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Marche: a Capodanno il brindisi è stato fatto con spumante locale

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Per Coldiretti Marche, sulle tavole di Pesaro, Ancona, Macerata, Ascoli Piceno, e non solo, quest’anno si è brindato con gli spumanti locali. Verdicchio, Bianchello, Vernaccia da uva rossa, Pecorino, Passerina… sono tutti vitigni da cui i produttori vinicoli locali, oltre al classico vino da tavola, ricavano anche degli spumanti, alcuni unici nel loro genere.

E’ il caso della Vernaccia di Serrapetrona, vino da dessert con le bollicine, che ormai non si produce più solo a Serrapetrona, ma anche nei territori limitrofi.

Accanto alla tipica spumeggiante vernaccia rossa, ormai i produttori locali creano anche dello spumante chiaro, ottenuto da uve rosse.

La Vernaccia di Serrapetrona viene prodotta in un territorio molto ristretto che comprende il comune di Serrapretrona e parte dei comuni di San Severino Marche e Belforte del Chienti, in provincia di Macerata. E’ un vino liquoroso antichissimo, le cui origini risalgono, se non a prima, almeno al Medioevo.

La Vernaccia di Serrapetrona è un vino da dessert, che, nella versione secca, si sposa bene anche con salumi e arrosti di carne.

Anche dal Verdicchio e dal Bianchello, accanto ai classici vini da pasto, i produttori marchigiani producono una versione brut, da servire come spumante.

Il Bianchello è diffuso nelle Valli del Matauro, nel Pesarese e nell’Anconetano. Il Verdicchio si produce principalmente in alcune zone di Ancona e Macerata (Jesi, Matelica).

Pecorino e Passerina, a loro volta, si producono più nell’Ascolano (Offida) e negli Abruzzi.

Il Pecorino Spumante Brut nasce da vitigni coltivati su un terreno argilloso ed è vendemmiato ai primi di settembre. Ha un gusto fresco e pieno, e una briosità e fragranza che ne esaltano la persistenza.

Il vitigno Passerina ha origini incerte ma condivide alcune caratteristiche genetiche con le uve di Trebbiano Toscano, da cui potrebbe derivare. L’alto tasso di acidità lo rende particolarmente adatto alla spumantizzazione.

Coldiretti dice che per a bottiglia va tirata fuori dalla cantina un paio d’ore prima e raffreddata in un secchiello con ghiaccio tritato, acqua fredda e sale grosso.

La temperatura migliore per gustare questi vini è compresa fra gli 8 e i 12 gradi.

Non bisogna mai utilizzare del ghiaccio nel bicchiere.

Le bottiglie vanno conservate in una cantina buia, fresca e senza sbalzi di temperatura, in posizione orizzontale.

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