Crescono gli acquisti online

Crescono gli acquisti e la fiducia nei metodi di pagamento online

Da un’indagine di SEMrush, PayPal e PostePay i metodi di pagamento più utilizzati. In aumento anche l’utilizzo dei Bitcoin

Gli italiani comprano sempre più online. Nel 2018 la spesa complessiva B2C per l’e-commerce è stata di oltre 40 miliardi di euro, con il 62% degli italiani che ha fatto almeno un acquisto in rete, e il 2019 non sembra essere da meno. Sono, dunque, lontani i giorni in cui il nostro Paese diffidava dai pagamenti virtuali, preferendo pagare in contrassegno alla consegna del pacco, o fare le proprie spese nei negozi fisici. Ma quali sono i metodi di pagamento online più utilizzati?

Secondo un’analisi effettuata da SEMrush, piattaforma SaaS per la gestione della visibilità online, sono diverse le modalità utilizzate, ma al primo posto si classifica PayPal, seguito da PostePay e, a sorpresa, i Bitcoin.

Probabilmente, a decretare il successo di PayPal è stata la semplicità del suo utilizzo, il fatto che questo “conto virtuale” possa essere collegato sia ad una carta di credito, sia ad un conto corrente, e il fatto che sia ormai accettato dalla quasi totalità dei siti che vendono beni o servizi (anche se non dal colosso della vendita online Amazon.it). Secondo l’indagine SEMrush, nell’ultimo anno il suo utilizzo è stato piuttosto costante, con una media di poco più di 1.383.000 volte al mese.

Il secondo metodo più utilizzato in Italia per fare acquisti online è PostePay, usato circa 1.175.000 mensilmente. Negli ultimi 12 mesi oggetto dell’analisi (ottobre 2018 – settembre 2019) i pagamenti con questo strumento hanno subito un andamento discontinuo, con una generale flessione nei mesi da febbraio a giugno 2019, e due picchi positivi nei mesi di dicembre 2018 e settembre 2019.

Sul terzo gradino del podio troviamo i Bitcoin, usati come metodo di pagamento con una media di oltre 215.800 volte al mese, più dell’American Express (189.000), che si classifica quarta, e molto di più della carta di credito (33.950), appena in ottava posizione. Si tratta di un dato interessante, che merita di essere monitorato nel tempo. I Bitcoin, infatti, fino a non molto tempo fa, erano guardati con sospetto e scetticismo dalla maggior parte dei consumatori, che non riuscivano a comprenderne a pieno il significato. Ancora oggi, la maggior parte dei siti di e-commerce non accetta questo metodo di pagamento, ciononostante, si tratta di uno strumento che, nell’ultimo anno, sembra sia stato utilizzato spesso nel nostro paese. Il mese in cui si è registrato il maggior numero di pagamenti in Bitcoin è giugno 2019 (368.000 volte).

Vale oltre 27,4 miliardi di € l’eCommerce in Italia

Continua il percorso di crescita dell’eCommerce B2c in Italia: il valore degli acquisti online supera nel 2018 i 27,4 miliardi di euro, con un incremento del 16% rispetto al 2017. La crescita del mercato in valore assoluto, pari a 3,8 miliardi di euro, è la più alta di sempre.

Gli acquisti online di prodotto valgono 15 miliardi di euro (+25%), mentre i Servizi 12 miliardi (+6%). Il Turismo (9,8 miliardi di euro, +6%), si conferma il primo comparto dell’eCommerce. Tra i prodotti, si consolidano Informatica ed elettronica di consumo (4,6 miliardi di euro +18%) e Abbigliamento (2,9 miliardi, +20%) e crescono a ritmi molto interessanti Arredamento (1,4 miliardi, +53%) e Food&Grocery (1,1 miliardi, +34%).

Questo lo scenario del mercato del commercio elettronico presentato dall’Osservatorio eCommerce B2c promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Netcomm al convegno intitolato “eCommerce B2c in Italia: cresce il mercato, ma aumenta il valore?”.*

Nel 2018 il valore degli acquisti online a livello mondiale dovrebbe superare i 2.500 miliardi di euro (+20% rispetto al 2017). La Cina si conferma il primo mercato, con oltre 1.000 miliardi di euro (+19% rispetto al 2017) e un tasso di penetrazione dell’online sul totale retail pari al 18%. Seguono gli USA con 620 miliardi di euro (+12%) e 17% di penetrazione e l’Europa con 600 miliardi di euro (+12%) e 10% di penetrazione.” Afferma Alessandro Perego, Direttore Scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano. “In Europa, l’Italia è ancora lontana dai principali mercati eCommerce (Francia, Germania e Regno Unito). Lo sviluppo del nostro mercato deve passare in prima battuta dal potenziamento nell’offerta del Food&Grocery, la prima voce di spesa nel paniere degli acquisti degli italiani. Nonostante l’ingresso di diversi player locali e internazionali in questo settore, l’offerta non ha ancora la capacità di garantire una copertura territoriale capillare: oggi 4 italiani su 5 non possono ancora effettuare online la spesa da “supermercato” con un adeguato livello di servizio.”

Nel mondo vi sono quasi 2 mld di persone che comprano online e in questo contesto negli anni passati l’Italia è rimasta in ritardo nel servire il mercato globalizzato. Questa lentezza ha fatto sì che l’export dei nostri prodotti attraverso il canale digitale perdesse punti, limitandone così la crescita. Il 2018 è sicuramente un anno di svolta per le imprese italiane che hanno deciso di cambiare drasticamente il loro atteggiamento nei confronti del digitale e hanno tutte iniziato sia a investire in tecnologie online sia a servire i clienti digitalmente attraverso i canali fisici. Questo cambio di paradigma ci porterà dei sicuri benefici economici e industriali di cui oggi si vedono soltanto le prime avvisaglie. La possibilità di sfruttare il grande valore del nostro marchio Made in Italy per una platea globale ci porterà a considerare in maniera diversa il sistema competitivo con cui confrontarci nei prossimi anni. Molte imprese italiane, inoltre, hanno ben compreso che i loro clienti sono già entrati in una fase di totale digitalizzazione attraverso l’uso di diversi strumenti tecnologici. Di conseguenza anche la distribuzione fisica, che rappresenta per l’Italia un fiore all’occhiello, può essere ulteriormente valorizzata innestando quelle tecnologie che possono accrescere esperienzialità e personalizzazione del cliente italiano e internazionale, anche in relazione al rapporto costruito col territorio e con i centri della cultura e dello shopping.” dichiara Roberto Liscia, Presidente Netcomm. “.

L’evoluzione del mercato

“L’incremento dell’eCommerce italiano è frutto di dinamiche differenti. Da un lato i prodotti continuano a crescere con un ritmo sostenuto (+25%), spinti dagli ottimi risultati di diversi comparti, alcuni dei quali emergenti. Dall’altro lato ci sono i servizi che, entrati in una fase di maturità, hanno rallentato la crescita (+6%).” afferma Riccardo MangiaracinaResponsabile scientifico dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm Politecnico di Milano”. “I prodotti, i cui acquisti online valgono 15 miliardi di euro, generano nel 2018 circa 260 milioni di spedizioni. La distribuzione geografica dei flussi logistici evidenzia una maggiore concentrazione dell’eCommerce al Nord, con il 56% dei volumi, mentre al Centro e al Sud, con le isole, abbiamo il 23 e il 21% rispettivamente”.

Nei prodotti, Informatica ed elettronica di consumo si conferma come primo comparto, con un valore di circa 4,6 miliardi di euro e un tasso di crescita del 18% rispetto al 2017. Gli acquisti nell’Abbigliamento crescono del 20% e sfiorano i 3 miliardi di euro, non solo grazie al fashion di lusso, ma anche alla componente mass market. Tra i settori che superano il miliardo di euro ce ne sono due contraddistinti da un ritmo di crescita elevato: Arredamento e home living (1,4 miliardi, +53%) e Food&Grocery (1,1 miliardi, +34%). L’Editoria cresce del 20% e vale circa 1 miliardo di euro.

Gli acquisti in tutti gli altri comparti di prodotto valgono insieme 4,3 miliardi di euro nel 2018, in crescita del 29% rispetto al 2017. In questo aggregato si distingue il contributo dei Ricambi auto, con l’acquisto online di pezzi di ricambio e pneumatici per un valore di 652 milioni di euro (+29%), del Beauty, con l’acquisto di profumi e cosmetici per un valore di 435 milioni (+31%), e dei Giocattoli, con 514 milioni (+48%). Nel 2017 i prodotti hanno generato 230 milioni di ordini, con uno scontrino medio di circa 70€.

Nei servizi, il settore Turismo e trasporti, con 9,8 miliardi di euro, si conferma il primo comparto dell’eCommerce italiano. La crescita – +6% rispetto al 2017 – è determinata dagli acquisti di biglietti per i trasporti ferroviari e aerei, dalla prenotazione di appartamenti e case-vacanza (attraverso gli operatori della sharing economy) e dalla prenotazione di camere di hotel. Gli acquisti online nelle Assicurazioni superano quota 1,3 miliardi di euro (+5%) e rimangono focalizzati sulle RC Auto. I comparti di servizio aggregati nell’Altro, grazie a una crescita dell’11%, valgono circa 1 miliardo di euro. Rimangono importanti, in questa categoria, i contributi del Ticketing per eventi e delle Ricariche telefoniche. I servizi hanno generato 50 milioni di ordini negli ultimi 12 mesi, con uno scontrino medio di circa 230 €.

Il tasso di penetrazione degli acquisti online sul totale retail, grazie alla crescita più sostenuta rispetto al canale fisico, guadagna anche quest’anno un punto percentuale, raggiungendo il 6,5%: l’eCommerce, pur avendo un peso assoluto ancora ridotto, si sta appropriando quasi integralmente dell’aumento dei consumi. La penetrazione media passa dal 4% (2017) al 5% (2018) nei prodotti, mentre si avvicina al 10% nei servizi”. Afferma Valentina Pontiggia, Direttore dell’Osservatorio eCommerce B2c. “Rimangono significative le differenze tra i diversi comparti merceologici: si passa dal 34% nel Turismo e trasporti e dal 24% nell’Informatica ed elettronica allo 0,8% nel Food&Grocery. Nel mezzo troviamo Assicurazioni, Arredamento e home living, Abbigliamento ed Editoria con penetrazioni comprese tra il 5% e il 15%”. ”

Un terzo dell’eCommerce è generato attraverso lo smartphone

Nel 2018 gli acquisti online generati attraverso lo smartphone costituiscono il 31% dell’eCommerce totale (era il 25% nel 2017). Il desktop – pur rimanendo il device preferito per fare shopping online – passa dal 67% nel 2017 al 62% nel 2018. Si riduce anche l’incidenza degli acquisti da tablet, che passano dall’8% al 7%. Nei principali comparti di prodotto lo smartphone ha una quota sull’eCommerce totale molto elevata e compresa tra il 32% del Food&Grocery e il 45% dell’Abbigliamento. Nei servizi l’incidenza è più contenuta, tra il 9% delle Assicurazioni e il 18% del Turismo e trasporti, a causa dello scontrino più elevato e del conseguente processo di acquisto più lungo e articolato.

In valore assoluto, l’eCommerce B2c da smartphone supera gli 8,4 miliardi di euro, con un incremento del 40% rispetto al 2017. La crescita in valore assoluto è pari a 2,4 miliardi e rappresenta il 64% di quella dell’eCommerce complessivo.

Cresce l’Export, trainato dall’Abbigliamento

Nel 2018 l’Export, inteso come il valore delle vendite da siti italiani a consumatori stranieri, vale 3,9 miliardi di euro e rappresenta il 16% delle vendite eCommerce totali.

I Servizi, pari a circa 1,3 miliardi di euro (+6% rispetto al 2017), sono spinti dal settore Turismo, grazie ad alcuni operatori del trasporto. I prodotti, grazie a una crescita dell’11%, valgono 2,6 miliardi di euro e rappresentano il 68% delle vendite totali oltre-confine. L’Abbigliamento è il principale comparto nell’esportazione e costituisce circa i due terzi dell’Export di prodotto.

Nonostante l’elevata richiesta di prodotti italiani all’estero, l’Export digitale fatica ancora a decollare, soprattutto in alcuni settori (Arredamento e home living, Food&Grocery), a causa di diversi fattori, tra cui le alte complessità operative (in primis onerosità delle attività logistico-distributive) e legislative. Se da un lato infatti cresce la consapevolezza, da parte delle nostre aziende italiane, delle potenzialità dell’eCommerce come strumento di vendita all’estero, dall’altro spaventa l’assenza di un modello unico di riferimento per operare efficacemente online in un Paese straniero. In questo senso possono aiutare le iniziative di aggregazione e coordinamento di più imprese italiane per valorizzare l’Export digitale verso specifici mercati.

Come risparmiare soldi facendo acquisti online

Gli Italiani acquistano e lo fanno sempre di più online. Il valore degli acquisti online in Italia ha raggiunto nel 2017 i 23,6 miliardi di euro, +17% rispetto al 2016. Il tasso di penetrazione degli acquisti online sul totale retail passa dal 4,9% del 2016 al 5,7% del 2017 con i prodotti al 4% e i servizi al 9%. Gli utenti che hanno effettuato almeno un acquisto online durante il 2017 sono 22 milioni, il 10% in più rispetto al 2016 (dati: Osservatorio eCommerce B2c School of Management del Politecnico di Milano in collaborazione con Netcomm).

Da un’altra ricerca – Statista 2017 UK Survey – emerge che l’88% di chi fa shopping online, almeno nel Regno Unito, non vuole pagare il prezzo pieno e già il 37% degli intervistati dichiara di cercare prodotti con un alto cashback – ovvero che “restituiscono” parte del prezzo pagato. Ma se nel mondo l’industria del cashback vale più di 84 miliardi di dollari, in Italia solo il 2,1% dei consumatori online usa questo tipo di piattaforme.

Nicolò Soldani e Alessandro Bonzi, fondatori del primo sito di cashback in Italia, Bestshopping.com, con più di 200mila utenti iscritti, mille negozi affiliati e 1 milione e mezzo di transazioni mensili, hanno stilato una breve guida al risparmio online. Perché spendere meno si può, basta sapere come fare.

1.    Cerca in modo corretto

Ogni tipo di prodotto va cercato in un modo specifico: è importante scegliere il metodo corretto per trovare l’offerta migliore. Se dobbiamo comprare un elettrodomestico o un apparecchio elettronico dobbiamo procurarci prima il codice EAN, che è una sorta di carta d’identità di ogni prodotto. Inserendo questo codice su Google si otterranno solo i risultati inerenti al modello specifico che cerchiamo (anche il colore). Questi codici si possono trovare nei negozi dei grandi rivenditori come Amazon, Uniero, etc. Per agevolare il confronto si può utilizzare un comparatore di prezzi che mostra 15-20 risultati in ordine di prezzo.

2.    Controlla le spese di spedizione

È un grande classico trovare offerte molto più convenienti di altre per poi vedere che i prezzi “crescono” al momento del pagamento. Molti rivenditori, infatti, abbassano il prezzo dei prodotti, ma alzano le spese di gestione o di spedizione. Del resto, il web è pieno di articoli che consigliano invece di aumentare i prezzi per togliere le spese di spedizione tanto odiate dagli utenti. Il consiglio è di riempire 2,3,4 carrelli su siti differenti e comparare il prezzo finale. Occhio anche alla presenza/assenza dell’IVA: non inserirla in Italia è un illecito, ma a volta succede.

3.    Utilizza siti di cashback

I siti di cashback, come Bestshopping.com, oltre a far risparmiare, danno la possibilità di guadagnare. Non sono come i codici sconto che vengono applicati solo ad alcuni prodotti (merce in saldo o invenduti) e sono limitati nel tempo nei periodi di saldi o nelle giornate di offerte come Black Friday o Cyber Monday. Il cashback, invece, funziona sempre e su tutti i prodotti dei negozi convenzionati. Su Bestshopping.com il risparmio aumenta più acquisti: al momento dell’iscrizione l’utente è un “gatto” (ovvero un utente alle prime armi), ma accumulando cashback può arrivare a essere un “leone” (i livelli sono 14), guadagnando il 100% di quello che spende.

4.    Cerca tra i prodotti usati

Usato non vuol dire rovinato, malfunzionante o sciupato. Online si possono trovare prodotti di seconda mano in buone o perfette condizioni. Vale però una regola: ciò che compriamo usato deve costare almeno la metà del prezzo di prima mano. Gli Italiani sono propensi a questo tipo di commercio: infatti il 48% compra e/o vende usato. Il mercato italiano di seconda mano vale 21 miliardi di euro secondo uno studio di Doxa.

5.    Sì, viaggiare

Il mondo del turismo è un settore complesso, con molta concorrenza. In genere, per i voli, gli affari si fanno acquistando in anticipo e scegliendo di viaggiare in settimana, anziché nel weekend. Tre economisti italiani (che lavorano in 3 differenti università nel Regno Unito e in Italia) hanno realizzato uno studio che dimostra l’andamento a U del prezzo dei voli online. Da circa 70 giorni precedenti al volo i prezzi diminuiscono molto lentamente, fino a toccare il punto più basso circa 10 giorni prima. Invece, durante l’ultima settimana i prezzi aumentano di nuovo e con grande velocità tra il 50 e il 75%. Per quanto riguarda gli hotel, invece, i prezzi sono molto variabili fino all’ultimo minuto, quindi quando si trova un buon prezzo, bisognerebbe approfittarne, senza rimandare l’acquisto.

6.    Abituati a risparmiare

L’attitudine al risparmio deve diventare parte del tuo carattere. Per ogni acquisto online, bisogna sempre ripercorrere ogni passo sopra descritto per accumulare giorno dopo giorno euro da spendere al prossimo acquisto.

Acquisti online: come risparmiare

Gli Italiani acquistano e lo fanno sempre di più online. Il valore degli acquisti online in Italia ha raggiunto nel 2017 i 23,6 miliardi di euro, +17% rispetto al 2016. Il tasso di penetrazione degli acquisti online sul totale retail passa dal 4,9% del 2016 al 5,7% del 2017 con i prodotti al 4% e i servizi al 9%. Gli utenti che hanno effettuato almeno un acquisto online durante il 2017 sono 22 milioni, il 10% in più rispetto al 2016 (dati: Osservatorio eCommerce B2c School of Management del Politecnico di Milano in collaborazione con Netcomm).

Da un’altra ricerca – Statista 2017 UK Survey – emerge che l’88% di chi fa shopping online, almeno nel Regno Unito, non vuole pagare il prezzo pieno e già il 37% degli intervistati dichiara di cercare prodotti con un alto cashback – ovvero che “restituiscono” parte del prezzo pagato. Ma se nel mondo l’industria del cashback vale più di 84 miliardi di dollari, in Italia solo il 2,1% dei consumatori online usa questo tipo di piattaforme.

Nicolò Soldani e Alessandro Bonzi, fondatori del primo sito di cashback in Italia, Bestshopping.com, con più di 200mila utenti iscritti, mille negozi affiliati e 1 milione e mezzo di transazioni mensili, hanno stilato una breve guida al risparmio online. Perché spendere meno si può, basta sapere come fare.

1.    Cerca in modo corretto

Ogni tipo di prodotto va cercato in un modo specifico: è importante scegliere il metodo corretto per trovare l’offerta migliore. Se dobbiamo comprare un elettrodomestico o un apparecchio elettronico dobbiamo procurarci prima il codice EAN, che è una sorta di carta d’identità di ogni prodotto. Inserendo questo codice su Google si otterranno solo i risultati inerenti al modello specifico che cerchiamo (anche il colore). Questi codici si possono trovare nei negozi dei grandi rivenditori come Amazon, Uniero, etc. Per agevolare il confronto si può utilizzare un comparatore di prezzi che mostra 15-20 risultati in ordine di prezzo.

2.    Controlla le spese di spedizione

È un grande classico trovare offerte molto più convenienti di altre per poi vedere che i prezzi “crescono” al momento del pagamento. Molti rivenditori, infatti, abbassano il prezzo dei prodotti, ma alzano le spese di gestione o di spedizione. Del resto, il web è pieno di articoli che consigliano invece di aumentare i prezzi per togliere le spese di spedizione tanto odiate dagli utenti. Il consiglio è di riempire 2,3,4 carrelli su siti differenti e comparare il prezzo finale. Occhio anche alla presenza/assenza dell’IVA: non inserirla in Italia è un illecito, ma a volta succede.

3.    Utilizza siti di cashback

I siti di cashback, come Bestshopping.com, oltre a far risparmiare, danno la possibilità di guadagnare. Non sono come i codici sconto che vengono applicati solo ad alcuni prodotti (merce in saldo o invenduti) e sono limitati nel tempo nei periodi di saldi o nelle giornate di offerte come Black Friday o Cyber Monday. Il cashback, invece, funziona sempre e su tutti i prodotti dei negozi convenzionati. Su Bestshopping.com il risparmio aumenta più acquisti: al momento dell’iscrizione l’utente è un “gatto” (ovvero un utente alle prime armi), ma accumulando cashback può arrivare a essere un “leone” (i livelli sono 14), guadagnando il 100% di quello che spende.

4.    Cerca tra i prodotti usati

Usato non vuol dire rovinato, malfunzionante o sciupato. Online si possono trovare prodotti di seconda mano in buone o perfette condizioni. Vale però una regola: ciò che compriamo usato deve costare almeno la metà del prezzo di prima mano. Gli Italiani sono propensi a questo tipo di commercio: infatti il 48% compra e/o vende usato. Il mercato italiano di seconda mano vale 21 miliardi di euro secondo uno studio di Doxa.

5.    Sì, viaggiare

Il mondo del turismo è un settore complesso, con molta concorrenza. In genere, per i voli, gli affari si fanno acquistando in anticipo e scegliendo di viaggiare in settimana, anziché nel weekend. Tre economisti italiani (che lavorano in 3 differenti università nel Regno Unito e in Italia) hanno realizzato uno studio che dimostra l’andamento a U del prezzo dei voli online. Da circa 70 giorni precedenti al volo i prezzi diminuiscono molto lentamente, fino a toccare il punto più basso circa 10 giorni prima. Invece, durante l’ultima settimana i prezzi aumentano di nuovo e con grande velocità tra il 50 e il 75%. Per quanto riguarda gli hotel, invece, i prezzi sono molto variabili fino all’ultimo minuto, quindi quando si trova un buon prezzo, bisognerebbe approfittarne, senza rimandare l’acquisto.

6.    Abituati a risparmiare

L’attitudine al risparmio deve diventare parte del tuo carattere. Per ogni acquisto online, bisogna sempre ripercorrere ogni passo sopra descritto per accumulare giorno dopo giorno euro da spendere al prossimo acquisto.

Millennial e il matrimonio: sempre più acquisti online

Il sogno, il romanticismo e il glamour delle nozze reali tra Meghan e Harry hanno inaugurato ufficialmente la stagione dei matrimoni per antonomasia.

Dopo aver “sbirciato” tra le pagine dei rotocalchi lo stile della sposa, gli allestimenti, il corteo, i vip invitati e i loro look, lo sguardo si rivolge ora all’Italia.

Come stanno cambiando le percezioni e i desideri degli italiani rispetto al giorno più importante della vita? eBay, oltre a presentare la speciale sezione

dedicata “Tutto per il tuo sì”, ha analizzato il fenomeno attraverso diverse angolazioni, offrendo uno spaccato concreto di come appaia l’Italia in abito bianco.

Dalla ricerca di mercato commissionata dal sito eCommerce è emerso che, nonostante la nostra sia una società con valori in continua evoluzione e gli aspetti più tradizionali sembrino a volte “tentennare”, il 44% degli intervistati, pari a circa 12,9 milioni di italiani, continua a credere nel rito del matrimonio.

Convinzione che interessa anche le generazioni più giovani: il 35% degli intervistati fra i 16 e i 34 anni la ritiene ancora un’istituzione in cui credere.

 Si ha quindi ancora fiducia nel vincolo matrimoniale, ma non si avverte più come un tempo la necessità di spendere cifre importanti per l’organizzazione.

Il 67% dei millenials coinvolti nell’indagine si trova d’accordo, in linea con la media nazionale, nel fare scelte più oculate quando si tratta di matrimonio.

Le occasioni di risparmio diventano uno tra gli argomenti che vengono sempre più presi in considerazione quando si inizia a pensare alle nozze.

Secondo oltre 5 milioni di millennial decidere di fare il grande passo sarebbe più facile se ci fosse un modo per organizzare una bella cerimonia a costi contenuti.

Ed ecco che per riuscire a rimanere nel budget prefissato, che per la maggior parte dei giovani resta fra i 1000 e i 5000 euro, emerge la propensione a ricorrere da un lato al Fai Da Te per alcuni aspetti allestitivi (46% dei millennial intervistati) e, dall’altro, agli acquisti online (72% dei millennial coinvolti comprerebbe online articoli destinati alle proprie nozze).

 Anche per le liste nozze la rete diviene un luogo di scelta interessante, il 56% si dichiara disponibile a crearle personalizzate sul web.

I consumi online dedicati a questo particolare settore salgono e la conferma arriva dai dati di vendita di eBay, che nel 2017 ha registrato complessivamente un acquisto relativo all’organizzazione del matrimonio ogni 7 minuti.