Mangiare più frutta e verdura aumenta la felicità

Essere felici è anche questione di dieta. Le persone che cambiano la loro dieta e vi incorporano abbondanti insalate e frutta possono avere un significativo miglioramento del loro stato d’animo, secondo un nuovo studio.

Questo miglioramento è indipendente dallo stato di salute e dalle condizioni di vita di una persona e avviene gradualmente nel tempo, secondo i ricercatori dell’Università di Warwick, in Gran Bretagna, e dell’Università del Queensland, in Australia, che hanno condotto lo studio.

La ricerca, fatta su 12.385 australiani, che avevano mantenuto dei diari alimentari dettagliati per sei anni e avevano completato dei questionari sul loro stato d’animo, a intervalli regolari, si è guadagnata la pubblicazione sull’American Journal of Public Health (AJPH).

I ricercatori hanno trovato che, con ogni porzione in più, di frutta e verdura, aggiunta dai volontari nella loro dieta quotidiana, aumentava il livello di felicità, a prescindere da qualsiasi altra cosa accadesse nella loro vita.

Ma questi cambiamenti non si erano verificati con la prima insalata aggiunta, ma a poco a poco, nel corso del tempo.

In un massimo di due anni i benefici sull’umore nei volontari erano apparsi sostanziali.

Donne: la sindrome metabolica abbassa il desiderio sessuale

Le donne in postmenopausa con sindrome metabolica hanno una più bassa attività sessuale, meno desiderio e soddisfazione sessuale, secondo un nuovo studio pubblicato su ‘The American Journal of Medicine’.

I ricercatori per giungere alle loro conclusioni hanno esaminato l’influenza della sindrome metabolica e delle malattie cardiovascolari sulla salute sessuale delle donne dopo la menopausa.

I ricercatori che hanno condotto lo studio, hanno intervistato 376 donne in post menopausa usando un questionario sull’indice della sessualità femminile.

E’ emerso che l’ipertensione, il diabete e il girovita troppo grande erano associati con una diminuzione dell’attività sessuale e i trigliceridi elevati erano legati a un basso desiderio.

I ricercatori hanno esaminato anche vari eventi cardiovascolari e i loro effetti sulla salute sessuale.

Hanno scoperto che un attacco di cuore, i problemi dell’arteria coronaria e l’angina erano associati a un’attività sessuale in diminuzione, senza influenzare il desiderio sessuale o la soddisfazione.

Mentre alcuni eventi cardiovascolari conducono all’abbassamento dell’attività sessuale, lo studio, fatto dai ricercatori della University of California e della San Diego School of Medicine, ha trovato che una diagnosi di insufficienza cardiaca, problemi di circolazione e di ictus non hanno alcuna associazione con la funzione sessuale.

Più si accumulano chili, più la speranza di vita si riduce

Più si accumulano chilogrammi, più la speranza di vita si riduce, secondo uno studio internazionale, fatto su 4 milioni di adulti

Le persone in sovrappeso perdono in media un anno di aspettativa di vita, ma la speranza di vita diminuisce con i chili in più e può raggiungere i dieci anni, in caso di obesità grave, secondo un grande studio pubblicato su The Lancet.

Il lavoro, realizzato con l’analisi dei dati di quasi 4 milioni di adulti di quattro continenti, ha misurato il rischio di morire prematuramente, prima dell’età di 70 anni.

Questo studio “stabilisce conclusivamente che il sovrappeso e l’obesità sono associati con un rischio aumentato di morte prematura”, ha detto all’agenzia di stampa Afp il suo autore principale Emanuele Di Angelantonio, dell’Università di Cambridge (Regno Unito).

“In media, le persone in sovrappeso perdono un anno nell’aspettativa di vita, o tre anni, se sono moderatamente obese”, ha detto Emanuele Di Angelantonio, aggiungendo che le “persone con obesità grave, possono perdere circa dieci anni di aspettativa di vita”.

Con l’obesità “il rischio di malattia coronarica, ictus, di malattie respiratorie e cancro sono tutti aumentati” ha detto Emanuele di Angelantonio.

Lo studio ha trovato anche che l’influenza di sovrappeso o obesità sull’aspettativa di vita è ‘tre volte maggiore nei maschi rispetto alle femmine’.

Mentre il rischio di morire prima di 70 anni è del 19% per gli uomini e dell’11 per cento per le donne, con un indice di massa corporea normale, salta al 29.5 per cento per gli uomini e al 14,6% per le donne moderatamente obese.

Lo studio è il risultato di una collaborazione internazionale e si è basato sull’analisi di 239 lavori, condotti tra il 1970 e il 2015 e per diversi anni, con 10,6 milioni di adulti, in Europa, Nord America, Australia, Nuova Zelanda e Asia.

Per evitare distorsioni legate alla sigaretta o all’esistenza di malattie pre-esistenti, i ricercatori hanno escluso dal loro studio i fumatori e gli ex fumatori, oltre ai malati già cronici all’inizio dello studio e coloro che erano morti entro cinque anni. Alla fine, hanno lavorato sui dati circa 3,9 milioni di adulti.

Lo studio ha coinvolto 500 ricercatori provenienti da oltre 300 istituzioni.

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