavoro che coinvolgano i lavoratori nel processo decisionale. E anche se il declino mentale è normale nell’invecchiamento, la funzione cognitiva beneficia di esercizi di stimolazione del cervello nel lungo termine, come pure un ambiente sano che viene pulito regolarmente.

Lo studio è stato pubblicato nel ‘Journal of Occupational and Environmental Medicine’.

Elezioni dei sindaci: ben gli sta

Mentre fa notizia in tutto il mondo l’elezione a sindaco di Roma di Virginia Raggi, avvocato 37 anni, i principali media del globo parlano di bruciante sconfitta per Matteo Renzi, mi piace fare qualche riflessione.

Sono certa che ormai non è più l’anti-politica a vincere, come ha riconosciuto lo stesso Matteo Renzi, ieri, e come, in molti, per tanti anni, si sono ostinati a voler pensare.

Viene dai cittadini la richiesta di una politica nuova, che, almeno un po’ riesca a superare le corruttele e gli intrighi do palazzo.

La vittoria di Virginia Raggi a Roma e diChiara Appendino a Torino, entrambe del Movimento 5 Stelle, ne è la chiara dimostrazione, anche se non ci si può illudere che sia possibile una società perfetta.

A Roma, nei mesi passati, non era usuale udire dai cittadini dire che ‘era meglio quando era peggio’, riferendosi all’epoca pre-berlusconiana, quando c’era un gruppo che ‘mangiava’, ma che faceva ‘mangiare’, non come quelli degli ultimi decenni che ‘mangiano solo loro’.

Sono espressioni popolari brutte, se vogliamo, ma che rendono bene l’idea.

Forse neanche i romani votando Virginia Raggi si sono illusi più di tanto. Sicuramente sporcheranno la ‘bambolina’ di Roma e la trascineranno nei meandri dove onestà e pulizia sono il nemico, ma, magari, uno scossone ci sarà. Io ne ho viste e lette tante che non mi illudo più, anche se in fondo al cuore ho sempre la speranza che un mondo diverso sia possibile.

Quanto al Partito Democratico…esso ha perso alla grande e peggio verrà. Era immaginabile e anche auspicabile la precoce disfatta vista l’ascesa usurpatrice di Renzi.

Se il Partito Democratico fosse stato più lungimirante avrebbe lasciato correre Renzi a posto di Bersani, anziché ostacolarlo, nelle ultime elezioni. L’ex sindaco di Firenze con la sua comunicativa avrebbe attirato voti e il Pd avrebbe vinto.

Invece il Pd è arrivato primo nelle ultime elezioni (per usare le parole di Bersani), ma non ha vinto. I numeri ottenuti non permettevano e non hanno permesso di poter fare cose diverse da quelle che sono state fatte.

E Renzi non ha potuto fare niente che non avrebbe potuto fare anche Enrico Letta.

In fondo, anche l’ex Premier Letta si era avviato bene e si stava guadagnando la stima internazionale, iniziando a riportare l’Italia fuori dalle secche in cui era caduta.

A che è servito scalzare Letta per metterci Renzi? A nulla, perché con i numeri usciti dalle scorse elezioni niente si poteva fare senza scendere a discutibili compromessi.

Ora, quattro sbarbatelli vorrebbero anche cambiare la Costituzione. E’ auspicabile che non ci riescano.

Più che la Costituzione vanno cambiate le persone, vanno sconfitti i poteri del malaffare e i loro alleati, anche politici. Per questo, le leggi che ci sono bastano e avanzano.

Basterebbe forse essere più onesti e trasparenti per costituire maggioranze solide che non leghino le mani agli eletti. In fondo, il popolo non è così bue e se si lasciasse spazio a chi potrebbe ben governare voterebbe compatto e darebbe maggioranze solide.

Il male non è nella Costituzione e nel parlamentarismo, che pure hanno i loro difetti, ma è da ricercarsi all’interno dei partiti e delle loro strutture, che spesso non permettono l’emergere di astri nascenti. E’ da ricercarsi nelle connivenze col malaffare, nelle persone, e non nelle leggi.

E ridurre i costi della politica si può, senza snaturare la Costituzione, che andrebbe semmai cambiata in modo differente da quello proposto dal Governo Renzi e con procedure maggiormente condivise.

(Paola Ort.)

Un test dice se si è a rischio infarto nei successivi 5 anni

Un semplice test è in grado di dimostrare se una persona ha un aumentato rischio di avere un attacco di cuore nei successivi cinque anni, secondo un nuovo studio britannico.

Il test si basa sulla misurazione dei livelli degli anticorpi specifici nel sangue che il sistema immunitario produce per proteggere l’organismo da virus e batteri.

Questi anticorpi sono le immunoglobuline G (IgG) che quando sono abbondanti nel sangue, c’è un ridotto rischio di eventi cardiaci come l’infarto del miocardio.

Viceversa, quando i livelli sono ridotti, aumenta il rischio di infarto.

Il nuovo studio, pubblicato sulla rivista ‘EBioMedicine’, è stato condotto dai medici dell’Imperial College di Londra (ICL), per 5,5 anni su 1.852 volontari ipertesi quindi ad alto rischio cardiovascolare.

E’ emerso che coloro che avevano livelli più alti di IgG, avevano avuto il ​​20% in meno probabilità di soffrire di qualsiasi evento cardiovascolare. La probabilità di subire un attacco di cuore in loro era ridotta del 34%, rispetto ai coetanei con bassi livelli di IgG.

La protezione era indipendente dai livelli di colesterolo nel sangue e dalla pressione sanguigna.

Solar Impulse 2 ha iniziato l’attraversamento dell’Atlantico

Solar Impulse 2 è decollato lunedì da New York diretto a Siviglia. L’aeroplano solare ha iniziato un attraversamento dell’Atlantico che durarà quattro giorni.

Il volo dovrebbe durare circa 90 ore, o quasi, e Bertrand Piccard non potrà che concedersi dei brevi sonnellini.

Bertrand Piccard è ai comandi del velivolo e dovrebbe volare a circa 50 km/h con batterie che vengono ricaricate con l’energia solare.

Dopo aver attraversato l’Atlantico, Solar Impulse dovrà giungere ad Abu Dhabi.

Solar Impulse 2 aveva lasciato Abu Dhabi il 9 marzo 2015 prima di volare in India, in Myanmar, in Giappone, nelle Hawaii, in California, in Arizona e a New York.

Bertrand Piccard, 58 anni, e il suo connazionale André Borschberg, 63 anni, a turno, si sono avvicendati alla guida.

Pin It on Pinterest