Al via a Modena le “Olimpiadi robotiche”

Sabato 11 e domenica 12 gennaio a Expo Elettronica a ModenaFiere quattro piccoli robot – interamente programmati da studenti modenesi – si sfideranno in un torneo di calcetto, in una gara di velocità, in un combattimento di sumo e nel tentativo di uscire da un labirinto. I giovani in gara sono del Corni di Modena – sia dell’istituto professionale che del liceo – e del Cavazzi di Pavullo. Partecipa anche l’istituto “Cerebotani” di Lonato del Garda (BS). Ma Expo Elettronica è anche sinonimo di fumetti e dischi, cosplayer, videogiochi, modellismo e nuove tecnologie open source: tanti settori tematici con un unico biglietto d’ingresso
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Il Premio Virginia Reiter e il Premio Giuseppe Bertolucci tornano a Modena

Giulia Mazzarino, Marina Occhionero e Giulia Odetto: sono queste le tre finaliste selezionate dalla giuria di esperti che domenica 22 settembre al Teatro delle Passioni di Modena si contenderanno la palma della più apprezzata attrice italiana under 35 dell’ultima stagione teatrale. Il Premio Virginia Reiter è un prestigioso appuntamento che da ventiquattro anni omaggia la grande interprete modenese, vissuta tra fine Ottocento e Novecento e prima capocomica italiana. Nel corso della serata sarà inoltre assegnato il VII Premio Giuseppe Bertolucci – le cui finaliste sono Darya Zhovner, Gaia Giraci e Margherita Mazzucco – alla migliore attrice europea tra le nuove generazioni e il Premio Virginia Reiter alla carriera a Maria Paiato, che sabato 21 settembre terrà una Lectio Magistralis sul ruolo dell’attrice

Riconoscere e promuovere la migliore attrice del panorama teatrale italiano nella fase iniziale della sua carriera: è questo l’obiettivo del Premio Virginia Reiter, che torna il 22 settembre e da ventiquattro anni omaggia la grande interprete modenese. L’appuntamento sarà presso il Teatro delle Passioni di Modena dove, a contendersi la palmadell’attrice under 35 che si è maggiormente distinta nel corso dell’ultima stagioneteatrale, saranno Giulia Mazzarino, Marina Occhionero Giulia Odetto. Nel corso della serata – a ingresso libero a partire dalle ore 21.00 – avranno luogo anchele cerimonie di premiazione della settima edizione del Premio Giuseppe Bertolucci – intitolato al regista che ha dato tanto impulso al Premio Reiter e ha ideato il Festival omonimo, e assegnato a un talento scelto tra le migliori attrici europee delle giovani generazioni – e del Premio Virginia Reiter alla Carriera, che quest’anno andrà alla grande interprete italiana Maria Paiato. Finaliste del Bertolucci sono l’attrice russa Darya Zhovner e le interpreti Gaia Giraci Margherita Mazzucco, già viste ne “L’amica geniale”.

A selezionare le vincitrici sarà la giuria di esperti presieduta da Ennio Chiodi e composta da Gianfranco Capitta (il Manifesto), Rodolfo Di Giammarco (la Repubblica), Maria Grazia Gregori (l’Unità) e Maurizio Porro, insieme alla direttrice artistica della manifestazione Laura Marinoni. 

Ma nell’ambito del Premio Virginia Reiter – pensato per celebrare la grande attrice del passato, coeva di Eleonora Duse e di Sarah Bernhardt, da cui era ammirata, interlocutrice di D’Annunzio e prima interprete della Lupa di Verga – saranno poi numerosi gli appuntamenti all’insegna del teatro e del cinema. Già venerdì 20 settembre avrà luogo, in collaborazione con il Poesia Festival dell’Unione Terre di Castelli e le Associazioni Teatrali Modenesi, un omaggio poetico e cinematografico ai Bertolucci. Il Festival Virginia Reiter nasce infatti nel 2007 da un’idea del regista e sceneggiatore Giuseppe Bertolucci e, per ricordarlo, verranno lette raccolte poetiche scritte dal poeta Attilio Bertolucci e dai suoi due figli Bernardo e Giuseppe. Inoltre presso il cinema Astra verranno proiettati film documentari a cura di Giuseppe e Bernardo Bertolucci. Sabato 21 settembre poi, a partire dalle ore 18.30, al Teatro delle Passioni avrà luogo la Lectio Magistralis sul ruolo dell’attrice a cura di Maria Paiato, vincitrice del Premio Virginia Reiter alla Carriera 2019.A seguire si svolgerà la rappresentazione dei saggi di fine corso degli allievi dell’Accademia Silvio D’Amico di Roma. Mentre, in contemporanea, sempre presso l’Astra, proseguiranno le proiezioni dei film documentario di Giuseppe Bertolucci.

Il Premio Virginia Reiterè realizzato dall’Associazione di Promozione Sociale Virginia Reiter in collaborazione con ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione, ed enti promotori e patrocinanti dell’iniziativa sono il Comune di Modena e la Regione Emilia RomagnaMibact, BPER BancaFondazione Cassa di Risparmio di Modena Amici dei Teatri modenesi, mentre il manifesto del Festival è stato realizzato dal giovane creativo dello IED Andrea Marchi.

 

GIULIA MAZZARINO

Nata nel 1990, dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti si diploma nel 2018 presso la Scuola per Attori del Teatro Stabile di Torino diretta da Valter Malosti. Studia movimento con Alessio Maria Romano per il quale partecipa a “Choròs, il luogo dove si danza”. Incontra Michele di Stefano alla Biennale di Venezia diretta da Antonio Latella e lavora con Raffaella Giordano sul set del film “Capri-Revolution”di Mario Martone.Per il Teatro Stabile di Torino debutta nei panni della “Ragazzina”di Roberto Zucco. Lavora con Valter Malosti ne “La monaca di Monza”per il Teatro Franco Parenti e ancora per il Teatro Stabile di Torino interpreta “Ofelia”nell’Amleto di Valerio Binasco. Sarà Nina ne “Il gabbiano”diretto da Licia Lanera in scena al Teatro Metastasio.

MARINA OCCHIONERO 

Nasce ad Asti e svolge i suoi studi presso l’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma e il Conservatoire d’Art Dramatique di Parigi. Comincia subito a lavorare in teatro diretta da Oscar de Summa negli spettacoli “Riccardo III” e “La Cerimonia”, poi nella ripresa di “In Cerca d’autore” di Luca Ronconi presso il Piccolo Teatro di Milano e con Cristina Comencini nel suo spettacolo “Tempi Nuovi”. La prima esperienza con la telecamera è con “Fuori sede”, cortometraggio diretto da Sergio Rubini; subito dopo esordisce nel film “L’età imperfetta” di Ulisse Lendaro nel ruolo protagonista, è nel cast del film “La ragazza nella nebbia” di Donato Carrisi al fianco di Toni Servillo, Alessio Boni e Jean Reno e prende parte all’opera prima di Alessandro Capitani “In Viaggio con Adele”. Recentemente ha partecipato al film “Il primo Re” di Matteo Rovere e “Genitori Quasi Perfetti” di Laura Chiossone, entrambi usciti nel 2019.
Nella stagione teatrale è stata in tournée con lo spettacolo “Lettere a Nour” per la regia di Giorgio Sangati con Franco Branciaroli e con “Per il tuo bene” per la regia di Pier Lorenzo Pisano. Nella stagione 2020/21 la vedremo nelle serie Sky “Petra” con Paola Cortellesi e in teatro in una nuova produzione del Teatro Metastasio di Prato diretta da Oscar De Summa.

 

GIULIA ODETTO

Si diploma nel 2018 al corso per attori del Teatro Stabile di Torino. Dal 2014 lavora come attrice, cantante (musical e opera) e in produzioni di danza contemporanea. Interessata ai processi di creazione sia dal punto di vista performativo sia registico, nel 2016 fonda la compagnia teatrale “Effetto Pullman”, per cui dirige “Romei e Giuliette” e “Avesta”, opera teatrale di nuova drammaturgia dal forte impatto tecnologico. Dal 2018 è la protagonista femminile di “Tango Glaciale Reloaded” di Mario Martone, spettacolo che le vale la nomina come miglior attrice emergente al premio “le maschere del teatro italiano”. Inoltre collabora

dal 2015 con il “Mirabilia international performing arts festival” Di Fossano (CN), dove è cresciuta diventando, nel 2019, artista associata e iniziando un lavoro di audience engagement sul territorio attraverso la promozione di progetti inclusivi e site-specific. Nel 2018 inizia una fruttuosa collaborazione con il Collettivo EFFE, la cui prima produzione, Epizon, studia l’interazione tra performance, suoni, video e design. Viaggiatrice per necessità, sviluppa progetti performativi in comunità e villaggi esteri: nel 2019 cura la performance “contamination” per l’inaugurazione del “jungle artistic residency” a Ko Chang (Thailand).

Modena, bambini “Cuochi per un giorno”

Sabato 5 e domenica 6 ottobre Modena è la capitale della cucina 0-12 con l’ottava edizione di “Cuochi per un giorno”, il Festival nazionale di cucina per bambini. Decine gli eventi, gli stand e i laboratori in programma: grandi chef come Luca Marchini, Filippo Saporito, Daniele Reponi, Stefano Pinciaroli, Marta Pulini guideranno i piccoli cuochi nella preparazione di numerose ricette, dagli antipasti ai dolci e i bambini cucineranno sulle note dei giovani musicisti dell’Istituto Superiore di Studi Musicali “Vecchi-Tonelli” di Modena. L’appuntamento è presso il Club La Meridiana, alle porte della città. Charity partner dell’edizione di quest’anno sarà la Fondazione Mission Bambini, che sostiene in Italia e nel mondo progetti di assistenza sanitaria, educazione ed emergenza rivolti ai più piccoli

Cucinare coinvolge i cinque sensi, migliora concentrazione, manualità e precisione, arricchisce il vocabolario e allena al rispetto delle regole e alla pazienza, ecco perchè vale la pena iniziare da bambini. Torna a ottobre Cuochi per un giorno (www.cuochiperungiorno.it), il Festival nazionale di cucina per bambini, un’occasione per tutti gli under 12. Sette edizioni, un grande successo: per il 2019 l’appuntamento è sabato 5 e domenica 6 ottobre a Modena, presso il club la Meridiana (Via Sant’Ambrogio 66, a Casinalbo): una villa settecentesca e un parco secolare faranno da sfondo alle creazioni culinarie dei piccoli cuochi. Lo scorso anno oltre 6.000 partecipanti con grembiulino e cappello d’ordinanza hanno messo le mani in pasta per realizzare altrettante ricette, pensate apposta per loro. L’evento è ideato da Laura Scapinelli e dallo staff de “La Bottega di Merlino”, libreria per ragazzi e laboratori creativi di Modena.

Due giornate, decine di appuntamenti e laboratori in cui gli chef in erba potranno annusare, toccare, dosare, impastare, miscelare, modellare, cuocere e mettersi alla prova, imparando tante cose nuove. Non mancheranno vere e proprie lezioni di cucina con cuochi stellati da tutta Italia, per incuriosire anche mamma e papà: hanno  già confermato la loro presenza Luca Marchini, chef stellato del ristorante L’Erba del Re e Trattoria Pomposa di Modena; Filippo Saporito, una stella Michelin, del ristorante La Leggenda dei Frati di Firenze; Marta Pulini, chef di Bibendum Food Experience di Modena; lo chef Stefano Pinciaroli del ristorante PS di Cerreto Guidi, Firenze; il maestro dei panini Daniele Reponi, un po’ oste, un po’ salumiere, e tantissimi altri ospiti in via di definizione.

Ogni piccolo partecipante potrà cimentarsi in fantasiose ricette con la supervisione di uno chef e il supporto di un’atelierista, vivendo un’esperienza ludica ma allo stesso tempo formativa e con la possibilità di imparare le regole del mangiar sano. La novità di questa edizione è…musicale: i bambini verranno accompagnati nella realizzazione delle ricette dalle note dei giovani musicisti del conservatorio di Modena, l’Istituto Superiore di Studi Musicali “Vecchi-Tonelli” che suoneranno dal vivo. Non mancheranno attività interattive collaterali: al Festival saranno presenti numerosi stand per avvicinarsi e conoscere la cucina attraverso diversi linguaggi espressivi.

Ci sarà una libreria golosa spettacoli e storie in cucina, angoli sensoriali, giochi e persino un piatto “intelligente” per creare porzioni a misura di bambino: si chiama Nutripiatto e risponde una volta per tutte all’annosa domanda “Ma quanto deve mangiare un bambino?”. Nutripiatto è il progetto di Nestlé per promuovere i principi di un’alimentazione sana e bilanciata.

Inoltre, attraverso la loro partecipazione, i bambini aiuteranno altri bambini: i fondi raccolti nell’ambito dell’iniziativa andranno a Mission Bambini, charity partner di questa edizione; serviranno infatti a sostenere i progetti di assistenza sanitaria, educazione ed emergenza promossi dalla Fondazione in Italia e nel mondo. In 19 anni di attività Mission Bambini ha sostenuto più di 1.400.000 bambini finanziando 1.600 progetti di aiuto in 75 Paesi (www.missionbambini.org).

Dove e quando: sabato 5 e domenica 6 ottobre dalle 10.00 alle 20.00 alle porte di Modena, presso il club la Meridiana, Via Sant’Ambrogio 66, a Casinalbo.

Modena rivive l’antica storia romana e celtica

Tra Mito e realtà da giovedì 5 a domenica 8 settembre torna al Parco Ferrari di Modena per l’undicesima edizione la rievocazione storica a cura di Crono Organizzazione Eventi che quest’anno approfondisce la più misteriosa delle battaglie tra celti e romani: la Selva Litana, del 216 A.C. Tanti appuntamenti, anche per i più piccoli, tutti gratuiti: spettacoli, concerti, story telling, il tradizionale mercato artigianale con rievocatori, gladiatori, duelli e poi grande attesa per il ritorno della Caupona Mutinensis, l’osteria dell’antica Roma che propone un menù storico rielaborato dalle ricette del tempo, e per le nuove entusiasmanti avventure a due ruote sul carro celtico. Da quest’anno poi Mutina Boica diventa plastic free

Come si viveva all’età del ferro? Ovvero nel periodo che coincise, per la storia di “Mutina”, con l’espansione di Roma verso Nord e la conseguente “romanizzazione” delle tribù celtiche che popolavano la zona? Per scoprirlo basta venire al Parco Ferrarie alNovi Ark di Modena da giovedì 5 a domenica 8 settembre quando, nell’ambito di Mutina Boica, rivive l’antica storia romana e celtica. Giunta all’undicesima edizione, la rievocazione storica a cura di Crono Organizzazione Eventi, realizzata con il contributo del Comune di Modenadella Regione Emilia Romagna e del Mibact – Fondo Nazionale per le Rievocazioni Storiche, quest’anno è dedicata a “Il Mito e i suoi confini”.

Sabato sera, con “Le leggenda della Selva”, rievocatori e attori daranno vita all’episodio di riferimento dell’edizione, avvenuto nell’autunno del 216 A.C. durante la seconda guerra Punica,mentre a seguire andrà in scena ENEA Millenium, opera prima dedicata al viaggio di Enea.

Ma saranno tanti gli appuntamenti, tutti gratuiti: animazioni teatrali a cura del Teatro Storico per cenare insieme alla grande storia antica, conferenze e spettacoli. E poi concerti con i gruppi di celtic rock e folk music più interessanti nel panorama nazionale, come i The Gamblers, gli Shadygrove e i triestini Drunken sailors. Da non perdere il tradizionale Corteo, che partirà dal Novi Ark – l’unica area archeologica di epoca romana in superficie a Modena – e l’esperienza di una corsa su un carro celtico, vera e propria ricostruzione di un carro da guerra boico.

A grande richiesta torna, in una versione rinnovata, la Caupona Mutinensis: l’osteria dell’antica Roma che propone un menù storico rielaborato dalle ricette romane. E poi le tradizionali didattiche a cura dei gruppi storici, il mercatino artigianale con oltre 20 espositori  e il Villaggio dei Ghiottoni, ovvero uno speciale allestimento eno-gastronomico all’insegna dello street food. Torna anche Stuzzica celta: giovedi 5 e venerdì 6, attraverso l’acquisto di un coupon, i banchi del Villaggio dei Ghiottoni proporranno al pubblico un percorso di degustazione a prezzo scontato.

Ogni anno sono migliaia le persone che, all’incrocio lungo la via Emilia, vengono a visitare e a scoprire gli accampamenti storici animati, come l’intera manifestazione, grazie al coinvolgimento di oltre 30 associazioni di rievocazione italiane ed estere, composte da volontari e appassionati,impegnate nel programma culturale di Mutina Boica e dei suoi spettacoli. Quest’anno, tramite la Battaglia della Selva Litana, si indagherà un episodio della storia romana magari meno noto oggi, ma fortissimo nell’immaginario dell’epoca e, al tempo stesso, sarà un’occasione per ritrovare quei racconti che nascono dalle tracce della storia per creare miti, sfumando il senso del reale. Dalla più leggendaria delle battaglie tra celti e romani si passerà ai versi di Omero e Virgilio, grandi epiche fondamentali per definire l’identità dell’uomo passato come presente, per addentrarsi poi nel mondo – scomparso ma non perduto – dei popoli celti, etruschi e romani, di cui così significativamente portiamo ancora su di noi le tracce.

Non mancheranno numerose attività anche per i più piccini, come il battesimo della sella e le passeggiatea cavallo, oltre a didattiche ad hoc per loro: dall’addestramento alla battaglia ai giochi sulla scrittura di celti e romani, dai laboratori sulla lavorazione del vetro e la tessitura fino alla narrazione di miti e racconti e il tiro dell’ascia.

Ma i nostri boschi non vanno solo celebrati, vanno difesi. Perchè il pianeta è uno. Per questo dal 2019 Mutina Boica diventa plastic free non utilizzando più bottiglie di plastica, sacchetti e posate mono-uso.

 

Persona. Maneggiare con cura

Da venerdì 13 a domenica 15 settembre a Modena, Carpi e Sassuolo quasi 200 appuntamenti fra lezioni magistrali, mostre e spettacoli, tutti dedicati al tema “persona”. Tra i protagonisti 53 relatori, di cui ben 24 debuttano al festival. Tra gli ospiti più attesi: Augé, Bodei, Bianchi, Cacciari, Crouch, Ehrenberg, Galimberti, Giovannini, Marzano, Massini, Quante, Recalcati, Rosen, Roy, Severino, Vegetti Finzi. In programma anche otto “menu filosofici” per ricordare Tullio Gregory

Dedicato al tema persona, il festivalfilosofia 2019, in programma a Modena, Carpi e Sassuolo dal 13 al 15 settembre in 40 luoghi diversi delle tre città, mette a fuoco la questione della persona tra diritti, civiltà e fragilità umana. La diciannovesima edizione del festival prevede lezioni magistrali, mostre, spettacoli, letture, giochi per bambini e cene filosofiche. Gli appuntamenti saranno quasi 200 e tutti gratuiti.

Piazze e cortili ospiteranno oltre 50 lezioni magistrali in cui maestri del pensiero filosofico si confronteranno con il pubblico sul tema “persona”, che indica una categoria di lunga durata della cultura europea, fondamento dell’autonomia individuale e dei diritti umani. Sempre immersa in una rete di reciprocità, alla persona si riconduce il principio di dignità, sia nel campo sociale e politico (come per esempio nel caso del lavoro), sia nelle questioni bioetiche di inizio e fine vita. Si indagherà anche il modo in cui l’essere persone – richiamandosi al suo significato originario di maschera – passi attraverso il riconoscimento e la messa in scena del sé in cui si esprime la soggettività di ciascuno.
L’edizione 2019, mentre conferma lo stretto legame con i maggiori protagonisti del dibattito filosofico, presenta ventiquattro voci nuove, su un totale di 53 relatori. Tra gli autori stranieri, due terzi sono al loro debutto al festival.

Tra i protagonisti ricorrenti si ricordano, tra gli altri, Marc Augé, Enzo Bianchi, Massimo Cacciari, Donatella Di Cesare, Roberto Esposito, Umberto Galimberti, Michela Marzano (Lectio “Rotary Club Gruppo Ghirlandina”), Stefano Massini (Lectio “Coop Alleanza 3.0”), Salvatore Natoli, Massimo Recalcati, Emanuele Severino, Carlo Sini, Silvia Vegetti Finzi e Remo Bodei, Presidente del Comitato scientifico del Consorzio.
Tra i “debuttanti”, Michel Agier, Leonardo Caffo, Colin Crouch (Lectio “Gruppo Hera”), Alain Ehrenberg, Paolo Flores d’Arcais, Enrico Giovannini (Lectio “Confindustria Emilia Area Centro”), Danilo Martuccelli, Michael Rosen (Lectio “BPER Banca”), Olivier Roy, Michael Quante.
Il programma filosofico del festival propone anche la sezione “la lezione dei classici”: esperti eminenti commenteranno i testi che, nella storia del pensiero occidentale, hanno costituito modelli o svolte concettuali rilevanti per il tema della persona.

Se le lezioni magistrali sono il cuore della manifestazione, un vasto programma creativo (ancora in corso di definizione) coinvolgerà performance, musica e spettacoli dal vivo. Tra i partecipanti: David Riondino (con un concerto bandistico), Lino Guanciale (in una conversazione su Canetti), Chiara Valerio (in un reading da un suo testo inedito), Lella Costa (in un recital su Edith Stein). Non mancheranno i mercati di libri e le iniziative per bambini e ragazzi.

Oltre trenta le mostre proposte in occasione del festival, tra cui le personali di Vittorio Guida e Luisa Menazzi Moretti prodotte da Fondazione Modena Arti Visive. A Carpi una mostra ai Musei di Palazzo dei Pio presenta incisioni di Picasso, Kirchner e Chagall sul tema della maschera, mentre a Sassuolo una personale di Mustafa Sabbagh è dedicata alla condizione dell’umano.
Prima edizione dopo la scomparsa di Tullio Gregory, il festival omaggerà la figura del grande maestro, tra l’altro, riproponendo alcuni dei più significativi tra i suoi “menu filosofici” per più di settanta ristoranti ed enoteche delle tre città.

Il festival è promosso dal “Consorzio per il festivalfilosofia“, di cui sono soci i Comuni di Modena, Carpi e Sassuolo, la Fondazione Collegio San Carlo di Modena, la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

La Festa del racconto dipana il “tempo”

Il racconto ha un suo festival: dal 29 maggio al 2 giugno torna a Carpi, Campogalliano Novi di Modena e Soliera la Festa del racconto. L’evento, giunto alla sua XIV edizione, vuole “raccontare il tempo”, snodandosi tra memoria, storia, futuro. Lo fa coinvolgendo numerosi protagonisti, tra cui lo scrittore inglese Jonathan Coe, la filosofa Michela Marzano, il drammaturgo Stefano Massini, i giornalisti Ezio Mauro, Ferruccio De Bortoli e Stefano Bartezzaghi, l’attore Kim Rossi Stuart – al debutto con un libro di racconti – e perfino il fisico Guido Tonelli e il climatologo Luca Mercalli. 50 eventi in cinque giorni, tutti gratuiti

Una festa da assaporare parola per parola, che pone l’accento su un tema specifico, il tempo, anche attraverso il racconto, genere letterario che oggi conosce un rinnovato interesse anche nel nostro Paese. Raccontare il tempo è il titolo della XIV edizione della Festa del raccontodal 29 maggio al 2 giugno a Carpi (MO) e nei vicini comuni di Campogalliano, Novi di Modena, Soliera.
Il tempo viene indagato nelle sue molteplici prospettive: memoria, intesa come ricordi individuali e collettivi, che diventano testimonianza e narrazione; storia, come chiave di interpretazione del presente e colonna portante di un futuro tutto da costruire. Autori, artisti e giornalisti esplorano questi aspetti, in dialogo con il pubblico, attraverso la scrittura, la musica, l’arte, per approfondire tematiche che accompagnano la nostra quotidianità e ricordare che lo scorrere del tempo è l’essenza stessa della vita.

Il tema viene affrontato insieme ai grandi nomi italiani e internazionali della cultura, come Jonathan Coe, Michela Marzano, Stefano Bartezzaghi, Ferruccio De Bortoli, Antonio Manzini, Marco Malvaldi, Nadia Terranova, Francesco Piccolo, Annalena Benini, Guido Tonelli, Luca Mercalli e molti altri, con un programma di oltre 50 eventi che vede occasioni di analisi e approfondimento critico, che si allarga verso l’ambito artistico e coinvolge le giovani generazioni con una serie di iniziative appositamente pensate per loro.

Gli approfondimenti con gli autori
La Festa del racconto si apre mercoledì 29 maggio a Soliera con Michela Marzano che invita alla scoperta di ciò che resta quando i ricordi se ne vanno, in un incontro dal titolo “Quell’unica frase che non scompare mai”, partendo dal suo ultimo romanzo Idda (ore 21, Soliera, Nuovo cinema teatro Italia).
Come nasce un giallo? Quali sono le differenze fra giallo, noir, thriller, crime story? Perché piace tanto ai lettori, come testimoniano le classifiche? Giovedì 30 maggio a Campogalliano due autori del giallo italiano contemporaneo – Romano De Marco e Valerio Varesi – si raccontano a partire dai loro ultimi romanzi (ore 21, Campogalliano, piazza Castello).
Venerdì 31 maggio a Carpi Ezio Mauro affronta invece la Storia con S la maiuscola, ripercorrendo le grandi vicende del nostro paese con l’occhio critico del giornalista nel suo intervento “Storia d’Italia” (ore 18.30, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo).
A seguire, Kim Rossi Stuart presenta Le guarigioni, una raccolta di cinque racconti su personaggi curiosi, burberi, inafferrabili e irrisolti, ma anche fragili, buffi e testardi (ore 21.30, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo).
È molto ricco il programma di sabato 1 giugno che vede, tra gli altri, uno dei padri del bosone di Higgs affrontare il mistero primo delle cose: il fisico del Cern Guido Tonelli ci conduce alle origini della vita stessa trasportandoci nel “Non-tempo da cui è nato tutto” (ore 10, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo).
Ci salveremo? O il nostro Paese precipiterà in un nuovo Medioevo? Se lo chiede Ferruccio de Bortoli in un incontro dal titolo “Conquistare il futuro ricordando il passato”: il giornalista parla della deriva populista mettendo in luce anche le colpe e le ambiguità delle élite, della classe dirigente e dei media (ore 15, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo).
Si continua con la nuova sfida di Marco Malvaldi, che in Vento in scatola prova a narrare il mondo dei detenuti con lo spirito della commedia all’italiana, usando il tono lieve che si riserva per le cose serissime, senza abbandonare l’ironia, il gusto del paradosso e l’inventiva che lo contraddistinguono (ore 16.30, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo).
Di preciso, cosa succede quando pubblichi un libro? E dopo? E se hai successo? Lo racconta con la sua voce unica Antonio Manzini, autore amatissimo e creatore del vicequestore più famoso d’Italia, Rocco Schiavone, che si diletta dosando satira e ironia a raccontare il cinismo che pervade l’industria culturale: un reading ispirato al suo ultimo libro, Ogni riferimento è puramente casuale(ore 17.30, Carpi).
Soliero ospita il “Diario d’amicizia”, un confronto tra Roberto Alperoli, Alberto Bertoni, Emilio Rentocchini: tre amici, tre poeti molto diversi. A unificare i loro testi è il grande tema della memoria. Ricordare non è un imperativo ma una necessità che rimanda al rapporto intimo e profondo con il tempo, con il passato e con un presente che di quel passato si nutre (ore 18, Soliera, polo culturale Habitat).
Il pomeriggio si chiude con un sorriso, perché la vita si affronta meglio con uno sguardo “leggero”. Chiara Moscardelli e Federico Baccomo, a partire dai protagonisti dei loro recenti romanzi, raccontano la serrata ricerca di strategie per essere felici, o almeno per sopravvivere (ore 18.30, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo).
Domenica 2 giugno la mattina a Carpi comincia con una riflessione sui tempi strani che stiamo vivendo guidata da Stefano Bartezzaghi, autore del saggio Banalità (ore 10.30, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo).
Nel pomeriggio, Stefano Massini rende omaggio al protagonista della Festa, il racconto, con l’intervento “L’officina delle parole” (ore 16, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo); parte da qui un viaggio fra personaggi lontani nel tempo, epopee, incontri, esperienze umane, emozioni con una sola stella polare: la potenza sempre antica e sempre nuova del racconto.
Tra gli incontri carpigiani più attesi c’è quello con Jonathan Coe su “Paesaggi contemporanei – Raccontare la Brexit”; Coe è riuscito, come pochi altri scrittori contemporanei, a tracciare il ritratto di una nazione, l’Inghilterra, attraverso magistrali affreschi in cui si mescolano la politica, la società e il fattore umano, il lato comico e quello tragico della vita. Incalzato dalle domande di Federico Baccomo, l’autore britannico prova a guardare l’attuale momento storico sotto la lente rivelatoria della letteratura (ore 18.30, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo).
La sera di domenica 2 giugno a Carpi c’è Luca Mercalli con una riflessione sul clima, per ricordare che “Non c’è più tempo” se vogliamo salvare il nostro pianeta, ma anche che esistono modi facili ed efficaci per mettere al riparo il nostro futuro: è venuto il tempo di porli in atto (ore 21, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo).
Il festival si chiude, come da tradizione, a Novi di Modena: l’attore, regista e scrittore Paolo Ruffini lancia un messaggio di positività con l’incontro “La sindrome di UP. E’ tempo di essere felici” (ore 21 Novi di Modena, PAC Polo Artistico Culturale).

Incontri non-stop
Poiché il mattino ha l’oro in bocca, nelle giornate di sabato e domenica lettrici e lettori della Festa possono fare “colazione con i libri” in compagnia di letterati d’eccezione come Paolo Nori o Loredana Lipperini, per scoprire e riscoprire i grandi classici del racconto negli incontri condotti dalla blogger e instagrammer Petunia Ollister.
Gli appuntamenti delle “Istantanee” sono invece momenti dedicati ai libri che procedono per “flash”: una straordinaria storia del tennis con le Vite brevi di tennisti eminenti di Matteo Codignola, e la personalissima Grande Russia Portatile di Paolo Nori.
Dopo il grande successo delle edizioni passate ritornano anche “I dialoghi del cortile”, luogo di confronto tra autori di narrativa italiana stimolati da un moderatore a riflettere sulle loro rispettive opere; partecipano autori e autrici del calibro di Simona Vinci, Beatrice Masini, Nadia Terranova, Loredana Lipperini, Annalena Benini, Giuseppe Culicchia, Margherita Oggero e Giampaolo Simi.

Eventi e spettacoli
Giovedì 30 maggio a Soliera Maria Antonietta, cantautrice pesarese, rende omaggio a “Sette ragazze imperdonabili” di un passato recente e più remoto, in un reading concerto tratto dal suo primo libro: Cristina Campo, Etty Hillesum, Antonia Pozzi, Emily Dickinson, Sylvia Plath, Marina Cvetaeva, Giovanna d’Arco sono tutte donne radicali e impazienti, che meritano di essere ricordate.
Venerdì 31 maggio a Carpi dai ricordi si passa alla storia, quella musicale: in occasione dei 50 anni dal concerto di Woodstock, Gino Castaldo e il Wire Trio di Enzo Pietropaoli propongono la conferenza concerto “Woodstock Revolution!”, un’originale rilettura contemporanea di un evento epocale e irripetibile, che nell’agosto 1969 ha rappresentato l’apice della cultura hippie (ore 21, Carpi, Teatro Comunale).
La giornata di sabato 1 giugno a Carpi si chiude a teatro con un reading a due voci: la giornalista Annalena Benini e lo scrittore Francesco Piccolo raccontano la forza, la caduta, le lettere d’amore e l’eterna, profonda e comica differenza fra uomini e donne (ore 21, Carpi, Teatro Comunale).
A 20 anni dalla morte del più importante cantautore italiano anche Carpi tributa il suo omaggio all’artista genovese: sabato 1 giugno, in seconda serata, la band Flexus e ospiti cantano De Andrè in un concerto dedicato (ore 22.30, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo).

Infoline: per ulteriori informazioni visitare il sito www.festivaldelracconto.it la pagina facebook e il profilo Instagram “Festa del racconto”

Festival della Fiaba: dal 14 al 16 giugno a Modena

Approfondire il genere narrativo della Fiaba attraverso un’indagine intellettuale, antropologica e culturale: a giugno torna a Modena – in una nuova versione itinerante presso il circolo culturale Filatoio e varie location nel quartiere adiacente al Museo casa Enzo Ferrari – il Festival unico sul territorio nazionale per il suo target di riferimento, ovvero il pubblico adulto e consapevole. Tre giorni di narrazioni in voce semplice, conferenze, performance, spettacoli, Workshop e tante iniziative dedicate quest’anno al tema della “Follia”

Modena, marzo 2019 – Conferenze, narrazioni in voce semplice di fiabe della tradizione e non solo, spettacoli, performance, oltre a workshop, momenti dedicati al gusto e altro ancora: tanti gli appuntamenti ideati ad hoc in programma per la sesta edizione del Festival della Fiabada venerdì 14 a domenica 16 giugno presso il circolo culturale Filatoio (via de’ Bonomini 61/63 www.filatoio.com) e varie location nel Quartiere adiacente al Museo casa Enzo Ferrari, vicino al centro storico di Modena. Torna la manifestazione unica sul territorio nazionale per originalità e target di riferimento nata da un progetto di Nicoletta Giberti, performer e regista teatraleche da anni indaga attraverso linguaggi eterogenei il genere “Fiaba” con uno sguardo ampio e profondo. Tema caratterizzante di quest’anno sarà la “Follia”, declinata e indagata in diversi aspetti e sfumature, a cominciare da una serie di conferenze dedicate in cui scrittori, professori e pensatori approfondiranno il filo conduttore proposto dal Festival. Tra gli altri saranno protagonisti – in un ciclo di incontri a ingresso gratuito che si svolgeranno ogni sera al Filatoio – lo scrittore Mario Ferraguti, che parlerà della figura del lupo nelle fiabe, Ivonne Donegani– professoressa universitaria, già direttrice del Dipartimento di Salute Mentale di Bologna e responsabile del progetto Arte e Salute Mentale che, da anni, è impegnata attivamente nei percorsi di de-istituzionalizzazione, promozione della salute e inclusione sociale, in collaborazione con le associazioni di familiari e utenti – e Nicola Bonazzi, drammaturgo e regista, tra i fondatori della Compagnia Teatro dell’Argine, che dal 2012 collabora come guida del laboratorio teatrale con “Gli Amici di Luca”, compagnia nata in seno alla Casa dei Risvegli Luca De Nigris di Bologna.

Nell’ambito della sesta edizione del Festival, quest’anno pensata per un pubblico esclusivamente adulto, ogni evento sarà in dialogo con lo spazio che lo ospita: ecco allora che la camera 22 dell’hotel La Pace sarà la location perfetta per ascoltare la storia di Cappuccetto Rosso, così come lo spazio ProgettoLavoratorio ospiterà alcune conferenze, mentre Loom coworking di Laura Turrini, Factory 107Ron Varadero – dove si importa il Rum – l’Atelier di Andrea Cappucci, lo spazio di Marco Brunetti, l’Officina di restauro di auto e moto d’epoca El Grippo e le botteghe di alcuni artigiani (falegnami e fabbri) accoglieranno altre fiabe ed eventi. Il salone di un appartamento privato sarà un altro luogo a cui accedere – rigorosamente suonando il campanello – per ascoltare una fiaba, restituendo così al pubblico l’atmosfera di casa, mentre il giardino della cultura turca di Modena sarà la sede di una performance itinerante per uno spettatore alla volta.

Tanti anche gli spettacoli – con un biglietto dal costo variabile prenotazione obbligatoria – tra cui, da non perdere, “Il Sapere perduto: un viaggio tra caduta, compimento e metamorfosi”:un percorso itinerante, ideato e diretto da Nicoletta Giberti, direttrice artistica del Festival della Fiaba, dedicato ai disegni di Gea Zoda– figlia dell’artista e incisora Andreina Bertelli e del pittore Italo Zoda, frequentatori tra gli altri di Renato Guttuso, Leonardo Sciascia e Dacia Maraini – che, cresciuta immersa nell’arte e stimolata dal percorso narrativo intrapreso al Festival e dal tema della Follia, per la prima volta in questa occasione mostrerà le sue opere al grande pubblico, in un modo assolutamente originale e “folle”.

E poi performance, come quella della narratrice Anna Tondelli, “accompagnata” da una costumista d’epoca, dedicata a Barbablùe le fiabe della tradizione, che saranno le protagoniste assolute del Festival a loro dedicato. Narrate in voce semplice nei vari luoghi della manifestazione ogni ora e mezza circa, per una capienza che varierà a seconda degli spazi, per mantenere la bellezza dell’intimità della condivisione.

Alla Caffetteria del Filatoio sarà poi servito a qualsiasi ora l’assenzio, in onore della fata verde che tanto ispirò i poeti maledetti attraverso la perdita della ragione e l’incontro con la follia.Mentre il Giardino del circolo sarà l’anima pulsante del Festival, uno spazio dove gustare cose buone da mangiare, dove attendere il proprio turno per andare ad ascoltare una fiaba e soprattutto dove incontrarsi e scambiare parole, pensieri e suggestioni. Lì ci sarà anche la bottega di Lu_Ghirò, attenta artigiana dell’antica arte del ricamo.

Dopo cinque edizioni in cui abbiamo cercato spazi potenti, bellissimi e accoglienti, abbiamo deciso di spostare lo sguardo su un quartiere difficile di Modena, ma che ha un grande potenziale, perchè ricco di verità e libertà– spiega Nicoletta Giberti, direttrice artistica e ideatrice del Festival della Fiaba – Non a caso il Filatoio sorge esattamente lì e, da due anni, brilla e brulica di iniziative e persone che lo frequentano entusiaste e grate di ciò che incontranoPerché l’intento del Festival della Fiaba è anche quello di portare luce e bellezza in questi luoghi, per aprire riflessioni personali e collettive. E la manifestazione nasce dallo stesso impulso che nel tempo ha mosso l’uomo a raccontare fiabe: l’incontro con il substrato inconscio e l’effetto vivificante che se ne trae, raccontandole, leggendole o semplicemente ascoltandole. La fiaba è fatta di simboli che si ripetono dalle origini in tutto il mondo, ed è nata per gli adulti, i bambini erano ascoltatori occasionali, di passaggio“.

Ecco allora un Festival unico su tutto il territorio nazionale, che ricrea quello che un tempo veniva definito “focolare”, celebrando il rito della narrazione e predisponendo i suoi visitatori a uno stato di ascolto, perché le fiabe mettono in scena da sempre la stessa storia: l’identificazione del sé. Ogni volta che una fiaba della tradizione viene raccontata, qualcosa di prezioso viene condiviso e compreso da tutti in un’epifania personale e collettiva.

 

Il Festival della Fiaba, che gode del Patrocinio della Regione Emilia Romagna e del Comune di Modena, oltre che dell’Università di Bologna, dipartimento di Scienze dell’Educazione.