Inclusione: 6 persone con disabilità diventano barman

Gli amici di TikiTaka – Equiliberi di essere, progetto del distretto di Monza-Desio che ha vinto la selezione della 3^ edizione del Bando Welfare in Azione indetto da Fondazione Cariplo, lo avevano già annunciato prima del periodo estivo: nella serata di martedì 5 settembre, all’interno della bellissima cornice del Parco Tittoni, si terrà l’ultimo appuntamento con la Friends Night, un format di serata che ha visto protagonisti, nei mesi di giugno e luglio, 6 persone con disabilità che hanno dato prova della loro bravura in qualità di barman dopo aver frequentato un corso formativo dedicato a questa professione.

Alla base di questo percorso vi è TikiTaka, nato come un progetto ambizioso oggi è già diventato realtà, affrontando sul territorio di riferimento una questione cruciale per le persone con disabilità: la possibilità di realizzare il proprio percorso di vita all’interno della comunità di appartenenza in rispondenza dei propri desideri, trovandovi non solo un’occasione di inclusione, ma anche la possibilità di esprimere il proprio valore contrastando la rappresentazione purtroppo negativa che spesso si ha della disabilità, associata in prevalenza ad un limite e una mancanza, anziché al suo valore sociale.

La serata del 5 settembre sarà dunque, oltre ad un ottimo pretesto per una rimpatriata post vacanze e un’occasione di svago, un momento per scoprire meglio ciò che TikiTaka rappresenta e la sua spinta innovativa che ha in serbo per il futuro del territorio. Per questa occasione verrà in via esclusiva proiettato gratuitamente il pluripremiato cortometraggio “Altrove – Elsewhere”, diretto dal regista Cesare Cicardini e nato dall’idea di Mauro Melgrati che ha scelto di coinvolgere suo cugino Simone, ragazzo 24enne con disabilità, in un’avventura on the road a Malta, alla ricerca di un luogo nel quale sperimentare la propria indipendenza e riaffermare al contempo la propria originalità. Presenti per l’occasione, al fianco di TikiTaka, anche l’autore e il protagonista del corto, che saranno a disposizione del pubblico prima e dopo la proiezione per rispondere a curiosità, aprendo un dialogo costruttivo sul tema.

Per questa speciale serata, parte dell’incasso del servizio bar verrà devoluto al fine di sostenere le attività presenti e future di TikiTaka, mirate a dare piena fattibilità all’inclusione delle persone con disabilità.

Siamo stati entusiasti sin da subito di ospitare il progetto TikiTaka all’interno delle serate di Parco Tittoni, un festival che nasce per essere uno spazio della Città per tutti i cittadini, un luogo di inclusione e non esclusivo. La Friends Night del martedì è diventato presto un piccolo classico all’interno della programmazione settimanale e anche il pubblico ci si è subito appassionato per merito degli ottimi cocktail e della simpatia dei baristi” – ha dichiarato Andrea Zorzetto, Presidente di Mondovisione Soc. Coop. (ente gestore di Parco Tittoni).

Non resta dunque che segnare in agenda la data del 5 settembre, per una serata i cui ingredienti principali saranno ottimi cocktail, spensieratezza e tanta voglia di scoprire questa nuova identità che il territorio di Monza-Desio sta facendo propria grazie all’attività di TikiTaka – Equiliberi di essere.

L’E171 dei dolci e dei cosmetici può essere pericoloso

Alcuni additivi presenti come nanoparticelle nei dolci non sono senza pericoli, secondo una nuova ricerca fatta in Francia. Il biossido di titanio, additivo noto come E171, in parte costituito da nanoparticelle, è comunemente usato nell’industria alimentare e in quella cosmetica, per lo sbiancamento e per aumentare la luminosità di dolciumi, dei piatti pronti e persino dei dentifrici.

Lo ha rivelato la ricerca condotta da 60 Million de Consommateurs che ha testato 18 prodotti trovando nanoparticelle di diossido di titanio nei biscotti Lu (12%) nelle torte ghiacciate Monoprix Gourmet (100%), nei confetti M & M (20%).

Il biossido di titanio con proprietà ottimizzate di particelle nano, è 50.000 volte più piccolo di un capello umano e passa più facilmente le barriere fisiologiche.

“Sappiamo che le nanoparticelle, a causa delle loro piccole dimensioni, sono in grado di superare la barriera intestinale e finiscono in diversi organi, come il fegato, il cuore, i polmoni, e noi ancora non sappiamo cosa possono diventare” ha detto Patricia Chairopoulos, co-autore dello studio.

La presenza di E171, se è dichiarata sulle etichette, non viene menzionata quando è in nanoparticelle.

La rivista  60 Millions de Consommateurs, è una pubblicazione francese dell’Institut national de la consommation

10 milioni gli italiani al pronto soccorso per dolore acuto, 4/5 per mal di schiena

UN PRIMATO PER L’ITALIA – L’Italia è tra le pochissime nazioni ad essersi dotata di un impianto normativo sulla terapia del dolore, dato significativo e distintivo. La legge 38/2010, infatti, tutela chi ne soffre in maniera cronica, sancendo per tutti i cittadini il diritto all’accesso alla terapia del dolore e alle cure palliative.

La legge 38/2010 pone delle basi importanti, ma è necessario studiarne le applicazioni: le persone debbono sapere che esiste il diritto a non soffrire e il personale sanitario deve saper trattare il dolore nel modo più appropriato” spiega Raffaella Pannuti, Presidente Fondazione ANT, la Fondazione che da quarant’anni è impegnata nelle cure palliative a domicilio. “Il dolore non è solo fisico, ma è anche sociale e morale. L’umanizzazione delle cure, la comunicazione tra medico e paziente, trattare la “Persona” e non solo la malattia: tutto diventa parte della terapia per combattere il dolore in tutte le sue forme”. La nostra fondazione si rivolge ai pazienti colpiti da patologie tumorali in fase avanzata e avanzatissima e considera una priorità la lotta al dolore, sia quello continuativo che quello episodico.

Dal 1978 ad oggi, l’Ant ha assistito oltre 120mila pazienti di tumore in 10 regioni italiane in modo completamente gratuito. “Da uno studio che stiamo facendo con l’università di Padova” prosegue la dott.ssa Pannuti “abbiamo potuto capire che il dolore può essere trattato non solo dal punto di vista farmacologico, ma anche attraverso le innovazioni tecnologiche”.

MEETING SALUTE E TERAPIA DEL DOLORE. Il Meeting Salute di Rimini (20-26 agosto 2017) ospita alcune tra le società scientifiche e le realtà e associazioni impegnate in quest’area. Ai tre grandi incontri in programma si affiancheranno appuntamenti think-tank quotidiani. “In tema di terapia del dolore durante l’appuntamento di Rimini sono previsti tre momenti – afferma il Prof. Gian Franco Gensini Presidente Cesmav Centro Studi Medicina Avanzata. “Il primo approfondirà la legge italiana sul dolore nei suoi diversi aspetti; un secondo verterà su come questa normativa viene accolta nel nostro sistema di innovazione e sui meccanismi  che consentono ai cittadini di avere a disposizione i rimedi più avanzati; nel terzo, infine, parleremo della medicina del dolore applicata alla nostra quotidianità e delle conoscenze in merito dei cittadini e dei pazienti”. Ancora pochi italiani, infatti, conoscono questo settore della medicina.

COS’E’ LA TERAPIA DEL DOLORE – Il dolore è generalmente sintomo di qualcosa che non va bene, un effetto di una patologia in corso. Quando il dolore diventa cronico, la terapia del dolore assume rilevanza assoluta allo scopo di limitare il disagio, la sofferenza, la compromissione spesso grave della qualità della vita. La terapia del dolore comprende tutti quegli atti farmacologici, interventistici, chirurgici e cognitivo-comportamentali che hanno lo scopo  di ridurre il dolore inutile. In altre parole, si parla di terapia del dolore quando dobbiamo trattare sia il dolore come sintomo che come malattia. Una patologia che affligge il 20% della popolazione italiana, mentre nei Paesi dell’Europa gli interessati oscillano tra il 12 e il 25%. Il dolore colpisce dunque un italiano su cinque e rappresenta un’emergenza sociale a cui bisogna dare grande attenzione.

Da notare che l’impiego della telemedicina, ancora poco diffusa in Italia ma in forte sviluppo in alcun Regioni come la Lombardia, il Veneto, l’Emilia Romagna e il Trentino, può offrire un significativo supporto al controllo del dolore attraverso la sua valutazione e trasmissione a un centro di riferimento, attraverso la possibilità di consultazione del proprio medico, ma anche con la possibilità per il medico di medicina generale di consultare i centri specialistici per suggerimenti riguardo a dolori difficilmente controllabili o alla possibilità di integrazione con trattamenti di medicina complementare” aggiunge il prof. Gensini.

I NUMERI DELLA TERAPIA DEL DOLOREDieci milioni di persone in Italia nel 2015 si sono recate al pronto soccorso per dolore acuto; il 60% delle richieste di intervento con i medici di base avvengono per la stessa ragione. Tra i fattori di rischio per l’insorgenza del dolore acuto, i prevalenti sono incidenti stradali, infortuni sul lavoro, incidenti in ambiente domestico, patologie cardiovascolari acute e tumori. Tra le cause del dolore acuto, in evidenza  3 macro-aree: mal di schiena (78% di accessi al pronto soccorso per dolore), cefalea (16%) e coliche renali (5%). A tutto questo va aggiunto il dolore iatrogeno, quale quello dovuto a interventi chirurgici, che in un anno in Italia sono quasi cinque milioni, e in cui il dolore può essere previsto e controllato.

La prevalenza del dolore cronico nella popolazione generale è elevata” dichiara. Giuseppe Civardi, Rappresentante FADOI, società scientifica che raccoglie gli specialisti ospedalieri di medicina interna impegnandosi nella lotta al dolore. “Tra le persone al di sopra dei 65 anni, la percentuale media delle persone con dolore supera il 50%. Inoltre, i pazienti con un numero di condizioni morbose elevato, obesi, a basso livello di scolarità , di sesso femminile sono colpiti con frequenza ancora maggiore”. Partendo da indagini capillari tra i propri associati, FADOI ha realizzato azioni di formazione e di aggiornamento in questo settore già da diversi anni, coinvolgendo nella lotta al dolore anche altre figure professionali con un ruolo fondamentale come il personale infermieristico.

LE PRINCIPALI CAUSE DI DOLORE – In Italia lo studio IPSE (Italian Pain reSEarch, SIMG 2005) attribuisce il 75% delle richieste di intervento del Medico di Medicina Generale per dolore a cause osteoarticolari, seguite a distanza dalle cefalee e dal dolore viscerale (complessivamente 10-12%). “E’ il mal di schiena la principale causa di perdite di giornate del lavoro nel nostro Paese”  spiega il Prof. Gian Franco Gensini, Professore di Medicina Interna, Firenze. “Un intervento utile e opportuno della medicina del dolore non è nel controllare un malessere, ma nell’evitare di compromettere il benessere quando il nostro corpo subisce un intervento chirurgico. Ogni anno in Italia vengono effettuati circa 5 milioni di interventi chirurgici, e molti inducono necessariamente, per la lesione dei tessuti, dolore postoperatorio di entità variabile. Questo dolore può e deve essere controllato per consentire ai pazienti di mantenere il più possibile  le loro condizioni di benessere. Ai presidi farmacologici in uso può aggiungersi il contributo delle medicine complementari o integrative che possono essere utilizzate in modo integrato con i farmaci classici offrendo in alcuni settori ulteriori vantaggi (agopuntura, fitoterapia)”.

Polopositivo, immagini per la Calabria: prorogato il concorso

Prorogato il termine di scadenza per partecipare a Polopositivo, il progetto coordinato scientificamente da Angela Acordon, direttore del Polo Museale della Calabria, e da Nella Mari, storico d’arte, e a cura di Melissa Acquesta e di Gemma-Anais Principe con il supporto tecnico e logistico di Stefania Malerba e Marco Toscano.

Il progetto Polopositivo, finanziato dalla Direzione Generale arte e architettura contemporanee e periferie urbane del MiBACT – Piano per l’arte contemporanea -, si configura come un concorso rivolto a giovani artisti, di età compresa tra i 21 e i 40 anni, italiani e stranieri operanti in Italia, invitati a realizzare scatti fotografici o contributi video che traggano ispirazione dalla frequentazione, osservazione, fascinazione, lettura critica e interpretazione dei luoghi del Polo museale della Calabria.

Le opere, da far pervenire in formato digitale, saranno giudicate da una commissione nazionale di critici, docenti universitari e specialisti del settore, che premieranno due opere per ciascuna sezione.
Ai vincitori delle due sezioni – fotografia e video art – sarà assegnato un premio pari ad euro 2.000,00.
Le quattro opere vincitrici, acquisite dallo Stato, diventeranno testimonial sul territorio nazionale ed internazionale dei beni culturali calabresi con l’obiettivo di favorirne la divulgazione, la riscoperta e conoscenza.

L’intento è quello di indirizzare la ricerca artistica dei partecipanti ad una rilettura del patrimonio artistico calabrese, con l’obiettivo di incrementare le collezioni della Galleria Nazionale di Cosenza e delle altre sedi espositive del Polo museale regionale, tenendo conto dell’interazione tra l’opera proposta e le raccolte preesistenti.
Partendo dalla proprietà del polo positivo di attrarre elettroni, generando un flusso di corrente, il Polo Museale della Calabria intende proporsi come un vero e proprio circuito elettrico: vivo, vitale, capace di promuovere cultura e di irradiare di nuove energie il territorio e il suo patrimonio.

Allo stesso tempo, i poli magnetici si associano a una forza che può essere tanto attrattiva quanto repulsiva, restituendo in maniera positiva quanto di negativo attraggono ed è questo ruolo che il Polo aspira a rivestire, catalizzando e potenziando le energie artistiche, i luoghi e gli istituti culturali del territorio.

Il bando è pubblico ed è  consultabile sul sito internet http://polocalabria-projects.beniculturali.it

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