‘Bambini digitali’ e vacanze, cinque regole

Tablet, smartphone, videogiochi e televisioni sempre più interattive: la tecnologia è ormai diventata parte integrante della quotidianità delle nostre famiglie, bambini e bambine inclusi, tanto che da molti anni si parla ormai di bambini digitali.

Soprattutto il tanto agognato ‘telefonino’, l’oggetto miracoloso in grado di catalizzare l’attenzione dei piccoli, è diventato un giocattolo e uno strumento per non annoiarsi. Uno schermo spesso frapposto tra loro e gli adulti ma anche tra i bimbi stessi.

Di questo ed altro la SIPPS ha discusso a Cava de’ Tirreni nel corso della presentazione dell’ultimo libro di Mena Senatore dal titolo “Bambini digitali, L’alterazione del pensiero creativo e il declino dell’empatia”.

E a ridosso delle vacanze estive molti genitori si domandano cosa fare per stimolare il gioco e la curiosità dei figli per evitare che i propri pargoli si isolino dal mondo reale preferendo immergersi in quello virtuale dei media digitali.

La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale suggerisce cinque semplici ma efficaci regole per il periodo estivo:

  • Sin dai primi anni d’età e ancor più negli adolescenti, favorire il più possibile il movimentola socializzazione e le attività di gioco che prevedono un’interazione diretta e non virtuale: utile, per esempio, l’iscrizione a un centro estivo o a un corso sportivo
  • Incentivare la permanenza all’aria aperta, naturalmente con la necessaria protezione nei confronti dell’esposizione al sole e con gli opportuni accorgimenti di sicurezza in relazione al luogo e alle attività
  • Impostare le giornate in maniera regolare: la mancanza di impegni consente certamente di alzarsi più tardi del solito, ma non giustifica un’anarchia dei ritmi, e la durata fisiologica del sonno va assolutamente rispettata
  • Sorvegliare il regime alimentare, sia nella quantità che nella varietà, privilegiando cibi freschi come frutta di stagione e limitando quelli confezionati e a elevato apporto calorico
  • Regolamentare l’utilizzo di smartphone, tablet, computer, videogiochi e televisione: le vacanze dovrebbero servire ai bambini per riscoprire il piacere di stare insieme, di relazionarsi, confrontarsi, rispettare le esigenze altrui, scoprire la natura e, perché no, trascorrere del tempo anche con i coetanei meno fortunati o portatori di malattie o disagi

“L’avvicinamento di bambini e ragazzi alle nuove tecnologie è inevitabile e non può e non deve essere ostacolato – spiega Dottor Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS. “Deve piuttosto essere limitato e guidato verso un uso consapevole e attraverso programmi di alta qualità, compito che spetta in primo luogo ai genitori e agli altri adulti di riferimento, come gli insegnanti”.

“I dispositivi multimediali – aggiunge il Dott. Dott. Leo Venturelli, Responsabile della Comunicazione e della Educazione alla salute della SIPPS – non sono raccomandati nei bambini al di sotto dei due anni d’età, durante i pasti e almeno un’ora prima di andare a letto. Sono assolutamente da evitare programmi contenenti immagini veloci e app che mostrino contenuti violenti e per intrattenere un bimbo che piange o si trovi in luoghi pubblici. Possono invece avere effetti positivi nei bambini sui 3-4 anni di età: se visti insieme a un adulto/genitore possono essere utili per imparare parole attraverso l’utilizzo del video”.

Lo sport sembra dunque essere un’ottima medicina contro la noia e contro il desiderio di rifugiarsi nella tecnologia digitale.

“Secondo le ultime raccomandazioni dell’OMS – informa il Dott. Piercarlo Salari, pediatra responsabile del Gruppo di lavoro per il sostegno alla genitorialità della SIPPS – i bambini di età compresa tra uno e quattro anni dovrebbero praticare almeno 180 minuti di attività fisica ogni giorno, dei quali un’ora di intensità moderata-vigorosa nei bambini tra i tre e i quattro anni. L’Organizzazione Mondiale della Sanità invita inoltre a ridurre il più possibile la permanenza davanti a uno schermo e sottolinea come 8 adolescenti su 10 siano sedentari”.

La diffusione delle tecnologie digitali è inarrestabile. Grazie soprattutto allo smartphone, la loro pervasività giunge fino ai
Ha fatto discutere l'allontanamento forzato dalla madre di un  ragazzo che utilizzava troppo i videogiochi.
I ricercatori dell'Università di Sydney, in Australia, hanno scoperto che è possibile rimandare l'inizio della

Cresce la miopia nei bambini

I ragazzini che passano molte ore su smartphone, console di gioco, computer e tablet mettono a rischio la loro vista. Gli esperti sono preoccupati per i crescenti livelli di miopia nei bambini.Dicono che la cosa migliore che i genitori possano fare per salvaguardare la vista dei loro figli sia di incoraggiarli a trascorrere più tempo all’aria aperta, alla luce del sole.

C’è stata una massiccia ascesa in tutto il mondo della miopia, ha detto Chris Hammond, professore di oftalmologia al King’s College di Londra e consulente oftalmologo dell’ospedale di St Thomas.

La patologia “ha raggiunto livelli epidemici nell’Asia orientale, a Singapore, a Taiwan, nella Corea del Sud, dove circa il 90% dei giovani di 18 anni, adesso, è miope.

Anche in Europa la miopia è cresciuta negli ultimi decenni del 20 ° secolo di circa il 20-30%.

Annegret Dahlmann-Noor, consulente oculista al Moorfields Eye Hospital di Londra, ha detto che la mancanza di luce naturale sembra essere il fattore principale nella crescita della miopia

La mancanza di esposizione alla luce solare diretta, nei bambini che studiano molto e che usano computer, smartphone o tablet pare essere la causa del fenomeno.

I più giovani, alle prese con i dispositivi elettronici, hanno meno opportunità degli altri di correre fuori e sono meno esposti al sole e per questo sembrano essere più a rischio di sviluppare miopia.

Il professor Hammond afferma che può non essere una coincidenza che in Asia orientale, i più miopi siano quelli che si classificano meglio in matematica.

Tablet, smartphone, videogiochi e televisioni sempre più interattive: la tecnologia è ormai diventata parte integrante
L'utilizzo di tablet per terapie musicali o artistiche può essere efficace per gestire l'agitazione tra
Samsung ha brevettato il suo primo smartphone a conchiglia, ossia che si può piegare a

Anziani e demenza: un tablet può aiutare

L’utilizzo di tablet per terapie musicali o artistiche può essere efficace per gestire l’agitazione tra i pazienti con demenza, secondo un nuovo studio.

L’uso del tablet può essere utile anche nei più anziani, anche in quelli con demenza severa, ha detto Ipsit Vahia, della McLean Hospital, negli Stati Uniti, che ha col suo team ha fatto una ricerca basata su precedenti studi secondo cui arte, musica e altre terapie simili possono ridurre efficacemente i sintomi della demenza, senza farmaci.

Utilizzando i tablet e impiegando queste terapie, pazienti e operatori possono anche beneficiare della  flessibilità intrinseca di un computer.

Il tablet dà la possibilità di passare da un’app a un’altra facilmente, modificando la terapia senza soluzione di continuità per soddisfare l’individuo.

I ricercatori hanno caricato un menu di 70 applicazioni su dei tablet per lo studio. Le applicazioni variavano notevolmente nella loro complessità cognitiva, si andava da una app che visualizzava le foto di un cucciolo a una con i puzzle di Sudoku.

I ricercatori hanno trovato che l’uso del tablet era sicuro per ogni paziente, indipendentemente dalla gravità della demenza e che, con un’adeguata sorveglianza e formazione, il tasso di interazione con i dispositivi era quasi il 100 per cento.

Lo studio inoltre ha trovato che il tablet era efficace nella riduzione dei sintomi dell’agitazione.

Ipsit Vahia ha raccontato di un paziente, che parlava solo rumeno ed era molto chiuso e irritabile: i farmaci erano inefficaci nel controllare i suoi sintomi.

Abbiamo iniziato mostrando video clip su YouTube e il suo comportamento è cambiato istantaneamente, ha detto il ricercatore.

Migliorato il suo stato d’animo, il paziente è diventato più interattivo.

Il paziente e il suo team di supporto medico hanno anche iniziato a utilizzare una app di traduzione in modo che il personale potesse fare  domande semplici in rumeno, facilitando l’interazione.

La ricerca è stata pubblicata su ‘The American Journal of Geriatric Psychiatry’.

Tablet, smartphone, videogiochi e televisioni sempre più interattive: la tecnologia è ormai diventata parte integrante
I ragazzini che passano molte ore su smartphone, console di gioco, computer e tablet mettono
Samsung ha brevettato il suo primo smartphone a conchiglia, ossia che si può piegare a

Samsung: un Galaxy X ripiegabile?

Samsung ha brevettato il suo primo smartphone a conchiglia, ossia che si può piegare a metà.

Quando è nel suo stato tradizionale, il telefono assomiglia molto a un qualsiasi altro telefono cellulare della linea Samsung Galaxy. Quando è ripiegato, il telefono lascia ancora intravedere un connettore, nella piegatura, che permette di caricare il telefono, il quale avrà anche una speciale base per essere ricaricato quando è collegato.

La tecnologia brevettata potrebbe essere utilizzata per realizzare smartphone e tablet di fascia alta in grado di essere piegati e messi in tasca. Avrebbe inoltre un lettore dell’impronta digitale o dell’iride, in grado di identificare l’utente.

Secondo alcune voci, Samsung starebbe preparando anche il suo primo telefono cellulare a conchiglia economico, con uno schermo con risoluzione 4K, che dovrebbe essere lanciato nel 2017 e potrebbe chiamarsi Galaxy X.

Lo sport dà benessere, riduce la mortalità, favorisce la secrezione degli ormoni della "felicità",  rallenta l'invecchiamento
Secondo una ricerca, realizzata da Axess Public Relations, "per 2 italiani su 3 è meglio
“Finalmente Governo e Parlamento hanno capito che serve un segnale forte per ridurre il numero
Due donne sono state temporaneamente accecate in un occhio dopo che avevano utilizzato lo smartphone