Grasso addominale sconfitto

Alcuni tipi di grasso della pancia si accumulano intorno agli organi con l’età, contribuendo all’aumento dell’infiammazione e al declino metabolico, secondo un nuovo studio che può offrire altri modi per affrontare le malattie legate all’età.

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Giù ipertensione, obesità e diabete col cibo senza additivi

Un recente studio pilota ha scoperto che il consumo di alimenti locali, con un minor numero di additivi, può ridurre il grasso addominale, la pressione sanguigna e il rischio di avere il diabete.

Lo studio è stato fatto su piccola scala, ma i risultati sono intriganti, dato che il cibo che mangiamo ha un enorme effetto sulla nostra salute in generale.

Il recente studio, apparso sulla rivista Diabetes & Metabolism, si è concentrato sugli additivi alimentari contenuti negli alimenti trasformati. Secondo gli autori, questi additivi includono sostanze chimiche che l’ industria alimentare utilizza per rendere gli alimenti “appetibili, durevoli e trasportabili su lunghe distanze”.

Per il loro studio, i ricercatori hanno iniziato a studiare l’effetto del consumo di alimenti prodotti localmente. Invece di concentrarsi sul contenuto di grassi e zuccheri, si sono interessati esclusivamente agli additivi, in particolare l’esperimento si è concentrato su formaggi, salumi, pasta, dolci, biscotti e cioccolato, la cui produzione avviene in luoghi distanti.

Invece di chiedere ai partecipanti di eliminare questi prodotti dalla loro dieta, il team ha chiesto ad alcuni di loro di procurarsi gli alimenti localmente. In tutto, 159 partecipanti sani hanno completato lo studio nell’arco di 6 mesi.

Gli scienziati hanno valutato una serie di parametri, tra cui l’altezza, il peso corporeo, la pressione sistolica del sangue e quella diastolica. Tra le altre cose, hanno misurato il grasso addominale e i livelli di ansia e depressione.

Per valutare la depressione, hanno usato un questionario standard chiamato Beck Depression Inventory. Gli scienziati hanno inoltre prelevato campioni di sangue per misurare la glicemia a riposo e i livelli di potassio, di sodio, di insulina, di creatina e del peptide C (indicatore della resistenza all’insulina e della funzione delle cellule beta).

All’inizio dello studio, non c’erano differenze significative tra i due gruppi.

I ricercatori hanno diviso casualmente i partecipanti in due gruppi.

Hanno chiesto ai membri del primo gruppo di acquistare formaggi, salumi, pasta fresca, dolci, biscotti, cioccolato direttamente da alcuni produttori locali, che avevano subito un controllo preliminare per garantire che gli additivi non fossero utilizzati e che tutta la produzione fosse locale. Ad esempio, i formaggi contenevano solo latte, sale e caglio, mentre i dolci non contenevano aromi chimici, antiossidanti o monogliceridi e digliceridi, cose che spesso i produttori utilizzano per migliorare il volume e la consistenza di un prodotto.

I partecipanti al secondo gruppo hanno consumavano gli stessi prodotti, acquistati nei supermercati.

I ricercatori hanno chiesto ai volontari di entrambi i gruppi di seguire la dieta mediterranea e di tenere un diario alimentare dettagliato.

Nel complesso, entrambi i gruppi hanno consumato un numero simile di calorie.

Dopo 6 mesi, i ricercatori hanno ripetuto la serie di test che avevano condotto all’inizio dello studio. In entrambi i gruppi, l’indice di massa corporea e i livelli di sale nel sangue sono risultati inferiori. Tuttavia, c’erano anche differenze tra i gruppi. I ricercatori hanno scoperto che in 6 mesi, i partecipanti al primo gruppo avevano meno resistenza insulinica e livelli di glucosio a digiuno più bassi rispetto a quelli del secondo gruppo.

Inoltre, rispetto alle loro misurazioni iniziali, quelli del gruppo alimentare locale avevano livelli più bassi di grasso viscerale, ridotta pressione sistolica del sangue, e meno depressione.

Nel secondo gruppo, invece, i partecipanti avevano sperimentano un incremento dei livelli di glucosio a digiuno, della pressione diastolica del sangue e del peptide C rispetto, ai controlli iniziali.

Donne magre con grasso addominale, a rischio infarto e ictus

Anche le donne più anziane che hanno un peso sano possono avere maggiori probabilità di sviluppare malattie cardiache quando hanno del grasso in eccesso intorno alla loro pancia, rispetto a quando immagazzinano più grasso nei fianchi e nelle cosce, secondo un nuovo studio.

Mentre il sovrappeso è da tempo legato a un più alto rischio di malattie cardiache, i rischi associati al grasso in eccesso nelle persone con un indice di massa corporea normale non sono così chiari, hanno scritto i ricercatori nell’European Heart Journal.

L’attuale studio ha coinvolto 2.683 donne che erano già in menopausa, ma non avevano malattie cardiovascolari. I ricercatori hanno seguito metà delle partecipanti per almeno 18 anni.

Complessivamente, 291 donne hanno sviluppato malattie cardiache. Le donne con la maggior parte del grasso nella pancia, o una forma a “mela”, avevano avuto il 91 per cento più di probabilità di sviluppare malattie le cardiache, rispetto alle donne con una minore quantità di grasso intorno alla vita.

Il rischio era più pronunciato per le donne che avevano molto grasso sulla pancia e poco grasso sulle cosce. Queste donne avevano tre volte più probabilità di sviluppare malattie cardiache rispetto alle donne che avevano la forma opposta: le cosce più grasse e la pancia piatta.

“La forma a mela era stata associata ad un aumentato rischio cardiaco negli studi precedenti, che si riferivano principalmente all’obesità tra le persone che avevano già un problema di peso”, ha detto Qibin Qi, autore senior dello studio e ricercatore dell’Albert Einstein College di Medicina nel Bronx, New York.

“Il nostro studio ha rilevato, per la prima volta, che tra le donne in postmenopausa con indice di massa corporea normale, il grasso elevato nella pancia è associato ad un aumentato rischio di malattie cardiovascolari, mentre l’elevato grasso delle gambe (forma a pera) è associato a ridotto rischio di malattie cardiovascolari “, ha detto Qi.

Nello studio, le donne che avevano la forma più pronunciata a “pera”, con più grasso sulle cosce, avevano il 38% meno probabilità di sviluppare malattie cardiache rispetto alle donne con una minore quantità di grasso sulla parte superiore delle gambe.

Tutte le donne nello studio avevano un indice di massa corporea sano, compreso tra 18,5 e 24,9.

Quando le donne attraversano la menopausa, possono anche sperimentare cambiamenti nella loro forma fisica e nel metabolismo, poiché più grasso viene immagazzinato intorno agli organi piuttosto che sotto la pelle, notano gli autori dello studio. La distribuzione del grasso corporeo può essere modellata dalla genetica, così come dalla dieta, dall’esercizio fisico.

Ridurre il grasso addominale, con una dieta a basso contenuto calorico e un regolare esercizio fisico può essere utile anche se si è di peso normale.

Grasso addominale pericoloso anche per i magri

Il grasso addominale è un rischio per la salute del cuore, anche se si non si è obesi, secondo un nuovo studio statunitense.

I ricercatori della Mayo Clinic di Rochester, nel Minnesota (Stati Uniti), hanno trovato che non è solo l’obesità ad essere pericolosa.

Lo studio, presentato in una conferenza sulla prevenzione cardiovascolare alla Società europea di Cardiologia, riunita a Lubiana, in Slovenia, dice che le persone con un peso normale ma una grande pancia hanno maggiori probabilità di avere problemi cardiaci rispetto a quelle senza grasso nella pancia, anche se obese.

Per giungere a questa conclusione, i ricercatori hanno esaminato le cartelle cliniche di 1.692 americani ed europei di 45 anni e oltre. Lo studio è iniziato tra il 1997 e il 2000 ed è stato completato nel 2016.

E’ emerso che avere una grande pancia raddoppia il rischio di sviluppare le malattie cardiache.

L’obesità addominale si verifica quando la circonferenza della vita supera il 90% dei fianchi, negli uomini, e l’85% nelle donne.

I ricercatori dicono che le attuali raccomandazioni non prevedono di valutare l’eventuale obesità addominale nelle persone che hanno un peso normale, per cui alcuni non sono consapevoli dell’impatto del grasso addominale sulla loro salute.

Il grasso sulla pancia può aumentare il rischio di cancro

Il grasso sulla pancia nelle donne in postmenopausa può aumentare il rischio di cancro, secondo un nuovo studio, in cui i ricercatori hanno trovato che il rapporto tra grasso addominale e grasso periferico è un predittore indipendente significativo della diagnosi del cancro.

Esaminando dettagliatamente i cancri specifici e i fattori di rischio, i ricercatori hanno determinato che soltanto il tumore al polmone e i cancri gastrointestinali sono associati con il rapporto.

I risultati dello hanno indicato che la distribuzione del grasso del corpo nell’addome è più importante per la riduzione del rischio dei cancri al polmone e gastrointestinali dell’indice di massa corporea o della percentuale di massa grassa.

Lo studio ha trovato che è prioritaria la gestione del peso per le donne in menopausa, che sono inclini a guadagnare peso addominale, come ha detto Line Maersk Staunstrup, studente di dottorato in una società di biotecnologie con base in Danimarca.

Per lo studio, presentato alla Società europea per l’oncologia medica (ESMO) 2017 a Madrid, il team ha incluso 5.855 donne (età media 71 anni) per valutare il grasso corporeo e la composizione di esso. Le donne sono state seguite per 12 anni.

I ricercatori hanno trovato che il rapporto tra grasso addominale e grasso periferico era un predittore indipendente significativo della diagnosi di cancro.

Inoltre, la vecchiaia, la terapia ormonale sostitutiva e il fumo, nonché l’obesità e in particolare la resistenza all’insulina svolgono ruoli specifici nell’aumento del rischio di cancro.

“Gli aumenti di insulina, derivanti da un consumo eccessivo di carboidrati semplici come patate, frumento, riso e mais, provocano un accumulo di grasso che è specificamente viscerale e addominale”, ha spiegato Andrea De Censi, dell’ospedale Galliera di Genova.

Gli esperti consigliano ai pazienti obesi, oltre a perdere grasso con la dieta e l’esercizio fisico, di curare il diabete con farmaci come la metformina, che può ridurre gli effetti dell’insulina e svolgere un ruolo potenziale per la prevenzione del cancro.

Il grasso addominale favorisce il cancro

I ricercatori del Michigan State University (MSU) negli Stati Uniti hanno trovato che una proteina, liberata dal grasso nel corpo, può causare il cancro.

Ad essere nocivo è in particolare il grasso addominale. Lo strato inferiore di grasso addominale, rispetto al grasso sotto la pelle, è la causa più probabile dello sviluppo del cancro, poiché rilascia in misura maggiore questa proteina e favorisce la crescita del tumore.

L’obesità è stata legata a diversi tipi di cancro, tra cui quelli del seno, del colon, della prostata, dell’utero e del rene, ma il solo sovrappeso non determina il rischio.

È l’obesità addominale, e più in particolare sono i livelli di una proteina chiamata fattore di crescita dei fibroblasti-2, che può essere un indicatore migliore del rischio delle cellule di diventare cancerose, hanno detto i ricercatori.

Ci sono due strati di grasso nel ventre. Lo strato superiore, noto come grasso sottocutaneo, che si trova proprio sotto la pelle, e lo strato di grasso viscerale, che è più dannoso.

I ricercatori hanno studiato dei topi alimentati con una dieta ad alto contenuto di grassi e hanno scoperto che il grasso viscerale produce quantità più elevate di proteine ​​del fattore di crescita dei Fibroblasti-2 (FGF2) rispetto al grasso sottocutaneo. Per lo studio,  hanno anche raccolto i tessuti dei grassi viscerali di donne sottoposte a isterectomia.

Hanno scoperto anche che FGF2 stimola alcune cellule già vulnerabili alla proteina e causa la crescita dei tumori.

Ci sono diversi altri fattori del grasso responsabili del tumore, compreso l’ormone estrogeno, che potrebbe influenzare il rischio di cancro, ma gli studi fatti in precedenza non hanno individuato un legame diretto.

Lo studio, fatto nel Michigan State University (MSU) è stato pubblicato sulla rivista Oncogene.

 

Il melone aiuta a sciogliere il grasso

Il melone può aiutare a sciogliere il grasso addominale e a sbarazzarsi di fastidiosi chili di troppo.

Questo frutto contiene solo 80 calorie per 200 grammi, quindi, se si vuole dimagrire può essere un buon alimento.

È possibile seguire un regime di sette giorni a base di melone per dimagrire, ma questo frutto può aiutare anche a stare bene.

Il melone previene il cancro e il diabete, anche se questo frutto è dolce.

Inoltre, poiché è ricco di antiossidanti, fa bene alla salute.

Contiene inoltre carotenoidi che riducono il rischio di insorgenza delle malattie cardiovascolari e di alcuni tipi di cancro.

Queste sostanze, inoltre, vengono trasformate in vitamina A, essenziali per la salute dell’occhio.

Secondo alcuni studi, le persone che avevano mangiato grandi quantità di melone avevano avuto un più a basso rischio di cataratta.

Per una settimana ci si può alimentare così:

mangiare a colazione una fetta di melone e un bicchiere di succo di frutta a base di melone, limone e pompelmo. A pranzo, mangiare un po’ di tacchino alla griglia e dell’insalata, oltre a una fetta di melone. La sera consumare 300 grammi di melone e un bicchiere di latte.

Alla fine della settimana si può aver perso anche 7 kg.

E’ chiaro che la dieta del melone va seguita solo per una settimana e solo se si è in buona salute.