No al cellulare mentre si guida: bene, ma serve anche l’educazione

“Finalmente Governo e Parlamento hanno capito che serve un segnale forte per ridurre il numero di incidenti stradali causati dalla distrazione alla guida ed in particolare dall’utilizzo dei cellulari. Monitoreremo i lavori parlamentari per verificare che non ci siano passi in dietro sul testo approvato ieri in Commissione alla Camera”. Lo ha affermato Carmelo Lentino, portavoce di BastaUnAttimo, la campagna nazionale sulla sicurezza stradale e contro le stragi del sabato sera, promossa anche da AssoGiovani e Forum Nazionale dei Giovani.

“I provvedimenti repressivi, sia pur necessari, non sono tuttavia sufficienti. In particolare verso i giovani che continuano ad essere la fascia più colpita ed è per questo che si deve lavorare per far comprendere, fino in fondo, i rischi di una guida contraria al rispetto delle regole – ha aggiunto Lentino – altrimenti è evidente che ogni sforzo sarà inutile”.
“Questo è un tema serio, il problema è principalmente culturale e sull’educazione dobbiamo lavorare, partendo sin dai primi anni dell’istruzione obbligatoria. Serve – ha concluso il Portavoce di BastaUnAttimo – investire per aumentare i controlli sulle strade ed il coordinamento tra le forze di polizia. Anche su questo devono intervenire il Governo è il Parlamento, ed ancora una volta li invito a dotare questo Paese di un’Agenzia Nazionale sulla Sicurezza Stradale. Una struttura che, tra le varie cose, si occupi anche del coordinamento tra tutte le Istituzioni e gli operatori del settore”.
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Allarme smartphone alla guida

Manda messaggi al volante quasi per il 60% dei giovani, 1 su 5 fa selfie

 

Non fa paura neanche il ritiro della patente, che potrebbe essere introdotto a breve

 

 

La maggioranza dei automobilisti under25 mette a rischio la sicurezza sulle strade usando il cellulare al volante e non si farebbe scoraggiare nemmeno dal ritiro della patente, che potrebbe essere introdotto prossimamente. A rilevarlo è l’indagine“Stetoscopio – Il sentire degli assicurati italiani”, promossa dalla compagnia assicurativa online QUIXA e condotta dall’istituto di ricerca MPS Evolving Marketing Research.

 

Nel complesso, circa il 96% degli intervistati, di tutte le fasce d’età, ritiene che l’uso dello smartphone al volante sia ampiamente diffuso tra gli automobilisti italiani. Sono pochi, però,coloro che ammettono di adottare personalmente questo comportamento: solo il 23,5% confessa di telefonare senza vivavoce o auricolare e il 23% afferma di inviare o leggere messaggi (sms, Whatsapp, e-mail). Insomma, sembra che sulle strade tutti guidino con il cellulare in mano ma nessuno voglia assumersene la responsabilità.

 

La situazione cambia decisamente quando a rispondere sono i giovani, forse più ossessionati dallo smartphone o più disposti ad ammetterlo. Tra i ragazzi dai 18 ai 24 anni, il 41% confessa di usare il cellulare al volante per telefonare (senza auricolari o vivavoce) e oltre il 57% per scambiare messaggi. Circa il 20% arriva addirittura a scattare selfie o aggiornare i social network mentre è alla guida.

 

Per combattere la piaga della distrazione alla guida, nelle scorse settimane è stato annunciato un giro di vite che potrebbe portare all’introduzione di norme più severe, a partire dall’immediato ritiro della patente, di cui oggi è invece prevista la sospensione solo in caso di recidiva nel biennio. Tuttavia, a giudicare efficace questa soluzione per ora è solo il 22% degli italiani, mentre fanno più paura l’aumento delle multe (temuto dal 51%) e dei punti patente decurtati (27%). Un caso particolare è quello del sequestro dello smartphone, che nel complesso è ritenuto un buon deterrente dal 25% degli italiani ma è giudicato inutile dagli under25: solo il 6,1% di loro lo promuove.

 

 

Stetoscopio – Il sentire degli italiani

“Stetoscopio – Il sentire degli assicurati italiani” è una ricerca quali-quantitativa che fa parte del progetto “Stetoscopio – Il sentire degli italiani”, un’indagine periodica che si basa su colloqui di gruppo focalizzati sull’esplorazione del vissuto degli intervistati in relazione ad alcune macroaree costanti che definiscono il clima socioculturale al momento dello svolgimento dello studio.

L’indagine prevede per la fase qualitativa la realizzazione di 8 gruppi 2 volte l’anno in 4 differenti aree geografiche con target misto uomini donne. La fase quantitativa è stata condotta con metodologia CATI (Computer Aided Telephone Interviewing) su un campione di 1.000 casi, rappresentativo della popolazione italiana per sesso, fasce d’età (popolazione adulta 18-75 anni), condizione professionale, area geografica, ampiezza comune di residenza.

La ricerca è realizzata da MPS Evolving Marketing Research, istituto di ricerca indipendente con sede a Bergamo, che si occupa da oltre venti anni di ricerche di mercato e consulenza alle aziende.

 

 

Daniela Di Pietrantonio

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“Finalmente Governo e Parlamento hanno capito che serve un segnale forte per ridurre il numero
Manda messaggi al volante quasi per il 60% dei giovani, 1 su 5 fa selfie
Su Facebook, adesso, si può inviare un messaggio anche a una persona non amica, se

Facebook consente di inviare messaggi anche ai non amici

Su Facebook, adesso, si può inviare un messaggio anche a una persona non amica, se le impostazioni della privacy di quella persona lo consentono.

Ciò è particolarmente utile quando si incontra qualcuno sul social network a cui si vorrebbe dire qualcosa ma non si è certi di volerlo aggiungere agli amici.

La messaggistica verso i non amici va però usata con cautela. Se questi messaggi vengono inviati troppo spesso o sono troppe le persone che segnalano i messaggi come indesiderati o non richiesti, l’account viene automaticamente contrassegnato tramite Facebook.

L’account delle persone che inviano troppi messaggi indesiderati può anche essere bloccato o disabilitato in modo permanente.

Facebook vuole collegare quante più persone è possibile, in modo semplice, ma senza spam.

“Dimenticate i numeri di telefono – ha detto David Marcus, responsabile della messaggistica di Facebook – anche se questo potrebbe sembrare un piccolo cambiamento, si tratta in realtà di uno sviluppo fondamentale”.

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