Scoperte le cellule nervose delle carezze

I ricercatori della Liverpool John Moores University in Inghilterra hanno individuato la struttura e la posizione delle cellule nervose che producono le emozioni collegate alle carezze, a un abbraccio, o più in generale al tocco di un altro essere umano.

La ricerca, pubblicata sulla rivista ‘Neuron’, è la prima fatta sulle cellule nervose coinvolte con le carezze e con le emozioni che provocano.

Gli studiosi hanno scoperto che alcune cellule nervose sensoriali, note come C tattili (CT), sono coinvolte nello stimolare le emozioni causate da un lieve contatto fisico.

Queste cellule, che si trovano nella pelle della maggior parte dei mammiferi, compresi gli esseri umani, mediano i comportamenti sociali, danno agli esseri un senso del “sé” e sono collegate varie aree del cervello.

Il piacere connesso a una carezza o al tocco della pelle rappresenta un processo innato ed è uno dei modi con cui gli esseri umani e gli altri animali stabiliscono un confine tra sé e il mondo esterno.

Tenersi per mano può sincronizzare le onde cerebrali e alleviare il dolore in una coppia,
Il caldo abbraccio di un caro amico o di un parente può ridurre i sintomi

Le cellule nervose possono ricrescere

Una nuova ricerca fatta nell’University of Calgary’s Hotchkiss Brain Institute (HBI) ha scoperto un meccanismo che promuove la ricrescita delle cellule nervose difettose, ripristinando i collegamenti danneggiati dopo un infortunio.

Il dottor Doug Zochodne e il suo team hanno scoperto una molecola chiave che regola direttamente la ricrescita delle cellule nervose danneggiate nel sistema nervoso.

Lo studio è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista ‘Nature Communications’.

Una proteina chiamata Retinoblastoma (Rb) è presente nei neuroni adulti e sembra agisca normalmente come un freno, impedendo la crescita del nervo.

Inattivando la Rb si toglie il processo frenante e i nervi crescono molto più velocemente.

Anche nel cancro, in cui c’è una crescita eccessiva di cellule, Rb funziona anormalmente. Il cancro è in grado di modificare il processo frenante della proteina e di aumentare la crescita delle cellule.

I ricercatori sono stati in grado di arrestare la Rb per un breve lasso di tempo, senza osservare alcun risultato negativo, questo fa ben sperare che un giorno si possano trattare, in modo sicuro, i pazienti affetti da danni ai nervi.

Lo studio ha riguardato il sistema nervoso periferico.

Danni ai nervi periferici possono essere incredibilmente debilitanti, con pazienti che avvertono dolore, formicolio, intorpidimento o difficoltà di coordinamento di mani, piedi, braccia o gambe.

Fonte: http://www.ucalgary.ca/

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