Fuorisalone a Merano WineFestival

Il Fuorisalone di Merano WineFestival: un’esperienza sensoriale nel segno dell’eleganza e dell’alta qualità
Dall’8 all’11 novembre, Corso Libertà si anima con Merano WineCitylife, un percorso ‘fuori salone’ creato al hoc per visitatori e pubblico esterno fra momenti di svago, aree tasting e master experience dedicate a eccellenze enologiche e gastronomiche italiane e internazionali.

Merano – Ritorna ampliato e ricco di novità il Fuorisalone di Merano WineFestival. Ѐ l‘inconfondibile tappeto rosso di Corso Libertà che combina prodotti d’eccellenza e intrattenimento, ospitando alcune delle migliori realtà enogastronomiche italiane e internazionali. Sviluppato al di fuori delle consuete location riservate alla kermesse enologica, dà vita ad un itinerario sensoriale che coinvolge anche il centro storico altoatesino e tutti i suoi ospiti.

Vera e propria vetrina di prodotti d’eccellenza, Fuorisalone Merano WineCitylife propone tutti i giorni dall’8 all’11 novembre, dalle 10.00 alle 20.00, degustazioni, focus ed experience dedicate a territori, aziende e produttori emergenti del panorama italiano. Iconico lo spazio dedicato a Tannico, un originale Double Decker – il bus inglese a due piani – trasformato in wine&cocktail bar, dove ogni giorno due Master Experience propongono degustazioni di bottiglie ricercate, annate eccezionali, perle rare italiane e francesi; oltre ad eventi speciali, colazioni, pranzi e party notturni. Lo stand della Camera di Commercio di Nuoro, sviluppato nell’ambito del concorso enologico nazionale B’NU, ospita uno spazio dedicato alla Sardegna e ai suoi prodotti food&wine con approfondimenti, interventi, mini-lezioni e percorsi di degustazione alla scoperta di vini premiati B’NU 2019 e non solo. Imperdibile l’appuntamento wine & music organizzato da Signorvino, celebre azienda italiana che ha portato nelle principali piazze del Paese vini ricercati e di qualità: in programma tutti i giorni alle 18.00 DjSet in vinile con vini al calice e taglieri in abbinamento, mentre la mattina la colazione è servita con Caffè Illy e Offella Antica di Verona. Per il secondo anno, il Consorzio Garda DOC presenta il corner Spumante Garda DOC con tutte le etichette dei produttori provenienti dal territorio che si estende da Verona a Brescia passando per Mantova, oltre alla novità della nuova collezione Rosé che proprio a Merano fa il suo debutto. Il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, primo terroir produttivo della Lombardia, propone l’Area Bollicine d’Oltrepò, fra esclusivi aperitivi e interessanti incontri in cui le aziende si raccontano. Infine, il Consorzio del Sannio offre un programma di degustazioni guidate dall’AIS, riflessioni con comunicatori e degustatori, aperitivi, finger food e assaggi che vedono protagonisti i prodotti tipici della regione del Sannio. Partecipa al Fuorisalone anche la storica Forsterbräu Meran che per l’occasione apre le sue porte al tappeto rosso della manifestazione e ai suoi visitatori.

Il Fuorisalone prevede un ricco programma di intrattenimento a due passi dal Kurhaus, dove esplorare nuovi territori e culture attraverso un percorso sensoriale che propone esclusive esperienze eno-gourmet. Un’occasione di svago e relax all’insegna dell’eccellenza, che si identifica con l’essenza di Merano WineFestival.

Merano WineFestival apre l’8 novembre con Naturae et Purae

Nella giornata di apertura di Merano WineFestival, la storica manifestazione dedicata al panorama wine&food d’eccellenza presenta un focus dedicato, a dieci anni dalla scomparsa, a Rainer Zierock, il leggendario enologo, le cui visioni hanno lasciato un’impronta influente nel quadro vitivinicolo internazionale, esaltando non solo l‘aspetto della naturalità del vino ma, soprattutto, la sua natura culturale. Tema centrale di Naturae et Purae, un confronto con esperti e interpreti del mondo del vino e dell’alimentazione che suggerisce riflessioni e approfondimenti dedicati a produttori e appassionati del settore.

Dalle 9.30 per l’intera mattinata, l’Hotel Terme Merano ospita la lezione enologica “Nel segno di Zierock” fra documentazioni, testimonianze e filosofie che hanno contraddistinto una visione del vino pionieristica, anticipatrice di molti temi attuali. “…la sua più grande intuizione fu quella di anticipare l’approccio ambientalista alla viticoltura, attraverso la formulazione del Pentagono. Propose una visione olistica della produzione di vino mediante uno schema che richiama il terroir (clima, suolo, vitigno) e l’uomo: depositario di cultura, tradizione ed etica. Senza questi elementi sarebbe solo un’attività economica senza lo spirito delle origini”, scrive di lui il Professor Attilio Scienza, docente di scienze agrarie all’Università degli studi di Milano. Un simposio organizzato nell’ambito di bio&dynamica, l’appuntamento che vede protagonisti vini biologici, biodinamici, naturali, orange, PIWI e vini da agricoltura integrata con la partecipazione di oltre 100 produttori e più di 200 etichette. A seguire, si svolgono due Masterclass dedicate ai vini realizzati o pensati da Rainer Zierock. La prima, “Round Zierock, un viaggio attraverso i vini e l’empatia enologica di Rainer Zierock” e, dalle 14.00 alle 15.00, “Dolo-Mytos – 10 annate di un vino nel mito di e post Zierock”.

Chef rinomati, ospiti d’eccezione e focus sulle tendenze culinarie del momento animano invece The Circle, lo spazio in Piazza della Rena dedicato all’approfondimento in chiave ‘pop’ di Merano WineFestival. È qui che si trova il centro gravitazionale delle “cucine in fermento” di Wild Cooking, l‘evento dedicato al mondo dei cibi naturali e delle fermentazioni spontanee che quest’anno tratta il tema “Muffe, spore e batteri – The Italian Gran Tour”. Dalle 12.00 alle 18.00 si svolgono cooking show e lezioni dal vivo guidate da chef del calibro di Terry Giacomello (les Collectionneurs), del Ristorante Inkiostro presente con le sue contaminazioni tecno-gastronomiche. Ma anche lezioni di gusto a cura di Mattia Baroni (Bad Schörgau) con la sua cucina del benessere, Peter Brunnel con una gioiosa macchina del gusto, Alberto Sparacino (les Collectionneurs), portavoce di una toscanità moderna, Davide Caranchini con una cucina materica e Theodor Falser (les Collectionneurs), esperto di cucina selvatica naturale. Focus e interpretazioni culinarie accompagnate dai vini naturali di bio&dynamica che propongono un’esperienza sensoriale e gastronomica unica.

Bad Schörgau e Naturae et Purae
Prologo dell’appuntamento con Naturae et Purae, dal 6 all’8 novembre, l’importante incontro sui temi della ricerca gastronomica del futuro, organizzato dall’Hotel Bad Schörgau, in collaborazione con il centro NoiTech di Bolzano e il gruppo internazionale Future Food Institute che si conclude con una conferenza stampa dello chef e ricercatore gastronomico Mattia Baroni l’8 novembre nell’ambito di Naturae et Purae.

Charity Wine Masterclasses al Merano WineFestival

Dedicate a tutti coloro che amano il mondo del vino e vogliono approfondire le proprie conoscenze enologiche, ma nello stesso tempo contribuire a sostenere delle attività benefiche. Sono le Charity Wine Masterclasses che si svolgono durante Merano WineFestival all’Hotel Terme Merano. Sessioni di degustazioni verticali che il WineHunter Helmuth Köcher ha realizzato in collaborazione con aziende vitivinicole di eccellenza e selezionati importatori. Esperti appassionati e competenti conducono i partecipanti alla scoperta di vini unici, dai grandi classici ai piccoli tesori nascosti, ognuno a narrare un territorio, una storia, una tradizione. Anche quest’anno il ricavato delle Charity Wine Masterclasses insieme a quello delle Charity Wine Auction sostengono un progetto del Gruppo Missionario di Merano “Un pozzo per la vita”. Merano WineFestival contribuirà all’acquisto di un mulino, di un serbatoio per la torre piezometrica e di servizi igienici con acqua corrente nel centro di accoglienza per ragazzi nella parrocchia di Barbarou, in Africa occidentale. Inoltre, verranno istituite tre borse di studio per i ragazzi che frequentano i corsi di formazione presso la scuola professionale “Don Bosco”.

Questo l’elenco delle masterclasses 2019:

Vitigni resistenti, due scuole a confronto: Friburgo contro Udine
Dolomytos: passione e genialità off limits (Ansitz Dolomytos Sacker)
Cuvée Secrete – quando il paesaggio è arte (Arnaldo Caprai)
LR e Sauvignon Lafòa – Le eccellenze di Colterenzio (Schreckbichl – Colterenzio)
Fiano di Avellino: grande espressione di terroir (Quintodecimo)
Super wines dell’Alto Adige
Barolo & Barbera, l’eleganza del Piemonte (Ca’ Viola)
Jacopo Biondi Santi, tra tradizione e innovazione (Castello di Montepo’)
Oreno, supertuscan di razza (Tenuta Sette Ponti)
Oltrepò: sfumature di Pinot Nero (Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese)
Grüner Veltliner on stage (Austrian Wine Marketing Board)
Verticale storica di Madame Martis – A/R (Maso Martis)
Tradizione, passione e potenzialità del territorio vulcanico (Galardi)
Borgogna: enografia di classe francese (Benjamin Leroux)
Rubesco Riserva: la sfida del tempo (Lungarotti)
Identità e unicità della Sardegna (Argiolas)
Il vino è inclusione: l’esperienza del Montepulciano d’Abruzzo Marina Cvetic (Masciarelli)
Tresoro, a tribute to Riparbella (Duemani – Caiarossa – Tenuta Prima Pietra)
Castello di Brolio: il simbolo del territorio del Chianti Classico (Ricasoli)
Il Monte Bianco in un calice (Les Crêtes)
Underwater Champagne (Jamin)
Champagne, sfida ed eleganza inconfondibili (Champagne Drappier)
Sardegna: una tradizione millenaria – Gli Irripetibili. Vini unici per annata, per tipologia e per vitigno
(Camera di Commercio di Nuoro)
Sardegna: una tradizione millenaria – Rosso Cannonau. Un tasting alla scoperta dei mille volti del Cannonau di Sardegna
(Camera di Commercio di Nuoro)
Alla scoperta dei vini del Sudafrica (Afriwines)
La storia del Sauternes (Château de Fargues)
Sannio: la falanghina, evoluzione storica e bollicine + Caserta: Rossi di terra di lavoro
(Sannio Dop Consorzio di Tutela dei Vini del Sannio – Camera di Commercio di Caserta)

Il vino può ancora concorrere al benessere dell’uomo

Il vino non è un veleno. Il vino è un alimento che può ancora concorrere al benessere dell’uomo. Questa è una delle conclusioni del convegno Naturae&Purae svoltosi l’8 Novembre a Castel Trautmannsdorf nell’ambito di Merano WineFestival. La sua assunzione nelle canoniche modiche quantità fornisce, da sempre, un elemento nutrizionale importante per l’alimentazione umana, specie nell’ambito della dieta mediterranea basata su prodotti come olio extravergine e cereali possibilmente integrali. Parola del Professor Lucio Lucchin, primario di Dietetica e Nutrizione dell’ospedale di Bolzano e tra le massime autorità in materia.
Quattro eventi e un convegno. Conclusa con grande soddisfazione di organizzatori e partecipanti la seconda edizione di Naturae&Purae, il convegno su vini e cibi di “natura pura” ideato da Helmuth Köcher e dal giornalista enogastronomico Angelo Carrillo. Molto positivo il bilancio dei due giorni – 8 e 9 novembre – che hanno preceduto il Merano WineFestival con incontri e performance su vini naturali e cibi fermentati. Uno sguardo al futuro con la tavola rotonda “Il vino che verrà” e il primo salone dei Piwi, i vitigni resistenti alle malattie fungine, cui hanno partecipato ben 20 aziende. Apprezzatissimo anche Wild Cooking, performance gastronomica, che ha portato in scena la cucina dei cibi fermentati, a partire da Alfio Ghezzi, 2 stelle Michelin di Locanda Margon, che con il produttore di mieli Andrea Paternoster, ha realizzato la Merenda Nomade, in cui carne di Yak e il potere enzimatico del miele hanno creato un’esperienza sensoriale memorabile. Di “natura” del vino oltre che di futuro della viticoltura si è parlato nel convegno a ai Giardini di Castel Trautmannsdorf dal titolo “Vino Veleno o Vino Alimento? Alle radici del bere” con personalità di spicco del mondo vitivinicolo, ma non solo.  Attraverso un’ampia panoramica storica e culturale riguardante le bevande fermentate, si è cercato di capire se il vino può essere ancora considerato, nella dovuta misura, un alimento, o se la sua natura alcolica, l’uso di sostanze conservanti come i solfiti aggiunti, su cui si dibatte aspramente ormai da anni, lo abbiano relegato a puro atto sensoriale e ludico. Una provocazione, certo, ma non fine a se stessa. Attraverso le esperienze di due grandi esperti come Andrea Paternoster, celeberrimo apicoltore della Val di Non, che ha raccontato la più antica bevanda fermentata dall’uomo, l’Idromele, ottenuto dalla fermentazione di miele e acqua, e Mario Pojer, tra i più maggiori vignaioli italiani, produttore di Zero Infinito, vino allo “stato puro”, si è cercato di andare alla radice della cultura “del vino” inteso come fermentato alcolico. Uno sguardo sulle fermentazioni ancestrali, da quelle preistoriche, l’Idromele, a quelle contadine dei vini “ardenti” e rifermentati come il Prosecco e il Lambrusco dei secoli passati. L’esperto di cibi fermentati Carlo Nesler ha prodotto invece una prospettiva storica dei cereali fermentati, presenti in tutte le culture umane, decontestualizzando prodotti come il Porridge scozzese, la Mosa, per arrivare alla fermentazione del riso con il Koji da cui si ottiene in Giappone sia il Miso che il Sake. Cibi antichissimi, da cui sono nate anche celebri bevande. Le inquietudini di questi anni focalizzate intorno al tema Vini Naturali e non, hanno quindi trovato un inquadramento storico e scientifico attraverso un percorso tangente e gli studi del Professor Lucio Lucchin, che ha l’identikit del vino all’interno della dieta mediterranea. Partendo dalla demistificazione del celebre studio epidemiologico pubblicato dalla rivista Lancet sulla pericolosità dell’alcol. Il primario di nutrizione e dietologia dell’ospedale di Bolzano noto per le sue ricerche e pubblicazioni sulla dieta (o meglio, le diete) mediterranea ha dimostrato come un modesto consumo di vino, specie quello rosso, favorisca il benessere e una corretta alimentazione. Come avvenuto per millenni nell’area mediterranea. Lorenza Conterno del Centro sperimentale Laimburg che ha invece spiegato natura e caratteristiche della fermentazione di bevande della tradizione contadina come il succo di mela. Quindi Umberto Marchiori (PhD in Scienze degli alimenti – Univ. di Udine, enologo ed agronomo) che ha illustrato le evidenze scientifiche riguardanti la discussa “digeribilità ”del vino attraverso l’utilizzo di lieviti indigeni. Salutismo e giovanilismo, ortoressia ed epicureismo edonistico nelle ricerche di mercato di Pierpaolo Penco, Wine Intelligence: che ha presentato il primo report multimercato sui vini chiamati “SOLA” (Sustainable, Organic & Lower-alcohol Wine) confermando come nel mercato globale i principi dell’agricoltura  biologica siano altamente stimati dal consumatore per concludere un “venditore” di vino fuori dal comune, Gaetano (Gae) Saccoccio grande esperto di Sakè e vini Naturali, ma soprattutto filosofo applicato all’enologia che ha sintetizzato egregiamente il tema del convegno riportando la discussione nel campo della filosofia umana, e evidenziano il bisogno sempre più sentito di un approccio umanistico al “consumo” e ai consumi con “Vino naturale: moda calante o sfida crescente? Mercato o meretricio? Lo smercio dei vini nella lettura mitopoietica”. Il 9 novembre, nel contesto di Wild Cooking in Piazza della Rena, rinomati chef si sono esibiti in spettacolari cooking show dedicati ai cibi naturali e alle esperienze antiche e nuove di fermentazione, mentre all’interno del Kurhaus e delle Terme Storiche nello spazio dedicato a bio&dynamica è possibile degustare selezionati vini biologici, biodinamici e varietà PIWI (ovvero vini derivanti dai nuovi genomi viticoli ottenuti dall’incrocio di viti resistenti alle malattie fungine). Inoltre sarà possibile conoscere la nuova generazione di giovani e spericolati vignaioli e produttori altoatesini di Wild Generation. La due giorni è terminata con un’avvincente tavola rotonda dal titolo “Il vino che verrà, Riflessioni sull’evoluzione di forma e sostanza del vino di domani organizzato da Uva Sapiens”.
Tra i momenti più spettacolari certamente Wild Cooking, con la preparazione di grandi ricette con cibi fermentati a partire da Carlo Nesler (produttore ed esperto) che ha presentato il libro “Il Mondo delle fermentazioni di Sandor Katz, slowfood editore” e un cooking show Shoyu Garum e i suoi fratelli Dalla Roma antica all’oriente estremo. Quindi Michele Vallotti, Chef del Ristorante La Madia a Brione e socio di Cesare Rizzini, titolare di alimento – primo bistro cibi fermentati in con “focacce e gelato in fermento” e dei sui celebri piatti del ristorante la Madia. Quindi Alfio Ghezzi Chef del Ristorante Locanda Margon a Ravina, due stelle Michelin, con la sua “Merenda Nomade” preparata con il celebre apicoltore Andrea Paternoster; quindi Mattia Baroni, del ristorante Castel Flavon di Bolzano, con Eatalive, “Cibo vitale su misura”. Infine Claudio Melis, con il suo memorabile “Ramen in Sardegna”

Merano WineFestival 2018: al via la vendita dei tickets online

Inizia la corsa ai biglietti per partecipare alla 27^ edizione di Merano WineFestival. Ecco le date e gli appuntamenti in programma da non perdere, dal 9 al 13 novembre 2018, dell’esclusiva kermesse enogastronomica internazionale. Novità di quest’anno The Circle, un programma di iniziative di intrattenimento in Piazza della Rena dedicati alle storie di uomini, di cibo, di vino e di territori.

Dal 9 agosto 2018,  gli appassionati food&wine di tutto il mondo possono prenotare con anticipo la loro visita al Merano WineFestival, che dal 9 al 13 novembre animerà il centro città di Merano con una serie di eventi e iniziative volte a scoprire le novità “cacciate” durante l’anno dal WineHunter e patron dell’evento Helmuth Köcher. Per aggiudicarsi l’imperdibile viaggio alla scoperta della selezione dei migliori prodotti vitivinicoli ed enogastronomici italiani e internazionali basterà visitare il sito ufficiale www.meranowinefestival.com e acquistare il proprio biglietto per una o più giornate. Ci sarà, inoltre, la possibilità di partecipare a una delle numerose Masterclass che saranno pubblicate presto online e il cui ricavato va in beneficienza.

Uno sguardo al programma di Merano WineFestival che prevede la prima giornata di venerdì 9 novembre interamente dedicata ai vini biologici e biodinamici con Naturae et Purae, il convegno al Castel Trauttmansdorff di Merano con esperti e interpreti del mondo del vino a confronto sui temi della sostenibilità, della naturalezza e della purezza, e bio&dynamica giornata dedicata esclusivamente ai migliori vini biologici, biodinamici e naturali, di oltre 100 aziende provenienti da tutta Italia, esposti al Kurhaus. Da sabato 10 novembre tornano la Gourmet Arena (da venerdì 9 è già accessibile agli operatori del settore) con le sue specialità enogastronomiche di qualità, e The Official Selection, le oltre 500 aziende italiane che presentano in degustazione i vini selezionati dalle commissioni WineHunter avvenute nel corso dell’anno.

Novità di quest’anno The Circle, un programma di intrattenimento in Piazza della Rena dedicato alle storie di uomini, di cibo, di vino e di territori. E poi il gran finale con Catwalk Champagne, la sfilata delle migliori maison di champagne francese accompagnate da una selezione di eccezionali prodotti culinari che si tiene nell’incantevole cornice della Kurhaus. Anche quest’anno la prestigiosa manifestazione internazionale è presentata in Anteprima all’ippodromo di Merano il 29 e 30 settembre e nella capitale il 13 e 14 ottobre in occasione dell’Anteprima Merano WineFestival Roma all’Acquario Romano.

Il miglior vino del Merano WineFestival è il Palazzi IGT annata 2015

E’ il Palazzi IGT del 2015 della Tenuta di Trinoro il miglior vino del Merano WineFestival. Selezionato tra i 25 Platinum premiati dal The Wine Hunter Helmuth Köcher.

Premiato al Cinema Ariston il miglior vino del Merano WineFestival. E’ il toscano Palazzi IGT annata 2015 di Vini Franchetti Tenuta di Trinoro a vincere su tutti i 25 Platinum del The WineHunter Award – la guida online consultabile gratuitamente sul sito award.winehunter.it – contenente i prodotti selezionati dal “cacciatore dei vini” The Wine Hunter Helmuth Köcher e suddivisi nelle categorie Award ROSSO, GOLD e PLATINUM.

Il prestigioso riconoscimento, realizzato in collaborazione con le Donne del Vino e le contadine altoatesine, è stato assegnato dalla commissione Stehwein di Merano che ha scelto il migliore tra i 25 Platinum premiati all’Hotel Terme Merano.

Andrea Franchetti ha ritirato il premio consegnato da Helmuth Köcher nell’ambito del Merano WineFestival film focus al termine della proiezione del documentario dedicato al NOMA, il ristorante di Copenhagen nominato per quattro anni il migliore del mondo; il precursore del “vino naturale” e dei cibi fermentati. Il primo che già nel 2010 li presentava sulla carta dei vini e nel menu.