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Il marketing tra influencer, micro influencer e community

I maggiori brand oggi comunicano attraverso strategie online scegliendo testimonial e portavoce come partner per le proprie campagne ma sembrano essere ancora fumose le differenze tra il marketing tramite micro-influencer, influencer e il più recente community marketing.

Sono svariate le azioni di comunicazione che si possono attivare attraverso questi nuovi volti o community “autentiche” così interessanti per le loro audience. Ci sono talmente tante classificazioni che a volte non si sa bene quali siano i vantaggi dell’una o dell’altra. Micro-influencer, influencer, community, a chi rivolgersi per raggiungere dei reali obiettivi di comunicazione e come?

Al.ta Cucina, media tech company e tra le maggiori community di food in Italia, ha pensato di fare un pò di chiarezza. In particolare a disposizione per approfondire le semplici differenze accennate di seguito, Alessandro Tartaglia, Co-founder di Al.ta Cucina, la community di oltre 5 milioni di utenti appassionati di food made in Italy che dal 2018 è diventata una media tech company che fa dialogare gli utenti con i brand sviluppando progetti di comunicazione con partner come Pasta Garofalo, Nen, Uber Eats e tantissimi altri.

Mentre il marketing con influencer famosi è come un passaparola 2.0 che si riconnette a un personaggio che condivide idee, know how e valori con i suoi follower e il cui volto rappresenta un sistema valoriale ben preciso, il marketing con i micro-influencer riguarda le attività con account social seguiti da un minimo di 10 e un massimo di 100 mila follower in un rapporto diretto.

In cosa consiste, invece, il marketing con le community? Se il fine ultimo di un’attività con gli influencer è raggiungere una determinata community, perchè non rivolgersi direttamente a un gruppo, non associato a un volto particolare ma ad una passione, una tematica? Questo definisce il marketing che va oltre un ambassador per raggiungere direttamente degli autentici appassionati che prescindono da una singola figura. Ciò permette ai brand di sviluppare delle conversazioni autentiche legate ad argomenti precisi, di creare un racconto interattivo, che trasformano le più comuni campagne di comunicazione in contenuti di edutainment (intrattenimento educativo) che coinvolgono attivamente la community.

La chiave di questo tipo di attività che vanno oltre l’adv e la branded content è definire azioni win-win, spesso insieme alla community stessa, dove la pubblicità non è più pubblicità ma un contenuto di valore sia per la community sia per il brand.