Woody Allen nega di aver abusato sessualmente della figlia adottiva

Woody Allen ancora una volta ha negato di aver abusato sessualmente della figlia adottiva Dylan Farrow, in una lettera aperta pubblicata venerdì dal New York Times.

Il regista, 78 anni, dice che amava sua figlia e che è stata la madre, più interessata a sfogare la sua rabbia contro di lui che a pensare al benessere di sua figlia, ad imbeccarla quando aveva 7 anni.

Allen dice di non dubitare che Dylan sia giunta a credere di aver subito degli abusi sessuali, perché se, fin da quando ha sette anni, a un bambino vulnerabile, viene insegnato da una madre forte a odiare suo padre, non è così inconcepibile che, dopo tanti anni di indottrinamento, egli abbia del genitore, dipinto come un mostro, un’immagine radicata distorta.

Dylan Farrow ha sostenuto di aver subito abusi da parte del padre adottivo, all’età di 7 anni, nella soffitta scura della casa della famiglia in Connecticut.

Allen ha detto nella sua lettera che egli crede che Mia Farrow abbia inventato quei dettagli, ispirandosi alla canzone di Dory Previn “With My Daddy in the Attic” (con mio padre in soffitta).

Il regista ha fatto presente che nella soffitta bassa e stretta di quella casa in Connecticut non andava mai. “Mia dimentica che soffro molto di claustrofobia”, ha spiegato.

Allen ha raccontato che quando Mia portò la bimba a una visita medica, la piccola al dottore disse di non essere stata molestata. Allora la madre portò Dylan fuori per un gelato e quando tornarono la bambina aveva cambiato la storia.

Il regista ha osservato: “nessuno vuole evitare che le vittime degli abusi parlino, ma tenete presente che a volte accusano falsamente e che questo è anche qualcosa di terribilmente distruttivo”.

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