Capelli in autunno: i consigli della dermatologa per non perdere la testa!

Ottobre è il momento più critico per la chioma, soprattutto se d’estate ha subito i danni del sole e del mare: ecco una semplice guida per capire come -e se – correre ai ripari sfruttando i benefici dell’alimentazione e programmi ad hoc creati dalla dottoressa Maddalena Montalbano

Milano, ottobre 2017. Autunno, cadono le foglie e … i capelli! La tradizione popolare non mente: questo è, infatti, il periodo dell’anno in cui si assiste alla caduta dei capelli che erroneamente si ascrive alla stagione autunnale. È d’obbligo, però, fare un po’ di chiarezza per evitare allarmismi legati a possibili malattie e capire come aiutare la rigenerazione capillare con accorgimenti ad hoc -alimentari, integrativi, cosmetici e comportamentali.

Innanzitutto bisogna dire che, in media, si perdono naturalmente fino a 100 capelli al giorno, numero che, dopo l’estate, può aumentare a causa dello stress subito dalla capigliatura durante l’esposizione al sole” spiega la dermatologa Maddalena Montalbano, medico dermatologo e specialista in medicina estetica a Milano.

Per non perdere, letteralmente, la testa, e favorire il ricambio stagionale è utile agire da subito con una buona alimentazione ricca di principi nutritivi: il super cibo, in questo senso, è il miglio, un cereale antico e spesso dimenticato che vanta, insieme ai semi di zucca, un’azione ricostituente del bulbo capillare poiche’ contiene vitamine, acido folico, ferro, calcio, potassio, magnesio,zinco e cisteina. È consigliabile assumerlo anche sotto forma di integratore insieme ad altri che contengano lattoferrina, biotina e vitamina H.

Dal punto di vista topico, invece, si può agire direttamente sul cuoio capelluto con lozioni e shampoo a base di polipeptidi che promuovono la stimolazione cellulare e quindi la formazione di capelli nuovi. La beauty routine quotidiana deve, perciò, comprendere prodotti che assicurino una detersione dolce, non aggressiva sul sebo, fondamentale per lubrificare il capello, e che abbiano una forte capacità rigenerante, come le maschere specifiche.

Ma se, nonostante questi accorgimenti, la caduta non accennasse a diminuire, diventa d’obbligo una visita dal dermatologo, il solo in grado di stabilire le cause e di trovare la soluzione migliore.

Il primo passo è valutare la salute del capello con un esame, il tricogramma, che permette, con un’analisi microscopica del bulbo, di conoscere le reali cause celate dal processo di caduta” continua la dottoressa Montalbano. “A questo si aggiunge un’anamnesi dello stato di salute generale del paziente, che prevede esami di laboratorio volti a valutare se la perdita del capello sia transitoria oppure dovuta ad altre cause”. Infatti la perdita potrebbe essere legata a problemi di tiroide – iper o ipotiroidismo-, a una carenza di ferro o di vitamina D oppure a una sofferenza causata dal diabete.

Questo tipo di anamnesi permette quindi interventi più mirati che contribuiscono a salvare la chioma, tenendo presente comunque che, in caso di caduta più consistente, i primi risultati si hanno dopo circa 3 mesi.

E chi volesse accelerare il processo di ricrescita cosa deve fare?

La dottoressa Montalbano suggerisce un trattamento dermatologico di iniezioni sul cuoio capelluto di un mix di sostanze rinvigorenti, composte da acido ialuronico e peptidi biomimetici che ridanno forza al capello, assicurandone il rinfoltimento.

Un trattamento professionale, che prevede un ciclo di infiltrazioni ogni 15 giorni per almeno 2 mesi, che assicura da subito risultati visibili e che non ha controindicazioni, dato che sfrutta le capacità naturali dei peptidi presenti naturalmente nel capello” conclude la dottoressa.

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